Vegan – Marie Laforet


veganTorniamo a parlare di salutismo ed alimentazione in un luogo dove spesso e volentieri si discute di Animali nel senso più etico e consapevole. Questo perchè molti pensano che la liberazione animale debba passare per forza di cose dalla bocca dei consumatori piuttosto che dalla coscienza di chi partecipa allo sfruttamento. Forse sì, forse no? Il tempo potrà darci torto o ragione, nel frattempo ognuno faccia la propria parte e partecipi con convinzione alla causa sperando che la collaborazione di milioni di persone sensibili possa un giorno alleviare e quindi sollevare le sofferenze di miliardi di Animali innocenti ed indifesi. Detto questo passiamo alla divulgazione di un ottimo strumento di lettura: il libro. Nell’epoca più gloriosa dell’informazione i testi scritti su carta sembrano essere esclusi dalla divulgazione di massa considerati perciò vecchi e polverosi. Niente di più sbagliato ovviamente! Non esiste niente di meglio nell’entrare in una libreria e lasciarsi rapire da centinaia di titoli interessanti e succosi di cultura. Nell’immaginario editoriale c’è solo l’imbarazzo della scelta e non mancano certamente i buoni propositi. Oggi parliamo di un autrice molto interessante che ha pubblicato recentemente un volume illustrato ricco di tante ricette vegetali: “Marie Laforet – Vegan”.

Oltre 500 ricette vegan per tutte le occasioni!

“La cucina vegan è ricca di creatività, fantasia e gusto: mangiare vegan vuol dire gustare una varietà senza uguali di cibi, un tripudio di colori, sapori, profumi e inventiva, ma soprattutto scegliere una dieta sana per se stessi e compiere una scelta etica per il pianeta.”

Da sempre una “buona” alimentazione ricca di cibi salubri e gustosi è sinonimo di ottimo stato fisico e mentale. Di contro purtroppo in un passato recente un consumismo esasperato, e a tratti scellerato, ha contribuito ad incrementare un approvigionamento di sostanze nutritive poco consone all’organismo Umano. Da circa 60 anni il consumo di carne e derivati è aumentato in modo esponenziale incrementando un mercato che non ha nessun interesse a privilegiare la salute delle persone. Tralasciando l’aspetto etico, che trattiamo in altri articoli, qui vogliamo puntualizzare la scoperta di cibi spesso tralasciati o addirittura ignorati dalla maggior parte dei consumatori poco attenti alla scoperta di nuovi (vecchi) sapori e profumi. Come non affermare con convinzione tutta la bontà di una serie infinita di vegetali e frutti altamente ricchi di aromi e fragranze inconfondibili? Non a caso nella maggior parte delle macellerie l’odore del sangue viene cammuffato o addirittura estromesso, proprio per la sua ripugnanza intrinseca. Dentro questo libro avrete solo l’imbarazzo di scegliere tanti ingredienti a volte sconosciuti ma piacevolmente inaspettati, corredati da tante fotografie e descrizioni semplici ma non prive di attenta meticolosità. Tutto questo per non sbagliare nella vostra cura ed attenzione in cucina e nei vostri pranzi giornalieri. Basterà seguire i preziosi consigli dell’autrice e certamente non sbaglierete nelle vostre buonissime preparazioni.

Per concludere inserisco il link-info prelevato direttamente dal sito Edizioni Il Punto D’incontro

 

Non mi resta che segnalare il libro per i vostri (spero) eventuali acquisti:

Vegan – Marie Laforet

Buona lettura, e buon appetito!

