Che fine ha fatto Aleppo?


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Che fine ha fatto Aleppo? Che fine ha fatto la Siria? Che fine ha fatto la notizia (semmai seriamente ci fosse mai stata) che racconta l’enorme tragedia di un paese  sovrano, e di tutti gli Animali che vi abitavano?

Niente! Silenzio! Non si parla più di Aleppo! Più!

I notiziari televisivi (e non) raccontano altro e poco o nulla di donne, uomini e bambini che muoiono di fame, bombe e malattie! Un territorio un tempo bello e florido ora è devastato sotto ogni punto di vista…e ci sono poche speranze per una attesa rinascita, non in tempi brevi.

Inutile dare la colpa a chi in tutti questi anni ha finto di diffondere nel mondo democrazia spicciola e poco coerente (l’amministrazione Obama ha elargito massicci finanziamenti in armi, molti più di più rispetto ad altri in passato). Ormai il danno è stato fatto, i responsabili sono già all’opera verso altri obiettivi di conquista.

Gli idioti e gli ignoranti festeggiano l’ennesima guerra al terrorismo…a spese di popolazioni inermi.

 

Qui di seguito un filmato importante diffuso da News Tv2000 che spiega l’attuale situazione, una realtà che i mezzi d’informazione ufficiali non raccontano:

 

Foto di Mauro Biani

 

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Prosciutto…buono, sano & giusto


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La pubblicità è figlia di ogni induzione ammiccante e contagiosa. Non dobbiamo meravigliarci nel vedere simili aberrazioni, soprattutto se a divulgarle sono le aziende che vendono carne. Tutto è normale e tutto è scontato perchè il prosciutto viene inteso come cibo, cibo “nutriente e soddisfacente in una dieta sana ed equilibrata”. Lo dicono i media, i medici, i nutrizionisti ed anche i commercianti che contribuiscono a diffondere linee guide condizionate e favorevoli al profitto. Se tutti vanno in salumeria…che male c’è? Vuol dire che il prodotto è buono e salutare…quindi perchè non comprarlo? La televisione afferma verità assolute tramite immagini ben congeniali e costruite ad arte, è il frutto di decenni di marketing graffiante che ha letteralmente lobotomizzato gli utenti (bambini e genitori in primis). “Sostenibile, responsabile, sano, naturale…e ovviamente: benessere animale.” Ma cosa significa letteralmente “benessere animale”? Facciamo un po’ di chiarezza. Il riconoscimento degli Animali quali esseri senzienti, e quindi portatori di diritto, è uno dei capisaldi dell’antispecismo convenzionale. Ma è così anche per le istituzioni? Quelle rappresentanze che dovrebbero tutelare tutti gli esseri viventi? O solo determinati individui? Il broglio codificato da disposizioni legislative dei comportamenti Umani verso gli Animali e delle loro condizioni di vita, cui corrispondono responsabilità e doveri degli esseri Umani (e quindi della società), costituisce i “diritti degli Animali”. Tali diritti sono alla base di tutte le disposizioni che disciplinano il rapporto Umano-Animale, sia per la tutela del benessere degli Animali, sia per la protezione degli Animali. La prima testimonianza di diritto che riguarda specificatamente gli Animali è stata sancita nel 1641 nel Massachusetts. Essa afferma che “nessun essere Umano può esercitare alcuna tirannia o crudeltà verso gli Animali tenuti per il proprio utilizzo”, e scaturisce dalla vocazione animalista dei colonizzatori inglesi e dal contatto quotidiano con gli Animali da parte dei nativi. Durante il secolo scorso scienziati, umanisti, zoofili, giuristi, sociologi e politici sono stati sollecitati ad affrontare il problema della tutela della vita animale nella società. Ne è scaturito un ampio dibattito mondiale dagli elevati contenuti etici, scientifici e politici che ha condotto alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’animale” proclamata il 15 ottobre 1978 nella sede dell’Unesco a Parigi. Anche se la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale non ha alcun valore sul piano giuridico-legislativo aver avvertito la necessità di confrontarsi su questo argomento rappresenta un passo avanti ed una scelta di civiltà. Infatti negli ultimi anni sono state emanate numerose disposizioni che confermano i diritti degli Animali, estendendo la disciplina legislativa ad ogni aspetto del rapporto con l’essere Umano e ad ogni fase della loro utilizzazione. In Italia si è assistito negli anni ad un’evoluzione della normativa concernente la tutela dei diritti degli Animali, e molta strada è stata fatta da quando l’articolo 727 del Codice penale tutelava solo il sentimento etico-sociale di Umanità verso gli Animali né altri interessi giuridicamente riconosciuti (l’Animale non era un soggetto di diritto ma soltanto oggetto materiale). Anche dopo la modifica dell’articolo 727 c.p., introdotta dalla Legge 473 del 22 novembre 1993, nonostante l’ampliamento dei contenuti e l’inasprimento delle pene, non si era giunti ad un livello di tutela sufficiente. Fino a quando l’evoluzione della normativa ha portato all’emanazione della legge 20 luglio 2004, n. 189 (disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli Animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) che introduce nel libro II del codice penale “Delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume” il titolo IX-bis dedicato ai “Delitti contro il sentimento per gli animali”. La legge 189 prevede un inasprimento delle sanzioni nel caso dell’uccisione di un Animale per crudeltà o senza  necessità, nei casi di maltrattamento e di abbandono, ma anche qualora gli Animali siano utilizzati per i combattimenti clandestini e le competizioni non autorizzate e quando gli stessi siano mantenuti in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttivi quindi di gravi sofferenze. Gli Animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad Associazioni o Enti che ne fanno richiesta, riconosciuti ai sensi del decreto 2 novembre 2006 dal Ministero della Salute – Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario. Dagli anni ’80 ad oggi le politiche ambientali dell’UE includono disposizioni che, oltre a favorire l’armonizzazione del mercato unico, hanno contribuito a migliorare il benessere degli Animali allevati tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione. L’interesse verso la protezione degli Animali “da reddito” (Mucche, Maiali, Galline, Conigli, Cavalli, Agnelli ed ogni Pesce commestibile secondo ricetta) si è fatto ancor più evidente dal momento in cui la “Politica Agricola Comune (PAC)” dal 1° gennaio 2007 ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare nell’ambito della cosiddetta “condizionalità” ai sensi del regolamento (CE) n. 1782/03. Anche l’atteggiamento dei consumatori è palesemente cambiato, sono sempre più numerosi infatti coloro che optano per il consumo di prodotti che provengono da Animali allevati con metodi “rispettosi” delle loro naturali esigenze…come ad esempio da allevamenti all’aperto o biologici.

