Sei vegano?


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“L’Italia non è un Paese per vegani. Secondo l’Eurispes nel nostro Paese aumentano i veg, stimati al 7,1% della popolazione. Ma per le circa 350mila persone che tra loro hanno fatto la scelta di non mangiare nessun derivato animale (0,6%), la vita sociale non è sempre così semplice.

A chi non è capitato di andare a cena fuori e vedere i camerieri fuggire in cucina per sapere cosa poterti servire? E dell’isolamento delle feste comandate, a cui nessuno vuole più invitarti per non cambiare il menù proposto da una vita, ne vogliamo parlare? Che dire, poi, delle nonne che non si capacitano di non poter più ingozzare i loro adorati nipoti con l’agnello pasquale, o degli amici che, pur accettando apparentemente l'”inspiegabile” scelta, non perdono occasione per fare insopportabili battutine o allucinanti domande, che fanno cadere le braccia anche ai più pazienti?

“Ecco 25 cose che un vegano si è sentito dire almeno una volta nella vita:
1. Vegano? Oh no, pure tu ti sei fissato con questa moda?
2. Non mangi carne? E allora cosa mangi?
3. Se non mangi nemmeno il latte e le uova, il tonno lo mangi?
4. Ti importa tanto degli animali, ma ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?
5. Se fossero tutti come te, il mondo sarebbe invaso dagli animali!
6. E per le verdure non ti dispiace? Anche le piante soffrono! (Arghhhhhh….)
7. Dai, mangia il pesce, i pesci mica soffrono…
8. E allora a che servirebbero i canini se dobbiamo mangiare solo verdure?
9. È un peccato, non sai cosa ti perdi… (come se uno ci fosse nato vegano!)
10. Ecco, ho cucinato le verdure ripiene apposta per te! (Peccato che dentro ci sia il macinato…)
11. Ma quindi dentro a un panino che ci metti?
12. Ho fatto il pollo con le patate, tu però puoi mangiare le patate… (Oh, grazie, gentilissimo papà!)
13. Come fai a fare sport? Ce la fai poi a reggerti in piedi? E le proteine da dove le prendi?
14. Tofu? Ma che diavolo è? Mi hanno detto che fa schifo (Beh, sì, in effetti non è che sia il top del gusto…)
15. Tanto gli animali sono già morti, mica li uccidi tu!
16. Dolci senza latte e uova? E di che sono fatti, di aria?
17. Oh, mi piacerebbe essere vegano, ma mi piace troppo il cibo NORMALE…
18. Purtroppo non posso diventare vegano, sono anemico…
19. Sei vegano?!? Ma sembri così in salute! (Già, tranquillo, non divento giallo come i Simpson…)
20. Fate tutti i preziosi, ma poi ve le comprate le scarpe e le borse di pelle…
21. Quando guidi però i moscerini li uccidi, eh?!?
22. Dai, prendilo un pezzo di formaggio, tanto non ti vede nessuno, non lo diciamo!
23. Ok dire no a formaggio e uova, ma non mangiare nemmeno il miele è troppo esagerato…
24. È impossibile che tutto il mondo diventi vegano, cosa mangerebbero gli esquimesi?
25. Capisco le pellicce e le borse di pelle, ma le scarpe di CUOIO le puoi mettere, no?!?

Quante volte lo hanno chiesto pure a voi? Lasciate nei commenti le domande più assurde e curiose che vi abbiano mai fatto.”

Roberta Ragni (con il contributo del direttore Simona Falasca, e di tutta la redazione GreenMe.it)

 

 

Original post 25 COSE CHE UN VEGANO SI E’ SENTITO DIRE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

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Che fine ha fatto Aleppo?


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Che fine ha fatto Aleppo? Che fine ha fatto la Siria? Che fine ha fatto la notizia (semmai seriamente ci fosse mai stata) che racconta l’enorme tragedia di un paese  sovrano, e di tutti gli Animali che vi abitavano?

