Canapa free


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Dal settore agricolo alla bioedizia, dal tessile all’alimentare, fino all’uso terapeutico…la canapa si impone come pianta del futuro, tramite realtà imprenditoriali abili e responsabili nel creare nuovi posti di lavoro, nuove opportunità di benessere, nuovi orizzonti di scambi culturali…ovviamente in un ottica di produzione e vendita non speculativa. Ma non è facile, e non è sicuro che ciò avvenga concretamente e in breve tempo. In passato la canapa è stata bistrattata, screditata e poi esclusa da un consumo etico e responsabile. Le grandi aziende corporative hanno impiantato una massiccia campagna denigratoria, trasformando un bene comune in una minaccia per la salute ed il commercio. Proprio perchè l’avvento delle plastiche e della chimica farmaceutica dovevano rappresentare il nuovo secolo consumista, la nuova rivoluzione industriale a cui i grandi capitalisti si stavano aggrappando viscidamente per dare sfogo alle loro bramosità di fama e potere. La disinformazione è stata enorme, con condanne pregiudiziali che hanno favorito preconcetti errati e fuorvianti.
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La canapa utile (Cannabis sativa) è una specie del genere cannabis ed è coltivabile soprattutto per uso tessile, ma anche edile, o per la produzione di carta, e addirittura per la farmacognosia. In essa sono presenti alcune sostanze stupefacenti in percentuali variabili a seconda della varietà. Prima dell’avvento del proibizionismo essa era molto diffusa nel mondo come importante ed essenziale materia prima, essendo una delle piante più produttive in massa delle zone temperate del pianeta. Ma nonostante la sua origine “calda” può sopportare i climi più diversi e pertanto facilmente coltivabile nelle più svariate zone terrestri, con opportuni accorgimenti e metodologie appropriate.
Oggi la legalità della cannabis varia da paese a paese, negli Stati Uniti per esempio è stata vietata nel 1937 con l’emanazione del “Marijuana Tax Act” a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt. Fraintesa dunque come anticamera di un processo dipendente da sostanze stupefacenti la canapa è stata per decenni censurata e ghettizzata a sostanza illegale, senza che fosse permessa una produzione lecita e pertanto ricca di vantaggi. Apparentemente sempre più persone sembrano risvegliarsi da questo torpore esistenziale e, con enormi difficoltà di apprendimento e condivisione, stentano a creare una piena consapevolezza sui benefici estesi di questa ottima risorsa naturale. Le conoscenze, gli studi e gli sviluppi di questa antica e preziosa pianta potrebbero apportare numerosi benefici per tutta la collettività…se solo i poteri forti dell’industria e della finanza potessero crollare a poco a poco dentro una cupa nube di autodistruzione.
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Il cibo, gli oggetti, gli usi e le attitudini di questa società capitalista (definita erroneamente moderna) sono strettamente correlati allo sfruttamento Animale. Gli additivi d’origine Animale sono abbondantemente presente in ogni fase della produzione alimentare, negli alimenti più impensabili. Lana e seta ed ogni pellame costituiscono la moda rappresentativa di uno status sociale senza eguali nella storia, e le ripercussioni sono inimmaginabili. Basti pensare ad alcune zone industriali della Cina dove esistono veri e propri lager di detenzione in cui Cani, Volpi ed ogni genere di sventurata creatura viene uccisa selvaggiamente per ricavarne tessuto o pelle d’ornamento. E che dire del traffico d’avorio (recentemente solo in parte vietato) generatore nei decenni passati di vere e proprie spedizioni di morte, con l’uccisione di migliaia di Elefanti e Rinoceronti. Lo sfruttamento Animale ha generato in un solo secolo un miriade di vittime Animali che non eguali nella storia di questo pianeta. C’è chi afferma ipocritamente che l’essere Umano si sia sempre nutrito di loro, si sia sempre coperto di loro, abbia sempre utilizzato le loro qualità naturali per i più svariati metodi di cura e terapia. Ma quello che spesso non viene analizzato è la metodologia feroce ed indiscriminata che è stata perpetrata in così breve tempo. Le seguenti specie viventi sono in via d’estinzione: Elefanti, Tigri, Oranghi, Lupi, Balenottere azzurre, Zebre, Tapiri, Cercopitechi, Furetti piedi neri, Gibboni, Licaoni, Fagiani, Giraffe, Babbuini, Bisonti, Delfini, Ghepardi, Mandrilli, Leoni, Panda, Pipistrelli, Squali, Aquile delle Filippine, Condor della California, Pinguini, Cormorani, Albatri, Tartarughe, Coccodrilli, Storioni, Aragoste, Gamberi…ecc.ecc.ecc. in una lunga lista che si aggiorna in tempi brevissimi. E questo non per cause naturali, non per calamità o epidemie, non per qualche ragionevole dubbio che potrebbe far pensare ad una modificazione del ciclo vitale di questi esseri viventi. No! L’unica ragione è lo sterminio in atto generato volontariamente dall’essere Umano a causa dei suoi ipocriti scopi, e anche indirettamente per alcune manovre estreme che hanno generato uno stravolgimento precoce negli habitat naturali di queste creature. In sostanza è sempre colpa dell’Umano. Ormai è diventata una macabra certezza, quasi una prassi scontata e a tratti psicotica. Basti pensare alla produzione da olio di palma, la cui deforestazione ha messo in pericolo di vita migliaia di Oranghi. Basti pensare alla mattanza che avviene puntualmente ogni anno a danno di Delfini e Balene. Basti pensare alla pesca indiscriminata che sta svuotando mari ed oceani. Basti pensare ad ogni Animale d’allevamento che viene concepito, nutrito ed ucciso solo per il breve tempo necessario a “maturare” la carne.
Una Mucca in libertà potrebbe vivere per ben 20/25 anni, senza costrizioni di sorta, senza per forza di cose essere ingravidata artificialmente per generare un Vitello…che neanche potrà coccolare tra i sui istinti materni. Senza essere sfruttata per 4 o 5 anni tramite l’utilizzo di vere e proprie pompe idrauliche, per essere spedita poi (ormai esausta) al macello. Gli esempi rappresentativi di tale scempio sono infiniti, e degni di ogni infausta automazione. Non è difficile immaginare come tale genocidio sia il risultato macabro di moderne tecniche di macellazione che sono state concepite solo per il gusto bramoso di ottenere profitto. L’epoca della mercificazione è una triste realtà, ed ogni consumatore che si rispetti è complice e colpevole in tutte le variabili possibili.
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Per sopperire a questo genocidio esiste un mondo parallelo in cui alcune persone responsabili stanno cercando di agire al meglio per preservare le specie viventi ed ogni ambiente circostante. Esistono figure professionali sempre più indirizzate alla preservazione della vita terrestre, in ogni sua forma. Esistono nuovi approcci al consumo che risparmiano, tutelano e conservano le risorse naturali. Esistono metodologie all’avanguardia nell’etica e nella consapevolezza che aiutano sempre più persone a guardare verso un futuro più libero e pacifico. Ma nonostante tutto questo non è facile e non è detto che sia plausibile una rivoluzione nei tempi e nei modi soddisfacenti. Non è certo che si applichi una rinascita culturale e sociale. Nessuna possiede la soluzione in tasca, ma certamente restare a guardare senza poter fare nulla di concreto è purtroppo una colpa anch’essa. Bisogna rivalutare ogni abitudine quotidiana per far sì che le prossime generazioni possano almeno in parte godere di un autentico stravolgimento dei propri bisogni.
Foto di Nir Vana e Roger Olmos , altre da Wikipedia
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Liberati 600 Visoni da un lager di Misano


