Il cibo? La miglior medicina


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Per quel che mi riguarda ognuno può mangiare quello che gli pare (non è una mia preoccupazione la vostra salute o il vostro stile di vita) ma è giusto informare e dire la verità, come tra l’altro ha anche ammesso pubblicamente l’OMS: i grassi saturi sono associati a malattie cardiovascolari, in particolare alla cardiopatie ischemica (ictus) e si trovano nelle carni grasse, negli insaccati, nelle fritture, nel burro, nello strutto, nelle margarine, negli idrogenati, nell’olio di palma, nel latte intero e nella panna, nei formaggi e nelle uova. I grassi saturi di origine animale sono dunque i più dannosi e, considerando la scomparsa dell’ormai famigerata dieta mediterranea a favore di un aumento esagerato di carne e latticini a dispetto di una più salutare dieta vegetale, è presto detto l’insorgere recente di numerose patologie croniche e degenerative. L’alimentazione odierna è prevalentemente ricca di grassi, zuccheri e povera di elementi essenziali ed utili ad una buona salute. Il cibo odierno è sempre meno biologico e di derivazione industriale, pieno quindi di sostanze chimiche arricchite in abbondanza per ottenere un procedimento di trasformazione e conservazione idoneo al commercio della grande distribuzione. Le normative non sono al passo dell’evoluzione tecnica in quanto gli organi di controllo sono lenti ed inefficaci e spesso anche condizionati negativamente da studi faziosi e finanziati dalle industrie stesse. Si sa da anni che le carni rosse e i salumi insaccati sono dannosi, ma solo di recente si è adottata una posizione di prevenzione. Perchè? Stessa cosa per altri alimenti poco nutrienti e deleteri (vedi olio di palma), e in futuro sarà così (si spera) anche per i pesticidi e gli additivi. La dieta moderna è povera di alimenti alcanizzanti o neutri (legumi, verdura, frutta, noci, semi…) mentre è ricca di cibi acidificanti (carne, latte, uova, formaggi, sale…) che provocano uno stato di acidosi cronica a cui è associata una maggiore incidenza di tumori, osteoporosi, calcoli renali, ipertensione ed altre patologie tipiche del nostro tempo. Questi sono dati di fatto…non propaganda vegana! Quindi definirsi orgogliosamente onnivori è una dichiarazione alquanto delicata e a tratti pericolosa perchè l’alimentazione sana e ricca di elementi essenziali rappresenta la miglior medicina da sempre. Se poi si predilige il gusto e il vizio di gola…allora si preferisce adottare una convinzione che non riguarda per niente uno stile di vita sano ed equilibrato. Tutti possiamo avere la sfortuna di ammalarci, per colpa delle nostre azioni o per una fatalità, ma è importante diffondere il più possibile un informazione veritiera e coerente in merito ai danni che uno stile di vita moderno sta arrecando al pianeta e a noi stessi. Bisogna ammettere con coraggio e convinzione che il cibo industriale, ed ogni supplemento derivante, è dannoso peggio di qualsiasi cataclisma naturale e di questo sono complici le multinazionali del settore e le istutizioni corrotte. Tanto è vero che il cartello delle industrie farmaceutiche rigetta con convinzione il beneficio di alcuni integratori alimentari (soprattutto naturali) utili ad un compenso più che legittimo per sopperire ad un alimentazione povera di nutrienti essenziali. Se vivessimo in un ambiente più pulito e privo di arricchimenti artificiali non avremmo bisogno di sopperire con altri elementi utili a bilanciare questo scompenso indotto, ma è così e questo non viene ufficializzato perchè è contrario agli interessi capitalisti. Andare a braccetto per ottenere profitti opportunisti è un abile mossa: più malati-più cure, più morti-più profitto. E mentre si cerca ipocritamente di creare una produzione industrale sostenibile (vedi sempre olio di palma) si continua a mentire sui benefici di una dieta vegetale a beneficio (ancora) di proteine definite erroneamente nobili.

