C’è una stretta correlazione tra violenze sugli Animali e violenze sugli Umani. Progetto Link-Italia.


Il Progetto Link-Italia, a cura della dott.essa Francesca Sorcinelli e di altri validi collaboratori, si avvale di un profondo studio di corrispondenza tra vari tipi di violenza uniti da una medesima matrice: Umani ed Animali accomunati da un unico rapporto simbiotico. E purtroppo lo sfruttamento sui generis è dipendente da tale correlazione a tratti macabra e deleteria.

“La violenza è innata”: quante abbiamo sentito affermare con grande impeto e fervore che la Natura fin dai suoi albori è nata irruenta, crudele, impetuosa e che dir si voglia. L’essere Umano ha basato tutta la sua evoluzione tramite un uso spasmodico della violenza da quando ha deciso in passato di abbracciare il carnismo, fino a tempi più recenti attraverso un utilizzo spasmodico delle risorse naturali a proprio esclusivo beneficio. Ma non ci sono tracce evidenti che sia nato carnivoro, c’è piuttosto un evidenza pratica che lo ha portato ad esserlo per ragioni riconducibili a trasferimenti in altre zone climatiche più consone alla sua sopravvivenza. L’utilizzo poi di mezzi e strumenti altamente sofisticati, come lo sono oggi gli allevamenti intensivi, hanno generato un vero e proprio strumento di distruzione di massa: 150 miliardi di Animali terrestri uccisi selvaggiamente ogni anno a scopo alimentare. A questi si aggiungono tutti i Pesci (conteggiati a peso e non a numero), le vittime da vivisezione, da sfruttamento in luoghi d’intrattenimento (zoo, circhi, ippica e competizioni varie, acquari ecc.), da randagismo, e da tutto ciò che è riconducibile ad un profitto opportunista ovvero a discapito della vita altrui. Che il pianeta e il suo equilibrio naturale sia al limite di sopportazione massima non è una notizia eclatante, visto e considerato che numerosi studi e ricerche autorevoli a livello internazionale evidenziano lo stravolgimento del clima ed ogni attinenza possibile. Le specie viventi sono in pericolo o in via d’estinzione, le popolazioni ai margini della società industrializzata in stenti di sopravvivenza, ma non solo: il divario tra ricchezza e povertà estrema è sempre più ampio. Non serve dunque essere abili tecnici/scientifici per comprendere come il progresso tecnologico non stia andando di pari passo con lo sviluppo morale/etico di una società moderna libera ed esente da soprusi e prevaricazioni.

A tal proposito è evidente come i recenti casi di cronaca, non solo per una maggiore informazione di massa, stiano evidenziando una condizione critica nel benessere collettivo. Casi emblematici di stupro, pedofilia, sevizie ed ogni tipo di brutalità sono in condizioni emergenti ed alla portata di tutti. Basti osservare alcuni esempi tipo: individui comuni (anche giovani) macchiati di violenze inaudite. Lo stupro di gruppo perpetrato ai danni di una turista inglese in vacanza a Meta di Sorrento nel 2016 ha suffragato la tesi che uomini all’apparenza normali siano capaci di effettuare danni irreparabili, escludendo in seguito ogni pentimento o rimorso. Il delitto del canaro ai danni di Giancarlo Ricci, di recente ritornato alla ribalta grazie alla film Dogman (liberamente ispirato ai fatti di cronaca), effettuato in circostanze molto ambigue ma che testimonia drammaticamente una figura molto controversa ovvero quella di Pietro De Negri (reo confesso) affetto da disturbi psichici dipendenti da cocaina e probabilmente da un’attività professionale alquanto poco coerente con la cura e salvaguardia dei Cani. Egli stesso infatti dichiarò ai funzionari di polizia: “Volevo far rassomigliare la sua faccia a quella di un cane e così gli ho anche tagliato le orecchie come facevo ai dobermann. Sembrava uno zombie. Non moriva mai. Alla fine, esasperato, gli ho aperto la bocca con una chiave inglese, rompendogli i denti, e l’ho soffocato mettendogli dentro tutto quello che gli avevo amputato. Poi l’ho portato tra i rifiuti, dove si meritava, e gli ho dato fuoco.” E che dire di Jeffrey Lionel Dahmer, il mostro/cannibale di Milwaukee, responsabile di 17 omicidi effettuati tra il 1978 e il 1991 con metodi particolarmente cruenti contemplando atti di violenza sessuale, necrofilia, cannibalismo e squartamento. Jeffrey collezionava resti di Animali morti che poi seppelliva nel bosco. A sedici anni cominciò a coltivare fantasie sessuali in cui l’oggetto del desiderio erano persone morte. In Italia un altro caso famoso è riconducibile a Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, responsabile di 2 vittime infantili. Un trascorso esistenziale turbolento a seguito anche dell’abbandono della madre e successivo affidamento in orfanotrofio, fu più volte abusato da un sacerdote presumendo quindi uno stravolgimento nella sua psiche già profondamente danneggiata. Dopo essere stato affidato ad alcuni psicologici la terapia si concluderà con la diagnosi di “marginalità ed iposocializzazione” oltre che una personalità “debole ed anafettiva con scarso controllo degli impulsi”.

