Dominion – Australian documentary.


Animal Rights Films è un potente strumento per il cambiamento. Questo film non sarà diverso: Dominion un nuovo documentario australiano del creatore di Lucent.

Il film, tenendo presente che è stato coprodotto da Shaun Monson, produttore e regista dello scioccante documentario “Earthlings” (2005), sembra essere una scommessa sicura.

“Earthlings”, vincitore di numerosi premi e narrato dall’attore Joaquin Phoenix, è diventato famoso per aver influenzato fortemente le persone che, dopo averlo visto, hanno deciso di smettere di consumare carne e altri prodotti Animali.

Il documentario include immagini delle investigazioni che Animal Equality ha realizzato nei macelli messicani, la mattanza dei Tonni in Italia e il commercio della carne e delle pelli in Cina. Altre immagini invece sono tratte dal lavoro del progetto investigativo Filming For Liberation.

Per approfondire: Dominion Movement

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A proposito d’immigrazione è il caso di fare chiarezza.


L’apolide è una persona che non ha la cittadinanza di nessun paese (convenzione di New York del 1954 relativa allo status degli apolidi).

Migrante/immigrato è
chi decide di lasciare volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante non è un perseguitato nel proprio paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.
L’immigrato regolare risiede in uno stato con un permesso di soggiorno rilasciato dall’autorità competente. Il migrante irregolare è una persona che:
è entrato in un paese evitando i controlli di frontiera; è entrato regolarmente in un paese, per esempio con un visto turistico, ma ci è rimasto anche quando il visto è scaduto; non ha lasciato il paese di arrivo anche dopo che questo ha ordinato il suo allontanamento dal territorio nazionale.

In Italia si è clandestini quando pur avendo ricevuto un ordine di espulsione si rimane nel paese. Dal 2009 la clandestinità è un reato penale.
Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio paese a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Un profugo interno non oltrepassa il confine nazionale, restando all’interno del proprio paese.

La condizione di rifugiato è definita dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite firmato da 147 paesi. Nell’articolo 1 della convenzione si legge che il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.
Dal punto di vista giuridico-amministrativo è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato perché se tornasse nel proprio paese d’origine potrebbe essere vittima di persecuzioni. Per persecuzioni s’intendono azioni che, per la loro natura o per la frequenza, sono una violazione grave dei diritti umani fondamentali, e sono commesse per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale. L’Italia ha ripreso la definizione della convenzione nella legge numero 722 del 1954.
L’anno scorso nel mondo ci sono stati più di 45,2 milioni di rifugiati.

Un richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale. Fino a quando non viene presa una decisione definitiva dalle autorità competenti di quel paese (in Italia è la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato), la persona è un richiedente asilo e ha diritto di soggiornare regolarmente nel paese, anche se è arrivato senza documenti d’identità o in maniera irregolare.
Chi beneficia della protezione umanitaria non è riconosciuto come rifugiato, perché non è vittima di persecuzione individuale nel suo paese ma ha comunque bisogno di di protezione e/o assistenza perché particolarmente vulnerabile sotto il profilo medico, psichico o sociale o perché se fosse rimpratriato potrebbe subire violenze o maltrattamenti. Le norme europee definiscono questo tipo di protezione “sussidiaria”.

La protezione sussidiaria è una forma di protezione internazionale prevista dall’Unione europea riconosciuta a chi rischia di subire un danno grave se rimpatriato, a causa di una situazione di violenza generalizzata e di conflitto. Inoltre può ottenere la protezione sussidiaria chi corre il pericolo di subire tortura, condanna a morte o trattamenti inumani o degradanti per motivi diversi da quelli previsti dalla convenzione di Ginevra.

Foto di Mauro Biani

Piccoli cacciatori crescono.


Bimbo col fucile!

Questa triste immagine è stata prelevata dal sito del “NATURE SHOW” evento di caccia ed armi da fuoco che si è svolto a Foggia nei precedenti anni. Per quest’anno pare si stiano riorganizzando.
Protestiamo sulla loro pagina facebook per far capire bene cosa significa esporre pistole e fucili tramite una fiera pubblica accessibile anche ai minori. Grazie.

https://www.facebook.com/nature.show.fiera/

La vera bestia


La vera bestia è…chi uccide per passione e divertimento! Ovvero un intero stadio contro un Opossum!

