Capodanno col botto. Un usanza retrograda ed immorale.


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Si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 Animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Una pratica violenta e pericolosa, spesso alimentata e collegata a fenomeni di illegalità.

Il pericolo maggiore lo corrono gli Uccelli. Spaventati dal rumore i volatili, infatti, spesso fuggono all’impazzata andando a sbattere contro muri o tralicci dell’alta tensione, invece quelli che riescono a trovare rifugio su qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e della mancanza di riparo. Non sono da sottovalutare nemmeno le reazioni degli Animali d’affezione (Cani, Gatti ecc.): se le stesse sono troppo violente, tener presente che l’Animale può anche avere un collasso. Nei Gatti e nei Cani i botti di Capodanno creano stress e spavento così forti tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore tanto più insopportabile in quanto la sensibilità del loro udito è di gran lunga superiore a quella dell’essere Umano. A rischio sono anche gli Animali negli allevamenti per i quali sono noti, soprattutto per le femmine “in attesa”, casi di aborto da spavento.

I divieti sono affidati ai Comuni che dovrebbero intervenire tramite norme e regolamenti. Molte sono le città che si sono adoperate affinchè una maggiore consapevolezza potesse aiutare a ridurre le vittime, ma tanti altri ancora non comprendono a sufficienza il danno di questa tradizione così antiquata e delirante. Non è il caso di commentare i feriti Umani, perchè nessuno li obbliga a sparare e il loro comportamento quindi è tanto stupido quanto deprimente.

Ma gli Animali non hanno colpe, e noi dovremmo aiutarli a non soffrire o peggio morire per colpa di un dannato petardo.

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Limiti dell’antispecismo?


