Aviaria all’Eurovo di Codigoro, saranno abbattute 850mila Galline


download

“Codigoro (Ferrara), 8 ottobre 2017 – Ci sono 850mila Galline da abbattere. E’ ufficiale! Incombe il flagello dell’aviaria. Ieri l’ordinanza del sindaco di Codigoro Sabina Zanardi è stata perentoria. Muove sulla segnalazione del Centro nazionale di referenza per l’influenza aviaria all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Le analisi non lasciano dubbi. Hanno confermato «La positività per il virus influenzale tipo A, sottotipo H5N8 – si legge – nell’allevamento della società agricola Fiorin di Lionello & Css». Lo stabilimento si trova in via per Ferrara nel territorio comunale di Codigoro. Impiega ottanta dipendenti, manodopera per lo più locale.”

Così titolano i giornali del posto, senza neanche troppi allarmismi. Senza neanche dire una sola parola a favore degli Animali (quasi 1 milione!) che saranno uccisi! Si pensa al danno economico, ai posti di lavoro e forse al pericolo di contaminazione…per carità tutto giusto, ma non abbastanza! Non è abbastanza per giustificare il silenzio assordante di chi vuole ancora una volta tacere e non vedere il genocidio in atto, la terribile devastazione di una specie animale. Una tragica conseguenza preannunciata e scontata, che si ripeterà ancora ed ancora fino a quando si capirà finalmente che gli Animali non sono nati per essere allevati e mangiati.

Annunci

Cani a Chernobyl


cani_radioattivi2

“Corrono in una torre di raffreddamento abbandonata, ma questo non è un luogo qualsiasi e loro non sono dei semplici animali a quattro zampe, sono i cani radioattivi di Chernobyl, vittime dell’esplosione catastrofica del 1986. Sono i cuccioli di quei cani abbandonati durante l’evacuazione, all’epoca nessuno avrebbe mai potuto immaginare di non poter tornare a riprenderli. Gli animali che si sono salvati hanno continuato a vivere a Chernobyl e i loro cuccioli sono oggi radioattivi. La loro storia è raccontata in un breve documentario da titolo ‘The Puppies of Chernobyl’ del regista Drew Scanlon, che mostra centinaia di cani e cuccioli che vivono nella zona morta intorno all’impianto nucleare, dove l’accesso è limitato. Possono entrarci, ma solo sotto controllo governativo, poche persone anche se diverse centinaia di uomini e donne, disobbedendo agli ordini ufficiali, sono ritornati a vivere nelle zone limitrofe, laddove c’erano le loro vecchie case.

Secondo il regista, i cuccioli sono figli di quei cani sopravvissuti alla catastrofe e di conseguenza la loro pelle contiene particelle radioattive, per questo motivo, il fondo no profit Clean Futures sta portando avanti un piano di sterilizzazione per i cani e i gatti cresciuti nella zona.

 

cani_radioattivi.jpg

Animali che non potrebbero stare a stretto contatto con gli esseri umani, ma che vengono curati grazie all’istituzione di stazioni di cibo e acqua e il supporto di una clinica veterinaria. Accanto ai veterinari ucraini ci sono tanti volontari e organizzazioni anche estere, americane, inglesi e tedesche. Tra loro, c’è Anna Sovtus, una veterinaria ucraino che lavora all’interno dell’iniziativa ‘The Dogs of Chernobyl’, che come vediamo in questa immagine tiene in mano uno dei cuccioli radioattivi.

cani_radioattivi1

I cani soffrono per la mancanza di cibo e di acqua e spesso sono vittime della fauna selvatica che è cresciuta vista l’assenza di persone nella zona. Vivendo in libertà poi bevono da pozzanghere e attraversano zone proibite per questo sono radioattivi.I dipendenti degli stabilimenti vicini alla zona di esclusione li coccolano e gli offrono del  cibo, alcuni di loro sono stati addirittura adottati, perché secondo il team di esperti ‘non dovrebbero esserci rischi sanitari immediati’. Ma non è una certezza.

