C’è una stretta correlazione tra violenze sugli Animali e violenze sugli Umani. Progetto Link-Italia.


Il Progetto Link-Italia, a cura della dott.essa Francesca Sorcinelli e di altri validi collaboratori, si avvale di un profondo studio di corrispondenza tra vari tipi di violenza uniti da una medesima matrice: Umani ed Animali accomunati da un unico rapporto simbiotico. E purtroppo lo sfruttamento sui generis è dipendente da tale correlazione a tratti macabra e deleteria.

“La violenza è innata”: quante abbiamo sentito affermare con grande impeto e fervore che la Natura fin dai suoi albori è nata irruenta, crudele, impetuosa e che dir si voglia. L’essere Umano ha basato tutta la sua evoluzione tramite un uso spasmodico della violenza da quando ha deciso in passato di abbracciare il carnismo, fino a tempi più recenti attraverso un utilizzo spasmodico delle risorse naturali a proprio esclusivo beneficio. Ma non ci sono tracce evidenti che sia nato carnivoro, c’è piuttosto un evidenza pratica che lo ha portato ad esserlo per ragioni riconducibili a trasferimenti in altre zone climatiche più consone alla sua sopravvivenza. L’utilizzo poi di mezzi e strumenti altamente sofisticati, come lo sono oggi gli allevamenti intensivi, hanno generato un vero e proprio strumento di distruzione di massa: 150 miliardi di Animali terrestri uccisi selvaggiamente ogni anno a scopo alimentare. A questi si aggiungono tutti i Pesci (conteggiati a peso e non a numero), le vittime da vivisezione, da sfruttamento in luoghi d’intrattenimento (zoo, circhi, ippica e competizioni varie, acquari ecc.), da randagismo, e da tutto ciò che è riconducibile ad un profitto opportunista ovvero a discapito della vita altrui. Che il pianeta e il suo equilibrio naturale sia al limite di sopportazione massima non è una notizia eclatante, visto e considerato che numerosi studi e ricerche autorevoli a livello internazionale evidenziano lo stravolgimento del clima ed ogni attinenza possibile. Le specie viventi sono in pericolo o in via d’estinzione, le popolazioni ai margini della società industrializzata in stenti di sopravvivenza, ma non solo: il divario tra ricchezza e povertà estrema è sempre più ampio. Non serve dunque essere abili tecnici/scientifici per comprendere come il progresso tecnologico non stia andando di pari passo con lo sviluppo morale/etico di una società moderna libera ed esente da soprusi e prevaricazioni.

A tal proposito è evidente come i recenti casi di cronaca, non solo per una maggiore informazione di massa, stiano evidenziando una condizione critica nel benessere collettivo. Casi emblematici di stupro, pedofilia, sevizie ed ogni tipo di brutalità sono in condizioni emergenti ed alla portata di tutti. Basti osservare alcuni esempi tipo: individui comuni (anche giovani) macchiati di violenze inaudite. Lo stupro di gruppo perpetrato ai danni di una turista inglese in vacanza a Meta di Sorrento nel 2016 ha suffragato la tesi che uomini all’apparenza normali siano capaci di effettuare danni irreparabili, escludendo in seguito ogni pentimento o rimorso. Il delitto del canaro ai danni di Giancarlo Ricci, di recente ritornato alla ribalta grazie alla film Dogman (liberamente ispirato ai fatti di cronaca), effettuato in circostanze molto ambigue ma che testimonia drammaticamente una figura molto controversa ovvero quella di Pietro De Negri (reo confesso) affetto da disturbi psichici dipendenti da cocaina e probabilmente da un’attività professionale alquanto poco coerente con la cura e salvaguardia dei Cani. Egli stesso infatti dichiarò ai funzionari di polizia: “Volevo far rassomigliare la sua faccia a quella di un cane e così gli ho anche tagliato le orecchie come facevo ai dobermann. Sembrava uno zombie. Non moriva mai. Alla fine, esasperato, gli ho aperto la bocca con una chiave inglese, rompendogli i denti, e l’ho soffocato mettendogli dentro tutto quello che gli avevo amputato. Poi l’ho portato tra i rifiuti, dove si meritava, e gli ho dato fuoco.” E che dire di Jeffrey Lionel Dahmer, il mostro/cannibale di Milwaukee, responsabile di 17 omicidi effettuati tra il 1978 e il 1991 con metodi particolarmente cruenti contemplando atti di violenza sessuale, necrofilia, cannibalismo e squartamento. Jeffrey collezionava resti di Animali morti che poi seppelliva nel bosco. A sedici anni cominciò a coltivare fantasie sessuali in cui l’oggetto del desiderio erano persone morte. In Italia un altro caso famoso è riconducibile a Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, responsabile di 2 vittime infantili. Un trascorso esistenziale turbolento a seguito anche dell’abbandono della madre e successivo affidamento in orfanotrofio, fu più volte abusato da un sacerdote presumendo quindi uno stravolgimento nella sua psiche già profondamente danneggiata. Dopo essere stato affidato ad alcuni psicologici la terapia si concluderà con la diagnosi di “marginalità ed iposocializzazione” oltre che una personalità “debole ed anafettiva con scarso controllo degli impulsi”.