Dio-dei-polli
Molti affermano, soprattutto tra i vegetariani, che le uova delle Galline non sono derivate da sfruttamento. Molti affermano di avere una Gallina nel proprio giardino, ed ogni giorno ne ricevono tante da mangiare. E c’è chi afferma che: “Cosa c’è di immorale nelle uova della mia gallina?”
Ma a pensarci bene: le uova della Gallina (che ribadiamo non è TUA, in quanto non donata dalla natura ma peggio rubata o acquistata o regalata da un altro Umano) non sono state create per te bensì utili ad una altra vita, ovvero un Pulcino. Parliamo non nello specifico ma in termini globali, ovvero l’allevamento sia esso domestico che industriale (la classica fattoria così tanto diffusa nell’immaginario collettivo). Se in un pollaio creato dall’essere Umano ci sono anche solo cinque Galline, da qualche parte saranno nate…no? Non ci sono di certo anche cinque Galli, lo dice pure il proverbio: “Al più, un Gallo”. E gli altri quattro che statisticamente devono essere nati per poter aver le cinque Galline femmine? Uccisi! Da qualunque posto venissero le Galline. Questa è solo logica, e statistica. Se prendiamo le uova deposte la Gallina ne depone subito altre quindi invece di deporre uova poche volte l’anno lo fa in continuazione. Questo provoca perdite di calcio, vari problemi di salute e accorcia la loro vita. Da quelle uova non sarebbero nati Pulcini, ma è l’istinto che regola e porta gli Uccelli a fare tutto questo. L’istinto porta le Galline a deporre le uova a un ritmo che in natura assicura la sopravvivenza della specie, e le porta a deporne altre se scompaiono. Se non fosse così gli Uccelli si estinguerebbero. Anche se queste Galline non vivono in natura e le uova non sono fecondate il loro istinto rimane quello. Mangiare uova significa principalmente questo: se esistono 3 Galline (in ogni allevamento possibile) statisticamente per queste 3 Galline sono nati a suo tempo anche 3 Pulcini maschi. I Pulcini maschi vengono subito uccisi perché nessuno tiene a casa dei polli, la gente vuole le Galline principalmente per le uova. Quindi quando prendi 3 Galline sai che a monte sono stati uccisi 3 maschi (o 2 o 4, sono valori medi). Non lo fa nello specifico chi ha 3 Galline nel proprio giardino, ma chi poi vende o regala le Galline.
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Magari può essere utile questo breve ma conciso comunicato:
«SOS SMALTIMENTO IN DISCARICA PER PULCINI MORTI
(ANSA, ASTI 3 FEBBRAIO 2001). Preoccupazione per lo smaltimento in discarica
di quintali di pulcini morti, prima destinati alle industrie produttrici di farine
animali, è espresso dagli allevatori dell’astigiano. L’ sos viene, in particolare,
dall’azienda Malversa di Cocconato dove c’è il più grande impianto italiano di
incubatrici per pulcini. “Ogni settimana – spiega Valerio Costa, uno dei fratelli
titolari dell’azienda – dalle nostre incubatrici nascono 260 mila pulcini. Circa
metà sono femmine e vivono per diventare galline ovaiole, l’altra metà maschi
e vengono uccisi”. Ogni settimana, dunque, tra pulcini morti e gusci d’uova,
circa 300 quintali di scarti riempiono almeno 2 autocarri che, fino a quindici
giorni fa, erano destinati alle fabbriche per le farine animali a un costo di 30
lire al kg. Adesso il sindaco di Cocconato, Carlo Scagno, dopo aver sentito tutte
le autorità sanitarie regionali, ha emesso un’ordinanza che consente lo smaltimento
nella discarica torinese di Basse di Stura per una spesa di circa 1.000
lire al kg. “Non sappiamo – ha aggiunto il sindaco – fino a quando la discarica
torinese potrà accogliere questi rifiuti speciali”. D’altra parte “nell’azienda – afferma
Costa – si lavora a pieno regime. Bloccare le incubatrici che ogni 21 giorni
fanno nascere oltre un milione di pulcini e bloccare l’allevamento di oltre
50 mila galline che producono uova per le incubatrici, sarebbe un disastro”».
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Detto questo, che costituisce un aspetto unico e fondamentale del controllo Umano sulla natura terrestre, indubbiamente piante ed Animali sono esseri viventi senzienti dotati di ogni differenza sostanziale ed utile all’evoluzione del’ecosistema, e nutrirsi di loro è un concetto strettamente contraddittorio tanto quanto lo è l’origine della vita stessa. Questo aspetto potrebbe essere il limite dell’antispecismo. Ma non si può negare che l’essere Umano fin ad oggi ha praticato metodi e sistemi altamente distruttivi solo ed esclusivamente per il proprio profitto. Quindi affermare che gli Animali sono sullo stesso piano delle piante, in termini di risorse utili al fabbisogno personale, significa non concepire nessun tipo di consapevolezza, soprattutto se questa riguarda l’esistenza altrui. Se si può limitare lo sfruttamento animale e quindi annientarlo, è innegabile che bisogna insistere per far sì che ciò avvenga. Mangiare e sfruttare Animali, come sta avvenendo fin ad oggi, è contrario ad ogni morale. Soprattutto se si considera l’ipocrisia e l’indifferenza con cui vengono acquistate porzioni di essi. Nessuno si nutrirebbe, uccidendo a mani nude, di un singolo Animale indifeso. L’essere Umano mangia carne COTTA perchè CRUDA è altamente deleteria (diversamente dai vegetali ma soprattutto diversamente da ogni predatore carnivoro (i Felini per esempio si nutrono di interiora). La scoperta del fuoco, e quindi il suo utilizzo per scopi personali, è una conquista culturale che ha generato ulteriori traguardi ma è innegabile che questo ha generato un stravolgimento delle abitudini alimentari. L’essere Umano non ha una lunga storia su questo pianeta, e 20.000 anni o forse più non so per niente soddisfacenti ed utili a giustificare una tale genocidio.

Pollo 100% italiano


“Pollo 100% italiano: questo si legge sulle confezioni dei grandi marchi nei supermercati, come se il Made in Italy fosse sinonimo di qualità e motivo di orgoglio.
Noi di Animal Equality abbiamo deciso di visitare personalmente gli allevamenti e i macelli che riforniscono i più grandi produttori di carne di pollo del nostro paese.
Le immagini documentate dai nostri investigatori dimostrano come la realtà si discosti enormemente dalle menzogne raccontate nelle pubblicità: una realtà desolante, fatta di violenza istituzionalizzata e totale disprezzo per la vita.
Le scene filmate non rappresentano casi isolati. Tutt’altro: queste sono le deplorevoli condizioni di vita del 95% dei polli che finiscono ogni anno sulle tavole degli italiani.