Tuttavia, esiste un problema legato alla rabbia, visto che i cani sono a stretto contatto con la fauna selvatica, che può rivelarsi fatale se non curata in tempo. Alcuni cani sono stati dotati di speciali collari che consentono di monitorare la quantità di radiazioni cui sono esposti, in modo da poter mappare il livello di contaminazione della zona attorno all’ex centrale nucleare sovietica.”

 

Original post IL DOCUMENTARIO CHE RACCONTA LA VITA DEI CUCCIOLI RADIOATTIVI DI CHERNOBYL (VIDEO)

Che fine ha fatto Aleppo?


colomba.png

Che fine ha fatto Aleppo? Che fine ha fatto la Siria? Che fine ha fatto la notizia (semmai seriamente ci fosse mai stata) che racconta l’enorme tragedia di un paese  sovrano, e di tutti gli Animali che vi abitavano?

Niente! Silenzio! Non si parla più di Aleppo! Più!

I notiziari televisivi (e non) raccontano altro e poco o nulla di donne, uomini e bambini che muoiono di fame, bombe e malattie! Un territorio un tempo bello e florido ora è devastato sotto ogni punto di vista…e ci sono poche speranze per una attesa rinascita, non in tempi brevi.

Inutile dare la colpa a chi in tutti questi anni ha finto di diffondere nel mondo democrazia spicciola e poco coerente (l’amministrazione Obama ha elargito massicci finanziamenti in armi, molti più di più rispetto ad altri in passato). Ormai il danno è stato fatto, i responsabili sono già all’opera verso altri obiettivi di conquista.

Gli idioti e gli ignoranti festeggiano l’ennesima guerra al terrorismo…a spese di popolazioni inermi.

 

Qui di seguito un filmato importante diffuso da News Tv2000 che spiega l’attuale situazione, una realtà che i mezzi d’informazione ufficiali non raccontano:

 

Foto di Mauro Biani

 

Potere assoluto


18198408_1882949121961652_44430277419060122_n.jpg

Secondo uno studio dell’associazione privata “Council on Foreign Relations” solo nel 2016 il premio Nobel per la Pace Obama ha permesso che fossero sganciate ben <26.172> bombe su ben sette Paesi sovrani (Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan). Si tratta di tre bombe ogni ora per 24 ore al giorno che hanno ucciso migliaia e migliaia di civili innocenti, come coloro che passeggiavano sulla Rambla a Barcellona. Secondo un rapporto del 2014 dell’Ong britannica “Reprive” per ogni (presunto) terrorista ucciso nella guerra dei droni combattuta dagli Usa le vittime civili sono state <28>. In dieci anni su 41 (presunti) terroristi assassinati i droni hanno ucciso <1.147> innocenti: uomini, donne e bambini di cui giornali e tv non ci renderanno mai conto!

Yemen.jpg

Dove sono le bandiere sui profili? Dove sono i messaggi di cordoglio e solidarietà? Dov’è lo sdegno e la disapprovazione per i genocidi e le tragedie che colpiscono i popoli della Siria, dell’Iraq, dello Yemen, della Somalia…e di tutti gli oppressi che dimentichiamo quando ci fa comodo non vederli e non sentirli? Quando contiamo i morti non è una questione di differenze…ma di coerenza!

war (5).jpg

Questo grazie al potere macabro e micidiale delle multinazionali, specialmente quelle specializzate in produzioni altamente deleterie, va ben oltre ogni ragionevole cognizione. Come poter abbattere e cancellare definitivamente questo predominio che regna ormai indiscusso da molti decenni? Una forma autoritaria di controllo delle masse che auspica un futuro dipendente e schiavizzato oltre l’attuale situazione già drammatica. L’attivismo diretto, tramite fisiche esposizioni personali, è un grande gesto di coraggio che va diffuso e rappresentato nella memoria di tutti. Questo per far sì che ognuno possa considerarsi parte integrante di una società libera da induzioni e costrizioni, libera di potersi ribellare pacificamente tramite mezzi alternativi non violenti (laddove permesso).

