No vax!


Di Patrizia Miotti:

 

 

Un importante testimonianza su un tema attuale molto controverso e che deve essere dibattuto!

Canapa free


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Dal settore agricolo alla bioedizia, dal tessile all’alimentare, fino all’uso terapeutico…la canapa si impone come pianta del futuro, tramite realtà imprenditoriali abili e responsabili nel creare nuovi posti di lavoro, nuove opportunità di benessere, nuovi orizzonti di scambi culturali…ovviamente in un ottica di produzione e vendita non speculativa. Ma non è facile, e non è sicuro che ciò avvenga concretamente e in breve tempo. In passato la canapa è stata bistrattata, screditata e poi esclusa da un consumo etico e responsabile. Le grandi aziende corporative hanno impiantato una massiccia campagna denigratoria, trasformando un bene comune in una minaccia per la salute ed il commercio. Proprio perchè l’avvento delle plastiche e della chimica farmaceutica dovevano rappresentare il nuovo secolo consumista, la nuova rivoluzione industriale a cui i grandi capitalisti si stavano aggrappando viscidamente per dare sfogo alle loro bramosità di fama e potere. La disinformazione è stata enorme, con condanne pregiudiziali che hanno favorito preconcetti errati e fuorvianti.
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La canapa utile (Cannabis sativa) è una specie del genere cannabis ed è coltivabile soprattutto per uso tessile, ma anche edile, o per la produzione di carta, e addirittura per la farmacognosia. In essa sono presenti alcune sostanze stupefacenti in percentuali variabili a seconda della varietà. Prima dell’avvento del proibizionismo essa era molto diffusa nel mondo come importante ed essenziale materia prima, essendo una delle piante più produttive in massa delle zone temperate del pianeta. Ma nonostante la sua origine “calda” può sopportare i climi più diversi e pertanto facilmente coltivabile nelle più svariate zone terrestri, con opportuni accorgimenti e metodologie appropriate.
Oggi la legalità della cannabis varia da paese a paese, negli Stati Uniti per esempio è stata vietata nel 1937 con l’emanazione del “Marijuana Tax Act” a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt. Fraintesa dunque come anticamera di un processo dipendente da sostanze stupefacenti la canapa è stata per decenni censurata e ghettizzata a sostanza illegale, senza che fosse permessa una produzione lecita e pertanto ricca di vantaggi. Apparentemente sempre più persone sembrano risvegliarsi da questo torpore esistenziale e, con enormi difficoltà di apprendimento e condivisione, stentano a creare una piena consapevolezza sui benefici estesi di questa ottima risorsa naturale. Le conoscenze, gli studi e gli sviluppi di questa antica e preziosa pianta potrebbero apportare numerosi benefici per tutta la collettività…se solo i poteri forti dell’industria e della finanza potessero crollare a poco a poco dentro una cupa nube di autodistruzione.
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Il cibo, gli oggetti, gli usi e le attitudini di questa società capitalista (definita erroneamente moderna) sono strettamente correlati allo sfruttamento Animale. Gli additivi d’origine Animale sono abbondantemente presente in ogni fase della produzione alimentare, negli alimenti più impensabili. Lana e seta ed ogni pellame costituiscono la moda rappresentativa di uno status sociale senza eguali nella storia, e le ripercussioni sono inimmaginabili. Basti pensare ad alcune zone industriali della Cina dove esistono veri e propri lager di detenzione in cui Cani, Volpi ed ogni genere di sventurata creatura viene uccisa selvaggiamente per ricavarne tessuto o pelle d’ornamento. E che dire del traffico d’avorio (recentemente solo in parte vietato) generatore nei decenni passati di vere e proprie spedizioni di morte, con l’uccisione di migliaia di Elefanti