In Italia si macella quasi mezzo miliardo di polli ogni anno. Un numero sconvolgente.
Dal momento in cui nascono al momento della macellazione, questi animali sono trattati come parti inanimate di una catena di montaggio e anche le più elementari norme europee per il benessere animale sono quotidianamente infrante.
Tutto ciò è intollerabile. Non possiamo permettere che milioni di animali vivano così atrocemente nell’indifferenza di tutti.”

 

Fonte Animal Equality

(Animal Equality è un’organizzazione internazionale per i Diritti Animali fondata nel 2006. In Italia opera come associazione non profit iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato della Lombardia (iscrizione MI-816), pertanto onlus di diritto secondo l’Art. 10, c 8, DLgs 460/97.)

Prosciutto…buono, sano & giusto


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La pubblicità è figlia di ogni induzione ammiccante e contagiosa. Non dobbiamo meravigliarci nel vedere simili aberrazioni, soprattutto se a divulgarle sono le aziende che vendono carne. Tutto è normale e tutto è scontato perchè il prosciutto viene inteso come cibo, cibo “nutriente e soddisfacente in una dieta sana ed equilibrata”. Lo dicono i media, i medici, i nutrizionisti ed anche i commercianti che contribuiscono a diffondere linee guide condizionate e favorevoli al profitto. Se tutti vanno in salumeria…che male c’è? Vuol dire che il prodotto è buono e salutare…quindi perchè non comprarlo? La televisione afferma verità assolute tramite immagini ben congeniali e costruite ad arte, è il frutto di decenni di marketing graffiante che ha letteralmente lobotomizzato gli utenti (bambini e genitori in primis). “Sostenibile, responsabile, sano, naturale…e ovviamente: benessere animale.” Ma cosa significa letteralmente “benessere animale”? Facciamo un po’ di chiarezza. Il riconoscimento degli Animali quali esseri senzienti, e quindi portatori di diritto, è uno dei capisaldi dell’antispecismo convenzionale. Ma è così anche per le istituzioni? Quelle rappresentanze che dovrebbero tutelare tutti gli esseri viventi? O solo determinati individui? Il broglio codificato da disposizioni legislative dei comportamenti Umani verso gli Animali e delle loro condizioni di vita, cui corrispondono responsabilità e doveri degli esseri Umani (e quindi della società), costituisce i “diritti degli Animali”. Tali diritti sono alla base di tutte le disposizioni che disciplinano il rapporto Umano-Animale, sia per la tutela del benessere degli Animali, sia per la protezione degli Animali. La prima testimonianza di diritto che riguarda specificatamente gli Animali è stata sancita nel 1641 nel Massachusetts. Essa afferma che “nessun essere Umano può esercitare alcuna tirannia o crudeltà verso gli Animali tenuti per il proprio utilizzo”, e scaturisce dalla vocazione animalista dei colonizzatori inglesi e dal contatto quotidiano con gli Animali da parte dei nativi. Durante il secolo scorso scienziati, umanisti, zoofili, giuristi, sociologi e politici sono stati sollecitati ad affrontare il problema della tutela della vita animale nella società. Ne è scaturito un ampio dibattito mondiale dagli elevati contenuti etici, scientifici e politici che ha condotto alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’animale” proclamata il 15 ottobre 1978 nella sede dell’Unesco a Parigi. Anche se la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale non ha alcun valore sul piano giuridico-legislativo aver avvertito la necessità di confrontarsi su questo argomento rappresenta un passo avanti ed una scelta di civiltà. Infatti negli ultimi anni sono state emanate numerose disposizioni che confermano i diritti degli Animali, estendendo la disciplina legislativa ad ogni aspetto del rapporto con l’essere Umano e ad ogni fase della loro utilizzazione. In Italia si è assistito negli anni ad un’evoluzione della normativa concernente la tutela dei diritti degli Animali, e molta strada è stata fatta da quando l’articolo 727 del Codice penale tutelava solo il sentimento etico-sociale di Umanità verso gli Animali né altri interessi giuridicamente riconosciuti (l’Animale non era un soggetto di diritto ma soltanto oggetto materiale). Anche dopo la modifica dell’articolo 727 c.p., introdotta dalla Legge 473 del 22 novembre 1993, nonostante l’ampliamento dei contenuti e l’inasprimento delle pene, non si era giunti ad un livello di tutela sufficiente. Fino a quando l’evoluzione della normativa ha portato all’emanazione della legge 20 luglio 2004, n. 189 (disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli Animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) che introduce nel libro II del codice penale “Delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume” il titolo IX-bis dedicato ai “Delitti contro il sentimento per gli animali”. La legge 189 prevede un inasprimento delle sanzioni nel caso dell’uccisione di un Animale per crudeltà o senza  necessità, nei casi di maltrattamento e di abbandono, ma anche qualora gli Animali siano utilizzati per i combattimenti clandestini e le competizioni non autorizzate e quando gli stessi siano mantenuti in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttivi quindi di gravi sofferenze. Gli Animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad Associazioni o Enti che ne fanno richiesta, riconosciuti ai sensi del decreto 2 novembre 2006 dal Ministero della Salute – Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario. Dagli anni ’80 ad oggi le politiche ambientali dell’UE includono disposizioni che, oltre a favorire l’armonizzazione del mercato unico, hanno contribuito a migliorare il benessere degli Animali allevati tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione. L’interesse verso la protezione degli Animali “da reddito” (Mucche, Maiali, Galline, Conigli, Cavalli, Agnelli ed ogni Pesce commestibile secondo ricetta) si è fatto ancor più evidente dal momento in cui la “Politica Agricola Comune (PAC)” dal 1° gennaio 2007 ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare nell’ambito della cosiddetta “condizionalità” ai sensi del regolamento (CE) n. 1782/03. Anche l’atteggiamento dei consumatori è palesemente cambiato, sono sempre più numerosi infatti coloro che optano per il consumo di prodotti che provengono da Animali allevati con metodi “rispettosi” delle loro naturali esigenze…come ad esempio da allevamenti all’aperto o biologici.

