Potere assoluto


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Secondo uno studio dell’associazione privata “Council on Foreign Relations” solo nel 2016 il premio Nobel per la Pace Obama ha permesso che fossero sganciate ben <26.172> bombe su ben sette Paesi sovrani (Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan). Si tratta di tre bombe ogni ora per 24 ore al giorno che hanno ucciso migliaia e migliaia di civili innocenti, come coloro che passeggiavano sulla Rambla a Barcellona. Secondo un rapporto del 2014 dell’Ong britannica “Reprive” per ogni (presunto) terrorista ucciso nella guerra dei droni combattuta dagli Usa le vittime civili sono state <28>. In dieci anni su 41 (presunti) terroristi assassinati i droni hanno ucciso <1.147> innocenti: uomini, donne e bambini di cui giornali e tv non ci renderanno mai conto!

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Dove sono le bandiere sui profili? Dove sono i messaggi di cordoglio e solidarietà? Dov’è lo sdegno e la disapprovazione per i genocidi e le tragedie che colpiscono i popoli della Siria, dell’Iraq, dello Yemen, della Somalia…e di tutti gli oppressi che dimentichiamo quando ci fa comodo non vederli e non sentirli? Quando contiamo i morti non è una questione di differenze…ma di coerenza!

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Questo grazie al potere macabro e micidiale delle multinazionali, specialmente quelle specializzate in produzioni altamente deleterie, va ben oltre ogni ragionevole cognizione. Come poter abbattere e cancellare definitivamente questo predominio che regna ormai indiscusso da molti decenni? Una forma autoritaria di controllo delle masse che auspica un futuro dipendente e schiavizzato oltre l’attuale situazione già drammatica. L’attivismo diretto, tramite fisiche esposizioni personali, è un grande gesto di coraggio che va diffuso e rappresentato nella memoria di tutti. Questo per far sì che ognuno possa considerarsi parte integrante di una società libera da induzioni e costrizioni, libera di potersi ribellare pacificamente tramite mezzi alternativi non violenti (laddove permesso).

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Foto prelevate liberamente dal web (immagini postbelliche)

Fistulazione


 

 

Vergognoso il progresso, vergognoso il profitto!

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“Una Mucca fistulata è una Mucca con un foro praticato intenzionale in essa al fine di “ricerca scientifica”. La fistulazione, da oltre 150 anni, è stata utilizzata per osservare i processi digestivi degli Animali vivi, con il suo primo uso “scientifico” registrato sugli Animali risalente al 1833. In tempi moderni, i ricercatori installano un dispositivo di plastica chiamato “cannula” nell’addome aprendo così una “finestra” di accesso costante sullo stomaco dell’Animale. Con ciò, osservano la velocità con la quale la Mucca digerisce vari alimenti e quali sostanze chimiche/processi biologici, il cibo subisce. I ricercatori chiamano questi fori, fatti chirurgicamente, fistole…i quali sono coperti da una cannula del diametro di circa 15 cm tramite una membrana trasparente, una sorta di copertura dal mondo esterno. Sono utilizzati per testare la digeribilità dei vari alimenti del bestiame, per alimentare direttamente ed in modo specifico le mucche, e per osservare come il cibo passa attraverso il loro stomaco, e soprattutto per vedere come viene elaborato. Il tutto con l’unico scopo di prolungare la vita della Mucca e conseguentemente di prolungare e massimizzare la produzione del latte nell’allevamento, il che equivale a maggiori e più duraturi profitti…per l’allevatore ovviamente!”

Laverabestia.org

 

 

 

 

Abbandono


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“Una Cagnolina è morta di stenti a Cesano Maderno (provincia di Monza e Brianza), dopo essere stata abbandonata dal suo ‘padrone’ in casa. L’uomo, un 56enne del posto, da circa tre mesi non pagava l’affitto ed è sparito dalla circolazione. L’Animale era rimasto chiuso in casa: la sua carcassa è stata scoperta dai vigili, allertati dagli altri condomini per via del cattivo odore che proveniva dall’abitazione.”
 
