Biofobia


Ovvero: “paura morbosa di avvicinare altri esseri viventi o di convivere con essi.”

Ci stiamo allontanando sempre più da tutto ciò che è Naturale, e con esso i suoi abitanti. Siamo lontani anche da noi stessi, sempre in competizione e in estremo confronto. L’evoluzione della tecnica, il cosiddetto progresso, ha trasformato ogni essenza primordiale rendendoci quindi schiavi di un sistema che si evolve velocemente, e con esso anche noi stessi. Basti pensare al carnismo e a tutti i suoi aspetti negativi. E’ pur vero che l’essere Umano mangia Animali da sempre, ma non in questo modo e non con questi mezzi.
Ritrarsi da tutto ciò pare un utopia, considerando anche che le nuove leve spesso sono indirizzate già dall’infanzia verso la psicosi da consumismo (vedi spot televisivi). Un bambino oggi a 5 anni ha già in mano uno smartphone connesso alla rete! E’ un beneficio? E’ sintomo di cambiamento da eguagliarsi alla massa che corre verso il futuro?
Non è per essere per forza dei rompi scatole, ma è opportuno che ogni evoluzione segua determinati risvolti etici. Anche perchè se un’ adolescente viene stuprata da 5 suoi coetanei, senza che loro possano avere rimorso o pentimento, significa che abbiamo superato la soglia della moralità e del giudizio. Certamente in passato sono accaduti ben altri crimini difficili da dimenticare, l’olocausto ancora riecheggia tristemente nelle menti, ma è importante riflettere su come e perchè nonostante i progressi ottenuti ancora oggi si commettono atroci violenze: il genocidio Animale non sembra diminuire, le malattie e le carestie aumentano, i conflitti e il terrorismo sembrano una quotidianità nelle notizie e nei discorsi interpersonali.

Perchè allora accade tutto questo? L’Umanità è condannata per colpa di un istinto autodistruttivo ed altamente malvagio? O l’egoismo che pervade è così dannatamente diffuso da non riuscire a placare quel senso morale così presente in molti soggetti?

Sembra un inutile rincorsa di dubbi ed incertezze, ma come dice l’autore dell’articolo L’epoca della biofobia

“Ma allora siamo senza speranza? Potremo mai riaggiustare il meccanismo, piegare la barra della storia facendo combaciare di nuovo le due estremità in un nuovo cerchio? Tornare ad appartenere alla natura e ai suoi meccanismi?
Non ci resta che riacciuffare quei vincoli strappati dal progresso e iniziare a tesserne le cime fra loro, lentamente. Incollare i cocci esplosi finché al loro interno non torneremo a vedere un’immagine coerente. Sarà un processo individuale e collettivo al tempo stesso. E anche piuttosto lungo. Sperando di essere ancora in tempo.”

 

 

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Capodanno col botto. Un usanza retrograda ed immorale.


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Si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 Animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Una pratica violenta e pericolosa, spesso alimentata e collegata a fenomeni di illegalità.

Il pericolo maggiore lo corrono gli Uccelli. Spaventati dal rumore i volatili, infatti, spesso fuggono all’impazzata andando a sbattere contro muri o tralicci dell’alta tensione, invece quelli che riescono a trovare rifugio su qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e della mancanza di riparo. Non sono da sottovalutare nemmeno le reazioni degli Animali d’affezione (Cani, Gatti ecc.): se le stesse sono troppo violente, tener presente che l’Animale può anche avere un collasso. Nei Gatti e nei Cani i botti di Capodanno creano stress e spavento così forti tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore tanto più insopportabile in quanto la sensibilità del loro udito è di gran lunga superiore a quella dell’essere Umano. A rischio sono anche gli Animali negli allevamenti per i quali sono noti, soprattutto per le femmine “in attesa”, casi di aborto da spavento.

I divieti sono affidati ai Comuni che dovrebbero intervenire tramite norme e regolamenti. Molte sono le città che si sono adoperate affinchè una maggiore consapevolezza potesse aiutare a ridurre le vittime, ma tanti altri ancora non comprendono a sufficienza il danno di questa tradizione così antiquata e delirante. Non è il caso di commentare i feriti Umani, perchè nessuno li obbliga a sparare e il loro comportamento quindi è tanto stupido quanto deprimente.