Niente! Silenzio! Non si parla più di Aleppo! Più!

I notiziari televisivi (e non) raccontano altro e poco o nulla di donne, uomini e bambini che muoiono di fame, bombe e malattie! Un territorio un tempo bello e florido ora è devastato sotto ogni punto di vista…e ci sono poche speranze per una attesa rinascita, non in tempi brevi.

Inutile dare la colpa a chi in tutti questi anni ha finto di diffondere nel mondo democrazia spicciola e poco coerente (l’amministrazione Obama ha elargito massicci finanziamenti in armi, molti più di più rispetto ad altri in passato). Ormai il danno è stato fatto, i responsabili sono già all’opera verso altri obiettivi di conquista.

Gli idioti e gli ignoranti festeggiano l’ennesima guerra al terrorismo…a spese di popolazioni inermi.

 

Qui di seguito un filmato importante diffuso da News Tv2000 che spiega l’attuale situazione, una realtà che i mezzi d’informazione ufficiali non raccontano:

 

Foto di Mauro Biani

 

L’etica a convenienza


 

Perché non c'è nulla di etico nella vita di un vegano - The Vision.clipular.png

In questi giorni gira parecchio sul web un articolo di un tale Matteo Lenardon che su The Vision ha scritto qualcosa in merito alla non presunta etica dei vegani. Premesso che tutto ciò ha fatto molto discutere, parecchio tra gli utenti di facebook soprattutto chi si è sentito colpito nel fianco proprio perchè assiduo consumatore di cibo vegetale, Lenardon colpisce a spada tratta la presunta ipocrisia del veganismo nell’appropriarsi di alcuni prodotti alimentari non propriamente sostenibili (anacardi, quinoa, mandorle ecc.ecc.). Addirittura si colpevolizzano gli stessi di essere responsabili della distruzione della foresta pluviale! In ogni caso l’articolo si dilunga molto sull’aspetto salutistico e poco su concetti reali e coerenti del veganismo stesso. Insomma una sorta di polemica consueta ed attuale su quello che è oggi il solito chiacchiericcio mondano: dare addosso ai vegani!

Le risposte al testo sono state lunghe ed esorbitanti, molte addirittura pittoresche:

 