“Ho sempre avuto una discreta fiducia nella capacità della maggior parte dei rappresentanti della nostra specie di fare autocritica, di cambiare e di migliorarsi, se così non fosse sarebbe del resto inutile anche solo parlare di antispecismo. A volte, però, certe notizie hanno la capacità di assestare colpi durissimi anche al più positivo di noi. La tragica fine di questa povera cagnolina ci racconta una storia di dolore, di abbandono, di insensibilità e di assoluta indifferenza. Alla constatazione che determinati esseri umani non sanno fare altro nella loro vita se non distruggere quella altrui, si aggiunge quella – forse anche più disperante – che può più il fetore di un cadavere che una richiesta di aiuto. Troppo spesso crediamo di vivere in mezzo ad altri esseri senzienti (che reputiamo addirittura nostri simili), quando invece siamo circondati da zombi.”
Notizia appresa dal web
Commento prelevato dal profilo facebook di Adriano Fragano
La foto non corrisponde alla realtà dei fatti

Belle foto…di brutti maltrattamenti


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Da Agireora.org:

“Lo scorso anno la giornalista, fotografa e autrice Jo-Anne McArthur ha messo a disposizione sul sito We Animals un’ampia collezione di foto di animali scattate in tutto il mondo, che documentano lo sfruttamento e la violenza estrema che sono costretti a subire per mano umana. Non mancano nemmeno belle foto di situazioni positive e commoventi. Si tratta di una risorsa utilissima per la divulgazione: sia per mostrare direttamente le gallerie di foto così come sono, sia per utilizzarle in cartelloni e materiali informativi. Su richiesta sono anche disponibili in alta risoluzione. Come si legge dalla pagine di copyright, le foto sono utilizzabili gratuitamente per iniziative a difesa degli animali, è solo richiesto di citare la fonte, vale a dire autrice e sito We Animals. Le donazioni sono gradite, quando si ha la possibilità di farle, ma non obbligatorie.

Invitiamo a visitare la galleria fotografica di We Animals per trovare foto utili da diffondere in tanti modi.

Qui sotto alcuni esempi di scatti effettuati in allevamenti e macelli: sguardi di animali che stringono il cuore e che non possono lasciare indifferenti.”

 

Vitellino portato via alla madre appena nato, per vivere 6 mesi di disperazione e confinamento e poi venire macellato. Tutto il latte viene prodotto a questo prezzo, in tutti gli allevamenti del mondo, di ogni genere.we-animals-vitellino-portato-via.jpg

 

Un vitellino vivo, ancora per pochi mesi, e accanto uno morto di stenti.

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Maiali confinati in un allevamento senza possibilità di muoversi (Italia, 2015)

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Ancora gabbie di gestazione: il maialino non ha la possibilità di stare a contatto con la madre.

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Gabbie di gestazione: le madri non possono muoversi e accudire i loro piccoli (Italia, 2015)

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La disperazione di un maiale imprigionato per tutta la vita.

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Pollo “da carne” paralizzato per il ritmo innaturale di crescita.

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Galline in condizioni pietose, imprigionate per la produzione di uova: due anni di questo inferno e poi il macello.

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Tacchino in un allevamento, con evidenti ferite.

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Conigli giovani in allevamento, malati e non curati.

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La fine dei conigli dopo mesi di confinamento in piccolissime e affollate gabbie.

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Original post Belle foto di brutti maltrattamenti

 

Nota bene: la prima immagine in testata non è stata diffusa da Jo-Anne McArthur ma prelevata liberamente dal web

 