war.jpg

 

Foto prelevate liberamente dal web (immagini postbelliche)

Canapa free


1200px-Cannabis_01_bgiu

Dal settore agricolo alla bioedizia, dal tessile all’alimentare, fino all’uso terapeutico…la canapa si impone come pianta del futuro, tramite realtà imprenditoriali abili e responsabili nel creare nuovi posti di lavoro, nuove opportunità di benessere, nuovi orizzonti di scambi culturali…ovviamente in un ottica di produzione e vendita non speculativa. Ma non è facile, e non è sicuro che ciò avvenga concretamente e in breve tempo. In passato la canapa è stata bistrattata, screditata e poi esclusa da un consumo etico e responsabile. Le grandi aziende corporative hanno impiantato una massiccia campagna denigratoria, trasformando un bene comune in una minaccia per la salute ed il commercio. Proprio perchè l’avvento delle plastiche e della chimica farmaceutica dovevano rappresentare il nuovo secolo consumista, la nuova rivoluzione industriale a cui i grandi capitalisti si stavano aggrappando viscidamente per dare sfogo alle loro bramosità di fama e potere. La disinformazione è stata enorme, con condanne pregiudiziali che hanno favorito preconcetti errati e fuorvianti.
Hanfstengel
1152px-Hennepvezel_Cannabis_sativa_fibre
La canapa utile (Cannabis sativa) è una specie del genere cannabis ed è coltivabile soprattutto per uso tessile, ma anche edile, o per la produzione di carta, e addirittura per la farmacognosia. In essa sono presenti alcune sostanze stupefacenti in percentuali variabili a seconda della varietà. Prima dell’avvento del proibizionismo essa era molto diffusa nel mondo come importante ed essenziale materia prima, essendo una delle piante più produttive in massa delle zone temperate del pianeta. Ma nonostante la sua origine “calda” può sopportare i climi più diversi e pertanto facilmente coltivabile nelle più svariate zone terrestri, con opportuni accorgimenti e metodologie appropriate.
Oggi la legalità della cannabis varia da paese a paese, negli Stati Uniti per esempio è stata vietata nel 1937 con l’emanazione del “Marijuana Tax Act” a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt. Fraintesa dunque come anticamera di un processo dipendente da sostanze stupefacenti la canapa è stata per decenni censurata e ghettizzata a sostanza illegale, senza che fosse permessa una produzione lecita e pertanto ricca di vantaggi. Apparentemente sempre più persone sembrano risvegliarsi da questo torpore esistenziale e, con enormi difficoltà di apprendimento e condivisione, stentano a creare una piena consapevolezza sui benefici estesi di questa ottima risorsa naturale. Le conoscenze, gli studi e gli sviluppi di questa antica e preziosa pianta potrebbero apportare numerosi benefici per tutta la collettività…se solo i poteri forti dell’industria e della finanza potessero crollare a poco a poco dentro una cupa nube di autodistruzione.
Nir Vana (5)
Il cibo, gli oggetti, gli usi e le attitudini di questa società capitalista (definita erroneamente moderna) sono strettamente correlati allo sfruttamento Animale. Gli additivi d’origine Animale sono abbondantemente presente in ogni fase della produzione alimentare, negli alimenti più impensabili. Lana e seta ed ogni pellame costituiscono la moda rappresentativa di uno status sociale senza eguali nella storia, e le ripercussioni sono inimmaginabili. Basti pensare ad alcune zone industriali della Cina dove esistono veri e propri lager di detenzione in cui Cani, Volpi ed ogni genere di sventurata creatura viene uccisa selvaggiamente per ricavarne tessuto o pelle d’ornamento. E che dire del traffico d’avorio (recentemente solo in parte vietato) generatore nei decenni passati di vere e proprie spedizioni di morte, con l’uccisione di migliaia di Elefanti e Rinoceronti. Lo sfruttamento Animale ha