“Liberazione Animale – una prospettiva antispecista” esprime il suo dissenso all’attività venatoria.


Pubblico un articolo dell’associazione animalista “Liberazione Animale – una prospettiva antispecista” con sede a Foggia in merito all’evento venatorio “Nature Show” che si svolgerà in aprile:

NO AL NATURE SHOW! NO ALL’UCCISIONE DI ANIMALI INNOCENTI!

Come un evento all’apparenza mondano nasconde invece profonde logiche di profitto: armi da fuoco.

Purtroppo ci risiamo, e torniamo ancora una volta a gridare il nostro dissenso ad un evento opportunista, ipocrita e totalmente fuorviante: “Nature Show”.

Anche quest’anno infatti la triste manifestazione, in cui la vendita delle armi viene magistralmente mistificata, è alle porte.

Il 14, 15 e 16 aprile prossimi si svolgerà a Foggia, all’interno dei padiglioni Ente Fiera Autonomo, lo spettacolo dei cultori dell’attività venatoria, ossia caccia e pesca ed ogni sollazzo annesso. Ma la brutta notizia è che il divertimento puro non sarà a beneficio dei reali protagonisti di questa vicenda, ovvero gli Animali. Sì perchè il tema principale, per chi non conoscesse il temine venatorio, è sparare in ambiente aperto contro esseri viventi indifesi, utilizzare canne ultra sofisticate per pescare innocui Pesci, che poi non verranno mangiati (non che sia una giustificazione) ma ributtati morti nelle acque. Ma soprattutto il Nature Show pubblicizza la vendita e quindi la diffusione di pistole e fucili autentitici. Non parliamo di mezzi a scopo ludico, giocattoli per intenderci, bensì vere e proprie armi da fuoco. Le stesse che vengono adottate dalle forze militari e di polizia: armi a scopo offensivo, ferimento ed uccisione.

I casi di cronaca evidenziano un aumento dei delitti, come i fatti tragici di Macerata in cui un folle estremista ha sparato contro persone inermi ferendole gravemente. Ma non solo: i casi di violenza sono esponenzialmente cresciuti. I giornali d’informazione sono pieni di reati a scopo omicidio, soprattutto in una realtà come quella meridionale dove criminalità e scarso senso civico vanno per la maggiore. Il foggiano è tristemente famoso per eventi così tragici e penosi, in cui organizzazioni malavitose operano indisturbate all’interno di un apparente pacifica realtà.

E a Foggia che cosa si organizza? Una fiera delle armi! Sì, avete letto bene, un’esposizione di armi! Questo è davvero troppo anche per i più distratti e menefreghisti!

Come già detto l’anno scorso il nostro giudizio in qualità di associazione animalista è assolutamente negativo. Ma quello che più ci stupisce è il silenzio assordante che nuovamente, a poche settimane dall’inizio, pervade incontrastato. Le istituzioni sono assenti, le onlus latitanti, la popolazione assorta in altre occupazioni. Il nostro impegno è quello di protestare in maniera unanime affinchè eventi di questo scarso spessore etico non siano più protagonisti all’interno di un luogo dove la cultura e la gioiosità dovrebbero abbondare. L’Ente Fiera ha il dovere di diffondere progetti educativi e di sviluppo morale, e non squallide manifestazioni di morte. Oltretutto promuovere la bellezza della natura tramite il culto venatorio è ormai un passaggio ideologico che non ha più senso di esistere. Da innumerevoli posizioni sempre più persone dichiarano il loro sdegno verso l’uccisione e il maltrattamento degli Animali. Ormai non solo Cani e Gatti sono in cima alla lista delle priorità da tutelare e conservare. Il concetto antispecista è in graduale aumento proprio per identificare una presa di coscienza sempre più ampia tra chi preferisce abbandonare il vizio del gusto e dello svago opportunista rispetto alla cura e alla salvaguardia del mondo Animale. Gli Animali sono esseri senzienti dotati di ogni attitudine morale. Provano emozioni e sentimenti puri, non come noi ma molto più di noi! Non si spiegherebbe perchè l’essere Umano è l’unico individuo che pratica ogni violenza possibile in maniera totalmente gratuita. La sopravvivenza non c’entra nulla, “non siamo più cavernicoli” (almeno non dovremmo, in base ad un evoluzione logica e morale). I danni collaterali di un antroponcentrismo secolare stanno partorendo i peggiori frutti acerbi.