Tali soggetti all’apparenza non sembrano dei folli o serial killers, eppure commettono reati efferati nella più completa lucidità degna di un abile professionista. Denotano disturbi mentali riconducibili ad eventi esterni o estranei al proprio equilibrio psico-fisico. Sono prevalentemente affetti da carenze affettive o peggio abusati di violenze sessuali, o ancora traumatizzati da episodi interpersonali riguardanti la propria famiglia o schiera di conoscenze. Che sia vero o no (per esempio) il confessionale di Pietro De Negri potrebbe essere utile a molti esperti della psicologia sociale anche solo per individuare particolari moventi verso omicidi efferati.

 

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“L’esperienza professionale diretta del LINK è stata il primo propulsore che mi ha condotto a studiare l’argomento tanto da arrivare oggi alla strutturazione di un progetto nazionale in merito. Come nei paesi anglosassoni dove il LINK vanta associazioni governative, di polizia e presidenti di stato nel riconoscerlo e contrastarlo anche per l’Italia il mio impegno è che il lavoro professionale quotidiano con l’utenza violata, depressa, deprivata, violenta o anche solo minorile, continui ad essere oggi come agli esordi il referente privilegiato nello sviluppo di una cultura sociale, giuridica, criminologica, vittimologica, pedagogica e veterinaria che come stato di necessità contempli la crudeltà su animali quale grave reato di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale.” 

Dott.essa Francesca Sorcinelli 2009, fondatrice del Progetto Link-Italia.

“Affermare che il Maltrattamento e/o Uccisione di Animali sia un preciso indicatore di Pericolosità SocialeSintomo di una Situazione Esistenziale Patogena finalmente oggi anche per l’Italia è il risultato di uno scientifico processo statistico – matematico di analisi del fenomeno.”

 

