Animal machine


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Negli anni settanta alcuni ricercatori francesi espiantarono mammelle di Mucca per mantenerle vive ed attive in laboratorio. Prove scientifiche determinarono che era possibile avere organi viventi privi del corpo Animale. Esperimenti degni del miglior Frankestein, e tutto questo per poter garantire un efficiente produzione di latte senza i costi dell’allevamento intensivo. Specie autoctone completamente devastate nella loro biologia primordiale! E ancora oggi c’é chi si permette di affermare ipocritamente che…”sono soltanto Animali”!

 

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Una delle Mucche torturate per ottenere un latte di migliore qualità

 

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“Una Mucca fistulata è una Mucca con un foro praticato intenzionale in essa al fine di “ricerca scientifica”. La fistulazione, da oltre 150 anni, è stata utilizzata per osservare i processi digestivi degli Animali vivi, con il suo primo uso “scientifico” registrato sugli Animali risalente al 1833. In tempi moderni, i ricercatori installano un dispositivo di plastica chiamato “cannula” nell’addome aprendo così una “finestra” di accesso costante sullo stomaco dell’Animale. Con ciò, osservano la velocità con la quale la Mucca digerisce vari alimenti e quali sostanze chimiche/processi biologici, il cibo subisce. I ricercatori chiamano questi fori, fatti chirurgicamente, fistole…i quali sono coperti da una cannula del diametro di circa 15 cm tramite una membrana trasparente, una sorta di copertura dal mondo esterno. Sono utilizzati per testare la digeribilità dei vari alimenti del bestiame, per alimentare direttamente ed in modo specifico le mucche, e per osservare come il cibo passa attraverso il loro stomaco, e soprattutto per vedere come viene elaborato. Il tutto con l’unico scopo di prolungare la vita della Mucca e conseguentemente di prolungare e massimizzare la produzione del latte nell’allevamento, il che equivale a maggiori e più duraturi profitti…per l’allevatore ovviamente!”

Laverabestia.org

 

Documento Animal Machine

 

 

Vergognoso il progresso, vergognoso il profitto!

 

 

La beffa dello specismo


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Lo sfruttamento Animale oggi è talmente radicato, e a tratti mistificato in ogni settore produttivo e sociale, che sembra impossibile stabilire a priori una condotta efficiente e quindi vincente. Scontrarsi di fronte a secoli e secoli di dominio ha determinato uno status di sottomissione estremamente meccanizzato. Nuove tecniche di sfruttamento sono all’orizzonte, ed imporsi un autodisciplina negli usi e nei costumi sembra non bastare di fronte ad un sistema di potere così altamente sofisticato. Ora affermare che il riduzionismo non sia una delle soluzioni possibili può essere una scusante, come può esserlo pensare che l’eliminazione degli allevamenti intensivi possa di colpo annientare la sofferenza degli Animali. L’antispecismo è giovane ed in continua evoluzione proprio perchè il dominio sui deboli adotta nuove e feroci contromisure.  Le opposizioni si scontrano con un sistema altamente mercificante che non lascia spazio a deboli interventi. In passato numerosi individui abili e perspicaci hanno cercato di contrastare le grandi aziende responsabili dello sfruttamento, tramite mosse mirate a creare shock e scoop scandalistici. In parte ci sono riusciti proprio perchè hanno generato una riduzione negli affari di dominio. Credo bisogni andare oltre queste condotte di attacco e portarle più avanti nella loro efficacia e durata, anche se alcuni sono convinti che occuparsi di tutela e rispetto verso gli Animali non dovrebbe riguardare altro, ovvero altri modelli di violenza e sfruttamento o discriminazione. Io non credo si possa evitare di parlare di altre ingiustizie…altrimenti dovremmo vivere in una campana. La presa di coscienza è unica, e non a scompartimenti.