Senza dilagare in contesti a noi non consoni (quali inquinamento, malattie ed altro) l’equilibrio internazionale è inqualificabilmente ricco di conflitti estremi in cui più popolazioni si scontrano quotidianamente e senza sosta. L’utilizzo delle armi da fuoco è in aumento esponenziale colpa anche la politica che, tramite strategie estreme e lontane da un giudizio virtuoso, tenta inutilmente di risolvere in questo modo spregevole i contrasti tra popoli.

A maggior ragione il nostro dissenso è totalmente favorevole ad uno stop del Nature Show, e ad una rivalutazione del programma ufficiale che attualmente prevede:

“abbigliamento accessori e attrezzature per la caccia e la pesca, armi e munizioni, buffetteria, coltelleria, riserve caccia e pesca, arte a tema venatorio, ottiche, tecnologia e attrezzature da richiamo, prodotti per la caccia e la pesca, tiro sportivo, stampa specializzata, turismo venatorio, veicoli fuoristrada, incisioni ed incisoritrofei e imbalsamazione, cinofilia ecc.”

Qui il regolamento ufficiale scaricabile:

http://natureshowfiera.it/wp-content/uploads/2018/02/regolamento_generalenatureshow2018.pdf

Ma quello che è più grave ed inaccettabile riguarda una nota all’interno del suddetto regolamento, e cioè testuali parole:

“Gli espositori si assumono ogni responsabilità riguardo al materiale che portano in esposizione in particolare per l’esposizione di armi e di munizioni, è a loro carico l’obbligo di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare furti, incendi, spari, corto-circuiti, rumori molesti, etc.”

Ciò significa che se malaugoratamente dovesse accadere un incidente…gli organizzatori non hanno nessuno colpa e quindi responabilità! Non credo ci sia altro da aggiungere per commentare questa ennesima farsa.

Da parte nostra utilizzaremo ogni mezzo a nostra disposizione per diffondere una corretta informazione ed una giusta condivisione della giustizia e della logica.

A presto per nuovi aggiornamenti.

Autore: Roberto Contestabile

P.S. anche Promiseland ne parlahttp://www.promiseland.it/2018/02/17/nature-show-a-foggia-la-fiera-delle-armi-da-fuoco/

 

L’attività venatoria provoca in Italia ogni anno numerose vittime, oltre che innumerevoli danni all’ambiente. Ma quello che a noi deve interessare è il genocidio perpetrato agli Animali che vengono quindi uccisi senza pietà e senza motivo alcuno. I dati nella stagione 2016/17 sono allarmanti: 203 Animali definiti “domestici”, 1733 Animali NON cacciabili (specie che rientrano tra quelle cacciabili, ma cacciate in periodo, luogo o mezzi non consentiti). La caccia e la pesca sono azioni deleterie ben lontane da un aspetto logico ed etico. Le menzogne che puntualmente arrivano dai responsabili rappresentano tutta l’ipocrisia e la sfacciataggine con cui si vuole sbeffeggiare l’intelligenza e la morale dell’opinione pubblica. Eventi altamente negativi e fuorvianti come il “Nature Show” a Foggia sono la rappresentazione emblematica di come questi personaggi non sanno più come diffondere la cultura della violenza a scopo ludico.

Bisogna reagire energicamente per impedire che simili manifestazioni siano motivo d’intrattenimento e svago. Il NO categorico deve essere unanime!

Roberto Contestabile

Tabella vittime Animali NON cacciabili:

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I dati sono stati reperiti dall’associazione vittime caccia – Dossier vittime caccia 2016/17

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L’immoralità del progresso tecnologico


Lo sfruttamento mistificato come modernizzazione.

La maggior parte degli Animali è uccisa per scopi alimentari. Secondo l’organizzazione mondiale per l’alimentazione (Fao) gli esseri Umani uccidono circa 53 miliardi di Animali per la propria alimentazione ogni anno (cioè 53.000.000.000). A questi si aggiungono (non per meno importanza) tutti i Pesci, e questo tragico numero è in continua crescita e raddoppierà nella seconda parte di questo secolo, insieme ad un costante aumento della popolazione Umana che richiederà nuovo cibo e quindi nuove uccisioni.