Ma dopo tutta questa bella manfrina ecco qui la funzionalità dello spot Rovagnati: “Buono, Sano & Giusto”. Non fa una piega! Rispecchia alle lettera la normativa in ambito di benessere animale. Come dargli torto dunque? E come non compatire i consumatori così attenti ad un acquisto consapevole? Come poter dunque giustificare lo sfruttamento animale tramite abili congetture utili a mistificare ciò che avviene normalmente in ogni allevamento o mattatoio puramente autorizzato ad uccidere? E cosa ne sarà dunque delle sagre, delle feste religiose, delle ricorrenze culturali che utilizzano tradizioni secolari abbondantemente violente da enfatizzare la cultura popolare? Saranno anche loro oggetto di investigazione ambientale? Cosa faranno i carabinieri del corpo forestale adibiti ai controlli dell’ipotetico benessere? Fermeranno la mano assassina in procinto di sgozzare il Maiale di turno? Con quali metodi si ucciderà l’Animale oggetto della religiosità di turno?

Ovviamente niente di tutto questo ha validità giuridica perfettamente in linea con l’etica e la coerenza, in quanto non esiste una morte “felice” o un assassinio “giusto” solo per il pretesto di continuare un usanza retrograda ed arcaica. Del resto non c’è progresso morale senza un evoluzione rispettosa e consapevole della vita altrui. La tecnologia, ed ogni input favorevole alla crescita smisurata, altro non è che un altro aspetto dello sfruttamento sui generis. Non esiste un allevamento biologico o etico o responsabile o parsimonioso che posa addolcire la violenza con cui si uccidono gli Animali utili all’alimentazione Umana. Anche perchè all’interno di un testo giuridico, che tutela (o crede di farlo) la vita animale, sono nettamente esclusi tutti gli altri Animali presenti in luoghi oscuri di detenzione: laboratori di ricerca scientifica, circhi ed acquari, stabilimenti per pelli e pellicce, competizioni varie più o meno clandestine (ippica o cinofila) ec.ecc.

Siamo tutti mascherati dietro una coltre nebbia ipocrita che serve a difendere il nostro benessere e non quello degli Animali. Ci nascondiamo per non vedere e sentire le urla strazianti delle vittime sacrificate per il vizio di gola. Non vogliamo concepire la sofferenza altrui perchè è dolorosa e negativa per ogni ambito di crescita economica. Si utilizzano sofisticati marchingegni per indottrinare i bambini ad una assuefazione della morte animale: così è, e così deve essere! Una morte “buona, sana & giusta!”