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Ma a prescindere da questo concetto…fino a che punto arriva lo sberleffo? Fino a che livello si utilizzano ipocriti messaggi mirati a scuotere il portafoglio? Ci si chiede se sia necessario utilizzare tali strumenti per indurre i consumatori ad acquistare carni ed affini. E’ veramente utile ed indispensabile adottare una gigantografia stradale in cui si vuole rappresentare una “braciola di suino”? (così viene chiamata dagli addetti ai lavori). Un Maiale su due zampe in un cartellone 6 mt x 4 sorretto da un macellaio barbuto che fieramente mostra impeto e soddisfazione. Probabilmente la mia riflessione può apparire estrema ed esagerata solo perchè non mangio carne? O forse perchè io sono contrario alla logica speculatrice dei supermercati? Forse! Ma la sostanza non cambia, e mi chiedo perchè mai (come in altre occasioni), si preferisce evidenziare con così tanta audacia un pezzo di Animale da vendere un tanto al kg. Se a rispondere fossero i destinatari finali, compiacenti della promozione, probabilmente ribalterebbero la questione tramite una “zucca” egualmente enorme fatta a fettine. Oppure se a giustificarsi, neanche troppo frettolosamente, fossero gli autori di tale cartellone pubblicitario nessuno potrebbe convincerli a desistere in futuro. Non è permesso protestare e non è permesso ostacolare lo sviluppo commerciale, in ogni sua forma. Si è passibili di denuncia se si crea danno e dolo verso chi “onestamente” porta il profitto a casa propria, anche se questo deve rappresentare uno spargimento di sangue (Animale ovviamente, quello Umano è un altro capitolo).

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D’altra parte vendere carne è un lavoro! Infatti nessuno vi sta chiedendo di non farlo, nessuno vi sta supplicando di non mangiare Animali. Non è questo il punto! La richiesta è rivolta solamente ad una maggiore decenza e coerenza a causa di un ammiccamento poco rispettoso e dignitoso. Chiedere rispetto è una cosa ardua, soprattutto da parte di chi non lo ha neanche verso i propri lavoratori sfruttati a dovere senza neanche onorare il minimo rigore dei contratti di lavoro….figuriamoci quindi averlo verso le vittime ormai defunte! La mia non è un accusa, la mia è una pura considerazione pacifica che mi permette di auspicare un futuro migliore, un futuro più libero, più sano (non certamente questo). Abbiate la compiacenza di riflettere e di capire gli errori di questa società estremamente violenta e sprezzante.

Fatelo con l’eguale sufficienza che utilizzate mentre riempite il vostro piatto di putridità, grazie.

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(nella foto carne di Macaco)