E’ necessario dunque approfondire ogni aspetto esistenziale della società moderna, almeno per smentire tesi infondate che attribuiscono all’essere Umano la sua violenza primordiale, attitudine invece assimilata tramite induzioni esterne più o meno riconducibili ad abitudini o induzioni molto forti e coinvolgenti. Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri viventi. Le crudeltà di cui loro sono oggetto non scaturiscono solo da un certo sadismo individuale, ma sono frutto anche e soprattutto di un perfetto sistema di potere che gestisce luoghi, istituzioni, congregazioni e sistematiche ricorrenze popolari a tratti permissive di una cultura falsata. Non si può negare, oggi, l’esistenza di una correlazione specifica su determinati eventi a sfondo criminale quali stupro, pedofilia, femminicidio, sfruttamento minorile, spaccio di stupefacenti, zooerastia o zoofilia, delitti di stampo mafioso (ecc.ecc.) come catalizzatori di ben altre atrocità che coinvolgono in parte o totalmente l’uccisione di Animali. Non è un caso come alcuni esponenti della criminalità organizzata abbiamo utilizzato abili macellai o addetti ai mattatoi per porre fine materialmente al corpo di un essere Umano ucciso precedentemente, ovvero eliminare ogni traccia che potesse ricondurre all’identità del defunto: taglio, sezionatura, spolpatura, disosso e quant’altro sono solo alcune fasi della macellazione moderna tramiti adeguati strumenti di morte. Uno di questi è la pistola a proiettile captivo penetrante. Quando gli Animali sono stati tramortiti devono essere dissanguati immediatamente. Deve essere fatto velocemente così da completare una rapida, abbondante e completa evacuazione del sangue. In ogni caso il dissanguamento deve essere completato prima che l’Animale riprenda conoscenza (o parte di essa), anche se ciò non avviene praticamente mai e l’Animale dunque è (il più delle volte) perfettamente cosciente di ciò che sta accadendo. Il macellaio o addetto al mattatoio dimostrerà che è a conoscenza del fatto che ogni Animale che sia stato stordito prima del dissanguamento debba essere dissanguato immediatamente con relativa enervazione (se necessario). Inoltre egli sa dove sono situate le arterie carotidi e i vasi sanguigni da cui esse derivano, ed è a conoscenza in maniera competente del punto esatto dove recidere l’arteria da cui essa nasce. Naturalmente ha la capacità soggettiva per farlo, essendo stato addestrato adeguatamente. Il macellaio dimostrerà che ha la conoscenza necessaria a capire l’importanza del corretto posizionamento della pistola a proiettile captivo. Sa cos’è la corteccia cerebrale, dove si trova e perchè la pistola deve perforarla. Sa a quali Animali si deve sparare sul retro della testa, e conosce il corretto posizionamento della pistola e la necessità di dissanguare l’animale immediatamente. Quindi ha la conoscenza acquisita per capire quale procedura di stordimento serve per le specie Animali in questione.

Queste sono le procedure inculcate, ma la tragica realtà è ben altra cosa.

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Tutte queste attitudini sono frutto di uno determinato apprendimento votato alla violenza specifica, in questo caso uccidere gli Animali. Naturalmente quest’individui non sono degli assassini specifici, ma hanno acquisito una competenza professionale talmente adeguata che potrebbero applicarla su ogni vita senziente (anche Umana) senza paura, rimorso o pentimento. Non a caso esistono numerosi casi documentati che riportano deviazioni comportamentali all’interno della propria sfera familiare, oppure atteggiamenti univoci dettati da depressioni acute e trattate con appositi farmaci e/o controlli medici. Il 16 gennaio di quest’anno un uomo italiano di 52 anni si è sparato alla testa tramite una pistola da macellazione, e lo ha fatto da solo all’interno della propria auto. Un Uomo che non aveva mai mostrato segni di sofferenza psicologica ma che evidentemente covava un grave disagio interiore.

Uccidere per lavoro: molti psichiatri hanno condotto studi che testimoniano le dure implicazioni psicologiche e sociali tra disturbi da stress post traumatico e inibizione dell’empatia. L’empatia è quel particolare dono che ogni essere vivente detiene, e serve come deterrente per confrontarsi in maniera positiva e costruttiva con gli altri. Deriva dal greco empatéia, a sua volta composta da en-dentro e pathos-sofferenza/sentimento. In psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata e positiva nello stato d’animo o nella situazione personale di un altro individuo. Un ex operaio/macellaio, Virgil Butler, in Arkansas rimase fortemente traumatizzato dall’esperienza del mattatoio in cui lavorava. Quello che colpisce le persone che lavorano in questi ambienti si definisce stress traumatico. In psichiatria è lo stress traumatico indotto dalla perpetrazione (PITS). La natura ripetitiva dell’esposizione al trauma come autore del reato porta ad una rottura nell’identità dell’individuo.

Gli Animali da sempre vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere Umano si ostini da sempre ad allontanare da se stesso l’essenza vitale e pura di ogni Animale, snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali ed egoistici, contribuendo quindi a diffondere un ignoranza terribile che trascina lui stesso in una convinzione assoluta e dannosa che ripudia ogni pensiero, sentimento o ragionamento senziente appartenente invece ad ogni essere vivente.