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Indubbiamente la liberazione forzata di 600 Visoni (a Misano il 31 dicembre scorso) arreca danno e fastidio a molti: allevatori in primis e poi tutte le figure professionali dell’indotto. Ed è giusto appunto spiegata la polemica che gira intorno alle liberazioni degli Animali in gabbia. Gli addetti ai lavori (e i consulenti vari: etologi, ecologisti ecc.ecc.) cercano a tutto spiano di convincere l’opinione pubblica (soprattutto NON animalista) che queste azioni sono dannose per la flora e la fauna, ovvero rappresentano delle vere e proprie aberrità da bandire e punire. In sostanza si vuole perseverare sulla negatività del gesto anarchico. Naturalmente tutto questo va a coprire quello che invece avviene realmente all’interno di questi luoghi, le atrocità commesse e gli introiti ricavati sulla vita di queste povere creature. Eppure basterebbe sostituirsi a loro, e decidere al meglio: “restiamo in gabbia o scappiamo?”. Nessuno avrebbe dubbi sul da farsi!
Si polemizza sul fatto che i Visoni uccidono mangiando, essendo per natura dei predatori. Ma come non concepire che lo avrebbero fatto comunque in libertà nel loro paese d’origine?!
Soffermarsi sui danni colleterali di queste liberazioni senza affrontare di petto la sostanza del grave problema esistente, ovvero la prigionia di esseri viventi, è pura ipocrisia! E della peggior specie!
Meglio dunque liberarli altrove? Non c’è la possibilità economica per farlo, e chi compie questi gesti valorosi è un volontario che si dimena per sbarcare il lunario. Meglio se lo facessero le istituzioni con mezzi opportuni ed adeguati? Ritenendo dunque violenta ed atroce questa pratica? Forse…ma per ora si arranca per quello che si può fare. Altre associazioni animaliste operano diversamente grazie alle donazioni di denaro o al supporto di volontari più esperti e capaci, e a volte svolgono anche un lavoro egregio. Bisogna ringraziare queste persone coraggiose, ovviamente molto di più rispetto ai tanti aguzzini che operano indisturbati e con la compiacenza della maggioranza. Da sottolineare che quest’ultimi percepiscono un profitto dalla morte degli Animali…i liberatori no! Anzi rischiano la loro pelle e la loro dignità proprio a causa di una legislazione che tutela i carnefici, e non i consegnatari della libertà. E questo la dice lunga su ciò che è moralmente giusto.

