Ma quanto sono strani ‘sti vegani! 


​(non so chi sia l’autore…ma non posso fare a meno di condividere questo pezzo d’antologia)

Io non sopporto i vegani. Sono persone paradossali che vivono contro natura. La natura ci ha dato i canini, le unghie, il bancomat e il barbecue. E’ ovvio che siamo predatori e dobbiamo mangiare carne. Dobbiamo mangiare carne perché siamo come i leoni. Ehy amico ho voglia di salutarti, fatti annusare il deretano come fanno i leoni con i loro amici, mi sto leccando lo scroto perché me lo pulisco come un vero leone. Dobbiamo mangiare carne perché il cavernicolo faceva così. Eh no, non si sacrifica più la vergine nel bosco, e nemmeno possiamo prendere a clavate la donna che ci interessa, mica siamo cavernicoli. Dobbiamo mangiare carne perché siamo fatti di carne. La mucca deve mangiare carne perché è fatta di carne. Il piccione mangia il grano perché è fatto di grano. I vegani stanno sempre a giudicare le persone in base alla loro alimentazione, hey guarda un vegano, sicuramente sarà un terrapiattista, scia chimichista, antivax e proaborto. Vegano incoerente perché chiami “panettone vegano” quello schifo? Se non usi la ricetta tradizionale non puoi chiamarlo panettone. Questo panettone fatto con farina di scarafaggio e canditi di locuste sembra appetitoso. E’ chiaro che nell’immediato futuro ci mangeremo pure gli insetti, alla faccia dei vegani. Oddio che schifo, ho trovato questa mosca nel mio hamburger di carogna di manzo. Fast food ora mi paghi i danni, questo schifo è inammissibile. I vegani usano nomi come hamburger di soia, perché invidiano chi mangia carne. Buoni i frutti di mare, li ho raccolti nel mio frutteto, e che dire di questo prelibato salame al cioccolato? Un mio amico che prima si sfondava di bistecche e salsicce, è diventato vegano da una settimana, non sa cosa si perde. Sei vegano? cosa mangi? Le uova le mangi? e il Tonno? Ma nemmeno il salame? Voglio vedervi in un’isola deserta abitata da soli conigli, in un’isola deserta dove c’è la guerra, in un’isola deserta dove ci sono solo eschimesi e renne, in un’isola deserta dove i conigli mangiano le renne e gli eschimesi muoiono di fame. I vegani sono grigi, malaticci, giallognoli, scheletrici, grassi, alti, con gli occhiali, pelati, bassi e con molti capelli. I vegani augurano morte a chi la pensa diversamente. Spero che ai vegani venga una malattia incurabile, così si accorgeranno di quanto sia utile la Vivisezione. La Vivisezione non esiste più dal 1986, ora si chiama Sperimentazione Animale. Vegani ignoranti che studiano su wikipedia e youtube. Voglio vedervi in tempo di guerra se fate ancora i radical chic fricchettoni figli di papà, andate a lavorare invece di fare quelle stupide manifestazioni. Vegani ricchi sfondati che pagate 4 euro due burger di soia da 400gr, io invece faccio la fame con la mia bistecca da 27 euro al kg. La carne fa male? e che problema c’è? tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, Dottore dottore mi aiuti, mi sento male ho il raffreddore, come posso fare? sono preoccupato. Va bene prendo OKI, l’Aspirina, la Tachipirina, Fluimucil, Rinazina Spray Nasale, VixVaporub, lo Xanax e un po’ di Pentothal, tanto prima o poi dobbiamo tutti morire. Il veganesimo è chiaramente una moda nata qualche anno fa su internet, anche se in inghilterra lo conoscevano già negli anni 40 e Goldrake lo combatte dal 1975. hey guarda questo sito, 3480 ricette onnivore e 2 vegane, questi vegani sempre a imporci la loro malsana alimentazione. Questi vegani che stanno disboscando l’amazzonia con il loro 4% di coltivazione, mentre noi con il nostro 96% ci sfamiamo tutti gli animali da fattoria, siamo noi i veri animalisti. E poi è risaputo che gli animali non provano dolore e nessun sentimento, i vegani che danno sentimenti umani agli animali sono patetici. Vegani senza cuore che uccidete la lattuga, non vi rendete conto di quanto dolore provocate? sia alla pianta che ai loro figli. I vegani mangiano schifezze chimiche. Il cibo vegano sa di plastica. Il risotto con i funghi sa di plastica, anche pasta e fagioli, pure le lenticchie, per non parlare delle patate arrosto. Cibo veramente disgustoso, molto meglio le budella di maiale, il fegato malato dell’oca, le zampe e la testa di gallina, i testicoli del mulo o il ripieno nel deretano del tacchino, vere prelibatezze. Vegani disadattati che obbligate le vostre creature a mangiare l’erba, dovrebbero togliervi i figli. Dottore il mio bambino di 6 mesi non gradisce il latte di un’altra specie animale, gli posso dare nesquik al cacao? Egregio prete, può battezzare mio figlio di appena 1 mese? Sono sicuro che quando diventerà grande e sarà ateo, apprezzerà. Questi vegani che si sfondano di Avocado senza rendersi conto di quanto sia deleterio per l’ambiente, hey guarda hanno aperto un nuovo ristorante giapponese, credo che prenderò 1kg di Sushi con avocado e salmone, hey guarda c’è pure il il nuovo ristorante messicano, che ne dici di un bel piattone di Chili con carne, tortillas e guacamole? Questi vegani che si credono erbivori. Gli erbivori non esistono. La mucca mangia gli insetti che trova nell’erba. La mucca fa sempre il latte, anche senza vitello. Il vitello fa sempre la mucca, anche senza latte. Il latte di soia non è vero latte, mmm buono questo latte detergente con i biscotti.   Avete notato che onnivoro finisce in oro e vegano finisce in ano? Avete notato che quando muore un vegano non ci sono mai funerali? Sicuramente una volta morti, i vegani vengono rispediti su Vega, il loro pianeta natale. Lì Goldrake non può arrivare… e che il disagio sia ancora una volta con Voi.