 

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Il male dunque non è genetico ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto riconducibile agli Umani (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi, infatti un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) stabilisce appunto che un criminale non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa come può essere per esempio una violenza fisica o psicologica, peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti, come è appunto (e per esempio) il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali (addetti alla macellazione appunto), raggirato da un sistema/ambiente che lo costringe indirettamente a farlo. In questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa. La violenza nei confronti dei deboli è simbolo macabro dell’antropocentrismo che da secoli accompagna criminalmente la storia Umana. Non a caso i deboli sono sempre quelli che patiscono: Animali, bambini, donne, anziani, malati, e chiunque ai margini dell’attuale presente. Tutti i mali quotidiani derivano da una violenza indotta giustificata troppo spesso come screzio, gioco, divertimento o banale errore. Non esistono risposte certe e consapevoli in base ad un concetto specifico di etica, soprattutto se si continua a giustificare la violenza quotidiana come unico sforzo di evasione all’apatia.

Ai più alti livelli psicologici dunque è risaputo che il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani è strettamente intrinseco, unito da un unico filo parallelo molto ravvicinato. Chi tollera la violenza sugli Animali tramite tacito consenso partecipa attivamente/inconsapevolmente al genocidio in atto. La normale condizione di stress (risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso – Hans Selye) non permette a pieno la comprensione esatta di un evento delittuoso isolato, pur essendo un crimine specifico verso un essere vivente indifeso. La prima risposta ad un evento esterno stressante (che Selye chiamò stressor) costituisce quella che propriamente si indica come reazione di allarme. Tra gli esseri Umani lo stress rappresenta una questione importante che non si esaurisce in una reazione naturale ad un pericolo concreto. Soprattutto nelle società occidentali moderne questo utile strumento può diventare un modo di vivere dannoso, portando con sé difficoltà non indifferenti. Lo stress è connesso ad una quantità di problemi psicologici: disturbo post-traumatico, psicosomatico, depressione, bipolarismo, ansia acuta ecc.ecc. Queste definizioni scientifiche possono facilmente far intuire e concepire il condizionamento dell’ambiente a cui ogni individuo fa riferimento. Ogni movimento, azione o reazione influenza le emozioni e le sensazioni, ed induce (anche e soprattutto) al dolore sotto ogni forma. In sostanza…chi uccide è un mostro, e può farlo ancora.

 

link (2)

 

Dal sito ufficiale Link-Italia (APS):

Francesca Sorcinelli, fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012, è un’ Educatrice Professionale che dopo aver lavorato in ambiti quali il recupero minori dalla prostituzione, in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una Comunità Residenziale per Minori dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena, attualmente lavora presso la medesima Azienda in una delle Comunità Semi-residenziali Socio-Educative per pre e adolescenti inviati dal Servizio Sociale.”

Il Maltrattamento e/o l’Uccisione di Animali in quanto seme e tratto caratteristico della violenza interpersonale e di ogni altro comportamento criminale è da molto tempo dimostrato nella letteratura scientifica accademica – Utah University, Northwestern University, Massachussetts University, Harvard University, Florida Unuversity, American Psychiatric Association, World Health Organization, ecc. – e investigativo giudiziaria anglosassone – Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention (O.J.J.D.P.), Scotland Yard, New South Wales Police Force (Australia NSW Police Force), Canadian Police, ecc.

Al fine di una specifica raccolta dati italiana abbiamo definito Casi Link i casi di maltrattamento e/o uccisione di animali in cui:
 -il maltrattatore ha compiuto in passato o commette contemporaneamente anche altri atti devianti o criminali;
– il maltrattamento di animali è parte integrante di un altro crimine o atto deviante – omicidi, violenza sessuale, pedofilia, violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori di stampo malavitoso, traffico di droga, riti satanici, ecc – ;
– il maltrattamento di animali è contemplato nelle parafilie classificate nel DSM V (APA) e ICD-10 (OMS) zoofilia erotica – zooerastia – e bestialismo;
– il maltrattatore è un minorenne coinvolto o meno in altre forme di devian­za o comportamento criminale;
– il maltrattamento di animali è avvenuto al cospetto di un minore.”

 

Approfondimenti:

Link-Italia (APS)

Interviste a: Francesca Sorcinelli Presidente Associazione LINK-ITALIA (APS); Francesca Toto Referente Progetto <<Zero cani in canile>>

Database Link-Italia

Rassegna stampa

Liberazione Animale – una prospettica antispecista

Promiseland.it

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Basta alla sofferenza dei Cavalli!


Roma non ha bisogno delle botticelle e della sofferenza dei Cavalli.