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Dal settore agricolo alla bioedizia, dal tessile all’alimentare, fino all’uso terapeutico…la canapa si impone come pianta del futuro, tramite realtà imprenditoriali abili e responsabili nel creare nuovi posti di lavoro, nuove opportunità di benessere, nuovi orizzonti di scambi culturali…ovviamente in un ottica di produzione e vendita non speculativa. Ma non è facile, e non è sicuro che ciò avvenga concretamente e in breve tempo. In passato la canapa è stata bistrattata, screditata e poi esclusa da un consumo etico e responsabile. Le grandi aziende corporative hanno impiantato una massiccia campagna denigratoria, trasformando un bene comune in una minaccia per la salute ed il commercio. Proprio perchè l’avvento delle plastiche e della chimica farmaceutica dovevano rappresentare il nuovo secolo consumista, la nuova rivoluzione industriale a cui i grandi capitalisti si stavano aggrappando viscidamente per dare sfogo alle loro bramosità di fama e potere. La disinformazione è stata enorme, con condanne pregiudiziali che hanno favorito preconcetti errati e fuorvianti.
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La canapa utile (Cannabis sativa) è una specie del genere cannabis ed è coltivabile soprattutto per uso tessile, ma anche edile, o per la produzione di carta, e addirittura per la farmacognosia. In essa sono presenti alcune sostanze stupefacenti in percentuali variabili a seconda della varietà. Prima dell’avvento del proibizionismo essa era molto diffusa nel mondo come importante ed essenziale materia prima, essendo una delle piante più produttive in massa delle zone temperate del pianeta. Ma nonostante la sua origine “calda” può sopportare i climi più diversi e pertanto facilmente coltivabile nelle più svariate zone terrestri, con opportuni accorgimenti e metodologie appropriate.
Oggi la legalità della cannabis varia da paese a paese, negli Stati Uniti per esempio è stata vietata nel 1937 con l’emanazione del “Marijuana Tax Act” a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt. Fraintesa dunque come anticamera di un processo dipendente da sostanze stupefacenti la canapa è stata per decenni censurata e ghettizzata a sostanza illegale, senza che fosse permessa una produzione lecita e pertanto ricca di vantaggi. Apparentemente sempre più persone sembrano risvegliarsi da questo torpore esistenziale e, con enormi difficoltà di apprendimento e condivisione, stentano a creare una piena consapevolezza sui benefici estesi di questa ottima risorsa naturale. Le conoscenze, gli studi e gli sviluppi di questa antica e preziosa pianta potrebbero apportare numerosi benefici per tutta la collettività…se solo i poteri forti dell’industria e della finanza potessero crollare a poco a poco dentro una cupa nube di autodistruzione.
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Il cibo, gli oggetti, gli usi e le attitudini di questa società capitalista (definita erroneamente moderna) sono strettamente correlati allo sfruttamento Animale. Gli additivi d’origine Animale sono abbondantemente presente in ogni fase della produzione alimentare, negli alimenti più impensabili. Lana e seta ed ogni pellame costituiscono la moda rappresentativa di uno status sociale senza eguali nella storia, e le ripercussioni sono inimmaginabili. Basti pensare ad alcune zone industriali della Cina dove esistono veri e propri lager di detenzione in cui Cani, Volpi ed ogni genere di sventurata creatura viene uccisa selvaggiamente per ricavarne tessuto o pelle d’ornamento. E che dire del traffico d’avorio (recentemente solo in parte vietato) generatore nei decenni passati di vere e proprie spedizioni di morte, con l’uccisione di migliaia di Elefanti e Rinoceronti. Lo sfruttamento Animale ha generato in un solo secolo un miriade di vittime Animali che non eguali nella storia di questo pianeta. C’è chi afferma ipocritamente che l’essere Umano si sia sempre nutrito di loro, si sia sempre coperto di loro, abbia sempre utilizzato le loro qualità naturali per i più svariati metodi di cura e terapia. Ma quello che spesso non viene analizzato è la metodologia feroce ed indiscriminata che è stata perpetrata in così breve tempo. Le seguenti specie viventi sono in via d’estinzione: Elefanti, Tigri, Oranghi, Lupi, Balenottere azzurre, Zebre, Tapiri, Cercopitechi, Furetti piedi neri, Gibboni, Licaoni, Fagiani, Giraffe, Babbuini, Bisonti, Delfini, Ghepardi, Mandrilli, Leoni, Panda, Pipistrelli, Squali, Aquile delle Filippine, Condor della California, Pinguini, Cormorani, Albatri, Tartarughe, Coccodrilli, Storioni, Aragoste, Gamberi…ecc.ecc.ecc. in una lunga lista che si aggiorna in tempi brevissimi. E questo non per cause naturali, non per calamità o epidemie, non per qualche ragionevole dubbio che potrebbe far pensare ad una modificazione del ciclo vitale di questi esseri viventi. No! L’unica ragione è lo sterminio in atto generato volontariamente dall’essere Umano a causa dei suoi ipocriti scopi, e anche indirettamente per alcune manovre estreme che hanno generato uno stravolgimento precoce negli habitat naturali di queste creature. In sostanza è sempre colpa dell’Umano. Ormai è diventata una macabra certezza, quasi una prassi scontata e a tratti psicotica. Basti pensare alla produzione da olio di palma, la cui deforestazione ha messo in pericolo di vita migliaia di Oranghi. Basti pensare alla mattanza che avviene puntualmente ogni anno a danno di Delfini e Balene. Basti pensare alla pesca indiscriminata che sta svuotando mari ed oceani. Basti pensare ad ogni Animale d’allevamento che viene concepito, nutrito ed ucciso solo per il breve tempo necessario a “maturare” la carne.
Una Mucca in libertà potrebbe vivere per ben 20/25 anni, senza costrizioni di sorta, senza per forza di cose essere ingravidata artificialmente per generare un Vitello…che neanche potrà coccolare tra i sui istinti materni. Senza essere sfruttata per 4 o 5 anni tramite l’utilizzo di vere e proprie pompe idrauliche, per essere spedita poi (ormai esausta) al macello. Gli esempi rappresentativi di tale scempio sono infiniti, e degni di ogni infausta automazione. Non è difficile immaginare come tale genocidio sia il risultato macabro di moderne tecniche di macellazione che sono state concepite solo per il gusto bramoso di ottenere profitto. L’epoca della mercificazione è una triste realtà, ed ogni consumatore che si rispetti è complice e colpevole in tutte le variabili possibili.
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Per sopperire a questo genocidio esiste un mondo parallelo in cui alcune persone responsabili stanno cercando di agire al meglio per preservare le specie viventi ed ogni ambiente circostante. Esistono figure professionali sempre più indirizzate alla preservazione della vita terrestre, in ogni sua forma. Esistono nuovi approcci al consumo che risparmiano, tutelano e conservano le risorse naturali. Esistono metodologie all’avanguardia nell’etica e nella consapevolezza che aiutano sempre più persone a guardare verso un futuro più libero e pacifico. Ma nonostante tutto questo non è facile e non è detto che sia plausibile una rivoluzione nei tempi e nei modi soddisfacenti. Non è certo che si applichi una rinascita culturale e sociale. Nessuna possiede la soluzione in tasca, ma certamente restare a guardare senza poter fare nulla di concreto è purtroppo una colpa anch’essa. Bisogna rivalutare ogni abitudine quotidiana per far sì che le prossime generazioni possano almeno in parte godere di un autentico stravolgimento dei propri bisogni.
Foto di Nir Vana e Roger Olmos , altre da Wikipedia