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A.L.F. distrugge una casa di caccia.


Fonte: Il Resto del Carlino

“Lagosanto, gli animalisti distruggono la casa dei cacciatori

Blitz nella notte, tanti i danni: distrutti elettrodomestici e sanitari. Il sindaco: “Come un attentato”

Ferrara, 31 dicembre 2017 – «Quel che è accaduto qui, questa notte (tra il 29 e 30 dicembre ndr), non esito a paragonarlo a un attentato terroristico». L’ex sindaco di Lagosanto, Loris Gadda, scuote la testa. Davanti ai suoi occhi la devastazione della casa di caccia di Lagosanto, gestita dal 1985 dalla Federcaccia. Un assalto notturno firmato, più volte, con una bomboletta di vernice spray nera. Tre lettere: ALF, ovvero Animal Liberation Front, ossia Fronte di Liberazione Animale. Adriano Bui, presidente della sezione laghese di Federcaccia, è arrivato ieri verso le 9 al casale, ristrutturato e arredato con le sole forze dei volontari. Doveva accendere il riscaldamento in previsione della consueta cena settimanale che si sarebbe dovuta tenere ieri sera.

«Quando sono arrivato – ha detto Bui – mi è sembrato di entrare in un incubo. Scritte a lettere cubitali con vernice nera su tutti i muri, come ‘assassini’, ‘basta uccidere’. E poi più volte la scritta ALF. Chi ha fatto questo si è firmato con la sigla di quelli che per me sono estremisti. Fossero state solo le scritte, quelle le avremmo cancellate, ma hanno distrutto tutto. Dentro la casa non hanno lasciato nulla di integro, in più gli scuri del piano terra sono stati sigillati con la schiuma di poliuretano. Quando sono arrivato la porta d’ingresso era aperta – racconta –: sono entrato e non potevo credere ai miei occhi. A quel punto ho chiamato immediatamente i carabinieri, che in pochi minuti sono arrivati a fare un sopralluogo e come federazione abbiamo sporto denuncia».