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Per capire…devi sapere


cervello

“Mettiti comodo perché non sarò breve.
Per avere un’idea di cosa sia il mercato legato alla produzione e sfruttamento della popolazione animale sul nostro pianeta, non basta concentrarsi su quelli che vengono uccisi, ma bisogna analizzare tutta la filiera di produzione. In un anno, nel mondo vengono allevati circa un 1 miliardo e trecento milioni di bovini, 2 miliardi e settecento milioni di ovini, 1 miliardo di suini e circa 14 miliardi di polli, galline, tacchini ed altri volatili. (fonte:Legambiente).
Paradossalmente l’industria della uova incide enormemente nella cifra finale di morti annui perché è responsabile della morte di miliardi di pulcini maschi.
Contare i capi ittici che vengono allevati è pressoché impossibile, anche solo per il fatto che vengono commercializzati per peso e non per numero di esemplari.
Solo in Europa venivano prodotti, nel 2001, 1,3 milioni di tonnellate di pesce. (fonte. Confagricoltura, Greenpeace), al giorno d’oggi la cifra è sicuramente aumentata.
Insomma, per non dilungarci troppo, ogni anno al mondo vengono “prodotti” circa 60 miliardi di animali.
Questi numeri sono destinati ad aumentare per la crescente domanda che proviene dai paesi in via di sviluppo.
Ovviamente lo sfruttamento del regno animale dà da vivere a milioni di persone, a partire dagli allevatori, per finire al rivenditore sotto casa, passando per i ristoratori, i macelli, gli acconciatori, la moda, le case farmaceutiche, ecc.
Per l’umanità gli animali sono una “risorsa”, una specie di materia prima, niente di più.
Va da sé che questi animali non possono matematicamente avere una bella vita perché il loro impatto economico di produzione dev’essere tenuto più basso possibile affinché la vendita della suddetta materia prima sia conveniente. Quindi se un pollo (che dovrebbe vivere libero) sarebbe, diciamo, “sereno” in un cortile di 9 metri per 9 (e sarebbe comunque un prigioniero) dovrà accontentarsi di uno spazio di 40cm x 20cm, per tutta la (breve) vita.
L’unico modo per abbattere il costo di produzione e massimizzare il guadagno è allevare il maggior numero di animali possibile, nel minor spazio possibile, con il minor numero di personale per capo, spendendo il meno possibile in medicine, cure e cibo. Quello che si profila è un allevamento intensivo. Una sorta di lagher in terra. Un luogo di terrore, maltrattamento, violenza fisica e psicologica, malattie, solitudine, sangue, morte, disperazione. Una specie di inferno legalizzato, dove la soglia dei diritti degli animali è fissata al nulla.. hanno il diritto di respirare.. poi? Basta.
Gli animali, che vi ricordo, sono esseri viventi, hanno perso:
Il diritto di vivere liberi

Il diritto di avere un compagno
Il diritto di avere figli
Il diritto di crescerli
Il diritto di invecchiare
Il diritto di mangiare ciò che vogliono
Il diritto di lamentarsi
Il diritto di protestare
Il diritto di respirare aria fresca
Il diritto di morire per cause naturali

Ignorare le condizioni in cui vengono tenuti gli animali è uno stato involontario adolescenziale, la verità è troppo cruda per mostrarla ad un bambino, soprattutto quando quest’ultimo è bombardato da milioni di bugie finalizzate a sopprimere i suoi istinti umani primari, la compassione, l’empatia, la condivisione e l’amore; ma fare finta di nulla da adulti è una colpa vergognosa e disumana.
In questi lagher in cui i prigionieri vengono tenuti dalla nascita alla morte (violenta), conducono un’esistenza priva di qualsiasi sentimento positivo. Vengono isolati dai genitori immediatamente, picchiati e nutriti a forza, bombardati di antibiotici e medicinali, il tutto per raggiungere un peso congruo al macello.
In altri casi vengono tenuti legati e violentati fino allo sfinimento, in modo da produrre latte da mungere.
E ancora, tenuti a terra a sfornare figli da far uccidere, sdraiati nelle loro feci a volte incapaci di voltarsi anche solo per guardarli una volta sola…
Sono costretti a sopprimere gli istinti di correre liberi o nuotare contro la corrente dei torrenti, gli viene impedito di ferirsi privandoli del becco, gli viene impedito di nutrirsi dalle mammelle delle madri (per quei pochi che hanno la fortuna di vivere insieme) attraverso strumenti degni dell’inquisizione spagnola. Gli viene impedito di volare, riposare, saltare, gioire, semplicemente vivere, gli viene solo concesso di esistere per un po’.
Quello che il cuore di ognuno di noi sa, ma non ricorda, è che ogni singolo animale che ho citato è un essere vivente in grado di formulare pensieri, provare emozioni, amare i suoi cuccioli.
La dissonanza cognitiva che colpisce il genere umano è così radicata e profonda che lo rende “vittima” di una forma di discriminazione razziale che viene definita specismo.
Lo specismo è quel torpore mentale che impedisce ad un essere umano di comprendere un fatto di una semplicità elementare, cioè che non esiste differenza alcuna tra un cane, un gatto o una mucca e un maiale. Anzi, quando ci si libera dalla patina più spessa dello specismo si comprende, piuttosto semplicemente, che non esiste differenza nemmeno tra un pollo ed un uomo. (fonte: il mio cuore)
Purtroppo, però, lo stato di trance dovuto alla presunzione di superiorità insita nella razza umana, quella che lo spinge ad uccidere per possedere, a sottomettere per sfruttare, a discriminare per emergere, mista allo stato di ignoranza in cui viene al mondo, che fa di ogni essere umano una vittima di manipolazione mentale politica e religiosa, domina l’esistenza della moltitudine di persone che calcano questa terra. In questo stato di trance, imbellettato e truccato a festa da miriadi di prodotti di origine animale, in un rumore assordante di colori ed offerte speciali, è impossibile percepire il silenzio della morte.
La morte che non conosce sosta e che avvolge con il suo mantello nero l’intero pianeta come una notte eterna, la morte che si prende 56 miliardi di animali ogni anno, 170 miliardi contando i pesci, 5.390 ogni secondo, di ogni minuto, di ogni ora, di ogni giorno. Sempre.