Fast food generation


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Da dove prendi le proteine? Questa è la classica domanda che spesso ci sentiamo dire. In realtà il mito delle proteine cosiddette “nobili” è un invenzione dell’industria zootecnica e di qualche medico nutrizionista scarsamente informato e poco preparato in materia di corretta alimentazione. Basta studiare un po’ e rendersi conto che ogni cibo d’origine vegetale, nelle giuste dosi e quantità, è completo di tutte le sostanze nutritive (proteine comprese) utili ad un buono stato di salute. Ma in una società moderna prettamente carnivora, costituita dal predominio dei fast food, non è difficile credere come questa falsa teoria sia stata ben inserita nelle abitudini quotidiane dei consumatori. Per decenni gli industriali della carne hanno mentito ed avvelenato spudoratamente milioni di persone, devastato l’ambiente, ucciso centinaia di miliardi di Mucche, Maiali, Galline, Cavalli ed ogni specie commestibile! E tutto questo solamente per la ricerca di un profitto opportunista. Il libero mercato capitalista ha indotto i sognatori del successo a creare dei luoghi di martirio adatti esclusivamente alle torture legalizzate. La vecchia e tanto amata fattoria degli Animali (decantata positivamente nei racconti d’oltralpe) ha lasciato spazio ad immensi territori recintati, ad enormi capannoni climatizzati, a laboratori estremamente angustia strumenti e macchinari altamente sofisticati proprio perchè degni del miglior racconto horror. La mercificazione delle vite Animali ha raggiunto l’apice massimo tramite l’industrializzazione della carne. Oggi i mattatoi costituiscono l’invenzione più infernale e terrificante mai concepita dall’essere Umano! Ogni pratica d’efferatezza passata, quale terribile essa sia, non potrà mai arrivare a tanta crudeltà e ferocia! Non esiste in natura un paragone simile cui poter accomunare una pratica di uguale uccisione! I congegni e i dispositivi adottati dagli addetti alla macellazione sono il risultato di anni di studio e sperimentazione. Essi sono utili a determinare la massima resa con il minimo sforzo, ovvero il massimo profitto con il minimo investimento. Sono queste le rigide regole del capitalismo moderno, regole che hanno permesso all’industria dei fast food di inserire nei loro preparati alimentari il 15% di scarti di macellazione altamente inquinati da feci ed urine, porzioni di organi soggetti a sterilizzazione forzata tramite idrossido d’ammonio…una sostanza chimica letale per la salute Umana! Esistono indagini e condanne penali a danno di grossi brand alimentari che per anni hanno ingannato i consumatori e deturpato ogni ragionevole considerazione in materia alimentare.