Tali soggetti all’apparenza non sembrano dei folli o serial killers, eppure commettono reati efferati nella più completa lucidità degna di un abile professionista. Denotano disturbi mentali riconducibili ad eventi esterni o estranei al proprio equilibrio psico-fisico. Sono prevalentemente affetti da carenze affettive o peggio abusati di violenze sessuali, o ancora traumatizzati da episodi interpersonali riguardanti la propria famiglia o schiera di conoscenze. Che sia vero o no (per esempio) il confessionale di Pietro De Negri potrebbe essere utile a molti esperti della psicologia sociale anche solo per individuare particolari moventi verso omicidi efferati.

 

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“L’esperienza professionale diretta del LINK è stata il primo propulsore che mi ha condotto a studiare l’argomento tanto da arrivare oggi alla strutturazione di un progetto nazionale in merito. Come nei paesi anglosassoni dove il LINK vanta associazioni governative, di polizia e presidenti di stato nel riconoscerlo e contrastarlo anche per l’Italia il mio impegno è che il lavoro professionale quotidiano con l’utenza violata, depressa, deprivata, violenta o anche solo minorile, continui ad essere oggi come agli esordi il referente privilegiato nello sviluppo di una cultura sociale, giuridica, criminologica, vittimologica, pedagogica e veterinaria che come stato di necessità contempli la crudeltà su animali quale grave reato di per sè e potente indicatore di pericolosità sociale.” 

Dott.essa Francesca Sorcinelli 2009, fondatrice del Progetto Link-Italia.

“Affermare che il Maltrattamento e/o Uccisione di Animali sia un preciso indicatore di Pericolosità SocialeSintomo di una Situazione Esistenziale Patogena finalmente oggi anche per l’Italia è il risultato di uno scientifico processo statistico – matematico di analisi del fenomeno.”

 

E’ necessario dunque approfondire ogni aspetto esistenziale della società moderna, almeno per smentire tesi infondate che attribuiscono all’essere Umano la sua violenza primordiale, attitudine invece assimilata tramite induzioni esterne più o meno riconducibili ad abitudini o induzioni molto forti e coinvolgenti. Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri viventi. Le crudeltà di cui loro sono oggetto non scaturiscono solo da un certo sadismo individuale, ma sono frutto anche e soprattutto di un perfetto sistema di potere che gestisce luoghi, istituzioni, congregazioni e sistematiche ricorrenze popolari a tratti permissive di una cultura falsata. Non si può negare, oggi, l’esistenza di una correlazione specifica su determinati eventi a sfondo criminale quali stupro, pedofilia, femminicidio, sfruttamento minorile, spaccio di stupefacenti, zooerastia o zoofilia, delitti di stampo mafioso (ecc.ecc.) come catalizzatori di ben altre atrocità che coinvolgono in parte o totalmente l’uccisione di Animali. Non è un caso come alcuni esponenti della criminalità organizzata abbiamo utilizzato abili macellai o addetti ai mattatoi per porre fine materialmente al corpo di un essere Umano ucciso precedentemente, ovvero eliminare ogni traccia che potesse ricondurre all’identità del defunto: taglio, sezionatura, spolpatura, disosso e quant’altro sono solo alcune fasi della macellazione moderna tramiti adeguati strumenti di morte. Uno di questi è la pistola a proiettile captivo penetrante. Quando gli Animali sono stati tramortiti devono essere dissanguati immediatamente. Deve essere fatto velocemente così da completare una rapida, abbondante e completa evacuazione del sangue. In ogni caso il dissanguamento deve essere completato prima che l’Animale riprenda conoscenza (o parte di essa), anche se ciò non avviene praticamente mai e l’Animale dunque è (il più delle volte) perfettamente cosciente di ciò che sta accadendo. Il macellaio o addetto al mattatoio dimostrerà che è a conoscenza del fatto che ogni Animale che sia stato stordito prima del dissanguamento debba essere dissanguato immediatamente con relativa enervazione (se necessario). Inoltre egli sa dove sono situate le arterie carotidi e i vasi sanguigni da cui esse derivano, ed è a conoscenza in maniera competente del punto esatto dove recidere l’arteria da cui essa nasce. Naturalmente ha la capacità soggettiva per farlo, essendo stato addestrato adeguatamente. Il macellaio dimostrerà che ha la conoscenza necessaria a capire l’importanza del corretto posizionamento della pistola a proiettile captivo. Sa cos’è la corteccia cerebrale, dove si trova e perchè la pistola deve perforarla. Sa a quali Animali si deve sparare sul retro della testa, e conosce il corretto posizionamento della pistola e la necessità di dissanguare l’animale immediatamente. Quindi ha la conoscenza acquisita per capire quale procedura di stordimento serve per le specie Animali in questione.

