Credere, obbedire, gattini


Da Veganzetta.org:

““Credere, obbedire, gattini” è il titolo di un articolo a firma di Lorenzo Bagnoli pubblicato sulla rivista online The Vision.L’autore tratta un argomento che purtroppo è innegabilmente di grande attualità: la proliferazione – nella società italiana e non solo – di gruppi di estrema destra in ambito animalista.
Nell’ormai lontano 2010 pubblicammo un dossier dal titolo “Antispecisti di destra? nel quale si esaminava il preoccupante fenomeno delle infiltrazioni di realtà legate direttamente o indirettamente all’estrema destra nell’ambiente animalista, vegano e addirittura antispecista.
La situazione da allora è cambiata ma, come si potrà notare, in peggio. Il testo di The Vision cita il nostro dossier e ne riprende alcuni passi, per poi riportare notizie di cronaca, dichiarazioni sui social network, articolo pubblicati su siti internet e giornali, nel tentativo di analizzare lo stato dei fatti. L’articolo in questione – seppur in modo a volte superficiale – ha il pregio di evidenziare alcune delle numerose – e recenti – connessioni tra il “variegato” mondo animalista e singoli o gruppi riconducibili ad ambienti fascisti, tutti legati dallo stesso approccio che pare ripetersi come un mantra: la politica non c’entra nulla con gli Animali. Ciò nella più totale e colpevole indifferenza o addirittura con il benestare (per misantropia, per tentazioni autoritarie o per altri motivi) di molte attiviste e attivisti.
Considerando la situazione attuale si deduce che l’ambiente animalista e vegano in generale sono contraddistinti da una sconfortante ignoranza che genera (nella migliore delle ipotesi) mancanza di basi teoriche e pertanto di consapevolezza e capacità critica. Tali gravi mancanze sono il motivo dell’estrema facilità con cui coloro che (da destra) tentano di infiltrarsi nell’animalismo riescono nel loro intento: è sufficiente fare leva su un’incomprensione di fondo (derivante dall’ignoranza di cui sopra) di ciò che è realmente la prassi politica dichiarandosi  “apolitici”, per ottenere il risultato voluto.
Il problema è serio, per quanto ancora si vorrà ignorarlo?”

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Ma quanto sono strani ‘sti vegani! 


​(non so chi sia l’autore…ma non posso fare a meno di condividere questo pezzo d’antologia)