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Foto di Steve Cutts

 

 

Di recente è uscito un libro molto interessante scritto da Marco Pizzuti e pubblicato da EDIZIONI IL PUNTO D’INCONTRO. Un saggio particolarmente utile per scoprire molte informazioni sconosciute ai più o peggio ignorate che potrebbero migliorare enormemente la situazione odierna e futura in termini di salute e benessere collettivo. Marco Pizzuti infatti elenca ed elabora una miriade di fatti e testimonianze accadute negli ultimi decenni, o meglio da quando la rivoluzione industriale è entrata a piedi uniti nell’alimentazione domestica e in ogni abitudine giornaliera. Da sempre si conoscono le proprietà nutritive e benefiche di un cibo sano e naturale, ma chissà perchè induzioni commerciali e false teorie mediche hanno sostituito concetti basilari risaputi da secoli. Negli ultimi decenni la carne, il pesce ed ogni derivato d’origine animale hanno soppiantato di fatto i vegetali, aggiungendo quindi una quantità esagerata di proteine e grassi definiti erroneamente “nobili”. Il cibo industriale è diventato protagonista indiscusso delle tavole, ed ogni dieta purificante è stata bandita a beneficio di atteggiamenti irregolari e fuorvianti. L’abuso di farmaci poi ha fatto il resto, confermando quindi la sempre buona teoria delle multinazionali: più cibo per tutti a buon mercato. Peccato che questo sia sempre meno nutriente e più dannoso per salute ed ambiente. Ogni informazione proveniente dai media è astutamente manipolata a favore solo ed esclusivamente dell’industria alimentare e farmaceutica, ecco perchè è estremamente importante riflettere sulle azioni personali…odierne e future.

Un buon libro quindi può aiutare a coltivare la consapevolezza:

Scelte alimentari non autorizzate di Marco Pizzuti, edizioni Il Punto d’incontro.

 

La nutraceutica è la nuova scienza del futuro a beneficio di salute e benessere. Ogni comportamento odierno, definito moderno e progredito, è purtroppo dannoso per Umani, Animali ed Ambiente. Nel leggere il libro ci si stupisce di come tanti avvenimenti storici siano passati inosservati o peggio censurati da media ed istituzioni. Si comprende forse una difesa ipocrita ed opportunista a favore di profitto e fama corporativa. Non esistono altre giustificazioni.

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Deforestazione: come evitarla?


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“Nel 2050, quando saremo nove miliardi di persone, sarà possibile un mondo in cui ci si alimenta a “deforestazione zero”? Alcuni ricercatori del Global Institute of Social Ecology di Vienna hanno condotto uno studio, pubblicato da Nature Communications, in cui hanno valutato 500 differenti scenari alimentari, considerando anche i progressi tecnologici, le modifiche ai sistemi agricoli e i cambiamenti dei modelli di consumo. Il 60% degli scenari, che si basano su strategie differenti, si è rivelato compatibile. Il cambiamento più influente risulta essere quello delle diete, prima ancora della rendita delle coltivazioni e dell’espansione dei terreni coltivabili.

Come riferisce Food Navigator, una dieta senza carne renderebbe praticabili 450 dei 500 scenari considerati. Un forte consumo di carne, invece, riduce a 75 gli scenari in grado di sfamare tutti senza ulteriore deforestazione, pagando però altri prezzi ambientali. Infatti, se le diete attualmente prevalenti nel mondo occidentale fossero adottate globalmente, questo richiederebbe un massiccio aumento del rendimento delle terre coltivate e una forte espansione dell’agricoltura su terreni attualmente adibiti a pascolo. Lo scenario mediano, cioè quello che considera il mantenimento della situazione alimentare attuale, renderebbe compatibili con l’obiettivo della “deforestazione zero” i due terzi delle opzioni considerate.

In sintesi, se nel 2050 l’intera la popolazione mondiale diventasse vegana, tutti i 500 scenari sarebbero fattibili, per di più riducendo l’attuale rendimento ed espansione dei terreni coltivati, rispetto al 2000. In una prospettiva di dieta vegetariana, risulterebbe fattibile il 94% degli scenari. Se venissero mantenute le diete attuali o tutti adottassero una dieta occidentale, nel 2050 sarà necessario il 52% in più di terreni agricoli.”

 

Original post Nove miliardi nel 2050: sfamare tutti evitando la deforestazione, è possibile? Valutati 500 scenari alimentari

(Foto tratta liberamente dal web)

Planet Earth


This is the video future generations will be wishing everyone watched today:

“È viva, è la nostra casa e sta soffrendo: stiamo parlando della Terra, protagonista indiscussa di un video prodotto dall’organizzazione no-profit statunitense Mercy for Animals, che racconta con immagini potenti e incisive come l’agricoltura animale stia piano piano uccidendo il nostro straordinario Pianeta, tra deforestazione, emissioni e inquinamento. Planet Earth, che dura 4 minuti ed è accompagnato dalla tag-line “Questo è il video che le generazioni future vorrebbero che tutti guardassero oggi”, è stato pubblicato due mesi fa ma è diventato virale solo di recente, dopo essere stato postato sul profilo Twitter di Leonardo Di Caprio. L’attore americano, da anni impegnato a favore dell’ambiente, era già stato tra i produttori di Cowspiracy, il documentario del 2014 sull’impatto degli allevamenti e dell’industria animale.