Lo sfruttamento animale è attorno a noi, in ogni azione, tendenza, oggetto, o pratica sociale. Il cibo industriale è completamente contaminato da scarti animali: pensiamo agli additivi utilizzati da grandi brand commerciali, per finire ai classici prodotti da scaffale come i succhi di frutta addizionati con la Cocciniglia (Insetto da cui si ricava un colorante rosso). La vivisezione è ai sui massimi storici, basta analizzare le notizie passate che hanno visto alla ribalta numerosi scandali nascosti o mistificati dall’industria. I fatti recenti in merito a presunti test effettuati per verificare i fumi di scarico dei motori diesel da parte di importanti gruppi tedeschi sono solo l’inizio di un immensurabile catastrofe morale.

Tutta la nostra vita moderna è figlia dello schiavismo. Accade da sempre, dagli albori della nascita Umana. Quello che non si può sopportare però è l’indifferenza e la spietata ipocrisia con cui si affronta il progresso tecnologico. Non è vero che non esiste futuro senza meccanizzazione, e si mente quando non si affrontano nuove frontiere della modernizzazione. Il capitalismo moderno ha visto nascere nuovi metodi di uccisione, nuove torture, nuove atrocità. La ricerca infinita di profitto dispone di un meccanismo incontrollato che prefigge sempre più nuove leve sfruttabili a piacimento. L’ambientalismo non basta per placare la sofferenza e la prigionia con cui interminabili comunità animali giacciono prive di salvaguardia e tutela. Pensiamo alla caccia, alla pesca, al bracconaggio…all’ipocrisia istituzionale che difende e tutela tali modus operandi. Pesca sostenibile certificata da dubbiosi enti istituzionali, associazioni di cacciatori finanziati da fondi governativi, raccolte di fondi monetari (Telethon) pubblicizzati come ricerche scientifiche a scopo sperimentazione animale. Ogni pratica viene soggiogata da interessi di capitalismo. E in questo la responsabilità è assolutamente collettiva.

E’ necessaria una forma più importante di attivismo sociale, da portare avanti a nome degli Animali e a testimonianza di ogni ingiustizia sociale.

L’abolizione dello sfruttamento animale è possibile, e dipende dalle proprie scelte abituali.

Ha vinto Israele, la Palestina è morta.


Ma è adesso che cominciano i guai veri!

Dopo Gerusalemme capitale, Netanyahu ha ridotto l’opposizione armata dei palestinesi a un problema di ordine pubblico, ha incrementato la politica degli insediamenti, e il suo partito Likud ha proposto l’annessione diretta di tutti gli insediamenti di Giudea e Samaria: la causa palestinese è morta!

“Non ci sono molti modi per dirlo e l’unico che abbia senso è il più diretto e brutale: la causa palestinese è finita. Non si tornerà alla Linea Verde e agli pseudo-confini in essere tra il 1949 e il 1967, Gerusalemme Est non sarà mai la capitale dello Stato di Palestina anche per la semplice ragione che non ci sarà mai uno Stato di Palestina. Benjamin “Bibi” Netanyahu, primo leader del Governo a essere nato nello Stato di Israele, quattro volte primo ministro e secondo premier più longevo dopo il padre della patria David Ben Gurion, ha vinto. Ha ridotto l’opposizione armata dei palestinesi a un problema di ordine pubblico, ha incrementato la politica degli insediamenti (oggi il 10% della popolazione israeliana vive nelle “colonie”), il suo partito Likud ha proposto l’annessione diretta di tutti gli insediamenti di Giudea e Samaria (chiamate “aree liberate”), lui si è presentato agli elettori con la promessa che lo Stato palestinese non sarà mai creato (e l’hanno rieletto), si è fatto dare soldi e armi da Obama e Gerusalemme da Trump.

Ieri bastava guardare su Internet per averne la dimostrazione plastica. A Gerusalemme, il vice presidente Usa Mike Pence si diceva felice di essere “nella capitale di Israele”. E quando alla Knesset, il Parlamento, i deputati arabi ha provato a contestarlo, la sicurezza li ha ramazzati via dall’aula tra gli applausi dei loro “colleghi”. Nelle stesse ore, Abu Mazen, a Bruxelles, chiedeva alla Ue di riconoscere lo Stato di Palestina in maniera definitiva, e non solo “in linea di principio” come già fatto nel 2014. Forse ignaro del fatto che in Europa solo 5 nazioni hanno fatto quel passo e, soprattutto, inconsapevole della triste realtà: più è cresciuto il numero dei Paesi che hanno riconosciuto la Palestina (siamo a 130), più è cresciuto il controllo di Israele sulla Palestina stessa. Controprova: più cala il sostegno diplomatico a Israele (la mozione di condanna della decisione Usa su Gerusalemme è stata respinta da soli 7 Paesi, in maggioranza scartine), più aumenta il potere di Israele sui palestinesi.