I vandali animalisti per entrare hanno sfondato una finestra murata della parte posteriore della casa, dove nessuno poteva vederli. Una volta entrati non hanno lasciato nulla di integro: hanno spaccato i sanitari del bagno, i tavoli, gli elettrodomestici della cucina, il televisore, hanno imbrattato il quadro del pittore Franco Del Greco che arricchiva la cappa del grande camino utilizzato per arrostire i cibi. Hanno anche danneggiato le tubature, buttato sull’aia la macchinetta del caffè, imbrattato tutto, hanno versato ovunque barattoli di vernice e imbrattato la foto di gruppo di chi frequenta la casa di caccia, intitolata «Gli irriducibili della casa di caccia di Lagosanto». I carabinieri hanno anche richiesto di visionare le telecamere di videosorveglianza installate in un vicino magazzino agricolo in realtà chiuso per il periodo invernale, ma il sistema sarebbe attivo.”

Original post A.L.F. distrugge una casa di caccia

 

Che dire? Anche questo è opposizione ad un sistema di potere che sfrutta ed uccide. Il vandalismo è condannato dalla legge di uno Stato specista che utilizza ipocritamente risorse infinite per finanziare lo sfruttamento animale. Se questo episodio rappresenta un “attentato”…cosa sono le uccisioni legalizzate?

 

Cosa è l’A.L.F.

L’Animal Liberation Front (ALF) o Fronte di Liberazione Animale (FLA) nella sua versione italiana, consiste di gruppi autonomi di persone che in tutto il mondo eseguono azioni seguendo le linee guida.
Questi gruppi vengono chiamati cellule, che variano da un individuo a molte persone che lavorano insieme. Gli attivisti in una cellula non conoscono quelli di altre cellule
perché rimangono anonimi. Questo li aiuta a rimanere sconosciuti, a non coinvolgere troppe persone in caso di arresti o di persone che disgraziatamente cominciano a collaborare dopo un arresto, rimanendo dunque liberi di continuare ad agire.
Siccome non esiste una organizzazione centrale o un modo per iscriversi all’ALF, le persone si muovono solamente in base alla loro coscienza personale o alle decisioni della cellula con cui lavorano. L’ALF ha una struttura non gerarchica, in modo che ogni individuo che fa un azione ha il pieno controllo delle sue scelte e del suo destino.Ogni azione che segue le linee guida può essere considerata un’azione del’ALF.
I sabotaggi economici e il danneggiamento della proprietà privata sono considerate azioni ALF, così come lo sono le liberazioni degli animali.Siccome non c’è un modo per contattare l’ALF, perché l’ALF è solo un’idea e non una organizzazione, sta ad ognuno di voi decidere se prendere la responsabilità di lottare per fermare lo sfruttamento degli animali.
Un attivista arrestato per azioni ALF ha detto:
“quando vedi le immagini di un liberatore mascherato, smetti di chiederti chi potrebbe essere e comincia a guardare nello specchio!”
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Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto?
Allora sii coerente,
non domandare “che cosa” mangiamo oggi,
ma “chi” mangiamo oggi.
(Charlotte Probst) 
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Solo la crisi ci può salvare


solo-la-crisi-ci-puo-salvare

Parlare oggi di decrescita sembra prematuro e scandaloso in particolar modo mentre si sta gioendo, a furor di popolo, dell’epoca più gloriosa del consumismo.

