Aviaria all’Eurovo di Codigoro, saranno abbattute 850mila Galline


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“Codigoro (Ferrara), 8 ottobre 2017 – Ci sono 850mila Galline da abbattere. E’ ufficiale! Incombe il flagello dell’aviaria. Ieri l’ordinanza del sindaco di Codigoro Sabina Zanardi è stata perentoria. Muove sulla segnalazione del Centro nazionale di referenza per l’influenza aviaria all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Le analisi non lasciano dubbi. Hanno confermato «La positività per il virus influenzale tipo A, sottotipo H5N8 – si legge – nell’allevamento della società agricola Fiorin di Lionello & Css». Lo stabilimento si trova in via per Ferrara nel territorio comunale di Codigoro. Impiega ottanta dipendenti, manodopera per lo più locale.”

Così titolano i giornali del posto, senza neanche troppi allarmismi. Senza neanche dire una sola parola a favore degli Animali (quasi 1 milione!) che saranno uccisi! Si pensa al danno economico, ai posti di lavoro e forse al pericolo di contaminazione…per carità tutto giusto, ma non abbastanza! Non è abbastanza per giustificare il silenzio assordante di chi vuole ancora una volta tacere e non vedere il genocidio in atto, la terribile devastazione di una specie animale. Una tragica conseguenza preannunciata e scontata, che si ripeterà ancora ed ancora fino a quando si capirà finalmente che gli Animali non sono nati per essere allevati e mangiati.

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McVegan


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Da Veganzetta.org:

“Fino a ieri McDonald’s e veganismo parevano due elementi del tutto incompatibili: due concezioni dell’esistenza di segno opposto. Oggi la realtà – come sempre – supera la fantasia e nasce il McVegan: il primo panino targato McDonald’s completamente vegan. Il panino da quanto riferiscono fonti giornalistiche, è per ora in fase di test e disponibile al pubblico solo in Finlandia, c’è da scommettere però che presto sarà distribuito in ogni punto vendita della multinazionale statunitense del fast food. Non è certo una novità quella dei panini vegani, ma il McVegan, proprio in virtù di ciò che McDonald’s rappresenta, appare come il risultato finale di una sciagurata metamorfosi che ha trasformato il veganismo da corrente controculturale (di opposizione e alternativa a una società umana che in nome del profitto e/o dell’antropocentrismo sfrutta e uccide gli Animali) a subcultura legata a doppio filo con il consumismo di nicchia, ed ora sfociata nel fast food e junk food (cibo spazzatura) aprendo un nuovo mercato dalle enormi potenzialità.”

Original post McVegan ovvero il completamento di una metamorfosi

 

McVegan ovvero il completamento di una metamorfosi - Veganzetta - Notizie dal mondo vegan e antispecista.clipular.png

 

Gli inneggiatori “da qualche parte dobbiamo pur cominciare” sono gli stessi individui (purtroppo vegani di battezzo) che vogliono (anzi pretendono) la carne sintetica. Sono gli stessi che gridano al miracolo quando centinaia di surrogati vegetali arrivano sui banchi della Gdo. Sono gli stessi che vogliono tutto e subito anche e soprattutto affermando con convinzione spicciola: “Meglio una Mucca viva oggi, che cento morte domani.”

Magari fosse così!

Quello che invece e tristemente non concepiscono (sempre se realmente abbiano intrapreso la presa di coscienza) è che il capitalismo, ed ogni forma convenzionale, mai nulla potrà apportare ad una nuova società libera.

Luigi dice: “Vogliamo fare il medesimo errore con gli allevamenti?”