Io non sopporto i vegani. Sono persone paradossali che vivono contro natura. La natura ci ha dato i canini, le unghie, il bancomat e il barbecue. E’ ovvio che siamo predatori e dobbiamo mangiare carne. Dobbiamo mangiare carne perché siamo come i leoni. Ehy amico ho voglia di salutarti, fatti annusare il deretano come fanno i leoni con i loro amici, mi sto leccando lo scroto perché me lo pulisco come un vero leone. Dobbiamo mangiare carne perché il cavernicolo faceva così. Eh no, non si sacrifica più la vergine nel bosco, e nemmeno possiamo prendere a clavate la donna che ci interessa, mica siamo cavernicoli. Dobbiamo mangiare carne perché siamo fatti di carne. La mucca deve mangiare carne perché è fatta di carne. Il piccione mangia il grano perché è fatto di grano. I vegani stanno sempre a giudicare le persone in base alla loro alimentazione, hey guarda un vegano, sicuramente sarà un terrapiattista, scia chimichista, antivax e proaborto. Vegano incoerente perché chiami “panettone vegano” quello schifo? Se non usi la ricetta tradizionale non puoi chiamarlo panettone. Questo panettone fatto con farina di scarafaggio e canditi di locuste sembra appetitoso. E’ chiaro che nell’immediato futuro ci mangeremo pure gli insetti, alla faccia dei vegani. Oddio che schifo, ho trovato questa mosca nel mio hamburger di carogna di manzo. Fast food ora mi paghi i danni, questo schifo è inammissibile. I vegani usano nomi come hamburger di soia, perché invidiano chi mangia carne. Buoni i frutti di mare, li ho raccolti nel mio frutteto, e che dire di questo prelibato salame al cioccolato? Un mio amico che prima si sfondava di bistecche e salsicce, è diventato vegano da una settimana, non sa cosa si perde. Sei vegano? cosa mangi? Le uova le mangi? e il Tonno? Ma nemmeno il salame? Voglio vedervi in un’isola deserta abitata da soli conigli, in un’isola deserta dove c’è la guerra, in un’isola deserta dove ci sono solo eschimesi e renne, in un’isola deserta dove i conigli mangiano le renne e gli eschimesi muoiono di fame. I vegani sono grigi, malaticci, giallognoli, scheletrici, grassi, alti, con gli occhiali, pelati, bassi e con molti capelli. I vegani augurano morte a chi la pensa diversamente. Spero che ai vegani venga una malattia incurabile, così si accorgeranno di quanto sia utile la Vivisezione. La Vivisezione non esiste più dal 1986, ora si chiama Sperimentazione Animale. Vegani ignoranti che studiano su wikipedia e youtube. Voglio vedervi in tempo di guerra se fate ancora i radical chic fricchettoni figli di papà, andate a lavorare invece di fare quelle stupide manifestazioni. Vegani ricchi sfondati che pagate 4 euro due burger di soia da 400gr, io invece faccio la fame con la mia bistecca da 27 euro al kg. La carne fa male? e che problema c’è? tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, Dottore dottore mi aiuti, mi sento male ho il raffreddore, come posso fare? sono preoccupato. Va bene prendo OKI, l’Aspirina, la Tachipirina, Fluimucil, Rinazina Spray Nasale, VixVaporub, lo Xanax e un po’ di Pentothal, tanto prima o poi dobbiamo tutti morire. Il veganesimo è chiaramente una moda nata qualche anno fa su internet, anche se in inghilterra lo conoscevano già negli anni 40 e Goldrake lo combatte dal 1975. hey guarda questo sito, 3480 ricette onnivore e 2 vegane, questi vegani sempre a imporci la loro malsana alimentazione. Questi vegani che stanno disboscando l’amazzonia con il loro 4% di coltivazione, mentre noi con il nostro 96% ci sfamiamo tutti gli animali da fattoria, siamo noi i veri animalisti. E poi è risaputo che gli animali non provano dolore e nessun sentimento, i vegani che danno sentimenti umani agli animali sono patetici. Vegani senza cuore che uccidete la lattuga, non vi rendete conto di quanto dolore provocate? sia alla pianta che ai loro figli. I vegani mangiano schifezze chimiche. Il cibo vegano sa di plastica. Il risotto con i funghi sa di plastica, anche pasta e fagioli, pure le lenticchie, per non parlare delle patate arrosto. Cibo veramente disgustoso, molto meglio le budella di maiale, il fegato malato dell’oca, le zampe e la testa di gallina, i testicoli del mulo o il ripieno nel deretano del tacchino, vere prelibatezze. Vegani disadattati che obbligate le vostre creature a mangiare l’erba, dovrebbero togliervi i figli. Dottore il mio bambino di 6 mesi non gradisce il latte di un’altra specie animale, gli posso dare nesquik al cacao? Egregio prete, può battezzare mio figlio di appena 1 mese? Sono sicuro che quando diventerà grande e sarà ateo, apprezzerà. Questi vegani che si sfondano di Avocado senza rendersi conto di quanto sia deleterio per l’ambiente, hey guarda hanno aperto un nuovo ristorante giapponese, credo che prenderò 1kg di Sushi con avocado e salmone, hey guarda c’è pure il il nuovo ristorante messicano, che ne dici di un bel piattone di Chili con carne, tortillas e guacamole? Questi vegani che si credono erbivori. Gli erbivori non esistono. La mucca mangia gli insetti che trova nell’erba. La mucca fa sempre il latte, anche senza vitello. Il vitello fa sempre la mucca, anche senza latte. Il latte di soia non è vero latte, mmm buono questo latte detergente con i biscotti.   Avete notato che onnivoro finisce in oro e vegano finisce in ano? Avete notato che quando muore un vegano non ci sono mai funerali? Sicuramente una volta morti, i vegani vengono rispediti su Vega, il loro pianeta natale. Lì Goldrake non può arrivare… e che il disagio sia ancora una volta con Voi.