Nello specifico, uccidiamo:

polli (45,9 miliardi)
anatre (2,3 miliardi)
maiali (1,2 miliardi)
conigli (857 milioni)
tacchini (691 milioni)
oche (533 milioni)
pecore (515 milioni)
capre (345 milioni)
mucche (292 milioni)
bufali (23 milioni all’anno)

L’elenco del «genocidio» prosegue con 65 milioni di roditori, 63 milioni di uccelli, 4 milioni di cavalli, 3 milioni di asini e muli. Chiudono la classifica dello «sterminio», 2 milioni di cammelli e dromedari che per fortuna, almeno in Italia, non hanno gran mercato, e, ovviamente, tutti i pesci: balene, delfini, tonno, salmone, orate, spigole, cernie, gamberetti, merluzzi, pesce azzurro, sardine, ecc.
Questa ecatombe ha conseguenze su tutto l’equilibrio del pianeta, alcune più evidenti, altre meno.
Una delle più grandi bugie che ci sono state dette e continuano allo sfinimento, è la mezza verità che l’uomo ha sempre mangiato carne e che, quindi, è di natura onnivora.

Questo dato è falso come una banconota da 3 euro.

 

Franco Libero Manco, AVA Associazione Vegetariana Animalista:

“L’uomo nasce come animale frugivoro e per milioni di anni si alimenta allo stesso modo delle scimmie antropoidi, finché nell’ultima glaciazione, circa qualche milione di anni fa, le foreste, diventate gradualmente inospitali a causa di cambiamenti climatici, si trasformano in savane e i nostri progenitori, sprovvisti di qualunque arma naturale, adatta ad inseguire, a dilaniare e a mangiare la durissima carne cruda della preda, per sopravvivere, si adattarono a mangiare anche la carne, vivendo di sciacallaggio, cioè dei resti degli animali predatori. L’introduzione, anche se relativamente modesta dell’alimento carneo (circa il 25-30 %) nella loro dieta naturale, fondamentalmente vegetariana, portò ad un calo a picco della lunghezza della vita media dell’individuo (circa il 50%), probabilmente dovuto al conseguente sviluppo delle malattie. L’uomo nasce nelle grandi foreste dell’Africa equatoriale, come animale arboricolo, cioè che vive principalmente sugli alberi, contemporaneamente allo sviluppo delle angiosperme, le piante da frutto e, per circa 4 milioni di anni, si nutre di frutta, semi, germogli, bacche, foglie e radici. Anche quando inserisce nella sua dieta la carne, resta fondamentalmente vegetariano. Dedicandosi sempre di più all’agricoltura e meno alla caccia, l’alimento carneo diviene sempre più raro e, nel tempo, relegato soltanto ai ricchi, come status simbolo di una condizione economica. L’uomo attuale, strettamente imparentato con gorilla, scimpanzé, gibboni e urang- tang, appartiene alla classe dei mammiferi, all’ordine dei primati, alla famiglia degli ominidi, al genere homo, alla specie homo sapiens ed ha con questi in comune il 98% circa del patrimonio genetico. E’ anatomicamente strutturato come questi avendo, infatti, due mani e due piedi, niente coda, occhi che guardano in avanti, ghiandole mammarie sul petto, milioni di pori sudoripari nella pelle, pollice della mano opponibile, adatto a raccogliere semi e frutti, apparato masticatorio come il nostro, canini poco sviluppati, grandi molari smussati, adatti a