Queste sono le procedure inculcate, ma la tragica realtà è ben altra cosa.

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Tutte queste attitudini sono frutto di uno determinato apprendimento votato alla violenza specifica, in questo caso uccidere gli Animali. Naturalmente quest’individui non sono degli assassini specifici, ma hanno acquisito una competenza professionale talmente adeguata che potrebbero applicarla su ogni vita senziente (anche Umana) senza paura, rimorso o pentimento. Non a caso esistono numerosi casi documentati che riportano deviazioni comportamentali all’interno della propria sfera familiare, oppure atteggiamenti univoci dettati da depressioni acute e trattate con appositi farmaci e/o controlli medici. Il 16 gennaio di quest’anno un uomo italiano di 52 anni si è sparato alla testa tramite una pistola da macellazione, e lo ha fatto da solo all’interno della propria auto. Un Uomo che non aveva mai mostrato segni di sofferenza psicologica ma che evidentemente covava un grave disagio interiore.

Uccidere per lavoro: molti psichiatri hanno condotto studi che testimoniano le dure implicazioni psicologiche e sociali tra disturbi da stress post traumatico e inibizione dell’empatia. L’empatia è quel particolare dono che ogni essere vivente detiene, e serve come deterrente per confrontarsi in maniera positiva e costruttiva con gli altri. Deriva dal greco empatéia, a sua volta composta da en-dentro e pathos-sofferenza/sentimento. In psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata e positiva nello stato d’animo o nella situazione personale di un altro individuo. Un ex operaio/macellaio, Virgil Butler, in Arkansas rimase fortemente traumatizzato dall’esperienza del mattatoio in cui lavorava. Quello che colpisce le persone che lavorano in questi ambienti si definisce stress traumatico. In psichiatria è lo stress traumatico indotto dalla perpetrazione (PITS). La natura ripetitiva dell’esposizione al trauma come autore del reato porta ad una rottura nell’identità dell’individuo.

Gli Animali da sempre vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere Umano si ostini da sempre ad allontanare da se stesso l’essenza vitale e pura di ogni Animale, snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali ed egoistici, contribuendo quindi a diffondere un ignoranza terribile che trascina lui stesso in una convinzione assoluta e dannosa che ripudia ogni pensiero, sentimento o ragionamento senziente appartenente invece ad ogni essere vivente.

 

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Il male dunque non è genetico ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto riconducibile agli Umani (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi, infatti un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) stabilisce appunto che un criminale non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa come può essere per esempio una violenza fisica o psicologica, peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti, come è appunto (e per esempio) il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali (addetti alla macellazione appunto), raggirato da un sistema/ambiente che lo costringe indirettamente a farlo. In questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa. La violenza nei confronti dei deboli è simbolo macabro dell’antropocentrismo che da secoli accompagna criminalmente la storia Umana. Non a caso i deboli sono sempre quelli che patiscono: Animali, bambini, donne, anziani, malati, e chiunque ai margini dell’attuale presente. Tutti i mali quotidiani derivano da una violenza indotta giustificata troppo spesso come screzio, gioco, divertimento o banale errore. Non esistono risposte certe e consapevoli in base ad un concetto specifico di etica, soprattutto se si continua a giustificare la violenza quotidiana come unico sforzo di evasione all’apatia.