Biofobia


Ovvero: “paura morbosa di avvicinare altri esseri viventi o di convivere con essi.”

Ci stiamo allontanando sempre più da tutto ciò che è Naturale, e con esso i suoi abitanti. Siamo lontani anche da noi stessi, sempre in competizione e in estremo confronto. L’evoluzione della tecnica, il cosiddetto progresso, ha trasformato ogni essenza primordiale rendendoci quindi schiavi di un sistema che si evolve velocemente, e con esso anche noi stessi. Basti pensare al carnismo e a tutti i suoi aspetti negativi. E’ pur vero che l’essere Umano mangia Animali da sempre, ma non in questo modo e non con questi mezzi.
Ritrarsi da tutto ciò pare un utopia, considerando anche che le nuove leve spesso sono indirizzate già dall’infanzia verso la psicosi da consumismo (vedi spot televisivi). Un bambino oggi a 5 anni ha già in mano uno smartphone connesso alla rete! E’ un beneficio? E’ sintomo di cambiamento da eguagliarsi alla massa che corre verso il futuro?
Non è per essere per forza dei rompi scatole, ma è opportuno che ogni evoluzione segua determinati risvolti etici. Anche perchè se un’ adolescente viene stuprata da 5 suoi coetanei, senza che loro possano avere rimorso o pentimento, significa che abbiamo superato la soglia della moralità e del giudizio. Certamente in passato sono accaduti ben altri crimini difficili da dimenticare, l’olocausto ancora riecheggia tristemente nelle menti, ma è importante riflettere su come e perchè nonostante i progressi ottenuti ancora oggi si commettono atroci violenze: il genocidio Animale non sembra diminuire, le malattie e le carestie aumentano, i conflitti e il terrorismo sembrano una quotidianità nelle notizie e nei discorsi interpersonali.

Perchè allora accade tutto questo? L’Umanità è condannata per colpa di un istinto autodistruttivo ed altamente malvagio? O l’egoismo che pervade è così dannatamente diffuso da non riuscire a placare quel senso morale così presente in molti soggetti?

Sembra un inutile rincorsa di dubbi ed incertezze, ma come dice l’autore dell’articolo L’epoca della biofobia

“Ma allora siamo senza speranza? Potremo mai riaggiustare il meccanismo, piegare la barra della storia facendo combaciare di nuovo le due estremità in un nuovo cerchio? Tornare ad appartenere alla natura e ai suoi meccanismi?
Non ci resta che riacciuffare quei vincoli strappati dal progresso e iniziare a tesserne le cime fra loro, lentamente. Incollare i cocci esplosi finché al loro interno non torneremo a vedere un’immagine coerente. Sarà un processo individuale e collettivo al tempo stesso. E anche piuttosto lungo. Sperando di essere ancora in tempo.”

 

 

Solo la crisi ci può salvare


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Parlare oggi di decrescita sembra prematuro e scandaloso in particolar modo mentre si sta gioendo, a furor di popolo, dell’epoca più gloriosa del consumismo.

Ma perchè è così difficile approfondire tale nuova concezione dello sviluppo, in ogni suo aspetto consequenziale, in ogni suo risvolto costruttivo, in ogni sua parte sensibile e (perchè no) sincera e spudoratamente reale? In particolar modo, in vista di una più che probabile riduzione delle risorse energetiche, perchè non si discute oggi di una nuova era moderna che sembra apparire all’orizzonte?

Immaginiamoci un mondo senza petrolio, gas, carbone e nulla che possa scaldare le nostre case e muovere l’economia mondiale (previsione per niente utopica), in cui tutto ciò che ci circonda viene messo in discussione perchè non più fabbricabile o gestibile. Ogni oggetto, azione, comportamento, farmaco, mezzo di trasporto, abbigliamento, cibo e quant’altro appartenente al nostro benessere (e malessere) di colpo diventasse opinabile. Il collasso industriale non è una novità nell’emisfero del capitalismo recente. La saturazione dei bacini d’utenza non è una previsione fantastica o un brutto scherzo dei strateghi del marketing. Sono in molti che professano teorie abbastanza realistische su quello che si prospetta in uno scenario abbastanza attendibile. Ma come attuare una tale consapevolezza senza mezzi utili e mirati, soprattutto se nell’opinione pubblica è presente una totale disinformazione?