e Rinoceronti. Lo sfruttamento Animale ha generato in un solo secolo un miriade di vittime Animali che non eguali nella storia di questo pianeta. C’è chi afferma ipocritamente che l’essere Umano si sia sempre nutrito di loro, si sia sempre coperto di loro, abbia sempre utilizzato le loro qualità naturali per i più svariati metodi di cura e terapia. Ma quello che spesso non viene analizzato è la metodologia feroce ed indiscriminata che è stata perpetrata in così breve tempo. Le seguenti specie viventi sono in via d’estinzione: Elefanti, Tigri, Oranghi, Lupi, Balenottere azzurre, Zebre, Tapiri, Cercopitechi, Furetti piedi neri, Gibboni, Licaoni, Fagiani, Giraffe, Babbuini, Bisonti, Delfini, Ghepardi, Mandrilli, Leoni, Panda, Pipistrelli, Squali, Aquile delle Filippine, Condor della California, Pinguini, Cormorani, Albatri, Tartarughe, Coccodrilli, Storioni, Aragoste, Gamberi…ecc.ecc.ecc. in una lunga lista che si aggiorna in tempi brevissimi. E questo non per cause naturali, non per calamità o epidemie, non per qualche ragionevole dubbio che potrebbe far pensare ad una modificazione del ciclo vitale di questi esseri viventi. No! L’unica ragione è lo sterminio in atto generato volontariamente dall’essere Umano a causa dei suoi ipocriti scopi, e anche indirettamente per alcune manovre estreme che hanno generato uno stravolgimento precoce negli habitat naturali di queste creature. In sostanza è sempre colpa dell’Umano. Ormai è diventata una macabra certezza, quasi una prassi scontata e a tratti psicotica. Basti pensare alla produzione da olio di palma, la cui deforestazione ha messo in pericolo di vita migliaia di Oranghi. Basti pensare alla mattanza che avviene puntualmente ogni anno a danno di Delfini e Balene. Basti pensare alla pesca indiscriminata che sta svuotando mari ed oceani. Basti pensare ad ogni Animale d’allevamento che viene concepito, nutrito ed ucciso solo per il breve tempo necessario a “maturare” la carne.
Una Mucca in libertà potrebbe vivere per ben 20/25 anni, senza costrizioni di sorta, senza per forza di cose essere ingravidata artificialmente per generare un Vitello…che neanche potrà coccolare tra i sui istinti materni. Senza essere sfruttata per 4 o 5 anni tramite l’utilizzo di vere e proprie pompe idrauliche, per essere spedita poi (ormai esausta) al macello. Gli esempi rappresentativi di tale scempio sono infiniti, e degni di ogni infausta automazione. Non è difficile immaginare come tale genocidio sia il risultato macabro di moderne tecniche di macellazione che sono state concepite solo per il gusto bramoso di ottenere profitto. L’epoca della mercificazione è una triste realtà, ed ogni consumatore che si rispetti è complice e colpevole in tutte le variabili possibili.
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Per sopperire a questo genocidio esiste un mondo parallelo in cui alcune persone responsabili stanno cercando di agire al meglio per preservare le specie viventi ed ogni ambiente circostante. Esistono figure professionali sempre più indirizzate alla preservazione della vita terrestre, in ogni sua forma. Esistono nuovi approcci al consumo che risparmiano, tutelano e conservano le risorse naturali. Esistono metodologie all’avanguardia nell’etica e nella consapevolezza che aiutano sempre più persone a guardare verso un futuro più libero e pacifico. Ma nonostante tutto questo non è facile e non è detto che sia plausibile una rivoluzione nei tempi e nei modi soddisfacenti. Non è certo che si applichi una rinascita culturale e sociale. Nessuna possiede la soluzione in tasca, ma certamente restare a guardare senza poter fare nulla di concreto è purtroppo una colpa anch’essa. Bisogna rivalutare ogni abitudine quotidiana per far sì che le prossime generazioni possano almeno in parte godere di un autentico stravolgimento dei propri bisogni.
Foto di Nir Vana e Roger Olmos , altre da Wikipedia