Ma dopo tutta questa bella manfrina ecco qui la funzionalità dello spot Rovagnati: “Buono, Sano & Giusto”. Non fa una piega! Rispecchia alle lettera la normativa in ambito di benessere animale. Come dargli torto dunque? E come non compatire i consumatori così attenti ad un acquisto consapevole? Come poter dunque giustificare lo sfruttamento animale tramite abili congetture utili a mistificare ciò che avviene normalmente in ogni allevamento o mattatoio puramente autorizzato ad uccidere? E cosa ne sarà dunque delle sagre, delle feste religiose, delle ricorrenze culturali che utilizzano tradizioni secolari abbondantemente violente da enfatizzare la cultura popolare? Saranno anche loro oggetto di investigazione ambientale? Cosa faranno i carabinieri del corpo forestale adibiti ai controlli dell’ipotetico benessere? Fermeranno la mano assassina in procinto di sgozzare il Maiale di turno? Con quali metodi si ucciderà l’Animale oggetto della religiosità di turno?

Ovviamente niente di tutto questo ha validità giuridica perfettamente in linea con l’etica e la coerenza, in quanto non esiste una morte “felice” o un assassinio “giusto” solo per il pretesto di continuare un usanza retrograda ed arcaica. Del resto non c’è progresso morale senza un evoluzione rispettosa e consapevole della vita altrui. La tecnologia, ed ogni input favorevole alla crescita smisurata, altro non è che un altro aspetto dello sfruttamento sui generis. Non esiste un allevamento biologico o etico o responsabile o parsimonioso che posa addolcire la violenza con cui si uccidono gli Animali utili all’alimentazione Umana. Anche perchè all’interno di un testo giuridico, che tutela (o crede di farlo) la vita animale, sono nettamente esclusi tutti gli altri Animali presenti in luoghi oscuri di detenzione: laboratori di ricerca scientifica, circhi ed acquari, stabilimenti per pelli e pellicce, competizioni varie più o meno clandestine (ippica o cinofila) ec.ecc.