generato in un solo secolo un miriade di vittime Animali che non eguali nella storia di questo pianeta. C’è chi afferma ipocritamente che l’essere Umano si sia sempre nutrito di loro, si sia sempre coperto di loro, abbia sempre utilizzato le loro qualità naturali per i più svariati metodi di cura e terapia. Ma quello che spesso non viene analizzato è la metodologia feroce ed indiscriminata che è stata perpetrata in così breve tempo. Le seguenti specie viventi sono in via d’estinzione: Elefanti, Tigri, Oranghi, Lupi, Balenottere azzurre, Zebre, Tapiri, Cercopitechi, Furetti piedi neri, Gibboni, Licaoni, Fagiani, Giraffe, Babbuini, Bisonti, Delfini, Ghepardi, Mandrilli, Leoni, Panda, Pipistrelli, Squali, Aquile delle Filippine, Condor della California, Pinguini, Cormorani, Albatri, Tartarughe, Coccodrilli, Storioni, Aragoste, Gamberi…ecc.ecc.ecc. in una lunga lista che si aggiorna in tempi brevissimi. E questo non per cause naturali, non per calamità o epidemie, non per qualche ragionevole dubbio che potrebbe far pensare ad una modificazione del ciclo vitale di questi esseri viventi. No! L’unica ragione è lo sterminio in atto generato volontariamente dall’essere Umano a causa dei suoi ipocriti scopi, e anche indirettamente per alcune manovre estreme che hanno generato uno stravolgimento precoce negli habitat naturali di queste creature. In sostanza è sempre colpa dell’Umano. Ormai è diventata una macabra certezza, quasi una prassi scontata e a tratti psicotica. Basti pensare alla produzione da olio di palma, la cui deforestazione ha messo in pericolo di vita migliaia di Oranghi. Basti pensare alla mattanza che avviene puntualmente ogni anno a danno di Delfini e Balene. Basti pensare alla pesca indiscriminata che sta svuotando mari ed oceani. Basti pensare ad ogni Animale d’allevamento che viene concepito, nutrito ed ucciso solo per il breve tempo necessario a “maturare” la carne.
Una Mucca in libertà potrebbe vivere per ben 20/25 anni, senza costrizioni di sorta, senza per forza di cose essere ingravidata artificialmente per generare un Vitello…che neanche potrà coccolare tra i sui istinti materni. Senza essere sfruttata per 4 o 5 anni tramite l’utilizzo di vere e proprie pompe idrauliche, per essere spedita poi (ormai esausta) al macello. Gli esempi rappresentativi di tale scempio sono infiniti, e degni di ogni infausta automazione. Non è difficile immaginare come tale genocidio sia il risultato macabro di moderne tecniche di macellazione che sono state concepite solo per il gusto bramoso di ottenere profitto. L’epoca della mercificazione è una triste realtà, ed ogni consumatore che si rispetti è complice e colpevole in tutte le variabili possibili.
senzaparole2
Per sopperire a questo genocidio esiste un mondo parallelo in cui alcune persone responsabili stanno cercando di agire al meglio per preservare le specie viventi ed ogni ambiente circostante. Esistono figure professionali sempre più indirizzate alla preservazione della vita terrestre, in ogni sua forma. Esistono nuovi approcci al consumo che risparmiano, tutelano e conservano le risorse naturali. Esistono metodologie all’avanguardia nell’etica e nella consapevolezza che aiutano sempre più persone a guardare verso un futuro più libero e pacifico. Ma nonostante tutto questo non è facile e non è detto che sia plausibile una rivoluzione nei tempi e nei modi soddisfacenti. Non è certo che si applichi una rinascita culturale e sociale. Nessuna possiede la soluzione in tasca, ma certamente restare a guardare senza poter fare nulla di concreto è purtroppo una colpa anch’essa. Bisogna rivalutare ogni abitudine quotidiana per far sì che le prossime generazioni possano almeno in parte godere di un autentico stravolgimento dei propri bisogni.
Foto di Nir Vana e Roger Olmos , altre da Wikipedia