<<Per questo ti chiediamo di votare SI’ alla proposta di delibera popolare 51/2015.>>

Questo è lo slogan che i destinatari del Comune di Roma riceveranno se firmerai anche tu la mail che trovi a questo indirizzo:
http://www.oipa.org/italia/stop-botticelle-mail-bombing/
#stopbotticelle stop alla sofferenza dei Cavalli.
Info su Oipa.

 

Qui di seguito la lettera che verrà inviata al Comune di Roma:

 

“Gentili signori,

Giovedì 3 maggio, nella convocazione prevista dalle 12:00 alle 17:00, il Consiglio Comunale di Roma si dovrà finalmente esprimere, ai sensi dello Statuto di Roma Capitale, sulla Delibera di iniziativa popolare 51/2015 “Stop botticelle, tutela dei cavalli e riconversione delle licenze in altre attività di trasporto”.
Forti di un autorevole parere legale a difesa della richiesta sottoscritta da oltre 10.500 romani tre anni e tre mesi fa, le associazioni animaliste promotrici Animalisti Italiani, Enpa, Avcpp-IoLibero, Lav e Oipa sottolineano che questo è l’unico atto formale depositato sul tema mentre gli annunci di una Delibera alternativa non si sono mai concretizzati.
La proposta di Deliberazione popolare ha ottenuto anche l’intervento del Prefetto in quanto l’attività delle botticelle non è compatibile con l’etologia dei cavalli come dimostrano purtroppo i molteplici incidenti occorsi. Sono proprio i Comuni, in forza di una norma di rango primario, a esercitare la funzione di protezione degli animali sul proprio territorio e quindi a poter, anzi a dover regolare in maniera adeguata le attività che ne potrebbero eventualmente compromettere la tutela; la Legge 15 gennaio 1992 n.21 sugli autoservizi pubblici non di linea non prevede alcun obbligo relativo alla necessità della presenza di servizi a trazione animale tanto che la quasi totalità dei Comuni italiani non ha botticelle e carrozzelle pubbliche trainate da animali; la legge regionale n.58 del 1993 sullo stesso tema lascia chiaramente la piena autonomia ai Comuni anche di scegliere di non avere una o più tipologie di veicoli e natanti per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e, quindi, un numero di licenze pari a zero, così come è attualmente a Roma, senza alcuna contestazione, per le motocarrozzette e i natanti nel pieno rispetto della normativa sovraordinata.
Roma non ha bisogno delle botticelle e della sofferenza dei cavalli.
Per questo le chiediamo di votare SI’ alla proposta di Delibera popolare 51/2015!”

Piccoli cacciatori crescono.


Bimbo col fucile!

Questa triste immagine è stata prelevata dal sito del “NATURE SHOW” evento di caccia ed armi da fuoco che si è svolto a Foggia nei precedenti anni. Per quest’anno pare si stiano riorganizzando.
Protestiamo sulla loro pagina facebook per far capire bene cosa significa esporre pistole e fucili tramite una fiera pubblica accessibile anche ai minori. Grazie.

https://www.facebook.com/nature.show.fiera/

Il genocidio Animale colluso con la cristianità.


Come confondere facilmente un credo religioso con l’ingordigia popolare, ovvero mangiare a sbafo senza nessuna cognizione di causa.

Tra pochi giorni si celebrerà come ogni anno la ricorrenza religiosa della pasqua cristiana. Senza voler additare credenze personali, che in questo luogo non hanno motivo di essere contestate, è doveroso fare una breve considerazione su cosa rappresenta oggi la festa tradizionale in occasione di giorni particolari in cui il culto padroneggia.

Partendo dal presupposto che le sacre scritture hanno tramandato nei secoli un apprendimento forse falsato, o male interpretato, ai giorni nostri le ricorrenze religiose sono principalmente motivo di incontro e condivisione. Che questa emancipazione si traduca in consumo, e quindi sperpero, la colpa ovviamente non è della fede sotto forma di devozione ma principalmente di un’estremizzazione dell’evento in sè. La fedeltà storica indica da più parti alcuni riferimenti che dovrebbero principalmente coinvolgere le menti assoggettate al proprio credo. Le teorie interpretate a casaccio sono molteplici, le litografie innumerevoli. I quadri e gli affreschi storici che rappresentano poveri Animali sgozzati, con tanto di sangue versato a fiumi, sono di gran lunga visibili un po’ ovunque.
Perchè ricevessimo l'adozione a figli. «Lo spogliarono della sua tunica» (Gen 37,27) - Arcidiocesi Bari-Bitonto.clipular.png

Un esempio caratteristico proviene dall’arcidiocesi di Bari-Bitonto:

Perchè ricevessimo l’adozione a figli. «Lo spogliarono della sua tunica» (Gen 37,27).”