Ma gli Animali non hanno colpe, e noi dovremmo aiutarli a non soffrire o peggio morire per colpa di un dannato petardo.

Solo la crisi ci può salvare


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Parlare oggi di decrescita sembra prematuro e scandaloso in particolar modo mentre si sta gioendo, a furor di popolo, dell’epoca più gloriosa del consumismo.

Ma perchè è così difficile approfondire tale nuova concezione dello sviluppo, in ogni suo aspetto consequenziale, in ogni suo risvolto costruttivo, in ogni sua parte sensibile e (perchè no) sincera e spudoratamente reale? In particolar modo, in vista di una più che probabile riduzione delle risorse energetiche, perchè non si discute oggi di una nuova era moderna che sembra apparire all’orizzonte?

Immaginiamoci un mondo senza petrolio, gas, carbone e nulla che possa scaldare le nostre case e muovere l’economia mondiale (previsione per niente utopica), in cui tutto ciò che ci circonda viene messo in discussione perchè non più fabbricabile o gestibile. Ogni oggetto, azione, comportamento, farmaco, mezzo di trasporto, abbigliamento, cibo e quant’altro appartenente al nostro benessere (e malessere) di colpo diventasse opinabile. Il collasso industriale non è una novità nell’emisfero del capitalismo recente. La saturazione dei bacini d’utenza non è una previsione fantastica o un brutto scherzo dei strateghi del marketing. Sono in molti che professano teorie abbastanza realistische su quello che si prospetta in uno scenario abbastanza attendibile. Ma come attuare una tale consapevolezza senza mezzi utili e mirati, soprattutto se nell’opinione pubblica è presente una totale disinformazione?

Parlare di decrescita in un luogo che vuole diffonderla… sembra atipico ed alquanto stupido. Proprio per questo, forse, le idee e le concezioni non sono per niente scontate, e a volte è opportuno rivederle e studiarle tramite un approccio più ampio e costruttivo. Molti sono i sostenitori famosi di tale rivalutazione sociale (inutile elencarli in questo contesto). Ma chi di loro è veramente consapevole e quindi convinto di attuare una nuova fisionomia sociale? Un stravolgimento radicale nelle proprie abitudini, ovvero provare sulla propria pelle un cambiamento presubilmente utile ma che comporta rinunce a dispetto delle proprie cose, della propria auto, del cellulare, dell’abito griffato, del piatto di carne ecc.ecc. Chi vuole mangiare tutto, fregandosene della naturale ed inevitabile conseguenza che ciò potrebbe provocare alla collettività, è veramente sicuro di perseguire l’unica vera alternativa all’attuale presente? Chi pensa all’estromissione totale e completa del lusso, del vizio, dell’audacia di perseguire il successo, o la carriera e la fama, è realmente considerabile un portatore sano della decrescita?

La carne è sinonimo di gusto e sazietà, non ci sono dubbi. Questo avviene ogni giorno al fast food, alla steak house, al centro commerciale, in crociera, alle sagre di paese, a natale e – perchè no? – anche a ferragosto. Ogni ricorrenza che si rispetti è sinonimo di grigliate con carne arrosto, alla griglia, bollita, fritta, alla brace, spezzatino, al sugo, e chi ne ha più ne metta. Si può mangiare la bistecca e allo stesso modo incentivare la decrescita felice? Certo, diranno in molti, comprando porzioni di filetto dal contadino di campagna. Oppure recandosi in quel piccolo agriturismo appena fuori città. E magari aiutando anche il bravo macellaio sotto casa che acquista i suoi cosciotti di pollo in allevamenti estensivi, a filiera corta, senza antibiotici, pertanto sostenibili. Ma il business green è il nuovo filone del momento? Riesumato forse da un commecio biologico che sa di vigore stantio? Probabilmente incentivato da una maggiore consapevolezza dei consumatori? O da una riuscita stretegia mediatica?