Il video di Mercy for Animals inizia con immagini che mostrano la meravigliosa e maestosa vitalità del Pianeta Terra, oltre che la sua ricchezza in termini di biodiversità, risorse naturali e paesaggi mozzafiato. Ma l’idillio dura poco: d’un tratto, i colori si fanno più cupi e prendono a susseguirsi scene di ghiacci che si sciolgono, di alberi abbattuti e di rigogliose foreste che lasciano spazio a lande desolate e ad allevamenti industriali. Ed è così, di fotogramma in fotogramma, che si arriva al cuore del video, che è una vera e propria denuncia, espressa senza giri di parole: l’agricoltura animale e il consumo di carne sono la prima causa della distruzione dell’ambiente, dello spreco delle risorse idriche e dell’estinzione di diverse specie. E stanno letteralmente uccidendo il nostro Pianeta. Tuttavia, Planet Earth non vuole essere soltanto un atto di accusa: il messaggio finale è pieno di speranza, è un’esortazione a cambiare, finché si è in tempo.

“È la nostra madre. Ce n’è una sola. Sta morendo ma può essere salvata”, ci dice infatti il video, ricordandoci che abbiamo una scelta, che abbiamo la libertà di decidere cosa portare sulle nostra tavole, prima che sia davvero troppo tardi.”

 

Original post Il video sulla Terra che le generazioni future vorrebbero che tutti noi guardassimo oggi

Olio di palma: la desolante verità




“Gli oranghi sono sempre più in pericolo a causa degli incendi in Indonesia. Le multinazionali dell’olio di palma continuano a distruggere le foreste. Quando le parole non bastano per descrivere questa gravissima situazione, ecco delle immagini commoventi che ci mostrano il salvataggio di mamma orango e del suo piccolo dalle fiamme.
I volontari di International Animal Rescue sono attivi nelle foreste del Borneo per salvare gli animali dagli incendi che devastano questi territori. Il gruppo di volontari di recente ha salvato da una situazione disperata degli oranghi che rischiavano di essere vittime sia delle fiamme che della crudeltà dell’uomo.
Il gruppo di volontari è intervenuto appena in tempo per mettere fine ad una situazione che sembrava ormai disperata. La fotografia della scena mostra lo sguardo di mamma orango nel momento in cui l’angoscia si trasforma in una speranza di salvezza per lei e per il suo piccolo.
Entrambi sono stati prima soccorsi e poi trasportati in una zona sicura e protetta della foresta pluviale, dove sono monitorati da un gruppo di esperti che hanno il compito di assicurarsi che si stiano riprendendo per il meglio da questa triste esperienza.
La loro storia diventa così il simbolo di come le mire di ricchezza dell’uomo stiano minacciando giorno dopo giorno la vita di animali già a rischio di estinzione. Mamma orango e il suo piccolo sono tra i fortunati che hanno avuto salva la vita grazie all’impegno dei volontari attivi in Indonesia, ma la situazione degli incendi continua ad essere molto grave, con foreste che vengono continuamente divorate dalle fiamme per fare spazio soprattutto alla coltivazione di palme da olio.
Dopo i roghi nelle foreste, arrivano le nuove pinatagioni di palme da olio, come documentano le nuove fotografie scattate da Greenpeace.
Greenpeace diffonde nuove foto che mostrano il recente impianto di piantagioni di palma da olio al posto delle foreste distrutte dagli incendi che divampano da settimane nella regione di Kalimantan.
Ora Greenpeace chiede al Governo indonesiano di impedire che si possa trarre profitto dalla distruzione delle foreste e dalla conseguente emergenza ambientale e sanitaria provocata dagli incendi, dal fumo e dalle ceneri che soffocano la regione.
Secondo quanto comunicato da Greenpeace, un portavoce dell’Associazione Indonesiana di Produttori di Olio di Palma ha dichiarato che l’industria dell’olio di palma è vittima di una campagna diffamatoria, e ha suggerito che gli incendi siano stati orchestrati per danneggiare l’immagine dell’industria dell’olio di palma in Indonesia.
Tuttavia, quando Greenpeace aveva visitato la zona interessata dagli incendi, lo scorso 27 ottobre, la popolazione locale aveva dichiarato agli investigatori che l’area era stata bruciata due volte: una pratica illegale ma molto comune per preparare il suolo per la palma da olio.