 

Qui di seguito l’articolo tratto da Veganzetta Liberati 600 Visoni da un lager di Misano

“Con i migliori auguri per un anno ricco di empatia e libertà, si riporta questa notizia pubblicata dal L’Eco di Bergamo.

Fonte: www.ecodibergamo.it/stories/bassa-bergamasca/raid-animalista-a-misano-nella-notteliberati-600-visoni-da-un-allevamento_1217504_11/

Raid animalista a Misano
Liberati 600 visoni da un allevamento

Seicento visoni di un allevamento di Misano sono stati liberati nella notte di sabato 31 dicembre, poco prima delle 2, nel corso di un raid animalista firmato con una bomboletta spray sul muro dal sedicente «Animal Liberation Front».

La dinamica è al vaglio dei carabinieri di Treviglio, ma secondo le prime ricostruzioni gli animalisti hanno eluso la videosorveglianza e guadagnato l’accesso all’allevamento attraverso un varco ricavato nella rete della recinzione. Poi hanno aperto le gabbie dove erano rinchiusi i visoni che una volta liberati si sono dispersi nelle campagne circostanti.

Le ricerche condotte dagli allevatori hanno permesso di recuperare 300 esemplari vivi. Sono circa una trentina invece quelli ritrovati morti, alcuni investiti, altri annegati in un piccolo canale adiacente all’allevamento.

Intanto il sindaco di Misano Daisy Pirovano ha lanciato un appello su Facebook. «Se ne avvistate uno non avvicinatevi e non toccatelo perché potrebbe mordervi, ma avvisate immediatamente i proprietari. Fate attenzione, perché potrebbero essere molto pericolosi per i bambini e per gli animali».