Ma perchè è così difficile approfondire tale nuova concezione dello sviluppo, in ogni suo aspetto consequenziale, in ogni suo risvolto costruttivo, in ogni sua parte sensibile e (perchè no) sincera e spudoratamente reale? In particolar modo, in vista di una più che probabile riduzione delle risorse energetiche, perchè non si discute oggi di una nuova era moderna che sembra apparire all’orizzonte?

Immaginiamoci un mondo senza petrolio, gas, carbone e nulla che possa scaldare le nostre case e muovere l’economia mondiale (previsione per niente utopica), in cui tutto ciò che ci circonda viene messo in discussione perchè non più fabbricabile o gestibile. Ogni oggetto, azione, comportamento, farmaco, mezzo di trasporto, abbigliamento, cibo e quant’altro appartenente al nostro benessere (e malessere) di colpo diventasse opinabile. Il collasso industriale non è una novità nell’emisfero del capitalismo recente. La saturazione dei bacini d’utenza non è una previsione fantastica o un brutto scherzo dei strateghi del marketing. Sono in molti che professano teorie abbastanza realistische su quello che si prospetta in uno scenario abbastanza attendibile. Ma come attuare una tale consapevolezza senza mezzi utili e mirati, soprattutto se nell’opinione pubblica è presente una totale disinformazione?

Parlare di decrescita in un luogo che vuole diffonderla… sembra atipico ed alquanto stupido. Proprio per questo, forse, le idee e le concezioni non sono per niente scontate, e a volte è opportuno rivederle e studiarle tramite un approccio più ampio e costruttivo. Molti sono i sostenitori famosi di tale rivalutazione sociale (inutile elencarli in questo contesto). Ma chi di loro è veramente consapevole e quindi convinto di attuare una nuova fisionomia sociale? Un stravolgimento radicale nelle proprie abitudini, ovvero provare sulla propria pelle un cambiamento presubilmente utile ma che comporta rinunce a dispetto delle proprie cose, della propria auto, del cellulare, dell’abito griffato, del piatto di carne ecc.ecc. Chi vuole mangiare tutto, fregandosene della naturale ed inevitabile conseguenza che ciò potrebbe provocare alla collettività, è veramente sicuro di perseguire l’unica vera alternativa all’attuale presente? Chi pensa all’estromissione totale e completa del lusso, del vizio, dell’audacia di perseguire il successo, o la carriera e la fama, è realmente considerabile un portatore sano della decrescita?

La carne è sinonimo di gusto e sazietà, non ci sono dubbi. Questo avviene ogni giorno al fast food, alla steak house, al centro commerciale, in crociera, alle sagre di paese, a natale e – perchè no? – anche a ferragosto. Ogni ricorrenza che si rispetti è sinonimo di grigliate con carne arrosto, alla griglia, bollita, fritta, alla brace, spezzatino, al sugo, e chi ne ha più ne metta. Si può mangiare la bistecca e allo stesso modo incentivare la decrescita felice? Certo, diranno in molti, comprando porzioni di filetto dal contadino di campagna. Oppure recandosi in quel piccolo agriturismo appena fuori città. E magari aiutando anche il bravo macellaio sotto casa che acquista i suoi cosciotti di pollo in allevamenti estensivi, a filiera corta, senza antibiotici, pertanto sostenibili. Ma il business green è il nuovo filone del momento? Riesumato forse da un commecio biologico che sa di vigore stantio? Probabilmente incentivato da una maggiore consapevolezza dei consumatori? O da una riuscita stretegia mediatica?

Personalmente credo poco nella affiliazione spontanea e, vivendo in un presente altamente indottrinato, sembra plausibile che alcune scelte alimentari e comportamentali siano avvantaggiate da coinvolgimenti di massa o peggio da marketing graffianti. Ecco perchè le decisioni strettamente personali spesso non sono affidabili, e purtroppo non persistenti verso una completa assimilazione delle proprie decisioni.