triturare cibi duri e, quindi, notevole spessore dello smalto, forma dei denti con cuspidi arrotondati, incisivi ben sviluppati, adatti a tagliare i frutti e i vegetali, inoltre ghiandole salivari ben sviluppate come le nostre, saliva ed urina alcalina, lingua liscia, stomaco con duodeno, l’intestino (lungo 12 volte la lunghezza del tronco) è sacculato, cioè a zone che servono alla fermentazione degli alimenti vegetali, la placenta è discoidale, il colon convoluto. Struttura anatomica generale praticamente identica alla nostra. Il fatto che questi nostri parenti siano vegetariani indica chiaramente che l’essere umano non sia stato strutturato dalla natura a mangiare la carne, e che non è, come alcuni sostengono, un animale onnivoro. L’animale onnivoro, infatti, ha 4 zampe, coda, occhi che guardano di lato, mammelle sull’addome, incisivi assai sviluppati, molari possenti, formula dentale differente dalla nostra, saliva ed urina acida, fondo dello stomaco arrotondato, canale intestinale 8 volte la lunghezza del tronco, placenta non caduca. Anche se l’essere umano, per la propria sopravvivenza, si è abituato a mangiare di tutto, questo non vuol dire che sia predisposto ad essere onnivoro: lo è diventato per sopravvivenza, per abitudine, vinto dal gusto della carne cotta. Ma, a causa di questo cambiamento di dieta, ha pagato e paga con malattie e con il conseguente accorciamento di almeno 20 anni della sua vita I primi bracieri ardenti per cuocere il cibo risalgono soltanto a 50 mila anni fa. Da questa data l’uomo addomestica animali in recinti e si dedica allo sviluppo dell’agricoltura, mentre la comparsa, in Egitto, dei primi rulli di pietra per macinare il grano risalgono soltanto a 10 mila anni fa. In passato, la carne veniva consumata saltuariamente e per questo l’organismo aveva più possibilità di metabolizzare questo prodotto senza eccessivi effetti collaterali. Il problema del consumo della carne arriva in Occidente dal 1950 in poi , in virtù del benessere economico. Così, tutta la popolazione ha potuto finalmente appagare la fame ancestrale di questo prodotto, facendone un uso smoderato, ma sovvertendo la millenaria tradizione alimentare e con effetti devastanti per la salute umana.”

 

 

Original post Per capire, devi sapere

Foto prelevata liberamente dal web

Ambientalista (onnivoro)


Non credo nei cambiamenti climatici.jpg

Sicuramente il tema ambientalista oggi è più che mai attuale, ma la verità più scomoda (per citare un altro doc. famoso) è che l’avvento recente (poco più di un secolo fa) del capitalismo americano ha generato un consumismo talmente esasperato da non lasciare eredi futuri. Sembra facile e scontato dare la colpa allo smog, alle industrie chimiche o peggio agli allevamenti intensivi…ma quello che non è ovvio per niente è che più di 200 miliardi di Animali ogni anno muoiono per soddisfare la fame di gola e gloria di un essere Umano egoista e corrotto.
Non serviranno altri speciali film propagandisti per celebrare l’ego psicotico di un killer spietato così tanto narcisista da affermare:

“Questa è pelliccia d’Orso? E’ fantastico!”