Students Play ‘Jump Rope’ With Cat Intestines in Class


“Students at Winston Churchill High School recorded videos as their classmates used a cat’s intestines as a jump rope during a dissection lesson. What did that lesson really teach?

Every year, over 10 MILLION animals are killed for classroom dissection—they don’t die from natural causes. They’re stolen from the wild, taken from animal shelters, or killed in slaughterhouses.

Dissection is bad science: 98 percent of medical schools don’t require it, studies show that students are less interested in science after being forced to dissect, and it’s a super-archaic, cruel way to teach biology and anatomy.

Churchill officials have an obligation to ensure that this never happens again—they need to end all animal dissection immediately. Allowing dissection to continue endorses callousness, disrespect, and cruelty to animals.”

Fonte Take Action: Students Use Cat’s Intestines as Jump Rope

Eutanasia animale


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Boom richieste di eutanasia, e il veterinario: “Avete rotto, gli animali non sono un fastidio!”

Accade a Milano, dove il manifesto affisso nell’ambulatorio di un veterinario diventa virale. Racconta Alessio Giordana firmatario dell’avvertimento: “Siamo circondati dall’idiozia di chi  pensa che un animale sia una proprietà e non una creatura.”

E casomai a qualcuno fosse sfuggito il concetto riportato nel primo cartello, il dottore lo chiarisce con un addenda: “Si è rotto i coglioni di chi chiede l’eutanasia per il proprio animale domestico senza che quest’ultimo sia gravemente ammalato.”

 Fonte Tgcom24

 

“In ambito veterinario, l’eutanasia è pratica comune per sopprimere animali da compagnia o da allevamento affetti da malattie inguaribili e dolorose. Si pratica anestetizzando l’animale e quindi iniettando una sostanza via endovenosa che provoca blocco cardio-respiratorio; L’ipossia cerebrale porta alla morte.
Il farmaco veterinario utilizzato è denominato Tanax. Esso contiene embutramide, mebenzonio ioduro, tetracaina cloridrato. La sua azione farmacologica provoca narcosi e paralisi della muscolatura striata scheletrica e respiratoria impedendo quindi la ossigenazione del sangue. Spesso il Tanax non ha alcun’azione diretta sul miocardio, cosicché l’arresto cardiaco sopraggiunge soltanto dopo alcuni minuti. È opinione diffusa fra i veterinari che l’animale, pur paralizzato per azione del Tanax, resti cosciente per un certo lasso di tempo. Per tale motivo è necessario porre l’animale in anestesia totale prima di effettuare l’eutanasia. Una valida alternativa è fornita da barbiturici (tiopentale, pentobarbital) somministrati endovena a dosi triple di quelle usuali anestetiche. Sono disponibili anche associazioni di farmaci ad azione eutanasica, comprendenti un barbiturico associato a sostanze cardiotossiche. Tali farmaci, usualmente usati negli Stati Uniti e nel Regno Unito dove il Tanax (denominato T61) è stato ritirato dal commercio, non hanno grande diffusione in Italia.”

Fonte Wikipedia

 

Personalmente non sono daccordo all’eutanasia attiva, ovvero quando il medico causa direttamente la morte del malato. E sono molto dubbioso all’eutanasia passiva, diversamente quando il medico si astiene dal praticare cure volte a tenere ancora in vita il malato. In sostanza non credo nell’intervento Umano sull’evolversi di una morte annunciata, sempre che noi possiamo determinarla tale. Spesso e volentieri le pratiche mediche sono un vero e proprio accanimento terapeutico volto a creare più sofferenze che sollievo ad una situazione di sofferenza, specialmente in casi gravi di malattie o traumi devastanti. La ricerca medica si serve di cavie per ottenere i suoi risultati poco rassicuranti per l’incolumità ma troppo accettabili per profitti utili solo a speculazioni. Il discorso è applicabile a più campi ivi comprese le modifiche genetiche su organismi viventi che servirebbero solo a finanziare oscuri e macabri avvenimenti. Nessuno di noi può sostituirsi agli eventi naturali, e nessuno di noi può intervenire materialmente tramite mezzi artificiali (inventati appunto dall’essere Umano) su circostanze ignote che stabiliscono il confine tra la vita e la morte. Ciò determina solo un prolungamento forzato che può giustificare solo ed esclusivamente le nostre coscienze ma non sostenere qualcosa che non ci appartiene. Determinate situazioni sono strettamente personali ed ognuno le gestisce secondo i propri istinti emozionali. L’importante è poter avere una scelta, questo è etico e morale. Le proibizioni non sono giuste ed accettate, e non risolvono la natura della questione. Gli Animali e gli Umani, in caso di sofferenze, sono senza ombra di dubbio simili ma oggi non identici in ogni aspetto. Questo perchè viviamo in un epoca antropocentrica dalla nascita e i diritti dei non Umani non sono equiparati con la giusta ed etica considerazione. Di recente si discute di unioni civili con tutte le polemiche al seguito, figuriamoci se questo è il reale momento storico di instituire una concreta liberazione Animale! Certamente bisogna parlare e diffondere un informazione concreta ed antispecista, lottare laddove ci siano ostacoli profondi dettati da altri interessi opportunisti. Bisogna spezzare il ciclo dello sfruttamento virtuoso ed integerrimo, uno sfruttamento autorizzato e legalizzato da un sistema di potere corrotto.