Ai più alti livelli psicologici dunque è risaputo che il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani è strettamente intrinseco, unito da un unico filo parallelo molto ravvicinato. Chi tollera la violenza sugli Animali tramite tacito consenso partecipa attivamente/inconsapevolmente al genocidio in atto. La normale condizione di stress (risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso – Hans Selye) non permette a pieno la comprensione esatta di un evento delittuoso isolato, pur essendo un crimine specifico verso un essere vivente indifeso. La prima risposta ad un evento esterno stressante (che Selye chiamò stressor) costituisce quella che propriamente si indica come reazione di allarme. Tra gli esseri Umani lo stress rappresenta una questione importante che non si esaurisce in una reazione naturale ad un pericolo concreto. Soprattutto nelle società occidentali moderne questo utile strumento può diventare un modo di vivere dannoso, portando con sé difficoltà non indifferenti. Lo stress è connesso ad una quantità di problemi psicologici: disturbo post-traumatico, psicosomatico, depressione, bipolarismo, ansia acuta ecc.ecc. Queste definizioni scientifiche possono facilmente far intuire e concepire il condizionamento dell’ambiente a cui ogni individuo fa riferimento. Ogni movimento, azione o reazione influenza le emozioni e le sensazioni, ed induce (anche e soprattutto) al dolore sotto ogni forma. In sostanza…chi uccide è un mostro, e può farlo ancora.

 

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Dal sito ufficiale Link-Italia (APS):

Francesca Sorcinelli, fondatrice del Progetto LINK-ITALIA nel 2009 e Presidente dell’omonima Associazione di Promozione Sociale dal 2012, è un’ Educatrice Professionale che dopo aver lavorato in ambiti quali il recupero minori dalla prostituzione, in comunità per tossicodipendenti e otto anni in una Comunità Residenziale per Minori dell’Azienda Servizi alla Persona del Comune di Modena, attualmente lavora presso la medesima Azienda in una delle Comunità Semi-residenziali Socio-Educative per pre e adolescenti inviati dal Servizio Sociale.”

Il Maltrattamento e/o l’Uccisione di Animali in quanto seme e tratto caratteristico della violenza interpersonale e di ogni altro comportamento criminale è da molto tempo dimostrato nella letteratura scientifica accademica – Utah University, Northwestern University, Massachussetts University, Harvard University, Florida Unuversity, American Psychiatric Association, World Health Organization, ecc. – e investigativo giudiziaria anglosassone – Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), Office of Juvenile Justice and Delinquency Prevention (O.J.J.D.P.), Scotland Yard, New South Wales Police Force (Australia NSW Police Force), Canadian Police, ecc.

Al fine di una specifica raccolta dati italiana abbiamo definito Casi Link i casi di maltrattamento e/o uccisione di animali in cui:
 -il maltrattatore ha compiuto in passato o commette contemporaneamente anche altri atti devianti o criminali;
– il maltrattamento di animali è parte integrante di un altro crimine o atto deviante – omicidi, violenza sessuale, pedofilia, violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori di stampo malavitoso, traffico di droga, riti satanici, ecc – ;
– il maltrattamento di animali è contemplato nelle parafilie classificate nel DSM V (APA) e ICD-10 (OMS) zoofilia erotica – zooerastia – e bestialismo;
– il maltrattatore è un minorenne coinvolto o meno in altre forme di devian­za o comportamento criminale;
– il maltrattamento di animali è avvenuto al cospetto di un minore.”

 

Approfondimenti:

Link-Italia (APS)

Interviste a: Francesca Sorcinelli Presidente Associazione LINK-ITALIA (APS); Francesca Toto Referente Progetto <<Zero cani in canile>>

Database Link-Italia

Rassegna stampa

Liberazione Animale – una prospettica antispecista

Promiseland.it

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Il lato oscuro delle persone empatiche.