Povero Abu Mazen. Povero vecchio e corrotto leader, che piatisce un riconoscimento presso quella stessa Ue che mise Tony Blair, invasore e distruttore dell’Iraq e responsabile di decine di migliaia di morti, a guidare dal 2007 al 2015 quel Quartetto (Usa, Russia, Ue e Onu) che doveva portare la pace tra gli israeliani e gli arabi palestinesi.

Quindi, diciamolo senza ipocrisie: la causa palestinese è politicamente morta. È meglio saperlo. Per non farsi illusioni. Per non continuare a credere in quella finzione chiamata diritto internazionale e nella sequela di risoluzioni contro le azioni di Israele con cui l’Onu si è riempito la bocca senza cavare un ragno dal buco. D’altra parte la creazione di uno Stato non è mai questione di diritto ma di forza. Israele non è nato perché gli ebrei avevano diritto a tornare a casa ma perché il Regno Unito negli anni Dieci aveva la potenza necessaria a imporre la loro presenza in Palestina. Il Kosovo uguale. Transdnistria, Ossetia del Sud e Abkazia idem. La Cecenia non ce l’ha fatta perché non ne aveva la forza. I Royingha, presi a calci nel sedere in Asia, stanno ancora peggio dei ceceni degli anni Novanta, anche se uno dei regni più antichi della regione era proprio il loro.

La causa palestinese è finita perché non ha la forza per imporsi. Perché è stata via via abbandonata da tutti, in primo luogo dagli ex amici arabi del golfo Persico, che si sono trasferiti armi e bagagli sul lato di Israele e degli Usa. E non è che ci sia molto altro di dire.

Qualcuno può forse esultare, di fronte a questa situazione. Non noi. E per molte ragioni. La prima è questa: se la causa palestinese è finita, certo non sono finiti i palestinesi. Che vogliamo fare di questa gente, di questo popolo? Israele si affanna da decenni a portar loro via ogni pezzo di terra fertile e non dice che cosa dovrebbero succedere alle persone. I palestinesi (4 milioni tra Gaza e Cisgiordania, più almeno altri 2 milioni di Israele) saranno inglobati in un solo Stato ebraico? No, perché diventerebbero maggioranza e addio Stato ebraico, visto anche che l’aliya (la “salita a Israele”) ristagna da tempo e se non fosse stato per la dissoluzione dell’Urss… Saranno sterminati? Certo che no. Saranno forse trasferiti sulla Luna?

Israele non dice che cosa ha in mente. Qualcuno mormora: tutti i palestinesi in Giordania, dove peraltro il 70% della popolazione è di origine palestinese. Un film già visto, che portò al Settembre Nero del 1970, con stragi e ulteriori esili. Un altro terremoto per il Medio Oriente che, però, potrebbe fornire a Israele l’occasione di un’ulteriore espansione. Tumulti ai confini, ragioni di sicurezza, Stato in pericolo. Un piccolo sconfinamento qui, una base là, un insediamento un po’ più giù, e la storia degli ultimi decenni si ripeterebbe un po’ più a Est. Perché non c’è nulla che faccia venir voglia di vincere come vincere, si sa. Oltre, naturalmente, ad avere la forza per battersi.

Chi oggi esulta, dunque, pensi a domani. Ci pensi bene. E provi a mettersi nei panni di un politico dell’Iran o della Siria. Al loro posto non la vorreste una bomba atomica, giusto per essere sicuri di non fare la stessa fine dei palestinesi, o di chiunque, da Saddam a Gheddafi, si trovi di colpo a intralciare i piani di qualcuno più grosso di lui?

Se la causa politica palestinese è morta, il miglior modo di agire non sta nel far finta che sia ancora viva. Sta nel porre un problema politico a Israele. Lo Stato ebraico deve dire che cosa vuol fare delle persone, visto che la terra se l’è già presa quasi tutta. Spieghi e presenti un piano credibile, anche dal punto di vista dei diritti umani. Perché è piuttosto insopportabile che oltre sei milioni di palestinesi siano, di fatto, nelle mani di Netanyahu e l’Occidente, sempre così affannato a trafficare coi diritti e con la libertà in giro per il mondo, si contenti di produrre quattro documenti e versare quattro soldi a un manipolo di dirigenti palestinesi corrotti pur di sentirsi a posto e i poter girare la testa dall’altra parte. Dalla parte da dove arrivano i contratti e gli affari.”