 

Doloroso


Ognuno di noi fin dalla propria nascita vive di convinzioni, idee, giudizi, tradizioni…
Ognuno di noi nasce, cresce e si sviluppa in adulto grazie ad un educazione il più delle volte responsabile, etica, giusta. Il più delle volte. In altre occasioni non è così. In altri luoghi del pianeta ciò non accade, purtroppo. In angoli sperduti del globo popolazioni sfortunate patiscono la fame, non vengono istruite, non capiscono dove si trovano e perchè. E nel peggior delle ipotesi sono sfruttate ed uccise.
La vita oggi nel 2014 non è molto diversa da quella di duemila anni fa. Viviamo di emozioni tali e quali come quelle dei Romani o dei Greci migliaia di anni addietro. Siamo colti, intelligenti e saggi come Plutarco, Aristotele, Pitagora, Indira Gandhi e tanti altri uomini e donne che hanno partecipato alla storia dell’umanità. Siamo solo più sofisticati.
Di contro un maschilismo antropocentrico assoluto non ha contribuito nel creare un mondo giusto, cosciente e responsabile. Oggi purtroppo commettiamo ancora tanti sbagli, reati, crimini diretti ed indiretti, puniti ed impuniti che non ci permettono a pieno di ottenere una pace universale completa. Ancora oggi un numero imprecisato di animali e non (miliardi ogni anno) riempe la lunga lista di vittime innocenti. L’uomo da secoli si nutre di altri esseri viventi senzienti pur sapendo da sempre che ciò è dannoso, per se stesso e per la comunità. L’uomo da sempre stenta nel raggiungere un concetto di soprannaturalità…illuso e utopico. Oggi, negli anni del progresso scientifico mai meglio raggiunto, egli ha ancora la presunzione di comandare ed usurpare ogni vita terrestre esistente.

“E se ci si sentiamo troppo pieni di noi, arroganti, presuntuosi ed esperti solo perchè crediamo di aver fatto del bene…allora abbiamo un problema!
Se credi di essere buono…se credi di sentirti a posto con la coscienza…allora hai un problema! Nessuno di noi è veramente buono…nessuno!”