Se pensiamo ai precedenti movimenti sociali, utili a ribaltare profondi e radicati dogmi del passato, non tutti sono ad oggi rientrati nella normalità di un vivere quotidiano. Il femminismo stenta ancora ad affermare le proprie posizioni, soprattutto se analizziamo i recenti fatti di cronaca. Doveva rappresentare l’anti-mascolinità per eccellenza, e si è rivelato una farsa bella e buona. L’abortismo tanto acclamato resta ancora oggi una pratica non completamente ufficializzata e sono in molti gli obiettori che si rifiutano di applicarla, incentivando tra l’altro conseguenti interventi chirurgici di dubbia efficacia e sicurezza. Come non biasimarli del resto, la medicina non è mai stata completamente libera da prodondi interessi opportunisti.

E che dire dell’antirazzismo e di ogni valoroso rappresentante? Vittime e carnefici di una lotta tramandata di secolo in secolo. Pochi risvolti positivi verso una completa cancellazione dell’odio e della violenza verso i propri simili. Immigrazione e clandestinità sono una fonte inesauribile di guadagno a discapito di poveri senza nulla, neanche la loro dignità. Si aggiunge poi anche la beffa di essere accusati perfetti parassiti attaccati alla pelle di onesti cittadini (che ipocrisia infatti affermare che l’africano a casa nostra vive meglio di noi).

E per ultimo, non per meno importanza, che dire dell’animalismo? Completo fallimento?

Di tutto lo sforzo esteso in quasi tre decenni recenti non è rimasto nulla o quasi. I circhi, ed ogni luogo di detenzione, sono ancora aperti. Le pellicce si vendono ancora grazie a noti stilisti internazionali. La caccia è ancora legale, e la vivisezione pure. E che dire della fame di carne a sbafo? No comment… si potrebbe urlare. Neanche il comunicato dell’Oms ha fermato i carnivori poveri di proteine nobili.

Quindi… come poter essere ottimisti nei confronti di un futuro realmente privo di sfruttamento e speculazione? Come poter credere ad una decrescita logica, costruttiva e magicamente benefica? Come immaginare una nuova società libera da pregiudizi, speculazioni, frodi, inganni ed ogni tipo di mistificazione?

Viviamo nella società del profitto, della sopraffazione, della prevaricazione. Non esistono certezze assolute, né soluzioni certe per abbattere il capitalismo attuale, o ogni forma di civilizzazione forzata.

La decrescita ora come ora è un mezzo, uno strumento, non tanto una filosofia di vita. E certamente non con solide basi. Ecco perchè è d’obbligo la riflessione e la condivisione.

Il progresso morale non viaggia di pari passo con l’evoluzione della tecnica, per cui aspettiamoci altri temuti risvolti negativi che potrebbero di gran lunga peggiorare la rivoluzione in atto. A meno che non si voglia continuare ad impersonificare simbologie astratte poco coerenti con l’attuale presente.

A voi la scelta, a voi la libertà di interpretare.

 

E per non avere dubbi o interpretazioni errate è meglio leggere ed approfondire un testo abbastanza veritiero e coerente con l’approccio in questione.

“Basta con la follia della crescita! Siamo noi i principali artefici del nostro destino, oppure le scelte che ci riguardano dovranno sempre essere delegate ad altri?”

E’ ciò che Andrea Strozzi e Paolo Ermani vogliono far capire ai consumatori, ovvero i veri responsabili di tale crescita smisurata. All’interno del libro si affronta un analisi attenta e misurata che vuole mettere sotto esame l’attuale sistema economico, politico e, di conseguenza, sociale. Il mito del PIL, il sogno americano, l’egocentrismo con cui si affrontano le tematiche quotidiane. Tutta una serie di aspetti che inevitabilmente stanno portando l’umanità intera verso il collasso.