 

Original post Ha vinto Israele, la Palestina è morta. Ma è adesso che cominciano i guai veri

Credere, obbedire, gattini


Da Veganzetta.org:

““Credere, obbedire, gattini” è il titolo di un articolo a firma di Lorenzo Bagnoli pubblicato sulla rivista online The Vision.L’autore tratta un argomento che purtroppo è innegabilmente di grande attualità: la proliferazione – nella società italiana e non solo – di gruppi di estrema destra in ambito animalista.
Nell’ormai lontano 2010 pubblicammo un dossier dal titolo “Antispecisti di destra? nel quale si esaminava il preoccupante fenomeno delle infiltrazioni di realtà legate direttamente o indirettamente all’estrema destra nell’ambiente animalista, vegano e addirittura antispecista.
La situazione da allora è cambiata ma, come si potrà notare, in peggio. Il testo di The Vision cita il nostro dossier e ne riprende alcuni passi, per poi riportare notizie di cronaca, dichiarazioni sui social network, articolo pubblicati su siti internet e giornali, nel tentativo di analizzare lo stato dei fatti. L’articolo in questione – seppur in modo a volte superficiale – ha il pregio di evidenziare alcune delle numerose – e recenti – connessioni tra il “variegato” mondo animalista e singoli o gruppi riconducibili ad ambienti fascisti, tutti legati dallo stesso approccio che pare ripetersi come un mantra: la politica non c’entra nulla con gli Animali. Ciò nella più totale e colpevole indifferenza o addirittura con il benestare (per misantropia, per tentazioni autoritarie o per altri motivi) di molte attiviste e attivisti.
Considerando la situazione attuale si deduce che l’ambiente animalista e vegano in generale sono contraddistinti da una sconfortante ignoranza che genera (nella migliore delle ipotesi) mancanza di basi teoriche e pertanto di consapevolezza e capacità critica. Tali gravi mancanze sono il motivo dell’estrema facilità con cui coloro che (da destra) tentano di infiltrarsi nell’animalismo riescono nel loro intento: è sufficiente fare leva su un’incomprensione di fondo (derivante dall’ignoranza di cui sopra) di ciò che è realmente la prassi politica dichiarandosi  “apolitici”, per ottenere il risultato voluto.
Il problema è serio, per quanto ancora si vorrà ignorarlo?”

Ma quanto sono strani ‘sti vegani! 


​(non so chi sia l’autore…ma non posso fare a meno di condividere questo pezzo d’antologia)