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Eppure nonostante tutto questo scempio si continua a diffondere una squilibrata concezione del cibo, proveniente solo ed esclusivamente da tecniche industriali contrarie ad ogni etica e salvaguardia. Se riflettiamo poi sulle orrende pratiche ereditate proprio dagli inventori del cibo spazzatura, viene facile concepire come sia plausibile un rifiuto totale da tutto ciò che rappresenta la produzione di carne e derivati. L’accanimento con cui gli strateghi del marketing inducono i consumatori a prediligere i loro prodotti…è a dir poco terribile. La dipendenza associata a questi spot geniali costituisce il successo dei fast food, e di ogni relativo indotto. La bibita zuccherata più famosa al mondo è, per esempio, un alleato solido delle grandi catene dai tratti allegorici.

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I gadgets invitanti, l’ambiente (simil) confortevole, il personale (all’apparenza) accomodante, ed ogni strategia mirata alla fidelizzazione dei clienti…fanno il resto! Tutto ciò avviene nelle abitudini di ogni famiglia presumibilmente perbene. Le prime vittime sono proprio i destinatari finali di queste squallide ed ipocrite politiche commerciali: i bambini! I bambini che assumono quotidianamente concentrazioni di sostanze tossiche, prediligono un cibo malsano, rifiutano l’etica verso la nutrizione, e spesso non sanno neanche da dove proviene il cibo che mangiano. L’empatia e il rispetto verso gli Animali lascia il posto a banalità pregiudiziali, come per esempio che gli stessi siano nati per essere uccisi e sfruttati a proprio piacimento…ovvero la mera soddisfazione di un appagamento personale prettamente egoista. Ecco perchè i principali luoghi d’intrattenimento quali zoo e circhi hanno come scopo principale l’ottenimento di una distorta consapevolezza della vita Animale, una sorta di isola felice, un esistenza priva di libertà proprio perchè soggiogata da concezioni di dominio. La classica gabbietta o boccia o cuccia per gli Animali “da cortile o appartamento” costituisce il macabro simbolo di questa società totalmente contraddittoria e piena di dissonanze cognitive difficili da estirpare, proprio perchè facenti parte di abitudini assai comuni e radicate negli usi sociali.