Lo dice Rovagnati!

 

 

(Nota bene: alcune informazioni giuridiche sono tratte dal Ministero della Salute)

Cosa è successo a Piazza Indipendenza!


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Se provassero a sbatterti fuori di casa, te e la tua famiglia…cosa faresti? Un gesto disperato? Bè…è quello che hanno fatto gli sfollati a Roma di fronte ai poliziotti armati! E’ quello che hanno fatto alcuni individui non criminali di fronte a istituzioni fasciste e anti-democratiche! E’ quello che è accaduto in Italia, un paese presumibilmente civile inserito in un contesto internazionale definito liberale ed aperto alla solidarietà. Un paese che ha sopportato anni di conflitti e battaglie soffrendo una migrazione di connazionali verso nazioni estere, ed ora si confronta molto negativamente con una situazione altamente drammatica fatta di esseri Umani in cerca di dignità. Un paese che adotta speculazioni estremamente profonde nonostante abbia un passato costituito da colonizzazioni e conquiste incontrollate verso popoli africani ora indeboliti e privi delle loro principali risorse fisiche e mentali. E’ vergognoso far parte di una comunità che si dichiara istituzionalmente aperta alle integrazioni e poi commette errori così grossolani e consequenziali di una realtà ipocrita ed incapace nell’affrontare problemi sociali. Molti razzisti parlano coraggiosamente di “invasione” senza neanche conoscere la storia, la verità, i diritti di innocenti poveri di giustizia… soprattutto se sono stati derubati della loro rispettabilità personale.

Per i distratti, ma anche gli ignoranti…ecco la cronaca veritiera di quella triste giornata!

Il 19 agosto 2017 un esercito di poliziotti si è presentato a piazza Indipendenza a Roma per sgomberare un edificio occupato in cui avevano trovato dimora una centinaia di famiglie sfrattate o senza soluzione abitativa. Le istituzioni quindi predispongono lo sgombero ma senza nessuna alternativa, al punto che la sera stessa la polizia è “obbligata” a far tornare nell’immobile molte persone. Ad altri viene semplicemente detto di “accamparsi” nei pressi della piazza! Dopo alcuni giorni la polizia si ripresenta e tenta di sgomberare nuovamente i residenti provvisori, pretendendo di spostarli come fossero merce da carico e scarico. Incontra però la resistenza decisa degli occupanti che urlano: “Siete voi che ci avete detto di restare qui, che questo era il piano B… e ora ci dite di andarcene?!”. La situazione degenera la mattina del 24 agosto quando i poliziotti assoldati arrivano con i mezzi pesanti ed azionano gli idranti contro le persone ancora infagottate nelle proprie coperte! Al primo segno di resistenza li “caricano” fin dentro la stazione Termini. Un funzionario di polizia, fortunatamente ripreso da una telecamera, incita i “suoi uomini”: “Devono sparire o peggio per loro! Se tirano qualcosa spaccategli un braccio!”.

Ma chi sono quelli che “devono sparire”? Si tratta per la maggior parte di rifugiati etiopi ed eritrei, ovvero cittadini di due ex colonie italiane. Sono quindi “quelli che hanno il diritto di restare”, il paravento dietro cui si nascondono i vari razzisti per dire che non sono razzisti. Ma giusto per sapere…cosa rappresenta quell’immobile? Il palazzo è stato occupato nel 2013 dai movimenti per il “diritto all’abitare” di Roma, per sopperire alla latitanza delle istituzioni verso le persone senza casa. Grazie all’occupazione in centinaia, che non avevano letteralmente un tetto sopra la testa, hanno potuto godere di una sistemazione dignitosa senza “levare” niente a nessuno. Il palazzo è la ex-sede di Federconsorzi, uno dei peggior esempi di “mangioneria” affaristico-mafiosa tipicamente italica (chiusa nel 1991 per bancarotta fraudolenta). L’immobile è stato poi ceduto a un fondo di speculazione immobiliare, Idea Fimit SGR, che lo ha inserito nel suo pacchetto Omega e lo ha lasciato per anni all’abbandono. Idea Fimit è tra le maggiori società di gestione risparmi in Italia, con un patrimonio attuale stimato a 9 miliardi di euro così diviso: il socio di maggioranza è De Agostini con il 64,3%, poi INPS con il 27,3% e Carispezia con il 6%. De Agostini holding gestisce, oltre a Idea FIMIT, anche la concessione esclusiva del gioco del Lotto in Italia e che attualmente sta investendo nei cosiddetti “non performing loans”, ovvero i crediti deteriorati che hanno poi generato il fallimento di diversi istituti di credito. La cosa stupefacente ed interessante è che tra le altre rendite della De Agostini ci sia anche quella sui migranti. Idea Fimit infatti è molto ben disposta verso i futuri rifugiati, purché rappresentino un business certo e sicuro! Il 14 marzo scorso la Prefettura di Roma ha comunicato di aver individuato proprio in uno stabile del suo fondo Alfha un’interessante soluzione per uno dei nuovi “hub di schedatura” previsto per circa cinquecento migranti.