 

Solo la crisi ci può salvare

#fanculo


ho sempre amato l'idea di non essere ciò che la gente si aspettava che fossi

I giornali in Italia li dirigono gli uomini, hanno capo redattori uomini, editori uomini, così come le reti televisive, ed ogni ramo riferibile alla comunicazione. Il – pover uomo italiano – è quello che commissiona fotogallery sulle scarpe della Boschi, ride alle battute sull’estetica della Bindi, e pensa che le donne se la vadano a cercare. Il – pover uomo – dice: “Prima la danno via e poi piagnucolano.”
Siamo messi male perchè viviamo in una società perbenista che si scandalizza alla bestemmia di turno ma permette lo stupro, la pedofilia, le guerre, il genocidio animale e tutto il resto. Una società fatta di – passaggi e massaggi – in cui certe donne spesso e volentieri sono le artefici più che le vittime. Una società italiana in cui accade di tutto e tutto è concesso come fosse uno spot: “Stupro? Ma come eri vestita? Botte in questura? Ma tu che gli hai detto al poliziotto? Aggressione allo stadio? E che ci facevi tra gli ultras? Usura? Perché gli hai chiesto soldi? Truffa bancaria? Perché non hai letto le avvertenze in piccolo?”

Ma non – grazie a dio – siamo messi meno peggio, e non tutti sono complici di questo scempio, proprio per merito della libertà di pensiero verso un altro vivere, un altro possibile domani dove si può sperare che i padroni finalmente smetteranno di fare la voce grossa…non tanto per reale potere d’azione ma più semplicemente perchè chi subirà le prossime ingiustizie avrà coraggiosamente la volontà di mandarli a #fanculo e di difendersi alla grande.

Animal machine


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Un’economia che spesso è rivolta allo spreco scandaloso (diciamo pure quasi sempre). Lo sfruttamento ha raggiunto sofisticazioni inimmaginabili, ovvero il progresso della tortura. Verrebbe da dire vergognoso il progresso vergognoso il profitto, e tutto per garantire la Crescita smisurata di un economia psicotica. Un esempio? Negli anni settanta alcuni ricercatori americani espiantarono mammelle di Mucca per mantenerle vive ed attive in laboratorio. Prove scientifiche determinarono che era possibile avere organi viventi privi del corpo Animale. Esperimenti degni del miglior Frankestein, e tutto questo per poter garantire un efficiente produzione di latte senza i costi dell’allevamento intensivo. Specie autoctone completamente devastate nella loro biologia primordiale. Ma non basta! Che dire delle Mucche fistulate?! In breve la fistulazione è una pratica introdotta quasi un secolo fa in cui viene praticato un foro (sì…avete letto bene: un buco) nello stomaco della Mucca al fine di perseguire la ricerca scientifica: osservare i processi digestivi degli Animali vivi. I ricercatori installano (ancora oggi) nell’addome dell’Animale un dispositivo di plastica chiamatocannula, aprendo così una finestra costantemente accessibile. Con ciò osservano la velocità con la quale la Mucca digerisce vari alimenti, e quali sostanze chimiche (processi biologici) il cibo subisce. I ricercatori chiamano questi fori, praticati chirurgicamente, fistole. Il tutto con l’unico scopo di prolungare la vita della Mucca e conseguentemente massimizzare la produzione di latte, il che equivale a maggiori e più duraturi profitti. Macchine viventi fatte di carne ed ossa: Animal machine. Vergognoso il progresso, vergognoso il profitto… senza ombra di dubbio! Eppure ancora oggi c’é chi si permette di affermare ipocritamente che…”sono soltanto Animali”. Solamente Animali da reddito, concepiti-nati-allevati-uccisi con l’unico scopo di incrementare l’economia.