Ma come nasce questa tradizione arcaica che prende il nome di “l’Agnello che toglie i peccati dal mondo”?

Non è difficile vedere in questi giorni manifestazioni popolari in cui poveri cuccioli d’Agnello vengono rappresentati come omaggio di sacrificio a persone autorevoli in segno di stima ed affetto. Il regalo acquisito viene dunque recepito come ringraziamento e dono per attività personali svolte in privato o pubblico impiego. L’Agnello viene visto come oggetto di culto venduto o omaggiato in segno di pace e prosperità. La tradizione tramandata di secoli in secoli ancora oggi continua imperterrita nonostante le continue proteste animaliste, le quali cercano con estrema difficoltà di allontanare sempre più persone da questa mattanza inutile ed immotivata. Le ricorrenze si sa sono intoccabili, e molti non vogliono farsi coinvolgere in diatribe o dibattiti scomodi che potrebbero creare attriti familiari o di libera convivenza. E’ un classico assistere alle celebri tavolate domenicali in cui qualcuno, forse più motivato, cerca educatamente di rifiutarsi alla pietanza classica: “No grazie, io non mangio carne.”

Non se ne esce così facilmente, non se le continue manifestazioni fuorvianti continuano a diffondersi senza neanche un minimo di riflessione. Probabilmente se si analizzassero bene i dati delle vittime Animali qualcuno potrebbe avanzare uno stop decisivo alla crudeltà mistificata: quest’anno circa un milione di macellazioni solo di Agnelli. Meno rispetto ai quasi 4 milioni del 2016, ma comunque sempre tanti. Stiamo parlando di esseri viventi con poche settimane di vita, cuccioli per lo più strappati al tepore materno.

Quale sacrificio può ritenersi giusto rispetto alla dignità di una vita? Assolutamente nessuno.

Ma non è difficile immaginare altre vedute, soprattutto tra gli affezionati al carnismo, ovvero quella pratica così definita: un sistema di credenze, o ideologia, legata al consumo di prodotti Animali in special modo la carne e i suoi derivati. Non ne sono esclusi gli esseri viventi acquatici e volatili ovvero tutti i Pesci, gli Uccelli e gli Insetti. Anche se quest’ultimi non sono stati ben assimilati dalla cultura occidentale presto lo diventeranno, insieme ad altre specialità culinarie come quelle legate al consumo di Rettili, altri Mammiferi quali Zebre, o Larve, o altro non ancora ben definito. Il mercato si espande verso nuovi orizzonti, quindi le tradizioni contano ben poco quando la ricerca infinita del profitto prende il sopravvento. Basti pensare ad altre culture con ben altre ricorrenze di culto rispetto alla cristianità.
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Viene facilmente da pensare che eliminando le consuetudini di massa dal calendario la rivoluzione potrebbe decollare. Magari fosse così semplice. Certamente i costumi e gli usi ricorrenti sono responsabili di cattive pratiche non propriamente benefiche per la collettività. Questo perchè massacrare un milione di Agnelli non è proprio un gesto moralmente e costruttivamente giusto.
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Eppure c’è chi afferma con strafottenza che ognuno è libero di mangiare e fare ciò che vuole, la democrazia ha insegnato questo. Ma la democrazia è direttamente partorita dal capitalismo moderno, ed esso non è propriamente la tipica libertà di espressione e parola. Le rigide regole dell’economia moderna, falsamente interiorizzata, non permettono realmente e volontariamente una libera evoluzione della morale. Si sa, il corporativismo non è esattamente un semplice scambio di beni e servizi.