Ci ha già pensato il capitalismo moderno, e tra qualche anno la filiera produttiva della carne tradizionale sarà affiancata da nuovi prodotti molto simili nella forma, nel gusto e nel colore ad un Mac-burger. Peccato che sia stato clonato da una Mucca (non libera) destinata al macello.
Il brevetto è già pronto, e attualmente la carne sintetica costa 200 dollari al kg (forse più). Per far scendere il prezzo dovranno creare un mercato di massa, quindi innumerevoli donazioni e conseguenti riproduzioni (parliamo di centinaia di miliardi di donazioni). Come è possibile prevedere una svolta epocale tramite una simile aberrazione scientifica? Tutto ciò rappresenta una cospicua opportunità commerciale che vuole fare arricchire chi degli Animali se ne frega, e i vegani gli stanno dando una mano. Del resto era quello che volevano, i magnati del calibro di Bill Gates (vegetariano pentito) e Richard Branson (è di fatto uno degli uomini più ricchi del mondo) che ora puntano al business della carne in vitro affermando che pulirà l’ambiente dall’inquinamento e salverà gli Animali dagli allevamenti intensivi. Peccato che non sia ben chiara tutta la procedura e soprattutto chi saranno i donatori.
Detto questo…se osteggiare è ridicolo (per usare la stessa terminologia) mi chiedo in che modo dovremmo accogliere il McVegan, l’hamburger sintetico ed ogni diavoleria commerciale che da qui in avanti arricchirà le tavole dei consumatori. Allo stesso modo dovremmo ignorare ogni altra aberrazione esistente? Ma soprattutto c’è da chiedersi perchè gli strateghi del marketing stanno investendo sui vegani? Forse perchè c’è qualcuno che è interessato a comprare i loro prodotti? O forse perchè sperano di modificare le coscienze delle persone in chiave cruelty-free?

Da quello che ultimamente si vede in giro…sembra davvero che i “vegani” stiano accorpando un po’ tutto. Tutto ciò rappresenta un amara sconfitta, proprio perchè dimostra stanchezza in un movimento nato con delle solide basi etiche. Sicuramente la collaborazione e la condivisione (in questo pecca molto il web) non è stata capace a sufficienza di intraprendere un concreto confronto, come invece a volte avviene e con successo in altri luoghi e con altre tematiche. L’egocentrismo ha preso il sopravvento, e l’induzione commerciale ha fatto il resto. Ben presto il consumismo ingloberà ogni cosa…l’allerta è già suonata. Non possiamo restare a guardare, e soprattutto non possiamo permettere che tanti individui si facciano abbindolare da logiche di profitto, dibattiti provocatori e squallide inconcludenze. Un mea culpa è doveroso, soprattutto tra gli addetti ai lavori.

Resta il conforto di tanto buon lavoro svolto, da attivisti e pensatori che hanno contribuito alla diffusione di un ideologia pacifista.
Bisogna prendere le distanze da chi non è forte abbastanza, e bisogna continuare a far concepire l’antispecismo. Altrimenti si creerà uno stallo evolutivo, e il capitalismo avrà altro terreno fertile su cui investire.

Rendersi spocchiosi ed anche un po’ ignoranti non è la rovina del veganismo…è molto peggio.

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McDonald's lancia McVegan, il primo panino 100% vegetale.clipular

A “Che tempo che fa” Animali in cattività come scenografia.


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È iniziata una nuova stagione di “Che tempo che fa”, la trasmissione in onda su Rai 1 presentata da Fabio Fazio. Quest’anno, una deludente novità: la scrivania del conduttore è corredata, da un grande acquario. Lo sfruttamento animale va in onda in prima serata. 

“Che tempo che fa” ha aperto la stagione con una novità per niente gradita: protagonista della scena, la prigionia di tanti pesci in un acquario che correda la scrivania del presentatore. Abbiamo chiesto ad alcuni dei membri del comitato etico di Associazione Vegani Italiani Onlus di fornirci il loro punto di vista in merito.

È stata proprio Renata Balducci, presidente dell’associazione a risponderci per prima:
Acquario in trasmissione? Mostrare pesci prigionieri a tutta l’Italia è una cosa senza alcun senso e anche obsoleta. La nostra realtà è indignata. Lavoriamo costantemente per divulgare il rispetto della vita in tutte le sue forme e siamo rimasti molto delusi che una trasmissione come questa, molto seguita, proponga animali in cattività a soli fini estetici. E pensare che la televisione potrebbe essere un’occasione preziosa di  di sensibilizzazione alla questione animale; un amplificatore potente in merito a questioni etiche a favore di scelte più sostenibili. Invece siamo ancora fermi qui: a difendere la nostra posizione di fronte ad un palese atto di violenza e di sfruttamento.

Interviene Pier Paolo Cirillo, Coordinatore AssoVegan:
“Qual’è l’intenzione di Fazio e della sua redazione  allestendo un acquario nello studio televisivo? Ma pensa veramente il conduttore di Rai3 di creare un’atmosfera familiare e serena, intervistando i suoi ospiti con accanto una gabbia acquatica con dentro dei poveri pesciolini pescati in acque esotiche per far bella mostra davanti a chi non avverte più l’empatia e la sensibilità di considerarli degli esseri viventi, ma solo come soprammobili? E’ diseducativo ed incivile – incalza Cirillo – presentare una situazione di prigionia e sofferenza di animali innocenti ai telespettatori della Rai come un arredo qualunque, e valutando anche un’implicita pubblicità occulta gratuita ai costruttori e venditori di acquari!