Ma detto questo…agli sgomberati sono state proposte soluzioni alternative? A una piccolissima parte è stato permesso di rientrare dentro il famoso circuito dell’accoglienza. Per 80 persone è stata prevista la sistemazione provvisoria in uno “SPRAR” (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) come se fossero appena arrivati in Italia. L’attuale locatario dell’immobile di piazza Indipendenza ha invece proposto per qualche altra decina di persone un breve ricollocamento a Rieti, a non si sa quali condizioni (e con quale tornaconto!). Per il resto (stiamo parlando di centinaia di famiglie!) nessuna soluzione all’orizzonte, neanche la strada visto che sono stati cacciati anche da lì!
A dire il vero, davanti all’inerzia delle istituzioni, una soluzione gli “sgomberati” l’avevano trovata da sé organizzandosi dal basso per prendersi un diritto fondamentale: la casa. Ora invece si prefigura un nuovo giro dantesco dentro meccanismi contorti e fallimentari.

Per quanto riguarda gli episodi di vandalismo…il 23 agosto durante il tentativo di “cacciata” alcune donne, disperate per la tragica situazione, si sono barricate su un terrazzo minacciando di aprire le bombole del gas ed ammazzarsi! Un gesto estremo, come troppi se ne vedono quando si perde tutto, ma che per fortuna non è stato portato a compimento. È importante sapere che questi mezzi (bombole a gas) sono ormai l’unica soluzione per scaldarsi e cucinare in queste occupazioni abitative visto che l’art. 5 del piano casa di Renzi vieta di allacciare regolari utenze negli stabili occupati, aumentando ancor di più il disagio di persone che si trovano già in situazione precaria.

Quindi, dopo tutta questa “manfrina”… se provassero a sbatterti fuori di casa, te e la tua famiglia…cosa faresti? Se ti umiliassero e ti trattassero come un miserabile…cosa faresti? Con cosa ti difenderesti? Con qualsiasi cosa hai sottomano? Tu non faresti così? Tu non useresti ogni mezzo utile pur difendere i tuoi diritti di persona Umana? Non difenderesti i tuoi figli fino alla morte? Bè…è quello che hanno fatto gli sfollati a Roma di fronte ai poliziotti armati! E’ quello che hanno fatto alcuni individui non criminali di fronte a istituzioni fasciste e anti-democratiche!

Mercificati


Al Margen (14)
“Tutto quello che tocchiamo gronda sangue, ma sembra che nessuno se ne accorga!” Riflessioni sulla condizione animale, di Barbara Mugnai.
Parole forti…ma che in realtà testimoniano l’attuale situazione culturale: carne ovunque, di ogni aspetto nel colore e nella forma! Non ce ne rendiamo conto e non possiamo distinguere la differenza sostanziale tra una sofferenza assopita ed un abitudine assodata. Il carnismo ha trasformato il consumo di carne e derivati in un settore produttivo che si dirama in tutti gli aspetti culturali. Ed è così che mangiare carne, e fare uso indiretto di pezzi di Animali, è diventata una macabra abitudine degna del miglior sceneggiatore horror! Animali squartati, grondanti sangue occupano la ricca scala del prodotto interno lordo…insieme ad altre categorie merceologiche fatte di materia inorganica! La carne è diventata profitto, e il profitto è la gogna delle nostre vite schiavizzate dal consumo moderno.
Si parla spesso di “valori”, qualcosa che non si può cancellare ma anzi ripetere abbondantemente per farli restare bene impressi nella memoria. Molti affermano che alcuni non sono in linea con la storia dell’occidente, con le sue tradizioni e ricorrenze. Allora è necessario chiedersi cosa sono e cosa rappresentano i valori occidentali, e soprattutto se esistono delle regole precise a cui attenersi.
Per esempio: bombardare un ospedale è compatibile con i valori occidentali? Mentire agli elettori è compatibile con i valori occidentali? La speculazione finanziaria è compatibile con i valori occidentali? Far vivere milioni di persone nella povertà assoluta saccheggiando le loro terre è compatibile con i valori occidentali? Privatizzare l’acqua è compatibile con i valori occidentali? Picchiare i manifestanti, i disoccupati, i carcerati, gli immigrati ed ogni disadattato è compatibile con i valori occidentali? Uccidere la propria moglie o compagna o fidanzata…è compatibile con i valori occidentali? Quindi…quali sono questi valori occidentali così tanto importanti da non poterli contraddire? Quali misure adottare per far sì che la violenza a prescindere non sia catalogata come necessaria?
Foto di Al Margen