Una critica al veganismo….commerciale


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I termini vegan-vegano-veg-veggie ecc.ecc. ormai sono entrati a far parte della speculazione commerciale…e, come era facilmente ipotizzabile, questo non è assolutamente un buon segno. La colpa è dei vegani stessi che stanno avvantaggiando una promozione capitalista che non ha nessuna etica a riguardo, in particolar modo verso gli Animali. Per cui essere vegano oggi sta assumendo connotati alquanto ambigui, e molti dei significati originali si stanno perdendo nel limbo del capitalismo. Era prevedibile? Può darsi, ma in ogni caso è doveroso prendere le distanze ed attuare fin da subito delle efficaci contromisure, almeno distanziandosi da facili opportunismi. Di contro l’antispecismo è una concezione alquanto recente e giovane, quindi in continua evoluzione proprio perchè lontana da conflittualità perverse ed ipocrite…questo, almeno, ancora no. L’errore più grande, peggio se si conferma ogni volta, é credere che il veganismo ed ogni parametro consequenziale siano proprietà privata da gestire a piacimento. Abbiamo delle pesanti responsabilità ed agire in ogni modo, pur di scalfire le coscienze, puó creare più danni che benefici. L’etichetta é stata emessa, siamo stati marchiati e inglobati nel sistema, non prevedendo tutte le possibile variabili…molte delle quali hanno sollecitato lo sterminio Animale. Denunciare determinati atteggiamenti e prese di posizione crea fastidio principalmente ai sinceri sostenitori dei diritti civili. Questo perché le idee e le filosofie antispeciste non sono una proprietà autoritaria di chi le professa, ma frutto di una condivisione pacifica in continua crescita ed evoluzione. Chi si sente vincitore prima ancora di aver lottato duramente dimostra tutta la sua debolezza. Probabilmente i vegani (non tutti per fortuna) credono indiscutibilmente che la liberazione Animale sia una priorità personale da perseguire con ego e fanatismo. La condivisione e la collaborazione restano le uniche armi veramente pacifiche da implementare con forza e coerenza. Gridare al genocidio ormai non basta più. Ogni rivoluzione negli usi e nei costumi avviene sempre e comunque intaccando lo stato sociale, soprattutto se questo incide sui propri bisogni personali. Mangiare carne è oggi un abitudine radicata che stenta a scomparire proprio perchè circondata da tutta una serie di conflitti d’interesse e di profitto. Religione e capitalismo come non mai vanno a braccetto in questo delirio commerciale. L’antispecismo di contro è un concetto giovane da consolidarsi tramite solide ramificazioni nella società civile. Non è certamente un movimento, come invece sta ingarbugliandosi il veganismo grazie anche alle numerose schiere di appassionati coinvolti dalle più svariate convinzioni…molte delle quali strettamente personali e non tipiche della lotta animalista.

Credo che sia d’obbligo implementare una profonda autocritica e soprattutto biasimare altri che, abbassando la guardia, credono in progressi nati senza le opportune revisioni o conversioni. Una rivoluzione concreta ed efficiente viene studiata ed costruita nel tempo ed apportando numerose modifiche. Ultimamente la parola “vegano” è diventata sinonimo di business e diffusione mediatica. Non credo assolutamente in questi sviluppi che passano sempre e comunque dalla psicosi consumista. Non vedo miglioramenti (almeno in Italia) anzi, nonostante numerose campagne promozionali, non mi sembra che si parli tanto di Animali imprigionati…almeno non da chi detiene il potere reale di cambiamento. Qualcuno addirittura ha gridato al miracolo vedendo Berlusconi con in mano un biberon che allattava un Agnello lattante cotonato! Che dire? Buon per lui (l’Agnello) ma oltre alla vergognosa immagine (un imprenditore alquanto dubbioso in materia etica) cosa si è ottenuto? Per non parlare poi delle critiche violente rivolte a taluni personaggi (vedi Giulia Innocenzi o Leonardo Caffo) che apparentemente desiderano (pur passando attraverso interessi ambigui) creare una piccola breccia nell’ignoranza. Gli stessi accusatori sono stati (dopo) i primi spettatori della terza serata su rai2! Quanta ipocrisia! Quanto esibizionismo scaturito erroneamente da un concetto prettamente pacifista e rivolto agli altri. Su facebook ed altrove continuo a leggere ripetute offese verso “l’onnivoro” di turno senza instaurare un semplice dialogo costruttivo. Qual’è il senso di tutta questa avversità? Siamo nati già eletti? Siamo i detentori della purezza? Forse nessuno si rende conto della falsità di molte azioni, troppe e spesso, enfatizzate senza capire nulla delle conseguenze o peggio conclusioni. La maggior parte non ammette neanche lontanamente il proprio egocentrismo patologico così tanto contrario alla causa. Troppo pochi i sinceri e i coerenti, almeno nelle intenzioni. Un autocritica è doverosa, a partire da tutti!

 

 

Commenti prelevati dal profilo facebook di Roberto Contestabile