L’Opossum è un mammifero marsupiale della famiglia dei Didelfidi e ne sono presenti in natura almeno 75 diverse specie delle quali le più comuni sono l’Opossum comune e l’Opossum della Virginia. La dimensioni, il mantello e le abitudini dell’Animale possono cambiare sensibilmente da una specie all’altra: ad esempio la lunghezza del corpo varia dai 7 ai 50 centimetri esclusa la lunga coda, il pelo può assumere toni dal dorato al bruno e quasi sempre presenta delle focature più scure sul muso. Comune a tutte le specie è il forte muso dotato di 50 denti molto affinati e taglienti con i quali minaccia eventuali disturbatori. Alcuni esemplari femminili posseggono una sacca marsupiale sull’addome destinata alla protezione della prole. Abile arrampicatore grazie a piedi dotati di cinque dita e di una coda prensile, l’Opossum ama trascorrere lunghe ore sull’alto degli alberi durante il periodo delle piogge nutrendosi di piccoli Insetti, fogliame e frutti. Le specie che vivono in prossimità delle città non disdegnano neppure i rifiuti prodotti dall’essere Umano. Se minacciato da un pericolo l’Opossum rilascia una sostanza odorosa molto pungente con la quale riesce a tenere alla larga gli intrusi. Ma purtroppo in questo caso ha trovato un temibile nemico assassino: l’essere Umano! E’ molto triste quello che si vede nel video, colpisce profondamente chi è sensibile ed attento alle ingiustizie…e questa purtroppo lo è! Rappresenta un esempio molto significativo su quella che è oggi la situazione Animale: una tragedia! E’ crudele, soprattutto se generato dal divertimento collettivo…come uno stupro da branco! Cosa fare dunque? Un infinità di cose…a partire dalla sensibilizzazione delle coscienze.

Non è una…”bufala”


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Maxi sequestro di allevamenti di bufale in provincia di Caserta: rischi per la salute e l’ambiente. In provincia di Caserta ha preso il via una maxi operazione di controllo da parte di Carabinieri, Nas e Noe che vede al centro gli allevamenti di bufale. Nella zona di recente si sono verificati sequestri di allevamenti di bufale, caseifici e discariche abusive. Gli allevamenti bufalini sono stati sequestrati tra Castel Volturno e Cancello Arnone. Sono stati contestati i reati di inquinamento e di violazione delle norme sanitarie. Le denunce sono scattate grazie al Portavoce Parlamentare del MoVimento 5 Stelle Paolo Bernini e a Alfredo Riccio della Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane ed hanno portato ad una lunga serie di sequestri. A Castel Volturno, in particolare, è stato sequestrato un intero allevamento bufalino. I Nas hanno rilevato carenze igienico sanitarie. Inoltre 34 bufali risultavano senza marchio auricolare, con violazione delle norme europee. L’area limitrofa all’allevamento è stata sequestrata perché era diventata una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali. Inoltre un’azienda zootecnica di Cancello Arnone è stata sanzionata per scorretto smaltimento dei rifiuti mentre in un’altra azienda bufalina della stessa località è scattato il sequestro preventivo di un’area in cui venivano riversati rifiuti e liquami che andavano ad inquinare le coltivazioni di cereali e di ortaggi. L’allevamento è stato sottoposto a sequestro sanitario.

“Riceviamo continuamente segnalazioni di carcasse di bufalini rinvenuti nelle zone limitrofe gli allevamenti, sono abbandonati agonizzanti presso i canali, se non abbandonati in strada. E’ un fenomeno di cui si conoscono tutti gli aspetti ma che si fa fatica ad eradicare. E’ necessario un concreto impegno a tutti i livelli istituzionali per impedire che la mozzarella di bufala, nota come prodotto dop, sia invece causa di inquinamento e tali maltrattamenti inaccettabili per un Paese civile” – ha spiegato la Lega nazionale per la difesa del cane.

Chi ha a cuore il benessere degli animali, infine, non può dimenticare che in questi allevamenti i piccoli bufali maschi vengono uccisi dato che resterebbero inutilizzati nella filiera produttiva. Dato che non esiste un mercato della carne di bufalo, l’allevatore deve sbarazzarsi dei piccoli bufali, mentre le bufale serviranno per la produzione di latte da utilizzare per la famosa mozzarella.

Queste immagini sono state realizzate in Italia dall’associazione Four Paws International, durante un’investigazione negli allevamenti di bufala campani durata due anni, dal 2012 al 2014, che ha riguardato oltre 50 allevamenti di bufale del casertano e del salernitano, portando alla luce la terribile fine dei bufalini, considerati un “sottoprodotto indesiderato” della produzione di mozzarella di bufala. Si stima che ogni anno vengano uccisi senza necessità circa 70mila vitelli maschi, la cui carne è ritenuta di scarso interesse economico. Solo una minima parte dei vitelli maschi, infatti, viene lasciata vivere, a scopo riproduttivo o per essere destinata al consumo di carne, insignificante in Italia. Per avere un’idea delle pessime condizioni degli allevamenti di bufale, guardate il video dell’investigazione, che mostrano come non si tratti di casi isolati, ma di un modo di operare senza rispetto per gli animali e per l’ambiente sistematico, che danneggia le rare aziende che lavorano onestamente e bene, ammesso che esistano.”

 

Fonte foto Lav

Original post L’orrore che si nasconde dietro la mozzarella di bufala (FOTO e VIDEO)