L’empatia è sicuramente un dono, ma considerarla pericolosa per se stessi è un errore. Infatti chi ne ha più degli altri certamente dispone di un equilibrio interno ed una sensibilità maggiore tale da presumere un maggiore autocontrollo e quindi serenità. Indubbiamente bisogna anche rendersi conto che nella vita ogni esperienza insegna e coltivare l’empatia, controllandola a beneficio proprio ed altrui, è la principale attività da seguire per ottenere ottimi risultati.

 

“Gli empatici sono in genere conosciuti come i guaritori del mondo. Sono le persone i cui sensi sono intensificati e amplificati, sono degli individui che non solo vedono e sentono le diverse energie del mondo, ma che in realtà le sperimentano su loro stessi.

Coloro che non sono empatici potrebbero pensare che questa capacità di sentire ciò che gli altri provano sia un dono, ma se si riesce a convincere un empatico a parlarci del ‘suo dono’, potrebbe confidarci che non è sempre un cielo stellato. Anche se è consapevole di avere una qualità importante, egli potrebbe confessarti che è un peso, molte volte quasi insostenibile.

Molte persone si affidano a loro per avere supporto e comprensione. Gli empatici conquistano quasi sempre la fiducia degli altri, perché fanno sì che le persone si sentano al sicuro. E mentre l’empatico è in grado di gestire le emozioni degli altri, allo stesso tempo le sperimenta su di sè e tutto questo, puo’ portare a stress e crolli emotivi.

Il lato oscuro di un essere empatico si presenta sotto forma di due voci contrastanti, che gli parlano quasi costantemente dentro la sua testa. Esso puo’ costantemente sentire sia il bene che il male, il negativo e il positivo, al punto di esserne sopraffatto, nel caso in cui non sia in equilibrio e ben schermato da cio’ che attira.

Gli empatici sono più sensibili alle energie negative della vita. La loro intensa capacità di sentire non può allontanarsi dai mali profondi che esistono nel mondo. La loro profonda comprensione di quello che esiste e opera nel mondo è sufficiente per confonderli e rattristarli. Per questo molto spesso, tendono ad essere malinconici, l’emozione che li domina, infatti, è la tristezza.

Il lato oscuro di un individuo empatico è essere costantemente esausto ed affaticato dalle energie che vengono assorbite. Nonostante questo è capace di osservare in silenzio, riconoscere e sentire.

Gli empatici vogliono essere amati così come tutte le altre persone, ed accettati per quello che sono. Ma, è la loro generosità e gentilezza che li porta spesso, ad essere sfruttati da parte di coloro che vogliono solo prendere e mai dare. Gli empatici sono ‘donatori’ e ricettori, essi sono pronti a mostrare gentilezza a chi ne ha più bisogno in ogni momento.

Il lato oscuro di essere un empatico è che spesso si mette in secondo piano per il bene degli altri. Un abbandono che costruisce nel corso degli anni, fino ad arrivare alla conseguente necessità di andare alla ricerca della propria anima, ancora una volta, un bisogno che si presenta solo nel momento in cui ci sentiamo completamente persi.

Per questo motivo la persona empatica, tiene sempre una piccola parte di sè stesso a riparo dal resto del mondo. Mantendo una sorta di barriera difensiva per necessità.

Il lato oscuro di essere un empatico è la guerra che vive da sempre dentro di sè. La guerra che intraprende contro la tristezza e il buio, che cerca di sollevare la sua ripugnante testa per portarlo all’auto-distruzione.

L’unico modo per combattere tutto questo e saper distinguere tra emozioni autentiche ed energie emotive false, che lo invadono dall’esterno. Gli empatici hanno bisogno di persone che possano comprendere chi sono e cosa vivono.
Essi devono essere in grado di abbassare il muro che hanno costruito intorno a loro, ed imparare ad esprimere i sentimenti che provano, in modo che questa preziosa dote possa fare del bene anche nella loro vita.

In caso contrario, gli empatici sono destinati a combattere una guerra dentro loro stessi, che non finirà mai.”

Fonte The Dark Side of Empaths That You Rarely See

Foto di Avogado

Ma quanto sono strani ‘sti vegani! 