(2) Marco Puccini - Marco Puccini ha condiviso un link..clipular

Magari parlare di coperta che scopre il “culo” di altri non definisce propriamente l’etica di un determinato atteggiamento o comportamento. Qualcuno addirittura ha menzionato i nazisti e la loro “etica” nel preservare la razza ariana! Ma senza scendere in squallidi dibattiti fomentati da un articolo pressoché ridicolo (e di un ignoranza pazzesca) è giusto ed opportuno dire che: quello che è accaduto negli ultimi anni è certamente una novità, come lo sono state tante battaglie sociali in passato…ma come dice bene Adriano Fragano non è quello che i fondatori del veganismo volevano ottenere. Parlare e discutere di liberazione animale non solo è precoce, ma azzardato ed assolutamente complesso in un sistema che mercifica le vite. L’approccio salutistico o ambientalista è stata la mossa più semplice e risolutiva per far capire alle persone quanto sia sbagliato mangiare carne ed affini (sbagliato in termini personali appunto), e continua accadere ogni giorno in dibattiti di ogni genere tra diete varie e strategie commerciali. Ovviamente non è la strada giusta per ottenere una concreta svolta o un radicale cambiamento. Sono necessari decenni, o forse più, di studio e condivisioni. L’attuale empatia non è matura abbastanza per concepire la vita altrui. Il progresso morale non è sufficientemente adeguato, essendo propriamente erede di un passato egoista e prettamente egocentrico. Da qui nasce la considerazione dell’antropocentrismo legato ad ogni pensiero ed azione. Il salutismo vegano non è altro che una direttiva commerciale appositamente inserita dentro la speculazione, la quale ha poco da condividere con il benessere degli Animali. Lo dimostrano i casi di marketing spregiudicato a cui stiamo assistendo. Nel frattempo mangiando bio e comprando dal contadino otteniamo sicuramente un alternativa ad un mercato spregiudicato e schiacciante, ma questo c’entra ben poco con l’altruismo. Si può essere seguaci di un alimentazione 100% vegetale…e poi praticare di fatto tendenze da serial killer, o seguire un alimentazione con carne e derivati…ed essere attivi in opere solidali e benefiche. Ecco perchè il concetto salutista non sta in piedi, perchè impone a se stessi un considerazione prettamente personale ed egoista, e cioè: lo faccio per me stesso in primis, e poi di riflesso sugli altri. Ma non è così scontato, magari lo fosse…gli Animali “da reddito” vivrebbero già liberi e sani per conto loro. E poi lo stesso concetto salutista lo praticano i difensori delle proteine nobili…quindi serve a ben poco nutrirsi con consapevolezza se poi i risultati sono controversi. Abbattere un sistema capitalista che sperpera ed uccide non è cosa da poco, e certamente non tramite spot veganizzati. Basta osservare ciò che sta accadendo in tv o sui media: dibattiti squallidi e vergognosi. Ognuno difende le proprie parti ed ognuno si impone con astuzia e caparbietà…non è questa la strada giusta. Molti dicono che ogni iniziativa è utile al cambiamento, tutto fa brodo come già menzionato, ma i risultati purtroppo non sono per niente soddisfacenti. Sono aumentati i vegani e i vegetariani…ma gli Animali? Come se la passano? E’ come se si cercasse di combattere l’inquinamento con le auto a batterie, senza considerare che le stesse inquinano egualmente perchè costituite da materiali altrettanto dannosi e tossici. E’ un girare intorno senza risvolti considerevoli ed utili ad una giusta ed equa introspezione. Sostanzialmente nessuno conosce il giusto metodo e nessuno può meglio approcciarsi al cambiamento, è piuttosto una questione di equilibrio e compromesso, questo perchè si rischia di scendere in oscuri ed ipocriti radicalismi che produrrebbero un nulla di fatto. Il salutismo ed ogni pratica cosiddetta funzionale al veganismo si avvicina alla massa proprio perchè intacca il bisogno personale ed individualista di un soggetto. E’ utile ma altrettanto rischioso per gli eventuali risvolti negativi, purtroppo consequenziali perchè appartenenti ad un sistema mercificante che non risparmia nessuno…neppure i vegani, o chi crede o finge di esserlo. Ecco perchè l’articolo “Perchè non c’è nulla di etico nella vita di un vegano” può essere indirizzato a tali soggetti, ovvero chi sceglie di adottare un alimentazione vegetale o similare senza nessuna consapevolezza.