Parlare di decrescita in un luogo che vuole diffonderla… sembra atipico ed alquanto stupido. Proprio per questo, forse, le idee e le concezioni non sono per niente scontate, e a volte è opportuno rivederle e studiarle tramite un approccio più ampio e costruttivo. Molti sono i sostenitori famosi di tale rivalutazione sociale (inutile elencarli in questo contesto). Ma chi di loro è veramente consapevole e quindi convinto di attuare una nuova fisionomia sociale? Un stravolgimento radicale nelle proprie abitudini, ovvero provare sulla propria pelle un cambiamento presubilmente utile ma che comporta rinunce a dispetto delle proprie cose, della propria auto, del cellulare, dell’abito griffato, del piatto di carne ecc.ecc. Chi vuole mangiare tutto, fregandosene della naturale ed inevitabile conseguenza che ciò potrebbe provocare alla collettività, è veramente sicuro di perseguire l’unica vera alternativa all’attuale presente? Chi pensa all’estromissione totale e completa del lusso, del vizio, dell’audacia di perseguire il successo, o la carriera e la fama, è realmente considerabile un portatore sano della decrescita?

La carne è sinonimo di gusto e sazietà, non ci sono dubbi. Questo avviene ogni giorno al fast food, alla steak house, al centro commerciale, in crociera, alle sagre di paese, a natale e – perchè no? – anche a ferragosto. Ogni ricorrenza che si rispetti è sinonimo di grigliate con carne arrosto, alla griglia, bollita, fritta, alla brace, spezzatino, al sugo, e chi ne ha più ne metta. Si può mangiare la bistecca e allo stesso modo incentivare la decrescita felice? Certo, diranno in molti, comprando porzioni di filetto dal contadino di campagna. Oppure recandosi in quel piccolo agriturismo appena fuori città. E magari aiutando anche il bravo macellaio sotto casa che acquista i suoi cosciotti di pollo in allevamenti estensivi, a filiera corta, senza antibiotici, pertanto sostenibili. Ma il business green è il nuovo filone del momento? Riesumato forse da un commecio biologico che sa di vigore stantio? Probabilmente incentivato da una maggiore consapevolezza dei consumatori? O da una riuscita stretegia mediatica?

Personalmente credo poco nella affiliazione spontanea e, vivendo in un presente altamente indottrinato, sembra plausibile che alcune scelte alimentari e comportamentali siano avvantaggiate da coinvolgimenti di massa o peggio da marketing graffianti. Ecco perchè le decisioni strettamente personali spesso non sono affidabili, e purtroppo non persistenti verso una completa assimilazione delle proprie decisioni.

Se pensiamo ai precedenti movimenti sociali, utili a ribaltare profondi e radicati dogmi del passato, non tutti sono ad oggi rientrati nella normalità di un vivere quotidiano. Il femminismo stenta ancora ad affermare le proprie posizioni, soprattutto se analizziamo i recenti fatti di cronaca. Doveva rappresentare l’anti-mascolinità per eccellenza, e si è rivelato una farsa bella e buona. L’abortismo tanto acclamato resta ancora oggi una pratica non completamente ufficializzata e sono in molti gli obiettori che si rifiutano di applicarla, incentivando tra l’altro conseguenti interventi chirurgici di dubbia efficacia e sicurezza. Come non biasimarli del resto, la medicina non è mai stata completamente libera da prodondi interessi opportunisti.

E che dire dell’antirazzismo e di ogni valoroso rappresentante? Vittime e carnefici di una lotta tramandata di secolo in secolo. Pochi risvolti positivi verso una completa cancellazione dell’odio e della violenza verso i propri simili. Immigrazione e clandestinità sono una fonte inesauribile di guadagno a discapito di poveri senza nulla, neanche la loro dignità. Si aggiunge poi anche la beffa di essere accusati perfetti parassiti attaccati alla pelle di onesti cittadini (che ipocrisia infatti affermare che l’africano a casa nostra vive meglio di noi).

E per ultimo, non per meno importanza, che dire dell’animalismo? Completo fallimento?