Hanno ucciso l’Orsa!


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Ancora un assassinio, ancora atrocità! In Trentino, e nel nord est italiano, non sono nuovi a queste simili gesta. E’ vergognoso che le istituzioni autorizzino tali azioni criminali. Bisogna ribellarsi e bisogna contrastare la violenza verso gli Animali.

 

“Nella serata di ieri gli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento hanno proceduto all’abbattimento dell’orsa KJ2 in attuazione dell’ ordinanza emessa dal presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, per garantire la sicurezza delle persone. Il Trentino, infatti, cercava ufficialmente l’orsa che il 22 luglio scorso aveva ferito un uomo che passeggiava con il suo cane in un bosco in zona laghi di Lamar. La stessa orsa era stata protagonista di un altro episodio di incontro con un escursionista che era rimasto ferito a Cadine, nel 2015. L’abbattimento è stato possibile grazie alle precedenti attività di identificazione genetica e successiva cattura e “radio collarizzazione” ai fini della riconoscibilità dell’animale, spiega una nota della Provincia di Trento.

 

Enpa, Trentino terra intollerante  – “Quello che si è consumato in Trentino, ovvero l’uccisione dell’orsa, è un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l’orsa, per chiarire le dinamiche dell’incidente in cui l’orsa sembra essere stata vittima di una aggressione e trovare soluzioni alternative alla troppo facile deriva dell’abbattimento”. Lo dice l’Enpa. “Invece la Provincia di Trento”, spiega l’Ente nazionale per la protezione degli animali, “ha preferito non ascoltare nessuno, e ha di fatto autorizzato una caccia all’orsa, per mera vendetta o per altre incomprensibili finalità. Nella storia del nostro Paese è stato toccato il punto più basso sulla tutela degli animali, una sconfitta per il mondo scientifico e politico, totalmente incapace e sordo, o spinto da altri interessi nel promuovere le uccisioni di animali che in Trentino sono ostaggio di politiche cruente e crudeli, finanziate anche cospicuamente dalle tasse dei contribuenti italiani, che pagano profumatamente politici senza competenze e capacità di soluzioni. Tanto basta perché i cittadini decidano di non recarsi più in Trentino né acquistare alcun prodotto di quella terra, avvelenata dall’intolleranza verso gli animali, dalla malapolitica, e anche, oltretutto, inquinata”.

Aidaa, boicottare i prodotti trentini – “Eravamo preoccupati per la vita dell’orsa KJ2 e purtroppo puntualmente quello che avevamo pensato si è avverato, gli assassini hanno colpito ancora e ieri sera hanno ucciso KJ2 l’orsa che rappresentava a loro dire un pericolo per la comunità umana”. Lo dice l’associazione Aidaa che “da subito sospende tutte le attività associative in segno di lutto per quanto accaduto ed invita tutti gli italiani al boicottare da subito i prodotti trentini, ed a disdire le vacanze o i soggiorni programmati nella provincia autonoma di Trento”. A livello legale Aidaa, spiega una nota, “domani stesso annuncerà le iniziative che intende mettere in pratica per contrastare questo fenomeno assurdo dell’abbattimento degli orsi (e in prospettiva dei lupi) e per far condannare a livello europeo le attività assassine messe in pratica con i decreti del presidente Ugo Rossi”. “Ce lo aspettavamo e non hanno mancato di compiere l’ennesimo barbaro inutile omicidio. Chi ha ordinato questo omicidio dell’orsa non è un uomo è un barbaro, comunque legalmente parlando l’uccisione di KJ2 non resterà impunita da subito via al boicottaggio e poi tutte le pratiche utili per fermare legalmente e isolare la mano assassina di animali di Ugo Rossi per il quale chiederemo anche la condanna del parlamento Europeo”, afferma il presidente Lorenzo Croce.”

Fonte ANSA | 13-08-2017 11:04