Per concludere, e per cercare di replicare alle teorie contraddittorie, caro Matteo Lenardon ancora una volta si preferisce parlare a sproposito lasciandosi coinvolgere in gossip e pettegolezzi da talk-show. Un pezzo d’antologia! Peccato che tutto ciò che viene elencato nell’articolo non abbia nulla da condividere con la realtà vegana non salutista, non consumista, non modaiola, non dietetica…ovvero niente che riguarda tutto ciò che non viene raccontato dai vari personaggi famosi (e non) quali Giulia Innocenzi, Leonardo Caffo, Paola Maugeri, Red Ronnie, Red Canzian, ecc.ecc.ecc. Si continua a seguire il tormentone, e si continua a diffondere notizie fuorvianti che con la consapevolezza vegana non ha nulla da spartire. E a malincuore ci si sente obbligati a smentire ancora, ed ancora, una volta con conseguente perdita di tempo e svogliatezza nell’affermare con convinzione che il veganismo (quello vero a favore degli Animali) non è salutismo, non è dietologia, non è ambientalismo, non è consumismo, non è moda…non è niente di tutto questo, e specificatamente niente di tutto quello che si afferma (anche e soprattutto in errore) nell’articolo in questione: “Perchè non c’è nulla di etico nella vita di un vegano.” In verità la parola etica viene troppo spesso utilizzata da chi usufruisce del puro significato del carnismo (che ripetiamo ancora una volta (su citazione della dott.essa Melanie Joy) “è un sistema di oppressione avvallato da ingiuste forze di potere e causa danni inutili a miliardi di individui.”): allevamento etico, vivisezione etica, raccolta fondi per ricerca scientifica etica, capitalismo etico ecc.ecc.ecc. Quindi…cosa c’entra la soia non etica? Cosa c’entra la quinoa? Cosa c’entrano gli anacardi? Cosa c’entrano le mandorle? Cosa c’entra l’avocado? Tra l’altro tutti cibi di prim’ordine esistenti da migliaia di anni prima ancora dell’avvento del veganismo moderno, cibi che in ogni caso verrebbero consumati anche senza i vegani. Non è certamente colpa loro se l’industria ha deciso di inondare il mercato di ricette culinarie a base di zenzero, curcuma e co. Come ha detto giustamente Maria Giovanna Lanza“è il sistema che è sconvolgente…non la richiesta.” E senza dimenticare che la foresta pluviale sta morendo per colpa di un consumismo sfrenato ed estremizzato da altre abitudini decennali che non stiamo qui ad elencare. I genocidi e la fame nel mondo sono provocati da ben altri accadimenti di cui sinceramente anche i vegani più “trendy” hanno ben poca responsabilità oggettiva. Perchè dunque scrivere un altro ennesimo articolo contro il veganismo? Forse come l’autore stesso afferma: “Ho scritto questo pezzo su The Vision perché voglio stringere nuove amicizie su Facebook.” Auguri…allora! E complimenti per aver contribuito all’ennesima disinformazione mediatica tanto in voga tra gli utenti del momento. E mi raccomando continui a digiunare come afferma in ultima battuta, perchè il suo atteggiamento nell’esaminare cambiamenti doverosi non si affrontano in questo modo, non con la critica decostruttiva, e non certamente mentendo spudoratamente.

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Imposizione vaccinale


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I vaccini sono un obbligo imposto dalle istituzioni, e di riflesso dalle case farmaceutiche per garantire il diritto al profitto corporativo. E’ pur vero che anche 40 anni addietro esistevano tali vaccinazioni, ma ciò non significa che siano giuste ed utili a non diffondere epidemie. Si dice da anni che molte malattie sono state debellate proprio grazie ai vaccini, ma in realtà non è così…anzi nuovi ceppi virali sono presenti ed altri arriveranno sempre e comunque per garantire il raggiungimento di un obiettivo capitalista. Peggio se molti ritengono, erroneamente, che la diffusione di presunte malattie sia causata da un afflusso esagerato di migranti (vedi ultimo caso di malaria). I motivi per cui avvengono tali episodi, pur terribili, sono da ricercare altrove e in altri ambiti. Purtroppo la strumentalizzazione con cui i mezzi d’informazione intendono fare notizia è ormai quotidiana e su ogni fronte. Non esiste più, o poco, il diritto alla libera informazione anche e soprattutto con l’avvento delle web-news, sempre più infondate e troppo veloci per essere verificate e discusse. Questo è un grave danno che si ripercuote su tutta la collettività, ed in misura ridotta su gli stessi autori di tali scempi scandalistici che perdono quindi ogni credibilità. E’ pur vero che gli utenti finali si preoccupano solamente di creare scalpore ed audience personale, quindi è ovvio e scontato che si arrivasse a questo. Del resto la generazione dei social-network è viva e vegeta proprio grazie al “fake” e a tutto ciò che ne consegue. Quindi…perchè contraddirla ufficialmente?