Di tutto lo sforzo esteso in quasi tre decenni recenti non è rimasto nulla o quasi. I circhi, ed ogni luogo di detenzione, sono ancora aperti. Le pellicce si vendono ancora grazie a noti stilisti internazionali. La caccia è ancora legale, e la vivisezione pure. E che dire della fame di carne a sbafo? No comment… si potrebbe urlare. Neanche il comunicato dell’Oms ha fermato i carnivori poveri di proteine nobili.

Quindi… come poter essere ottimisti nei confronti di un futuro realmente privo di sfruttamento e speculazione? Come poter credere ad una decrescita logica, costruttiva e magicamente benefica? Come immaginare una nuova società libera da pregiudizi, speculazioni, frodi, inganni ed ogni tipo di mistificazione?

Viviamo nella società del profitto, della sopraffazione, della prevaricazione. Non esistono certezze assolute, né soluzioni certe per abbattere il capitalismo attuale, o ogni forma di civilizzazione forzata.

La decrescita ora come ora è un mezzo, uno strumento, non tanto una filosofia di vita. E certamente non con solide basi. Ecco perchè è d’obbligo la riflessione e la condivisione.

Il progresso morale non viaggia di pari passo con l’evoluzione della tecnica, per cui aspettiamoci altri temuti risvolti negativi che potrebbero di gran lunga peggiorare la rivoluzione in atto. A meno che non si voglia continuare ad impersonificare simbologie astratte poco coerenti con l’attuale presente.

A voi la scelta, a voi la libertà di interpretare.

 

E per non avere dubbi o interpretazioni errate è meglio leggere ed approfondire un testo abbastanza veritiero e coerente con l’approccio in questione.

“Basta con la follia della crescita! Siamo noi i principali artefici del nostro destino, oppure le scelte che ci riguardano dovranno sempre essere delegate ad altri?”

E’ ciò che Andrea Strozzi e Paolo Ermani vogliono far capire ai consumatori, ovvero i veri responsabili di tale crescita smisurata. All’interno del libro si affronta un analisi attenta e misurata che vuole mettere sotto esame l’attuale sistema economico, politico e, di conseguenza, sociale. Il mito del PIL, il sogno americano, l’egocentrismo con cui si affrontano le tematiche quotidiane. Tutta una serie di aspetti che inevitabilmente stanno portando l’umanità intera verso il collasso.

 

Solo la crisi ci può salvare

Limiti dell’antispecismo?