Niall Ferri”

Insetti…altro che alieni.


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Molte persone hanno ribrezzo nei confronti degli Insetti, altri addirittura provano paura estrema, quasi maniacale. É certamente un fattore psicologico che determina queste fobie, perchè non c’é nessun pericolo o timore concreto nel venire a contatto con loro…ad eccezione di mettere un piede su un alveare o di infastidirne uno velenoso. É incredibile notare peró lo stupore negativo e generalizzato di fronte all’empatia verso questi piccoli esseri viventi indifesi. Non é una questione di follia animalista, chissà quanti ne uccidiamo involontariamente sotto i piedi, piuttosto di consapevolezza coerente. Pensiamo solo all’enormità distruttiva di pesticidi e diserbanti, agli insetticidi e alle pratiche ogm tanto discusse quanto devastanti. Pensiamo all’estinzione delle Api e di molte specie autoctone in imminente pericolo. É una considerazione fondamentale che riguarda tutti, soprattutto le prossime generazioni…oltre ogni nostro bisogno d’egoismo consumista.

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Foto e video di Roberto Contestabile

 

 

L’Orso polare è ancora lì…nel centro commerciale


“Cina: l’orso polare è ancora lì, nel centro commerciale. Non è bastata la morte straziante di Arturo, l’orso più triste del mondo, a smuovere le coscienze. Ora potrebbe fare la stessa fine Pizza, quell’orso che si trova in bella esposizione in un surrogato di zoo in mezzo alla shopping cinese. È per questo che molte associazioni hanno lanciato un nuovo appello.

Per rispolverare un po’ la memoria, Pizza è quel maestoso orso polare ripreso qualche mese fa in un centro commerciale, il Grandview Shopping Mall, nel sud della Cina, in chiari atteggiamenti depressivi.

 

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Ora, in un nuovo video (sopra), scuote la testa arruffata sotto le luci artificiali, si accuccia vicino a una presa d’aria per fiutare il mondo esterno e dà pugni al muro.

L’orso polare rinchiuso in una gabbia, in Cina, in quello che è stato definito “lo zoo più triste del mondo” sta impazzendo.

Per questo motivo, in una lettera aperta al governatore di Guangzhou (la regione della Cina dove si trova quel centro commerciale), Zhu Xiaodan, ben 50 gruppi di animalisti cinesi hanno chiesto di intervenire per chiudere quella orribile esposizione che, e pare un paradosso, ospita circa 500 specie, tra cui una volpe artica, trichechi e balene beluga. E non solo: la petizione è anche un appello affinché i settori industriali e commerciali della nazione blocchino la crescente tendenza della Cina di mostrare gli animali selvatici in cattività presso i centri commerciali come un modo per invogliare i clienti a ritornare.

 

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Il video rilasciato dalla Humane Society International (HSI) e dal suo gruppo di partnership cinese VShine, mostra l’orso in comportamenti stereotipati preoccupanti, come l’ondeggiamento della testa a ritmo ripetitivo, prove di frustrazione e declino mentale. HSI ha inoltre raccolto con Care2 e Nato Free Foundation 500mila firme per chiedere la chiusura dei reperti animali del centro commerciale, che, sommate alle oltre 500mila firme raccolte precedentemente dalla Animals Asia Foundation, porta il totale a un milione di firmatari globali.

Dalla Capital Animal Welfare Association dichiarano: “Il modo spaventosamente inadeguato con cui questo orso polare è tenuto al Grandview è una macchia vergognosa sulla Cina che deve essere rapidamente tolta. Un centro commerciale non è un posto dove mantenere qualsiasi animale selvatico. Pizza non potrà mai essere rilasciato al selvaggio, ma gli operatori del centro commerciale dovrebbero fargli vivere il resto dei suoi giorni in una struttura dove si può respirare aria fresca e vedere la luce del sole. Se è stato deciso che non lascerà la Cina, cerchiamo almeno di trovargli una casa migliore all’interno della Cina, ma non possiamo stare a guardare”.