Personalmente credo poco nella affiliazione spontanea e, vivendo in un presente altamente indottrinato, sembra plausibile che alcune scelte alimentari e comportamentali siano avvantaggiate da coinvolgimenti di massa o peggio da marketing graffianti. Ecco perchè le decisioni strettamente personali spesso non sono affidabili, e purtroppo non persistenti verso una completa assimilazione delle proprie decisioni.

Se pensiamo ai precedenti movimenti sociali, utili a ribaltare profondi e radicati dogmi del passato, non tutti sono ad oggi rientrati nella normalità di un vivere quotidiano. Il femminismo stenta ancora ad affermare le proprie posizioni, soprattutto se analizziamo i recenti fatti di cronaca. Doveva rappresentare l’anti-mascolinità per eccellenza, e si è rivelato una farsa bella e buona. L’abortismo tanto acclamato resta ancora oggi una pratica non completamente ufficializzata e sono in molti gli obiettori che si rifiutano di applicarla, incentivando tra l’altro conseguenti interventi chirurgici di dubbia efficacia e sicurezza. Come non biasimarli del resto, la medicina non è mai stata completamente libera da prodondi interessi opportunisti.

E che dire dell’antirazzismo e di ogni valoroso rappresentante? Vittime e carnefici di una lotta tramandata di secolo in secolo. Pochi risvolti positivi verso una completa cancellazione dell’odio e della violenza verso i propri simili. Immigrazione e clandestinità sono una fonte inesauribile di guadagno a discapito di poveri senza nulla, neanche la loro dignità. Si aggiunge poi anche la beffa di essere accusati perfetti parassiti attaccati alla pelle di onesti cittadini (che ipocrisia infatti affermare che l’africano a casa nostra vive meglio di noi).

E per ultimo, non per meno importanza, che dire dell’animalismo? Completo fallimento?

Di tutto lo sforzo esteso in quasi tre decenni recenti non è rimasto nulla o quasi. I circhi, ed ogni luogo di detenzione, sono ancora aperti. Le pellicce si vendono ancora grazie a noti stilisti internazionali. La caccia è ancora legale, e la vivisezione pure. E che dire della fame di carne a sbafo? No comment… si potrebbe urlare. Neanche il comunicato dell’Oms ha fermato i carnivori poveri di proteine nobili.

Quindi… come poter essere ottimisti nei confronti di un futuro realmente privo di sfruttamento e speculazione? Come poter credere ad una decrescita logica, costruttiva e magicamente benefica? Come immaginare una nuova società libera da pregiudizi, speculazioni, frodi, inganni ed ogni tipo di mistificazione?

Viviamo nella società del profitto, della sopraffazione, della prevaricazione. Non esistono certezze assolute, né soluzioni certe per abbattere il capitalismo attuale, o ogni forma di civilizzazione forzata.

La decrescita ora come ora è un mezzo, uno strumento, non tanto una filosofia di vita. E certamente non con solide basi. Ecco perchè è d’obbligo la riflessione e la condivisione.

Il progresso morale non viaggia di pari passo con l’evoluzione della tecnica, per cui aspettiamoci altri temuti risvolti negativi che potrebbero di gran lunga peggiorare la rivoluzione in atto. A meno che non si voglia continuare ad impersonificare simbologie astratte poco coerenti con l’attuale presente.

A voi la scelta, a voi la libertà di interpretare.

 

E per non avere dubbi o interpretazioni errate è meglio leggere ed approfondire un testo abbastanza veritiero e coerente con l’approccio in questione.

“Basta con la follia della crescita! Siamo noi i principali artefici del nostro destino, oppure le scelte che ci riguardano dovranno sempre essere delegate ad altri?”

E’ ciò che Andrea Strozzi e Paolo Ermani vogliono far capire ai consumatori, ovvero i veri responsabili di tale crescita smisurata. All’interno del libro si affronta un analisi attenta e misurata che vuole mettere sotto esame l’attuale sistema economico, politico e, di conseguenza, sociale. Il mito del PIL, il sogno americano, l’egocentrismo con cui si affrontano le tematiche quotidiane. Tutta una serie di aspetti che inevitabilmente stanno portando l’umanità intera verso il collasso.

 

Solo la crisi ci può salvare

Limiti dell’antispecismo?