Siamo tutti mascherati dietro una coltre nebbia ipocrita che serve a difendere il nostro benessere e non quello degli Animali. Ci nascondiamo per non vedere e sentire le urla strazianti delle vittime sacrificate per il vizio di gola. Non vogliamo concepire la sofferenza altrui perchè è dolorosa e negativa per ogni ambito di crescita economica. Si utilizzano sofisticati marchingegni per indottrinare i bambini ad una assuefazione della morte animale: così è, e così deve essere! Una morte “buona, sana & giusta!”

Lo dice Rovagnati!

 

 

(Nota bene: alcune informazioni giuridiche sono tratte dal Ministero della Salute)

Carne “vegana”


(5) Carne Coltivata - Recensioni.clipular.png

(2) Carne Coltivata - Recensioni.clipular.png

“Una volta ero un vegano etico di quelli convinti. Poi un giorno un carnista mi disse “Vegano del piffero, se ti trovassi in un’isola deserta abitata da soli conigli, voglio vedere chettemagni!”. Vi giuro, questa frase ha cambiato radicalmente la mia vita. Ho cominciato a pensarci ossessivamente, tanto che alla fine non ho potuto fare altro che constatarne l’assoluta logicità. Ha assolutamente ragione, in un’isola deserta con soli conigli, cosa mai potrei mangiarmi? e con questo pensiero in testa sono ritornato onnivoro ed ho ricominciato a mangiare animali. Una sera, mentre stavo cenando e mi gustavo una bella bistecca mi è capitato di vedere “Alive Sopravvissuti”, un film dove un aereo che sta andando in Cile, si schianta sulle Ande e tutti i sopravvissuti per non morire sono costretti a mangiare i cadaveri dei loro compagni. Così ho cominciato a pensare ossessivamente a quel film. E subito tutto mi è sembrato così logico. Se mi trovassi sulle ande, in mezzo al nulla cosmico, circondato solo dai cadaveri dei miei compagni, cosa mai potrei mangiarmi? e con questo pensiero in testa sono diventato cannibale. Qualche tempo dopo, mentre stavo sgranocchiando le dita pacioccose di un bimbetto appena cotte e intanto controllavo le notifiche su facebook, mi è capitato di assistere all’ennesimo dibattito tra un vegano esaltato ed un carnista assolutamente rispettabile. Quest’ultimo, giustamente, faceva notare che dobbiamo mangiare carne perché è una cosa che facciamo dalla preistoria. Questa frase mi ha colpito tremendamente. Ha una sua logica consistenza interna, mi sono messo a pensarci ossessivamente e visto che non ho trovato nessun appiglio logico per controbatterla, l’ho abbracciata completamente. Così mi sono dato al commercio di schiavi. E ho cominciato a girare con una clava, perché quando trovo una femmina che mi aggrada, la prendo a clavate in testa e la posseggo. Poi quando mi stanca, la porto nel bosco, la lego ad un palo e le do fuoco, così, per appagare il dio della pioggia e dei tuoni. Tanto sono cose che facciamo dalla preistoria, quindi non vedo un solo motivo valido per non continuare a farle. Infine, qualche giorno fa, mentre guardavo il cielo stellato mi è capitato di vedere una stella cadente. Si lo so che non è veramente una stella, anche se viene chiamata così. Mi sono messo a pensare a cosa potrebbe accadere se una cometa o un meteorite precipitasse sulla terra. La fine della vita. Questa cosa mi ha lasciato un segno indelebile nella mente. Ho cominciato a pensarci ossessivamente. Cioè se un meteorite precipitasse sulla Terra moriremmo tutti. E con questo pensiero in testa mi sono suicidato.”

(cit. Nonno Paolone – Vegan Warrior )