Insomma, Pizza e tutti gli altri animali che si trovano lì meritano molto meglio che essere rinchiusi in una scatola di vetro per attirare i clienti. Le condizioni in cui sono tenuti sono completamente inadatte, nulla di più lontano dal loro habitat naturale. E se qualcosa non verrà fatto probabilmente scivoleranno sempre più in un grave e pericoloso declino mentale.”

LE PETIZIONI PER SALVARE PIZZA, L’ORSO PIU’ TRISTE DEL MONDO

PER FIRMARE LA PETIZIONE DI ANIMAL ASIA CLICCA QUI

PER FIRMARE LA PETIZIONE DELLA PETA CLICCA QUI

PER FIRMARE LA PETIZIONE DELLA HSI CLICCA QUI

 

Original post L’orso polare nel centro commerciale cinese non ce la fa più, sta impazzendo (VIDEO)

Cani da…


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I Cani sono stati privati ormai del loro habitat naturale essendo vissuti da secoli con gli esseri Umani. Anche da randagi non hanno vita facile e non saranno mai completamente liberi ed adattati come invece lo sono i Lupi o altri loro simili. E’ sicuramente sbagliato sfruttarli in azioni pericolose, bisognerebbe considerarli con il massimo rispetto come faremmo per un nostro simile. Spesso non è così, e spesso muoiono o si ammalano mentre svolgono il loro lavoro. L’addestramento è duro e faticoso e può durare anni. Certamente se un Cane salva una vita è un grande gesto d’eroismo, ma a che prezzo? Come al solito si giustifica lo sfruttamento con la sempre nota teoria: meglio una vita Umana che Animale. Affermare il contrario in momenti terribili come questi non è facile, e si tende a preferire la morte di un Cane piuttosto che un essere Umano. Lo dimostra il silenzio parziale o nullo in merito alle innumerevoli vittime quali Galline, Maiali o altri Animali d’allevamento…che sarebbero morti comunque tramite macellazione ma almeno evidenziarne i decessi sarebbe stato utile alla presa di coscienza. Si vive in una società assolutamente specista, quindi non dobbiamo neanche meravigliarci se siano necessari ancora tanti decenni prima di concepire la consapevolezza completa della vita altrui…chiunque essa sia.
Detto questo, considerato il particolare momento d’emergenza, bisogna affermare con convinzione che gli Animali, tutti indistintamente, hanno sensibilità e provano emozioni tali e quali alle nostre. Non sanno scrivere o costruire oggetti ma pensano, si esprimono, e agiscono in mille modi. Tutti gli Animali d’affezione credono di essere “amici” del proprio “padrone” Umano (termine spesso utilizzato erroneamente nel linguaggio comune), fino a quando lui non li abbandona o li uccide.
E’ doveroso riflettere sulla necessità urgente di estirpare questa concezione dell’Animale amico dell’essere Umano, ovvero aiutante costretto o circuìto nelle sue occupazioni quotidiane. E’ appurato scientificamente che anche gli Animali provano sensazioni fisiche molto intense. La schiavitù imposta dagli Umani è una macabra testimonianza. Una prova incorruttibile che spiega e racconta come, quando e perchè provano fisicamente e mentalmente tutto il male inflitto. Quindi non esistono Cani violenti, bensì Animali allevati in modo errato e contrario alla naturale evoluzione. Nel caso specifico recente, in cui alcuni Cani hanno aggredito un bambino, nessuno può sapere con esattezza cosa è accaduto nelle menti di quei Animali: un risentimento trascorso, un gesto improvviso che li ha spaventati, una sevizia subita ecc. E’ doveroso riflettere su questo aspetto perchè quando erroneamente si cerca di considerare gli Animali parte integrante di un appartamento bisogna anche responsabilmente considerare ogni aspetto consequenziale del mutamento nell’habitat naturale di questi individui…ovvero esseri viventi senzienti.