Dio-dei-polli
Molti affermano, soprattutto tra i vegetariani, che le uova delle Galline non sono derivate da sfruttamento. Molti affermano di avere una Gallina nel proprio giardino, ed ogni giorno ne ricevono tante da mangiare. E c’è chi afferma che: “Cosa c’è di immorale nelle uova della mia gallina?”
Ma a pensarci bene: le uova della Gallina (che ribadiamo non è TUA, in quanto non donata dalla natura ma peggio rubata o acquistata o regalata da un altro Umano) non sono state create per te bensì utili ad una altra vita, ovvero un Pulcino. Parliamo non nello specifico ma in termini globali, ovvero l’allevamento sia esso domestico che industriale (la classica fattoria così tanto diffusa nell’immaginario collettivo). Se in un pollaio creato dall’essere Umano ci sono anche solo cinque Galline, da qualche parte saranno nate…no? Non ci sono di certo anche cinque Galli, lo dice pure il proverbio: “Al più, un Gallo”. E gli altri quattro che statisticamente devono essere nati per poter aver le cinque Galline femmine? Uccisi! Da qualunque posto venissero le Galline. Questa è solo logica, e statistica. Se prendiamo le uova deposte la Gallina ne depone subito altre quindi invece di deporre uova poche volte l’anno lo fa in continuazione. Questo provoca perdite di calcio, vari problemi di salute e accorcia la loro vita. Da quelle uova non sarebbero nati Pulcini, ma è l’istinto che regola e porta gli Uccelli a fare tutto questo. L’istinto porta le Galline a deporre le uova a un ritmo che in natura assicura la sopravvivenza della specie, e le porta a deporne altre se scompaiono. Se non fosse così gli Uccelli si estinguerebbero. Anche se queste Galline non vivono in natura e le uova non sono fecondate il loro istinto rimane quello. Mangiare uova significa principalmente questo: se esistono 3 Galline (in ogni allevamento possibile) statisticamente per queste 3 Galline sono nati a suo tempo anche 3 Pulcini maschi. I Pulcini maschi vengono subito uccisi perché nessuno tiene a casa dei polli, la gente vuole le Galline principalmente per le uova. Quindi quando prendi 3 Galline sai che a monte sono stati uccisi 3 maschi (o 2 o 4, sono valori medi). Non lo fa nello specifico chi ha 3 Galline nel proprio giardino, ma chi poi vende o regala le Galline.
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Magari può essere utile questo breve ma conciso comunicato:
«SOS SMALTIMENTO IN DISCARICA PER PULCINI MORTI
(ANSA, ASTI 3 FEBBRAIO 2001). Preoccupazione per lo smaltimento in discarica
di quintali di pulcini morti, prima destinati alle industrie produttrici di farine
animali, è espresso dagli allevatori dell’astigiano. L’ sos viene, in particolare,
dall’azienda Malversa di Cocconato dove c’è il più grande impianto italiano di
incubatrici per pulcini. “Ogni settimana – spiega Valerio Costa, uno dei fratelli
titolari dell’azienda – dalle nostre incubatrici nascono 260 mila pulcini. Circa
metà sono femmine e vivono per diventare galline ovaiole, l’altra metà maschi
e vengono uccisi”. Ogni settimana, dunque, tra pulcini morti e gusci d’uova,
circa 300 quintali di scarti riempiono almeno 2 autocarri che, fino a quindici
giorni fa, erano destinati alle fabbriche per le farine animali a un costo di 30
lire al kg. Adesso il sindaco di Cocconato, Carlo Scagno, dopo aver sentito tutte
le autorità sanitarie regionali, ha emesso un’ordinanza che consente lo smaltimento
nella discarica torinese di Basse di Stura per una spesa di circa 1.000
lire al kg. “Non sappiamo – ha aggiunto il sindaco – fino a quando la discarica
torinese potrà accogliere questi rifiuti speciali”. D’altra parte “nell’azienda – afferma
Costa – si lavora a pieno regime. Bloccare le incubatrici che ogni 21 giorni
fanno nascere oltre un milione di pulcini e bloccare l’allevamento di oltre
50 mila galline che producono uova per le incubatrici, sarebbe un disastro”».
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Detto questo, che costituisce un aspetto unico e fondamentale del controllo Umano sulla natura terrestre, indubbiamente piante ed Animali sono esseri viventi senzienti dotati di ogni differenza sostanziale ed utile all’evoluzione del’ecosistema, e nutrirsi di loro è un concetto strettamente contraddittorio tanto quanto lo è l’origine della vita stessa. Questo aspetto potrebbe essere il limite dell’antispecismo. Ma non si può negare che l’essere Umano fin ad oggi ha praticato metodi e sistemi altamente distruttivi solo ed esclusivamente per il proprio profitto. Quindi affermare che gli Animali sono sullo stesso piano delle piante, in termini di risorse utili al fabbisogno personale, significa non concepire nessun tipo di consapevolezza, soprattutto se questa riguarda l’esistenza altrui. Se si può limitare lo sfruttamento animale e quindi annientarlo, è innegabile che bisogna insistere per far sì che ciò avvenga. Mangiare e sfruttare Animali, come sta avvenendo fin ad oggi, è contrario ad ogni morale. Soprattutto se si considera l’ipocrisia e l’indifferenza con cui vengono acquistate porzioni di essi. Nessuno si nutrirebbe, uccidendo a mani nude, di un singolo Animale indifeso. L’essere Umano mangia carne COTTA perchè CRUDA è altamente deleteria (diversamente dai vegetali ma soprattutto diversamente da ogni predatore carnivoro (i Felini per esempio si nutrono di interiora). La scoperta del fuoco, e quindi il suo utilizzo per scopi personali, è una conquista culturale che ha generato ulteriori traguardi ma è innegabile che questo ha generato un stravolgimento delle abitudini alimentari. L’essere Umano non ha una lunga storia su questo pianeta, e 20.000 anni o forse più non so per niente soddisfacenti ed utili a giustificare una tale genocidio.