​(non so chi sia l’autore…ma non posso fare a meno di condividere questo pezzo d’antologia)

Io non sopporto i vegani. Sono persone paradossali che vivono contro natura. La natura ci ha dato i canini, le unghie, il bancomat e il barbecue. E’ ovvio che siamo predatori e dobbiamo mangiare carne. Dobbiamo mangiare carne perché siamo come i leoni. Ehy amico ho voglia di salutarti, fatti annusare il deretano come fanno i leoni con i loro amici, mi sto leccando lo scroto perché me lo pulisco come un vero leone. Dobbiamo mangiare carne perché il cavernicolo faceva così. Eh no, non si sacrifica più la vergine nel bosco, e nemmeno possiamo prendere a clavate la donna che ci interessa, mica siamo cavernicoli. Dobbiamo mangiare carne perché siamo fatti di carne. La mucca deve mangiare carne perché è fatta di carne. Il piccione mangia il grano perché è fatto di grano. I vegani stanno sempre a giudicare le persone in base alla loro alimentazione, hey guarda un vegano, sicuramente sarà un terrapiattista, scia chimichista, antivax e proaborto. Vegano incoerente perché chiami “panettone vegano” quello schifo? Se non usi la ricetta tradizionale non puoi chiamarlo panettone. Questo panettone fatto con farina di scarafaggio e canditi di locuste sembra appetitoso. E’ chiaro che nell’immediato futuro ci mangeremo pure gli insetti, alla faccia dei vegani. Oddio che schifo, ho trovato questa mosca nel mio hamburger di carogna di manzo. Fast food ora mi paghi i danni, questo schifo è inammissibile. I vegani usano nomi come hamburger di soia, perché invidiano chi mangia carne. Buoni i frutti di mare, li ho raccolti nel mio frutteto, e che dire di questo prelibato salame al cioccolato? Un mio amico che prima si sfondava di bistecche e salsicce, è diventato vegano da una settimana, non sa cosa si perde. Sei vegano? cosa mangi? Le uova le mangi? e il Tonno? Ma nemmeno il salame? Voglio vedervi in un’isola deserta abitata da soli conigli, in un’isola deserta dove c’è la guerra, in un’isola deserta dove ci sono solo eschimesi e renne, in un’isola deserta dove i conigli mangiano le renne e gli eschimesi muoiono di fame. I vegani sono grigi, malaticci, giallognoli, scheletrici, grassi, alti, con gli occhiali, pelati, bassi e con molti capelli. I vegani augurano morte a chi la pensa diversamente. Spero che ai vegani venga una malattia incurabile, così si accorgeranno di quanto sia utile la Vivisezione. La Vivisezione non esiste più dal 1986, ora si chiama Sperimentazione Animale. Vegani ignoranti che studiano su wikipedia e youtube. Voglio vedervi in tempo di guerra se fate ancora i radical chic fricchettoni figli di papà, andate a lavorare invece di fare quelle stupide manifestazioni. Vegani ricchi sfondati che pagate 4 euro due burger di soia da 400gr, io invece faccio la fame con la mia bistecca da 27 euro al kg. La carne fa male? e che problema c’è? tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, Dottore dottore mi aiuti, mi sento male ho il raffreddore, come posso fare? sono preoccupato. Va bene prendo OKI, l’Aspirina, la Tachipirina, Fluimucil, Rinazina Spray Nasale, VixVaporub, lo Xanax e un po’ di Pentothal, tanto prima o poi dobbiamo tutti morire. Il veganesimo è chiaramente una moda nata qualche anno fa su internet, anche se in inghilterra lo conoscevano già negli anni 40 e Goldrake lo combatte dal 1975. hey guarda questo sito, 3480 ricette onnivore e 2 vegane, questi vegani sempre a imporci la loro malsana alimentazione. Questi vegani che stanno disboscando l’amazzonia con il loro 4% di coltivazione, mentre noi con il nostro 96% ci sfamiamo tutti gli animali da fattoria, siamo noi i veri animalisti. E poi è risaputo che gli animali non provano dolore e nessun sentimento, i vegani che danno sentimenti umani agli animali sono patetici. Vegani senza cuore che uccidete la lattuga, non vi rendete conto di quanto dolore provocate? sia alla pianta che ai loro figli. I vegani mangiano schifezze chimiche. Il cibo vegano sa di plastica. Il risotto con i funghi sa di plastica, anche pasta e fagioli, pure le lenticchie, per non parlare delle patate arrosto. Cibo veramente disgustoso, molto meglio le budella di maiale, il fegato malato dell’oca, le zampe e la testa di gallina, i testicoli del mulo o il ripieno nel deretano del tacchino, vere prelibatezze. Vegani disadattati che obbligate le vostre creature a mangiare l’erba, dovrebbero togliervi i figli. Dottore il mio bambino di 6 mesi non gradisce il latte di un’altra specie animale, gli posso dare nesquik al cacao? Egregio prete, può battezzare mio figlio di appena 1 mese? Sono sicuro che quando diventerà grande e sarà ateo, apprezzerà. Questi vegani che si sfondano di Avocado senza rendersi conto di quanto sia deleterio per l’ambiente, hey guarda hanno aperto un nuovo ristorante giapponese, credo che prenderò 1kg di Sushi con avocado e salmone, hey guarda c’è pure il il nuovo ristorante messicano, che ne dici di un bel piattone di Chili con carne, tortillas e guacamole? Questi vegani che si credono erbivori. Gli erbivori non esistono. La mucca mangia gli insetti che trova nell’erba. La mucca fa sempre il latte, anche senza vitello. Il vitello fa sempre la mucca, anche senza latte. Il latte di soia non è vero latte, mmm buono questo latte detergente con i biscotti.   Avete notato che onnivoro finisce in oro e vegano finisce in ano? Avete notato che quando muore un vegano non ci sono mai funerali? Sicuramente una volta morti, i vegani vengono rispediti su Vega, il loro pianeta natale. Lì Goldrake non può arrivare… e che il disagio sia ancora una volta con Voi.