 

Foto di Banksy

Video di National Geographic Channel

 

You are here


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Di Olmo Vallisnera

“Com’è tragicamente ridicola la convinzione che hanno in molti di credere di essere superiori agli altri animali. La concezione classica descrive la superiorità in funzione del fatto che siccome ragioniamo e costruiamo, leggiamo e parliamo allora ovviamente, siamo non solo meglio ma abbiamo il diritto di comandare su tutti e tutto. Come se gli altri animali non avessero facoltà proprie, come se non ragionassero o costruisssero. Il fatto che abbiano comportamenti diversi o incomprensibili a noi è sufficiente per farne degli inferiori ? Un’assurdità peggiore non esiste, perchè non solo è falsa ma spaventosamente pericolosa. Quando si commette l’errore di pensare di avere più diritti di altri si giustifica la violenza e il predominio. Invece di inginocchiarvi sempre davanti a una chiesa, una nazione, un comando, cominciate ad alzarvi e vi accorgerete che siete trattati esattamente come gli altri animali, cioè privati dei vostri diritti naturali. Se l’autorità corrompe chi la possiede è certamente vero che degrada chi ne è vittima. Siete rassicurati quando pensate di avere intelletto e autodeterminazione ? Bene, non siete i soli ad avere queste peculiarità, così come non siete i soli ad avere qualsiasi altra particolare destrezza. I linguaggi non sono solo parole, fosse così non riconoscereste neanche il tramonto che guardate la sera. Siamo parte del tutto e il tutto è formato da miliardi di variabili dove certo, ci siamo anche noi esseri umani ma rasserenatevi non siamo neanche i più utili. Abitiamo un mondo assieme ad altri, viviamo le nostre emozioni e la nostra vita accanto ad altri, perchè sprecare le energie pensando di essere di più, siamo solo individui, abitanti di questa terra, le cazzate da divinità o ego lasciamole ai signori con la tonaca o il palazzo di acciaio e cristallo. Quando insultano o privano la libertà di un essere senziente stanno insultando e privando la libertà a tutti, è terribilmente semplice…

Terrorismo mediatico


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Ci si meraviglia tanto che i probabili terroristi siano benestanti, acculturati e di buona famiglia…e non si riesce a capire invece che queste considerazioni sono semplicemente scontate e plausibili! E’ veramente paradossale non concepire la follia presente nella società industrializzata. Si resta sbigottiti davanti a tanto terrore, un sentimento assolutamente più che giustificato, ma pensare che l’origine sia da ricercare solo tra le file di probabili integralisti, jihadisti o altre ipocrite macchinazioni…è sicuramente un ingenuità da non condividere. Esiste ben altro oltre le apparenze! L’islam è una religione monoteista, la seconda per numero di fedeli dopo il cristianesimo, e proprio come esso ha mietuto vittime a dismisura tramite secoli di raccolta e predominio. Le religioni esistono per dividere i popoli, non certamente per unirli. Il concetto di fede è individuale e non ricercabile in deleteri coivolgimenti di massa. Si creano attriti e scontri per ottenere consensi e strategie di potere che non riguardano il proprio credo personale. Accusare gli esuli di terrorismo è dannatamente sbagliato! Come se il primo pensiero di un rifugiato siriano o iracheno o palestinese, in fuga dalla guerra e dalla miseria, fosse quello di farsi saltare in aria tra la folla o di fare uno strage a colpi di mitra nel primo locale pubblico…rispetto invece ad un più naturale istinto di sopravvivenza e di riscatto.

war business

Come è anche vero che gli scontri arabo-israeliani sono costituiti da due fronti nettamente squilibrati per quantità e intensità. Da una parte un esercito super-attrezzato ed iper-addestrato alla guerra offensiva piuttosto che difensiva, e dall’altra una popolazione più che inerme ed affamata da privazioni forzate. I probabili attentatori palestinesi sono più che altro motivati magistralmente da gruppi sovversori che nulla hanno da condividere con chi ogni giorno lotta per un avvenire di pace e salvezza. Eppure c’è chi li accusa di terrorismo, di invasione, di furto alla nostra libertà. Bisogna essere psicopatici per pensare ad un avvenire di benessere concepito versando sangue altrui. Questo va detto prima di ogni altra considerazione!

 

Dietro gli attentati terroristici esiste un macabro piano di complotto internazionale, utile ed abile a creare squilibri geo-politici indispensabili per diffondere l’egemonia dei paesi ricchi su quelli poveri.

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opportunità

guerra