Le ricette dell’energia


vegan

Perchè vegan? E’ la domanda che molti si pongono, soprattutto nell’ultimo periodo in cui vari articoli di testo e video si stanno diffondendo sempre più.

In questo articolo approfondiremo l’aspetto salutistico di un regime alimentare privo di ogni derivato animale.

Da sempre l’essere Umano ha ucciso Animali per nutrirsi. Giusto? Sbagliato? Negli ultimi decenni, forse a causa di un impatto ambientale sempre più pesante, i consumatori sono stati indotti a scegliere un alimentazione più vegetale e ricca di ingredienti naturali. L’abuso di carne e latticini, conseguentemente a massicce campagne promozionali e pubblicitarie, ha creato seri danni a salute ed ambiente. In questo contesto lasceremo per un attimo l’aspetto etico del consumo alimentare (ovvero l’uccisione spregiudicata degli Animali), non per meno importanza ma per una questione prettamente informativa.

In giro per il mondo sono innumerevoli gli esperti in materia che pubblicizzano una nutrizione sempre più responsabile ed attenta che possa favorire una migliore longevità ed un minore apporto di sostanze tossiche per l’organismo. Nonostante le polemiche e la disinformazione da parte di organi industriali, perseveranti nel profitto personale, è ormai risaputo che la carne assunta in quantità “particolari” crea numerose patologie. Anche i latticini ed il pesce non sono da meno. In particolare la caseina e il lattosio contenuto nel latte vaccino sta creando una vera e proprio “epidemia” da indigestione, e il pesce contaminato da tossine sempre più presenti nei mari non favorisce una corretta assunzione di nutrimenti fondamentali. Smontare la classica piramide nutrizionale non è lavoro semplice, soprattutto se dietro di essa esistono poteri forti altamente collusi con tutto un apparato medico/scientifico spesso e volentieri mentitore o peggio criminale. Non è una questione di allarmismo ma, dati alla mano, è assolutamente evidente che la dieta mediterranea, tanto inneggiata, non rappresenta più un pilastro fondamentale per crescere nuove generazioni. Almeno non la dieta mediterranea che include proteine animali in così grosse quantità.