 

Per cui invito “i puristi” della Decrescita qui presenti ad intervenire con solide basi per ottenere, almeno in teoria, nuove pratiche rivoluzionarie che possano proporre un alternativa al genocidio in atto (non vederlo è da sprovveduti).

Come dice giustamente Guido Ceronetti (poeta, filosofo, scrittore, giornalista e drammaturgo italiano): “Tutte le torture, i patimenti, i terrori inflitti agli Animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso…se ne abbia uno!”

 

Foto in evidenza di Gerhard Haderer

“Liberazione Animale – una prospettiva antispecista” esprime il suo dissenso all’attività venatoria.


Pubblico un articolo dell’associazione animalista “Liberazione Animale – una prospettiva antispecista” con sede a Foggia in merito all’evento venatorio “Nature Show” che si svolgerà in aprile:

NO AL NATURE SHOW! NO ALL’UCCISIONE DI ANIMALI INNOCENTI!

Come un evento all’apparenza mondano nasconde invece profonde logiche di profitto: armi da fuoco.

Purtroppo ci risiamo, e torniamo ancora una volta a gridare il nostro dissenso ad un evento opportunista, ipocrita e totalmente fuorviante: “Nature Show”.

Anche quest’anno infatti la triste manifestazione, in cui la vendita delle armi viene magistralmente mistificata, è alle porte.

Il 14, 15 e 16 aprile prossimi si svolgerà a Foggia, all’interno dei padiglioni Ente Fiera Autonomo, lo spettacolo dei cultori dell’attività venatoria, ossia caccia e pesca ed ogni sollazzo annesso. Ma la brutta notizia è che il divertimento puro non sarà a beneficio dei reali protagonisti di questa vicenda, ovvero gli Animali. Sì perchè il tema principale, per chi non conoscesse il temine venatorio, è sparare in ambiente aperto contro esseri viventi indifesi, utilizzare canne ultra sofisticate per pescare innocui Pesci, che poi non verranno mangiati (non che sia una giustificazione) ma ributtati morti nelle acque. Ma soprattutto il Nature Show pubblicizza la vendita e quindi la diffusione di pistole e fucili autentitici. Non parliamo di mezzi a scopo ludico, giocattoli per intenderci, bensì vere e proprie armi da fuoco. Le stesse che vengono adottate dalle forze militari e di polizia: armi a scopo offensivo, ferimento ed uccisione.

I casi di cronaca evidenziano un aumento dei delitti, come i fatti tragici di Macerata in cui un folle estremista ha sparato contro persone inermi ferendole gravemente. Ma non solo: i casi di violenza sono esponenzialmente cresciuti. I giornali d’informazione sono pieni di reati a scopo omicidio, soprattutto in una realtà come quella meridionale dove criminalità e scarso senso civico vanno per la maggiore. Il foggiano è tristemente famoso per eventi così tragici e penosi, in cui organizzazioni malavitose operano indisturbate all’interno di un apparente pacifica realtà.

E a Foggia che cosa si organizza? Una fiera delle armi! Sì, avete letto bene, un’esposizione di armi! Questo è davvero troppo anche per i più distratti e menefreghisti!

Come già detto l’anno scorso il nostro giudizio in qualità di associazione animalista è assolutamente negativo. Ma quello che più ci stupisce è il silenzio assordante che nuovamente, a poche settimane dall’inizio, pervade incontrastato. Le istituzioni sono assenti, le onlus latitanti, la popolazione assorta in altre occupazioni. Il nostro impegno è quello di protestare in maniera unanime affinchè eventi di questo scarso spessore etico non siano più protagonisti all’interno di un luogo dove la cultura e la gioiosità dovrebbero abbondare. L’Ente Fiera ha il dovere di diffondere progetti educativi e di sviluppo morale, e non squallide manifestazioni di morte. Oltretutto promuovere la bellezza della natura tramite il culto venatorio è ormai un passaggio ideologico che non ha più senso di esistere. Da innumerevoli posizioni sempre più persone dichiarano il loro sdegno verso l’uccisione e il maltrattamento degli Animali. Ormai non solo Cani e Gatti sono in cima alla lista delle priorità da tutelare e conservare. Il concetto antispecista è in graduale aumento proprio per identificare una presa di coscienza sempre più ampia tra chi preferisce abbandonare il vizio del gusto e dello svago opportunista rispetto alla cura e alla salvaguardia del mondo Animale. Gli Animali sono esseri senzienti dotati di ogni attitudine morale. Provano emozioni e sentimenti puri, non come noi ma molto più di noi! Non si spiegherebbe perchè l’essere Umano è l’unico individuo che pratica ogni violenza possibile in maniera totalmente gratuita. La sopravvivenza non c’entra nulla, “non siamo più cavernicoli” (almeno non dovremmo, in base ad un evoluzione logica e morale). I danni collaterali di un antroponcentrismo secolare stanno partorendo i peggiori frutti acerbi.