“La polizia sta ancora indagando su quanto successo in quest’area per determinare se ha avuto luogo un reato. Eppure qualcuno sta già sfruttando la devastazione causata dagli incendi per piantare palma da olio. A chi appartiene davvero questa terra? Gli incendi sono stati appiccati dolosamente? Non lo sapremo finché il governo non pubblicherà le mappe delle concessioni e prenderà seri provvedimenti nei confronti di chi vorrebbe lucrare su questa emergenza ambientale e sanitaria” – ha spiegato Greenpeace.

Siamo ormai di fronte alla più grave crisi ambientale del mondo dove non esiste più il minimo rispetto per gli animali, per l’ambiente e per foreste originarie che non potranno mai più rigenerarsi. Per fortuna però nel bel mezzo della devastazione esistono persone che continuano ad impegnarsi e che credono che non sia ancora persa l’ultima speranza.”

Marta Albè

Original post http://www.greenme.it/informarsi/animali/18255-olio-di-palma-oranghi-incendi

La cospirazione delle mucche


Questo è un documento molto importante da discutere e condividere!
Ora si capisce perchè la maggior parte delle persone non è a conoscenza dell’attuale situazione, talmente drammatica da presupporre la più grande estinzione di massa!
Da anni si puntualizza e si contesta il sistema industriale e dei trasporti come maggiore responsabile dell’effetto serra, dell’inquinamento atmosferico e della deforestazione…mentre non si evidenzia, non si discute abbastanza o quasi per niente che i veri responsabili di tale devastazione sono gli allevamenti intensivi degli Animali, con il relativo indotto, e la pesca sconsiderata negli oceani che tramite reti gigantesche annienta specie marine non propriamente adatte al consumo Umano. L’industria della carne contribuisce notevolmente al surriscaldamento dell’atmosfera, alla distruzione delle foreste, allo spreco idrico e alla desertificazione. Oltre al genocidio Animale, e non certamente per meno importanza, essa è responsabile della più grande catasfrofe della storia recente. Dobbiamo risalire alla scomparsa dei Dinosauri per paragonare un tale annientamento dalle cifre apocalittiche! E nessuno, o ben pochi, ne parla! Le principali organizzazioni ambientaliste tacciono o non vogliono affrontare pubblicamente la questione, e solo ora è chiaro perchè lo stesso Al Gore nel suo prezioso ma incompleto documento “Una scomoda verità” non menziona una sola parola in merito agli allevamenti intensivi. Paura? Ignoranza? Imprecisione nell’esporre i fatti reali? O piuttosto un voler appositamente mistificare e distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla pura e cruda verità? Altro che scomoda! Assolutamente consapevole e ben voluta dalle corporazioni del cibo!
Molto astutamente si cerca di indurre negli acquirenti un consumo sostenibile tramite furbe e sofisticate azioni di propaganda, le quali molte di esse affermano pubblicamente che il miglior metodo per salvare Animali e Pesci è…mangiarli! Ovvero accettare un sistema produttivo biologico e certificato che classifichi e categorizzi un allevamento controllato e massificato su specifiche liste di protocollo, impedendo (secondo loro) una produzione (e quindi uccisione) incontrollata o sconsiderata. Non è tramite il “business green” che si impedisce la morte di miliardi di specie viventi! Non certamente perseguendo un sistema capitalista sanguinario nel suo essere spregiudicato che si otterranno buoni risultati di salvaguardia e parsimonia! Indubbiamente se si continuerà su questo percorso, costituito principalmente da disinformazione e mistificazione, le vittime passate ma valorose di chi ha voluto personalmente esporre il problema non saranno mai giustificate! Chi ha cercato con coraggio e caparbietà di effettuare un cambiamento di rottura è stato ucciso o perseguitato! Nessuno ha il diritto di distogliere la volontà etica delle persone!
Se da oggi a venire non si affronteranno responsabilmente le attuali abitudini quotidiane riducendo quindi e notevolmente i consumi di carne e derivati…non sarà più necessario nessun buon proposito per ottenere energia pulita! Non sarà più necessaria nessuna conversione industriale! L’estinzione diverrà una precisa realtà!