Di seguito un acuta riflessione su ciò che riguarda l’attuale vaccinazione obbligatoria nata e concepita grazie ad un allarmismo sconsiderato frutto di strategie ben mirate a creare profitto opportunista. Peccato che le vittime di tale scempio commerciale siano ignari e purtroppo innocenti!

Di Adriano Fragano

“Non voglio entrare in merito alla questione vaccini perché è stato detto davvero di tutto, vorrei solo fare una semplice considerazione sulla presunta situazione di “libertà” in cui viviamo. La nostra società ci impone un numero infinito di costrizioni di vario genere, ma le più pesanti e intollerabili – a mio avviso – sono quelle che hanno a che fare con il controllo dei corpi. Quello della campagna forzata di vaccinazione è un esempio lampante: nel nostro Paese non è possibile realmente capire (e tantomeno decidere) cosa iniettare nel nostro corpo, pena l’esclusione da un presunto diritto che però è in realtà un altro obbligo: quello della scolarizzazione e in definitiva dell’inclusione sociale.
I vaccini coatti si collegano con un’altra enorme ingiustizia che riguarda la legittima gestione del nostro corpo (sono solo due esempi ma in realtà ce ne sarebbero davvero molti altri), quella del divieto di decidere quando porre fine alla nostra esistenza. Con questi due esempi si chiude un cerchio di controllo biologico degli individui che parte dalla nascita (vaccinazione) e termina con l’ultimo giorno di vita.
Tali considerazioni sono ovviamente scontate, ma forse sono utili per comprendere in che situazione ci muoviamo anche in relazione alla lotta per le libertà degli altri Animali che sempre più pare essere una finestra aperta sul futuro degli individui della nostra specie.”

 

Foto di John Holcroft

 

Food network


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Il consumo di carne ha raggiunto cifre astronomiche, e tutto per garantire il raggiungimento del profitto. False teorie mediche sull’assunzione di proteine “nobili”, tradizioni consolidate (sagre e ricorrenze religiose), grande distribuzione concentrata prevalentemente su derivati ed affini, ricette televisive molto invasive hanno costituito uno status sociale di primo livello in cui la carne è presente ovunque. Se consideriamo che 50 anni addietro non era assolutamente così…il danno è puramente doppio.