Negli Stati Uniti T. Colin Campbell – biochimico statunitense, nutrizionista, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University, noto per la pubblicazione del rapporto “The China Study” sulla comparazione tra l’alimentazione occidentale e cinese – (fonte Wikipedia) ha stravolto alcuni concetti storici in merito a nutrimenti base per la popolazione moderna. Tutto questo non senza scandali e relativi dibattiti controversi. In seguito ai suoi studi relativi alla correlazione fra cibo e malattie, Campbell ha adottato un’alimentazione integrale naturale a base vegetale e raccomanda la formazione degli operatori medici in tal senso. Nel 2010 in seguito a un’operazione al cuore, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton ha adottato a sua volta la nutrizione vegetariana raccomandata da T. Colin Campbell assieme ai colleghi Caldwell Esselstyn e Dean Ornish. Il numero dei vegani nel mondo è cresciuto soprattutto negli USA, dove quasi il 3% della popolazione adulta è stabilizzato su una dieta vegan. In India si raggiungono picchi del 30%. In Europa ad aggiudicarsi la palma della nazione “go vegan” è la Germania, con 7 milioni di persone. Dati interessanti giungono poi da oltremanica, dove la British Vegetarian Society ha condotto una ricerca secondo cui circa 2.000 persone ogni settimana cambiano il loro regime alimentare, ovvero circa il 5%. E in Italia? I vegani tricolore rappresentano l’1,1% della popolazione, ma c’è da credere che a seguito del costante crescere di attività commerciali e ristoranti il numero sia destinato a salire. Sempre in Italia esiste da 17 anni Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV -“un’associazione non-profit fondata nel 2000 e costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti sui differenti aspetti delle diete a base di cibi vegetali (c.d. plant-based diets, plant-based nutrition). Le finalità che si propone l’Associazione, sono la diffusione e il sostegno della scelta vegetariana, in particolare nella variante 100% vegetale, e dei suoi principi culturali e scientifici, in quanto promotrice di salute, sostenibile da un punto di vista ecologista, e rispettosa delle scelte etiche delle persone.”

Cosa vuol dire questo? Che effettivamente esistono prove certe che possono correlare determinate abitudini verso un perfetto stile di vita prettamente “veg”. Ciò non vuol dire che chi mangia carne o formaggio si ammalerà di cancro o diabete…ma specificatamente non contribuirà a raggiungere specifici parametri salutari. Soprattutto è da ribadire il perchè non si può cambiare, questo è importante. Ovvero, perchè non smontare tradizioni e ricorrenze che da decenni sono enormemente rappresentati di un consumismo esasperato? 50 o 60 anni fa non si consumava tutta questa carne, non esisteva i fast food o le steak house. Perchè allora si è giunti a questa esaltazione del cibo proteico? Le ragioni sono innumerevoli e da ricercare in un capitalismo sempre più concentrato verso la soddisfazione personale: sazi e grassi! Indubbiamente non va bene, e non si può continuare in questo modo. 

Nell’epoca più gloriosa dell’informazione non si può restare indifferenti, e non si può attendere ancora nel non dimagrire in salute. Formazione, educazione e condivisione rappresentano parametri e condizioni essenziali per diffondere un ottimo stile di vita che rispetti tutti: Animali, ambiente e noi stessi!

Come sempre un buon libro può aiutare a capire alcuni nozioni semplici ed utili per intraprendere il percorsi dell’alimentazione 100% vegetale:

Le Ricette dell’Energia

140 proposte vegane crude e cotte per vivere con più vitalità

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Due famose “crudiste” che ci accompagneranno a scoprire un fantastico mondo fatto di tanti gusti e sapori unici con la complicità del crueltyfree, non una moda ma una tendenza assolutamente etica e coerente. Cos’è il crudismo? Ogni dieta crudista prevede, esclusivamente o prevalentemente, il consumo di alimenti crudi e di stagione non lavorati e non trattati e spesso provenienti da agricolture biologiche a km zero. (Attenzione: esiste anche il consumo di pesce crudo che non riguarda assolutamente il tema in discussione.)

In ogni caso vi stupirete dall’enormità e varietà di ingredienti totalmente vegetali che potranno arricchire le vostre tavole. Non vi resta che provare e…buon appetito!