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Foto in basso di Banksy

Una critica al veganismo….commerciale


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I termini vegan-vegano-veg-veggie ecc.ecc. ormai sono entrati a far parte della speculazione commerciale…e, come era facilmente ipotizzabile, questo non è assolutamente un buon segno. La colpa è dei vegani stessi che stanno avvantaggiando una promozione capitalista che non ha nessuna etica a riguardo, in particolar modo verso gli Animali. Per cui essere vegano oggi sta assumendo connotati alquanto ambigui, e molti dei significati originali si stanno perdendo nel limbo del capitalismo. Era prevedibile? Può darsi, ma in ogni caso è doveroso prendere le distanze ed attuare fin da subito delle efficaci contromisure, almeno distanziandosi da facili opportunismi. Di contro l’antispecismo è una concezione alquanto recente e giovane, quindi in continua evoluzione proprio perchè lontana da conflittualità perverse ed ipocrite…questo, almeno, ancora no. L’errore più grande, peggio se si conferma ogni volta, é credere che il veganismo ed ogni parametro consequenziale siano proprietà privata da gestire a piacimento. Abbiamo delle pesanti responsabilità ed agire in ogni modo, pur di scalfire le coscienze, puó creare più danni che benefici. L’etichetta é stata emessa, siamo stati marchiati e inglobati nel sistema, non prevedendo tutte le possibile variabili…molte delle quali hanno sollecitato lo sterminio Animale. Denunciare determinati atteggiamenti e prese di posizione crea fastidio principalmente ai sinceri sostenitori dei diritti civili. Questo perché le idee e le filosofie antispeciste non sono una proprietà autoritaria di chi le professa, ma frutto di una condivisione pacifica in continua crescita ed evoluzione. Chi si sente vincitore prima ancora di aver lottato duramente dimostra tutta la sua debolezza. Probabilmente i vegani (non tutti per fortuna) credono indiscutibilmente che la liberazione Animale sia una priorità personale da perseguire con ego e fanatismo. La condivisione e la collaborazione restano le uniche armi veramente pacifiche da implementare con forza e coerenza. Gridare al genocidio ormai non basta più. Ogni rivoluzione negli usi e nei costumi avviene sempre e comunque intaccando lo stato sociale, soprattutto se questo incide sui propri bisogni personali. Mangiare carne è oggi un abitudine radicata che stenta a scomparire proprio perchè circondata da tutta una serie di conflitti d’interesse e di profitto. Religione e capitalismo come non mai vanno a braccetto in questo delirio commerciale. L’antispecismo di contro è un concetto giovane da consolidarsi tramite solide ramificazioni nella società civile. Non è certamente un movimento, come invece sta ingarbugliandosi il veganismo grazie anche alle numerose schiere di appassionati coinvolti dalle più svariate convinzioni…molte delle quali strettamente personali e non tipiche della lotta animalista.

Credo che sia d’obbligo implementare una profonda autocritica e soprattutto biasimare altri che, abbassando la guardia, credono in progressi nati senza le opportune revisioni o conversioni. Una rivoluzione concreta ed efficiente viene studiata ed costruita nel tempo ed apportando numerose modifiche. Ultimamente la parola “vegano” è diventata sinonimo di business e diffusione mediatica. Non credo assolutamente in questi sviluppi che passano sempre e comunque dalla psicosi consumista. Non vedo miglioramenti (almeno in Italia) anzi, nonostante numerose campagne promozionali, non mi sembra che si parli tanto di Animali imprigionati…almeno non da chi detiene il potere reale di cambiamento. Qualcuno addirittura ha gridato al miracolo vedendo Berlusconi con in mano un biberon che allattava un Agnello lattante cotonato! Che dire? Buon per lui (l’Agnello) ma oltre alla vergognosa immagine (un imprenditore alquanto dubbioso in materia etica) cosa si è ottenuto? Per non parlare poi delle critiche violente rivolte a taluni personaggi (vedi Giulia Innocenzi o Leonardo Caffo) che apparentemente desiderano (pur passando attraverso interessi ambigui) creare una piccola breccia nell’ignoranza. Gli stessi accusatori sono stati (dopo) i primi spettatori della terza serata su rai2! Quanta ipocrisia! Quanto esibizionismo scaturito erroneamente da un concetto prettamente pacifista e rivolto agli altri. Su facebook ed altrove continuo a leggere ripetute offese verso “l’onnivoro” di turno senza instaurare un semplice dialogo costruttivo. Qual’è il senso di tutta questa avversità? Siamo nati già eletti? Siamo i detentori della purezza? Forse nessuno si rende conto della falsità di molte azioni, troppe e spesso, enfatizzate senza capire nulla delle conseguenze o peggio conclusioni. La maggior parte non ammette neanche lontanamente il proprio egocentrismo patologico così tanto contrario alla causa. Troppo pochi i sinceri e i coerenti, almeno nelle intenzioni. Un autocritica è doverosa, a partire da tutti!

 

 

Commenti prelevati dal profilo facebook di Roberto Contestabile