Io non sopporto i vegani. Sono persone paradossali che vivono contro natura. La natura ci ha dato i canini, le unghie, il bancomat e il barbecue. E’ ovvio che siamo predatori e dobbiamo mangiare carne. Dobbiamo mangiare carne perché siamo come i leoni. Ehy amico ho voglia di salutarti, fatti annusare il deretano come fanno i leoni con i loro amici, mi sto leccando lo scroto perché me lo pulisco come un vero leone. Dobbiamo mangiare carne perché il cavernicolo faceva così. Eh no, non si sacrifica più la vergine nel bosco, e nemmeno possiamo prendere a clavate la donna che ci interessa, mica siamo cavernicoli. Dobbiamo mangiare carne perché siamo fatti di carne. La mucca deve mangiare carne perché è fatta di carne. Il piccione mangia il grano perché è fatto di grano. I vegani stanno sempre a giudicare le persone in base alla loro alimentazione, hey guarda un vegano, sicuramente sarà un terrapiattista, scia chimichista, antivax e proaborto. Vegano incoerente perché chiami “panettone vegano” quello schifo? Se non usi la ricetta tradizionale non puoi chiamarlo panettone. Questo panettone fatto con farina di scarafaggio e canditi di locuste sembra appetitoso. E’ chiaro che nell’immediato futuro ci mangeremo pure gli insetti, alla faccia dei vegani. Oddio che schifo, ho trovato questa mosca nel mio hamburger di carogna di manzo. Fast food ora mi paghi i danni, questo schifo è inammissibile. I vegani usano nomi come hamburger di soia, perché invidiano chi mangia carne. Buoni i frutti di mare, li ho raccolti nel mio frutteto, e che dire di questo prelibato salame al cioccolato? Un mio amico che prima si sfondava di bistecche e salsicce, è diventato vegano da una settimana, non sa cosa si perde. Sei vegano? cosa mangi? Le uova le mangi? e il Tonno? Ma nemmeno il salame? Voglio vedervi in un’isola deserta abitata da soli conigli, in un’isola deserta dove c’è la guerra, in un’isola deserta dove ci sono solo eschimesi e renne, in un’isola deserta dove i conigli mangiano le renne e gli eschimesi muoiono di fame. I vegani sono grigi, malaticci, giallognoli, scheletrici, grassi, alti, con gli occhiali, pelati, bassi e con molti capelli. I vegani augurano morte a chi la pensa diversamente. Spero che ai vegani venga una malattia incurabile, così si accorgeranno di quanto sia utile la Vivisezione. La Vivisezione non esiste più dal 1986, ora si chiama Sperimentazione Animale. Vegani ignoranti che studiano su wikipedia e youtube. Voglio vedervi in tempo di guerra se fate ancora i radical chic fricchettoni figli di papà, andate a lavorare invece di fare quelle stupide manifestazioni. Vegani ricchi sfondati che pagate 4 euro due burger di soia da 400gr, io invece faccio la fame con la mia bistecca da 27 euro al kg. La carne fa male? e che problema c’è? tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, Dottore dottore mi aiuti, mi sento male ho il raffreddore, come posso fare? sono preoccupato. Va bene prendo OKI, l’Aspirina, la Tachipirina, Fluimucil, Rinazina Spray Nasale, VixVaporub, lo Xanax e un po’ di Pentothal, tanto prima o poi dobbiamo tutti morire. Il veganesimo è chiaramente una moda nata qualche anno fa su internet, anche se in inghilterra lo conoscevano già negli anni 40 e Goldrake lo combatte dal 1975. hey guarda questo sito, 3480 ricette onnivore e 2 vegane, questi vegani sempre a imporci la loro malsana alimentazione. Questi vegani che stanno disboscando l’amazzonia con il loro 4% di coltivazione, mentre noi con il nostro 96% ci sfamiamo tutti gli animali da fattoria, siamo noi i veri animalisti. E poi è risaputo che gli animali non provano dolore e nessun sentimento, i vegani che danno sentimenti umani agli animali sono patetici. Vegani senza cuore che uccidete la lattuga, non vi rendete conto di quanto dolore provocate? sia alla pianta che ai loro figli. I vegani mangiano schifezze chimiche. Il cibo vegano sa di plastica. Il risotto con i funghi sa di plastica, anche pasta e fagioli, pure le lenticchie, per non parlare delle patate arrosto. Cibo veramente disgustoso, molto meglio le budella di maiale, il fegato malato dell’oca, le zampe e la testa di gallina, i testicoli del mulo o il ripieno nel deretano del tacchino, vere prelibatezze. Vegani disadattati che obbligate le vostre creature a mangiare l’erba, dovrebbero togliervi i figli. Dottore il mio bambino di 6 mesi non gradisce il latte di un’altra specie animale, gli posso dare nesquik al cacao? Egregio prete, può battezzare mio figlio di appena 1 mese? Sono sicuro che quando diventerà grande e sarà ateo, apprezzerà. Questi vegani che si sfondano di Avocado senza rendersi conto di quanto sia deleterio per l’ambiente, hey guarda hanno aperto un nuovo ristorante giapponese, credo che prenderò 1kg di Sushi con avocado e salmone, hey guarda c’è pure il il nuovo ristorante messicano, che ne dici di un bel piattone di Chili con carne, tortillas e guacamole? Questi vegani che si credono erbivori. Gli erbivori non esistono. La mucca mangia gli insetti che trova nell’erba. La mucca fa sempre il latte, anche senza vitello. Il vitello fa sempre la mucca, anche senza latte. Il latte di soia non è vero latte, mmm buono questo latte detergente con i biscotti.   Avete notato che onnivoro finisce in oro e vegano finisce in ano? Avete notato che quando muore un vegano non ci sono mai funerali? Sicuramente una volta morti, i vegani vengono rispediti su Vega, il loro pianeta natale. Lì Goldrake non può arrivare… e che il disagio sia ancora una volta con Voi.