Ogni uomo e donna, oggi come allora, prova dolore. Dolore fisico, e dolore spirituale. Ogni dolore che accusiamo è dettato da una condizione. Condizione fisica, mentale, spirituale. Quando amiamo qualcuno e ci sentiamo traditi o abbandonati…lì, proviamo dolore, dolore dell’animo, dolore nel corpo, che ci infastidisce e ci fa soffrire. Il nostro organismo è fatto di carne, ossa, tessuti, cellule e sistema nervoso: una complessa ramificazioni di nervi sensibili che vibrano ad ogni sussulto o azione che subiamo o produciamo.
“Il sistema nervoso negli esseri umani può essere anatomicamente suddiviso in sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP). Il SNC è racchiuso nella scatola cranica per quanto riguarda l’encefalo, e nel Canale vertebrale per quanto riguarda il midollo spinale. Il SNP è invece rappresentato da strutture nervose periferiche come i gangli, le fibre nervose dei nervi, i recettori sensoriali (termocettori, propriocettori, meccanocettori, recettori per gli odori, per il gusto) e gli organi sensoriali specializzati come l’occhio, l’apparato cocleare e vestibolare. Il SNP si occupa quindi di raccogliere informazioni dall’ambiente esterno, le trasduce poi in segnali nervosi e le invia al SNC che si occupa di integrarle e di rispondere in maniera adeguata. Tramite il SNP poi, il SNC invia comandi motori alla periferia necessari per rispondere in maniera adeguata a varie condizioni o semplicemente per il movimento volontario.” (fonte Wikipedia)
Questa definizione scientifica può facilmente farci intuire e capire che siamo indubbiamente condizionati dal mondo esterno e dall’ambiente che ci circonda. Ogni movimento, azione o reazione che agiamo o subiamo influenza le nostre emozioni e sensazioni, ed induce anche e soprattutto al dolore…sotto ogni forma sopra descritta. Siamo esseri “umani” perchè qualcuno ci ha raccontato la favola fantastica che l’uomo e la donna sono gli unici individui terrestri che provano emozioni, amore, compassione e dolore. Questo non è vero. Non è vero perchè è appurato ormai da anni che anche gli animali non umani provano sensazioni fisiche esterne ed interne. La schiavitù che gli abbiamo imposto è un dato di fatto. Una prova macabra che ci spiega e ci racconta come, quando e perchè provano fisicamente e mentalmente tutto il male che gli infliggiamo.
Da sempre, e recentemente più spesso, ci affidiamo a teorie, tecniche e mezzi sempre più sofisticati per aiutarci ad eliminare il nostro dolore. Farmaci soprattutto. Farmaci che crediamo possano aiutarci ad eliminare un dolore innato, che ci accompagna da sempre, ma che sempre ci “aiuterà” a capire la nostra vitalità, essenza, presenza…non finta ed assente.
Forse anche le piante provano sensazioni fisiche. Non è escluso che ciò sia plausibile. Ma le differenze tra il nostro organismo e la loro struttura è evidente a non pochi. Non sappiamo quasi nulla della loro esistenza. Eppure loro stesse ci aiutano ogni giorno a vivere meglio. Con l’aria che respiriamo, con i frutti che mangiamo, con le erbe che assumiamo. E’ ormai risaputo ai più esperti e saggi che i cibi d’originale animale fanno male, più male di quanto immaginiamo. Un alimentazione totalmente vegetale può aiutarci a vivere più dignitosamente e più in salute. Può migliorare di molto la nostra esistenza…tutta. Animale, umana ed ambientale.
Essere ignoranti oggi, nell’epoca più gloriosa dell’informazione, è un grave, dannoso errore.
Le persone felici ed ottimiste sono aperte alle novità e costruiscono passo dopo passo un cambiamento concreto per raggiungere l’obiettivo prefissato. Non temono il futuro, poiché vivono nel presente, e non sono eccessivamente legate al passato. La felicità, se davvero vogliamo trovarla, può essere soltanto nel “qui” e nel “ora”. Non sappiamo cosa accadrà in futuro e non abbiamo la possibilità di tornare indietro nel tempo. Siamo noi a scegliere di essere felici, nonostante tutto. E lo possiamo diventare già da questo momento.
Studiare, leggere, ed informarsi per capire che le verità presunte tali sono ben altre. Chiedersi, porsi domande ed interrogativi su fatti o circostanze è lecito, intelligente, ed etico. Chi non lo fa è uno schiavo, sottomesso ed incosciente. Essere cresciuti nel benessere significa farne parte ipocritamente senza capirne gli effetti collaterali…le sue origini. A patto di esserne consapevoli.
La nostra vita “è” un compromesso consapevole che giornalmente rischia di far perdere l’identità radicale del messaggio stesso.
Chiediamoci: perchè dobbiamo prendere una pillola per calmare un dolore non mortale o talmente agghiacciante da non impedirci di praticare le nostre normali attività quotidiane? Per quale incredibile ed incosciente motivo dobbiamo vaccinarci ogni anno per un influenza che quasi sicuramente non prenderemo affatto?
E non serve porre attenzione a tutti gli altri rimedi o metodi farmacologici non efficaci su malattie degenerative e mortali quali cancro, sla, aids ecc. Figli di una speculazione capitalista.
I farmaci e la medicina moderna non allungano la vita. Possono salvarla in casi estremi violenti…ma io non credo che la vivisezione animale possa salvarci da un incidente d’auto o da un infarto.
Siamo quello che mangiamo e siamo quello che compriamo. E quindi se ci viene consigliato di preferire “questo” a “quello”…è normale istituzionalizzare le nostre scelte e i nostri bisogni. Illusione psicotica.

Ecco perchè un buon libro può aiutarci a capire meglio la nostra condizione dolorosa. Un libro che ci aiuti a decidere se continuare ad assumere farmaci non necessari e probabilmente dannosi fisicamente ed eticamente, o cercare altre alternative…andando ben oltre l’omeopatia.
Un buon libro che sappia farci riflettere approfonditamente sulla nostra condizione umana di doloranti esseri viventi, facenti parte di un complesso sistema vitale che basa la sua esistenza stessa sul dolore.
Per cui…perchè combatterlo?
Altrimenti…perchè il parto sarebbe così lancinante?
Quindi…curare la mente, guarire il dolore!
Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Curare la Mente, Guarire il Dolore