Senza dilagare in contesti a noi non consoni (quali inquinamento, malattie ed altro) l’equilibrio internazionale è inqualificabilmente ricco di conflitti estremi in cui più popolazioni si scontrano quotidianamente e senza sosta. L’utilizzo delle armi da fuoco è in aumento esponenziale colpa anche la politica che, tramite strategie estreme e lontane da un giudizio virtuoso, tenta inutilmente di risolvere in questo modo spregevole i contrasti tra popoli.

A maggior ragione il nostro dissenso è totalmente favorevole ad uno stop del Nature Show, e ad una rivalutazione del programma ufficiale che attualmente prevede:

“abbigliamento accessori e attrezzature per la caccia e la pesca, armi e munizioni, buffetteria, coltelleria, riserve caccia e pesca, arte a tema venatorio, ottiche, tecnologia e attrezzature da richiamo, prodotti per la caccia e la pesca, tiro sportivo, stampa specializzata, turismo venatorio, veicoli fuoristrada, incisioni ed incisoritrofei e imbalsamazione, cinofilia ecc.”

Qui il regolamento ufficiale scaricabile:

http://natureshowfiera.it/wp-content/uploads/2018/02/regolamento_generalenatureshow2018.pdf

Ma quello che è più grave ed inaccettabile riguarda una nota all’interno del suddetto regolamento, e cioè testuali parole:

“Gli espositori si assumono ogni responsabilità riguardo al materiale che portano in esposizione in particolare per l’esposizione di armi e di munizioni, è a loro carico l’obbligo di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare furti, incendi, spari, corto-circuiti, rumori molesti, etc.”

Ciò significa che se malaugoratamente dovesse accadere un incidente…gli organizzatori non hanno nessuno colpa e quindi responabilità! Non credo ci sia altro da aggiungere per commentare questa ennesima farsa.

Da parte nostra utilizzaremo ogni mezzo a nostra disposizione per diffondere una corretta informazione ed una giusta condivisione della giustizia e della logica.

A presto per nuovi aggiornamenti.

Autore: Roberto Contestabile

P.S. anche Promiseland ne parlahttp://www.promiseland.it/2018/02/17/nature-show-a-foggia-la-fiera-delle-armi-da-fuoco/

 

L’attività venatoria provoca in Italia ogni anno numerose vittime, oltre che innumerevoli danni all’ambiente. Ma quello che a noi deve interessare è il genocidio perpetrato agli Animali che vengono quindi uccisi senza pietà e senza motivo alcuno. I dati nella stagione 2016/17 sono allarmanti: 203 Animali definiti “domestici”, 1733 Animali NON cacciabili (specie che rientrano tra quelle cacciabili, ma cacciate in periodo, luogo o mezzi non consentiti). La caccia e la pesca sono azioni deleterie ben lontane da un aspetto logico ed etico. Le menzogne che puntualmente arrivano dai responsabili rappresentano tutta l’ipocrisia e la sfacciataggine con cui si vuole sbeffeggiare l’intelligenza e la morale dell’opinione pubblica. Eventi altamente negativi e fuorvianti come il “Nature Show” a Foggia sono la rappresentazione emblematica di come questi personaggi non sanno più come diffondere la cultura della violenza a scopo ludico.

Bisogna reagire energicamente per impedire che simili manifestazioni siano motivo d’intrattenimento e svago. Il NO categorico deve essere unanime!

Roberto Contestabile

Tabella vittime Animali NON cacciabili:

02_specie non cacciabili _regioni.jpg

I dati sono stati reperiti dall’associazione vittime caccia – Dossier vittime caccia 2016/17