Mi unisco al coro del dissenso” conclude Silvia Premoli, giornalista membro del Comitato Etico AssoVegan e responsabile Ufficio Stampa VEGANOK Animal Press,
 “e stigmatizzo la liceità di arredare uno studio televisivo con animali ridotti per l’ennesima volta a terribile oggetto di arredamento (non vi è bellezza dove vi è prigionia). Sono altrettanto stupita come Fabio Fazio che si fa spesso paladino di diritti, che porta alla ribalta tematiche di giustizia sociale e temi protezionisti non riesca a fare un collegamento con la questione animale che ad essi è imprescindibilmente correlata. Sono delusa che Fazio non faccia l’equazione dei pesci prigionieri in un acquario, ridotti a oggetto da esposizione con una situazione di ingiustizia e sfruttamento, e ancora non trovi analogia tra prigionia e violenza. I pesci non hanno la voce e non possono scegliere, sono stati rinchiusi in una “scatola”. Una Rete TV nazionale e un conduttore al quale si delegano argomenti legati a cultura, costume e spesso etica dovrebbero essere entrambi responsabili dei messaggi ed esempi portati al pubblico. Non possiamo impressionarci se nel 2017 anziché dare spazio a un pensiero aspecista siamo ancora con gli animali in gabbia, rinchiusi nei circhi, negli zoo e negli allevamenti, costretti a divertire un pubblico ineducato. Mi auguro che le televisioni nazionali e i conduttori si evolvano educando i cittadini al rispetto, alla sensibilità, alla pietà verso ogni forma di vita. Chiediamo che si spendano parole per perorare la causa di animali liberi, individui che hanno diritti per un futuro senza acquari, senza gabbie e senza sofferenza. Per gli animali e per le nuove generazioni hanno bisogno di un respiro di rispetto, libertà e giustizia.

La redazione di Promiseland si unisce ad Associazione Vegani Italiani Onlus e alle loro voci nell’indignazione: mostrare animali prigionieri, ridurli a oggetto  e renderli scenografia, è inaccettabile. Crediamo in un utilizzo consapevole dei media in cui sia possibile dare spazio e voce alla questione animale, in cui si promuova il rispetto di ogni forma di vita.”

Fonte: www.promiseland.it

 

 

Un cattivo esempio che come al solito viene rappresentato dalla televisione italiana, peggio se a farlo è un servizio pubblico. Non bastavano tutti i programmi a base di ricette culinarie, divulgatori di un alimentazione spregiudicata, in cui carne e derivati fanno da apri pista ad una errata consapevolezza della vita altrui (gli Animali). Se questi sono i risultati, esposti da chi dovrebbe dare il buon esempio tramite un mezzo d’informazione valido ed efficiente, siamo ancora lontano anni luce da una profonda presa di coscienza che possa liberare la mente da radicate tradizioni reticenti a scomparire. Fabio Fazio (insieme all’autore/i del programma) purtroppo è solo uno dei tanti rappresentanti che contribuisce a nascondere, anzi a mistificare, la sofferenza degli esseri viventi che non hanno voce. Oltretutto è una manifestazione ridicola e pure ipocrita se si pensa che il programma in questione dovrebbe divulgare intrattenimento accompagnato da cultura e buon senso etico. In sostanza è vergognoso che anche chi solitamente consuma cibo animale non si sdegni nel vedere questo scempio! La protesta dovrebbe essere unanime e condivisibile. Attendiamo pertanto cospicui sviluppi positivi.

Pollo 100% italiano


“Pollo 100% italiano: questo si legge sulle confezioni dei grandi marchi nei supermercati, come se il Made in Italy fosse sinonimo di qualità e motivo di orgoglio.
Noi di Animal Equality abbiamo deciso di visitare personalmente gli allevamenti e i macelli che riforniscono i più grandi produttori di carne di pollo del nostro paese.
Le immagini documentate dai nostri investigatori dimostrano come la realtà si discosti enormemente dalle menzogne raccontate nelle pubblicità: una realtà desolante, fatta di violenza istituzionalizzata e totale disprezzo per la vita.
Le scene filmate non rappresentano casi isolati. Tutt’altro: queste sono le deplorevoli condizioni di vita del 95% dei polli che finiscono ogni anno sulle tavole degli italiani.