Dio-dei-polli
Molti affermano, soprattutto tra i vegetariani, che le uova delle Galline non sono derivate da sfruttamento. Molti affermano di avere una Gallina nel proprio giardino, ed ogni giorno ne ricevono tante da mangiare. E c’è chi afferma che: “Cosa c’è di immorale nelle uova della mia gallina?”
Ma a pensarci bene: le uova della Gallina (che ribadiamo non è TUA, in quanto non donata dalla natura ma peggio rubata o acquistata o regalata da un altro Umano) non sono state create per te bensì utili ad una altra vita, ovvero un Pulcino. Parliamo non nello specifico ma in termini globali, ovvero l’allevamento sia esso domestico che industriale (la classica fattoria così tanto diffusa nell’immaginario collettivo). Se in un pollaio creato dall’essere Umano ci sono anche solo cinque Galline, da qualche parte saranno nate…no? Non ci sono di certo anche cinque Galli, lo dice pure il proverbio: “Al più, un Gallo”. E gli altri quattro che statisticamente devono essere nati per poter aver le cinque Galline femmine? Uccisi! Da qualunque posto venissero le Galline. Questa è solo logica, e statistica. Se prendiamo le uova deposte la Gallina ne depone subito altre quindi invece di deporre uova poche volte l’anno lo fa in continuazione. Questo provoca perdite di calcio, vari problemi di salute e accorcia la loro vita. Da quelle uova non sarebbero nati Pulcini, ma è l’istinto che regola e porta gli Uccelli a fare tutto questo. L’istinto porta le Galline a deporre le uova a un ritmo che in natura assicura la sopravvivenza della specie, e le porta a deporne altre se scompaiono. Se non fosse così gli Uccelli si estinguerebbero. Anche se queste Galline non vivono in natura e le uova non sono fecondate il loro istinto rimane quello. Mangiare uova significa principalmente questo: se esistono 3 Galline (in ogni allevamento possibile) statisticamente per queste 3 Galline sono nati a suo tempo anche 3 Pulcini maschi. I Pulcini maschi vengono subito uccisi perché nessuno tiene a casa dei polli, la gente vuole le Galline principalmente per le uova. Quindi quando prendi 3 Galline sai che a monte sono stati uccisi 3 maschi (o 2 o 4, sono valori medi). Non lo fa nello specifico chi ha 3 Galline nel proprio giardino, ma chi poi vende o regala le Galline.
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Magari può essere utile questo breve ma conciso comunicato:
«SOS SMALTIMENTO IN DISCARICA PER PULCINI MORTI
(ANSA, ASTI 3 FEBBRAIO 2001). Preoccupazione per lo smaltimento in discarica
di quintali di pulcini morti, prima destinati alle industrie produttrici di farine
animali, è espresso dagli allevatori dell’astigiano. L’ sos viene, in particolare,
dall’azienda Malversa di Cocconato dove c’è il più grande impianto italiano di
incubatrici per pulcini. “Ogni settimana – spiega Valerio Costa, uno dei fratelli
titolari dell’azienda – dalle nostre incubatrici nascono 260 mila pulcini. Circa
metà sono femmine e vivono per diventare galline ovaiole, l’altra metà maschi
e vengono uccisi”. Ogni settimana, dunque, tra pulcini morti e gusci d’uova,
circa 300 quintali di scarti riempiono almeno 2 autocarri che, fino a quindici
giorni fa, erano destinati alle fabbriche per le farine animali a un costo di 30
lire al kg. Adesso il sindaco di Cocconato, Carlo Scagno, dopo aver sentito tutte
le autorità sanitarie regionali, ha emesso un’ordinanza che consente lo smaltimento
nella discarica torinese di Basse di Stura per una spesa di circa 1.000
lire al kg. “Non sappiamo – ha aggiunto il sindaco – fino a quando la discarica
torinese potrà accogliere questi rifiuti speciali”. D’altra parte “nell’azienda – afferma
Costa – si lavora a pieno regime. Bloccare le incubatrici che ogni 21 giorni
fanno nascere oltre un milione di pulcini e bloccare l’allevamento di oltre
50 mila galline che producono uova per le incubatrici, sarebbe un disastro”».
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Detto questo, che costituisce un aspetto unico e fondamentale del controllo Umano sulla natura terrestre, indubbiamente piante ed Animali sono esseri viventi senzienti dotati di ogni differenza sostanziale ed utile all’evoluzione del’ecosistema, e nutrirsi di loro è un concetto strettamente contraddittorio tanto quanto lo è l’origine della vita stessa. Questo aspetto potrebbe essere il limite dell’antispecismo. Ma non si può negare che l’essere Umano fin ad oggi ha praticato metodi e sistemi altamente distruttivi solo ed esclusivamente per il proprio profitto. Quindi affermare che gli Animali sono sullo stesso piano delle piante, in termini di risorse utili al fabbisogno personale, significa non concepire nessun tipo di consapevolezza, soprattutto se questa riguarda l’esistenza altrui. Se si può limitare lo sfruttamento animale e quindi annientarlo, è innegabile che bisogna insistere per far sì che ciò avvenga. Mangiare e sfruttare Animali, come sta avvenendo fin ad oggi, è contrario ad ogni morale. Soprattutto se si considera l’ipocrisia e l’indifferenza con cui vengono acquistate porzioni di essi. Nessuno si nutrirebbe, uccidendo a mani nude, di un singolo Animale indifeso. L’essere Umano mangia carne COTTA perchè CRUDA è altamente deleteria (diversamente dai vegetali ma soprattutto diversamente da ogni predatore carnivoro (i Felini per esempio si nutrono di interiora). La scoperta del fuoco, e quindi il suo utilizzo per scopi personali, è una conquista culturale che ha generato ulteriori traguardi ma è innegabile che questo ha generato un stravolgimento delle abitudini alimentari. L’essere Umano non ha una lunga storia su questo pianeta, e 20.000 anni o forse più non so per niente soddisfacenti ed utili a giustificare una tale genocidio.