Ma il problema principale non è il perseguimento di un obiettivo, pur inizialmente costruttivo, bensì la distorsione che ha permesso la snaturatezza di questo concetto: “economia”. In principio essa doveva riguardare semplicemente gli affari domestici, infatti se si analizza il vocabolo in chiave greca è proprio questo il significato: “gestione delle attività personali”. Nel tempo, e soprattutto con l’avvento del capitalismo moderno, tutto ciò è stato ribaltato introducendo in più un indice di benessere assolutamente contrario ad ogni etica e salvaguardia. Il dogma del PIL è presente ormai in ogni statistica istituzionale, anzi sono stati di recente introdotti anche alcuni riferimenti alquanto ortodossi quali: PROSTITUZIONE, CONTRABBANDO E NARCOTRAFFICO. Senza considerare che più arsenali e farmaci si fabbricano (non vendono) e più sale il prodotto interno lordo di una nazione. Facendo due conti è facilmente plausibile una riflessione sull’attuale situazione socio-culturale. Ricordiamoci che il paradigma della ricchezza moderna è nato alla fine del Settecento proprio con Adam Smith, ovvero il padre del liberismo economico. Con l’avvento poi del capitalismo questa vera e propria egemonia politica ha preso il sopravvento, espandendosi in tutto il mondo come lo conosciamo oggi. Inutile valutare altre proposte sociali quali per esempio il socialismo (in seguito comunismo) introdotto dal valore del Lavoro come colonna portante della persona e quindi del benessere. Anch’esse infatti hanno perseguito in ogni caso la ricerca del profitto a tutti i costi, ovvero la cosiddetta religione della Crescita. Si è perso quindi ogni riferimento primordiale parte integrante dei bisogni essenziali dell’essere Umano, scambiati quindi con la psicosi del consumismo. Il consumo materiale è stato magicamente frainteso e trasformato in indice di equità, positività, ricchezza, gioia e serenità, salute, prosperità, felicità, equilibrio ecc.ecc… ma realmente e tristemente le cose sono andate diversamente. Due conflitti mondiali nel Novecento hanno generato più di 80 milioni di morti, ogni anno quasi 200 miliardi di Animali vengono trucidati, il pianeta e le specie viventi sono in decadimento, e la morale Umana è alla deriva. Queste non sono previsioni apocalittiche, bensì bollettini giornalieri raccontati dai notiziari più o meno ufficiali. Il progresso della tecnica non coincide con la salvaguardia dell’ambiente, e questo è male. Il progresso morale e civile deve evolversi verso altri parametri più sani ed etici, più risparmiosi e tolleranti, più benefici per la vita terrestre. Tutto il progresso a livello mondiale degli ultimi decenni, nell’integrazione, nella tolleranza e nell’interconnessione tra i popoli, non è qualcosa che si può dare per scontato ma deve essere sostenuto continuamente ed attentamente da ogni individuo. Le istituzioni che creiamo per governare le nostre comunità le dobbiamo sentire con il cuore e con la mente altrimenti muoiono e diventano semplicemente degli ammassi di burocrazia. Non servono a nulla se si trasformano in deleghe per personaggi opportunisti che difendono solo i loro interessi. La civilizzazione deve funzionare come pretesto per un nuovo futuro ricco di moralità e benessere, non certamente fonte d’ispirazione verso il degrado e la devastazione. Ora più che mai abbiamo bisogno di costruire un’etica, una consapevolezza sui valori fondamentali quali pace, solidarietà e tolleranza. Ma soprattutto costruire una radicale cultura antispecista che coinvolga le nuove generazioni verso una maggiore empatia e presa di coscienza, quella sensibilità troppo spesso assopita da induzioni commerciali e strategie politiche. Il rispetto per il diverso si acquista con la collaborazione reciproca, e non certo con le divisioni.
Se vogliamo affrontare le forze più oscure e pericolose del nostro passato, come nazionalismo e razzismo, dobbiamo lottare per i diritti a tutela degli esseri viventi (Animali e non) tralasciando supremazie di potere e forze occulte di conquista. 
Non ci sono dubbi a riguardo, anche se le forze che controllano l’assetto geopolitico finanziario hanno ben poco da spartire con consapevolezza e presa di coscienza. Il lavoro da svolgere dunque è lungo e laborioso!

 

Foto di John Holcraft