In Italia si macella quasi mezzo miliardo di polli ogni anno. Un numero sconvolgente.
Dal momento in cui nascono al momento della macellazione, questi animali sono trattati come parti inanimate di una catena di montaggio e anche le più elementari norme europee per il benessere animale sono quotidianamente infrante.
Tutto ciò è intollerabile. Non possiamo permettere che milioni di animali vivano così atrocemente nell’indifferenza di tutti.”

 

Fonte Animal Equality

(Animal Equality è un’organizzazione internazionale per i Diritti Animali fondata nel 2006. In Italia opera come associazione non profit iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato della Lombardia (iscrizione MI-816), pertanto onlus di diritto secondo l’Art. 10, c 8, DLgs 460/97.)

Sei vegano?


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“L’Italia non è un Paese per vegani. Secondo l’Eurispes nel nostro Paese aumentano i veg, stimati al 7,1% della popolazione. Ma per le circa 350mila persone che tra loro hanno fatto la scelta di non mangiare nessun derivato animale (0,6%), la vita sociale non è sempre così semplice.

A chi non è capitato di andare a cena fuori e vedere i camerieri fuggire in cucina per sapere cosa poterti servire? E dell’isolamento delle feste comandate, a cui nessuno vuole più invitarti per non cambiare il menù proposto da una vita, ne vogliamo parlare? Che dire, poi, delle nonne che non si capacitano di non poter più ingozzare i loro adorati nipoti con l’agnello pasquale, o degli amici che, pur accettando apparentemente l'”inspiegabile” scelta, non perdono occasione per fare insopportabili battutine o allucinanti domande, che fanno cadere le braccia anche ai più pazienti?

“Ecco 25 cose che un vegano si è sentito dire almeno una volta nella vita:
1. Vegano? Oh no, pure tu ti sei fissato con questa moda?
2. Non mangi carne? E allora cosa mangi?
3. Se non mangi nemmeno il latte e le uova, il tonno lo mangi?
4. Ti importa tanto degli animali, ma ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?
5. Se fossero tutti come te, il mondo sarebbe invaso dagli animali!
6. E per le verdure non ti dispiace? Anche le piante soffrono! (Arghhhhhh….)
7. Dai, mangia il pesce, i pesci mica soffrono…
8. E allora a che servirebbero i canini se dobbiamo mangiare solo verdure?
9. È un peccato, non sai cosa ti perdi… (come se uno ci fosse nato vegano!)
10. Ecco, ho cucinato le verdure ripiene apposta per te! (Peccato che dentro ci sia il macinato…)
11. Ma quindi dentro a un panino che ci metti?
12. Ho fatto il pollo con le patate, tu però puoi mangiare le patate… (Oh, grazie, gentilissimo papà!)
13. Come fai a fare sport? Ce la fai poi a reggerti in piedi? E le proteine da dove le prendi?
14. Tofu? Ma che diavolo è? Mi hanno detto che fa schifo (Beh, sì, in effetti non è che sia il top del gusto…)
15. Tanto gli animali sono già morti, mica li uccidi tu!
16. Dolci senza latte e uova? E di che sono fatti, di aria?
17. Oh, mi piacerebbe essere vegano, ma mi piace troppo il cibo NORMALE…
18. Purtroppo non posso diventare vegano, sono anemico…
19. Sei vegano?!? Ma sembri così in salute! (Già, tranquillo, non divento giallo come i Simpson…)
20. Fate tutti i preziosi, ma poi ve le comprate le scarpe e le borse di pelle…
21. Quando guidi però i moscerini li uccidi, eh?!?
22. Dai, prendilo un pezzo di formaggio, tanto non ti vede nessuno, non lo diciamo!
23. Ok dire no a formaggio e uova, ma non mangiare nemmeno il miele è troppo esagerato…
24. È impossibile che tutto il mondo diventi vegano, cosa mangerebbero gli esquimesi?
25. Capisco le pellicce e le borse di pelle, ma le scarpe di CUOIO le puoi mettere, no?!?

Quante volte lo hanno chiesto pure a voi? Lasciate nei commenti le domande più assurde e curiose che vi abbiano mai fatto.”

Roberta Ragni (con il contributo del direttore Simona Falasca, e di tutta la redazione GreenMe.it)

 

 

Original post 25 COSE CHE UN VEGANO SI E’ SENTITO DIRE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

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