Biofobia


Ovvero: “paura morbosa di avvicinare altri esseri viventi o di convivere con essi.”

Ci stiamo allontanando sempre più da tutto ciò che è Naturale, e con esso i suoi abitanti. Siamo lontani anche da noi stessi, sempre in competizione e in estremo confronto. L’evoluzione della tecnica, il cosiddetto progresso, ha trasformato ogni essenza primordiale rendendoci quindi schiavi di un sistema che si evolve velocemente, e con esso anche noi stessi. Basti pensare al carnismo e a tutti i suoi aspetti negativi. E’ pur vero che l’essere Umano mangia Animali da sempre, ma non in questo modo e non con questi mezzi.
Ritrarsi da tutto ciò pare un utopia, considerando anche che le nuove leve spesso sono indirizzate già dall’infanzia verso la psicosi da consumismo (vedi spot televisivi). Un bambino oggi a 5 anni ha già in mano uno smartphone connesso alla rete! E’ un beneficio? E’ sintomo di cambiamento da eguagliarsi alla massa che corre verso il futuro?
Non è per essere per forza dei rompi scatole, ma è opportuno che ogni evoluzione segua determinati risvolti etici. Anche perchè se un’ adolescente viene stuprata da 5 suoi coetanei, senza che loro possano avere rimorso o pentimento, significa che abbiamo superato la soglia della moralità e del giudizio. Certamente in passato sono accaduti ben altri crimini difficili da dimenticare, l’olocausto ancora riecheggia tristemente nelle menti, ma è importante riflettere su come e perchè nonostante i progressi ottenuti ancora oggi si commettono atroci violenze: il genocidio Animale non sembra diminuire, le malattie e le carestie aumentano, i conflitti e il terrorismo sembrano una quotidianità nelle notizie e nei discorsi interpersonali.

Perchè allora accade tutto questo? L’Umanità è condannata per colpa di un istinto autodistruttivo ed altamente malvagio? O l’egoismo che pervade è così dannatamente diffuso da non riuscire a placare quel senso morale così presente in molti soggetti?

Sembra un inutile rincorsa di dubbi ed incertezze, ma come dice l’autore dell’articolo L’epoca della biofobia

“Ma allora siamo senza speranza? Potremo mai riaggiustare il meccanismo, piegare la barra della storia facendo combaciare di nuovo le due estremità in un nuovo cerchio? Tornare ad appartenere alla natura e ai suoi meccanismi?
Non ci resta che riacciuffare quei vincoli strappati dal progresso e iniziare a tesserne le cime fra loro, lentamente. Incollare i cocci esplosi finché al loro interno non torneremo a vedere un’immagine coerente. Sarà un processo individuale e collettivo al tempo stesso. E anche piuttosto lungo. Sperando di essere ancora in tempo.”