Ma perchè tutto questo? La responsabilità è di tutti: consumatori, istituzioni e addetti ai lavori…senza dimenticare che medici e nutrizionisti hanno contribuito massicciamente a diffondere una falsa abitudine alimentare, ma soprattutto a non dire pubblicamente i seri danni da iper-assunzione proteica. Si aggiunge poi una falso dogma con cui si vuole prediligere una dieta mediterranea che di salubre ormai non ha più niente. Una dieta costituita da ristoranti e cucine devastate da un consumismo filo-americano, pieno di additivi e conservanti. Non bisogna illudersi ma ammettere che negli ultimi anni si è fatto poco per istituire sane abitudini ma piuttosto si è fatto molto per inculcare un alimentazione errata e deleteria. Basta guardarsi in giro ed osservare adulti e bambini, stilare una statistica e calcolare il giro-vita medio dei mangiatori a sbafo. Accendere la televisione per guardare l’ennesimo programma da chef è diventata ormai una parodia dei tempi moderni: tutti ai fornelli fingendosi artisti. Hanno creato addirittura un network apposito che spiega in tutte le salse ogni mossa ed artificio culinario per ingrassare e dormire a pancia all’aria. Le assunzioni d’integratori alimentari si sostituiscono allegramente a frutta e verdura, ingrossando ancor di più le casse delle case farmaceutiche, trasformatesi ormai in contenitori mangia soldi: tante cure e poca salute.
Tutto è profitto e tutto è speculazione, ovvero realtà moderna del progresso capitalista in cui a tutto c’è una soluzione e a tutto c’è un rimedio elementare. Sembra anche un paradosso osservare con stupore gli scaffali dei supermercati pieni zeppi di prodotti apparentemente biologici di fianco a surrogati di zuccheri e grassi saturi. Cosa si vuole rappresentare? Cosa si vuole indurre nei consumatori? Senza una corretta informazione che miri realmente a favorire un cibo rispetto ad un altro, cosa si vuole ottenere? Alle aziende commerciali poco importa di creare informazioni etiche e responsabili , loro così tanto impegnate a scaraventare asteroidi (vedi ultimo spot tv)  su papà e mammà! Come se fosse colpa loro se i figli del 2000 sono così grassi e tonti! Povere nuove generazioni figlie dei fast food e degli snack appetitosi! Discendenti delle diete all’ultima moda: dukan, tisanoreica, zona, gruppo sanguigno, o addirittira la atkins ovvero la dieta inventata negli anni ’70 dal cardiologo Robert Coleman Atkins e diventata la più famosa iperproteica. Si divide in 2 fasi: nella prima si possono mangiare (senza limiti) carne, molluschi, crostacei e grassi (anche salumi come salsiccia e salame) ma bisogna rinunciare del tutto a carboidrati frutta e verdure per consumare le proprie riserve di grasso. Per esempio a colazione: uova con pancetta, caffè o tè senza zucchero. A pranzo: bistecca ai ferri. A cena: pesce lesso condito con maionese e un’insalata. Nella seconda fase invece si reintroducono poco alla volta i carboidrati e le verdure. (!!!) Non bisogna essere esperti per capire che intossicare di proteine animali l’organismo serve a diminuire drasticamente il peso corporeo (non senza danni).
Tutto questo a cosa serve? In sostanza a nulla di buono per il proprio benessere psico-fisico, solo ad incrementare il PIL tanto agognato dagli esperti di marketing ed economia moderna. Il cibo genera fatturati da capogiro, e tutto ciò che riguarda l’indotto costituisce il raggiungimento di un obiettivo commerciale. Vivendo in un presente altamente consumista non stupisce affatto perchè il veganismo salutista sia entrata a piè pari dentro il groviglio mediatico di alto livello!

E gli Animali? Che fine hanno fatto le vittime principali di tanto sfruttamento corporativo? Perchè non si parla mai a sufficienza di come, quanto e perchè la carne delicatamente stesa sulle confezioni di polistirolo è frutto di un lavoro carnefice? Dobbiamo pur sopravvivere per crescere a dismisura? Cosa hanno insegnato secoli di caccia e pesca? A devastare l’intero ecosistema terrestre? A cancellare ogni forma di vita esistente? A costituire una falsa credenza popolare, già precedentemente consolidata, in cui gli Animali devono essere concepiti per essere uccisi e mangiati? Il Leone che mangia la Gazzella è paragonabile ad un Umano in giacca e cravatta che cammina su una caldaia a 4 ruote? E’ questo il progresso tecnologico tanto ambito che ha trasformato gli allevamenti in campi di concentramento? Forse pochi sanno che Hitler nel concepire Auschwitz abbia pensato ad uno sterminio di massa animale, o che Ford nel generare la famosa catena di montaggio automatica abbia desiderato imitare proprio gli stabilimenti industriali di carne e lavorati. Tanto lavoro e tanto sangue per garantire la bistecca nel piatto! Certo! Che male c’è se tanti Vitelli, Agnelli o Maialini crepano indiscretamente senza pietà o compassione? “Non vedo e non sento”, così da non poter capire (o meglio concepire) la sofferenza altrui! Ecco perchè gli attentati frutto del terrorismo mediatico sono così magistralmente diffusi su ogni mezzo disponibile, proprio per garantire all’opinione pubblica una scontata rivalsa giustificativa utile a creare una guerra plausibile. I morti conseguenti sono un facile prezzo da pagare, scontato e democratico. Complimenti!

 

Foto di Al Margen