Alimentazione, Salute, Umano

Intossicazione alimentare.

I cibi d’origine Animale non sono solo causa di sfruttamento e sofferenza a carico degli stessi ma anche motivo di problematiche salutari riconducibili a chi si nutre di tali alimenti: carne, pesce, uova e latticini, senza le dovute accortezze, possono provocare gravi infezioni batteriche.

Con l’aumento delle temperature si avvicina nuovamente il rischio da contaminazione alimentare che potrebbe insorgere nella malattia denominata SEU (Sindrome Emolitico-Uremica), ovvero una grave infezione batterica che colpisce soprattutto soggetti deboli, e dunque facilmente attaccabili, a causa delle loro difese immunitarie basse o carenti. Parliamo infatti di bambini ed anziani, i più soggetti per naturali ovvietà metaboliche a rischio di malattie ed infezioni. La SEU in particolare viene provocata da ceppi di Escherichia Coli, e trasmessa per via alimentare o oro-fecale.

Ma in che modo? Ingerendo cibi crudi prevalentemente d’origine Animale e quindi latte e latticini, carne, pesce, uova, ma anche acqua non potabile o inquinata da altre sostanze non naturali e salubri. La SEU è molto grave e contagiosa e colpisce con forza e negatività l’apparato digerente, con conseguenti problematiche difficili da curare. Il contagio cresce con l’aumento delle temperature e quindi in questi giorni bisogna prestare particolare attenzione alle proprie abitudini quotidiane. Non è stato diramato nessuno allarme ufficiale dalle istituzioni ma comunque riteniamo opportuno avvisare l’opinione pubblica dei rischi che può incorrere mangiando determinati cibi non idonei. Difatti quando i funzionari delle unità di Sanità Locali si recano nei supermercati e negozi della grande distribuzione il primo controllo che effettuano è quello relativo alla salubrità delle carni nei reparti di macelleria, in particolar modo si concentrano sulla carne macinata, sui triti composti (hamburger, polpette e salsicce), prelevando sempre un campione da depositare in adeguati laboratori, utile ad ispezionare la relativa carica batterica. In questi casi specifici la certificazione d’origine delle stesse carni è più che mai essenziale proprio perchè permette di stabilire l’origine dell’Animale macellato e conseguente provvedimento cautelativo in caso di esito positivo ai batteri patogeni.

Questi dunque i consigli diramati da medici e specialisti:

“Si consiglia dunque di evitare il consumo di carne poco cotta (in particolare trita), latte crudo non pastorizzato e relativi derivati, fare attenzione al consumo di salumi ed insaccati (salsicce, wurstel ecc.), assicurarsi che l’acqua sia conservata correttamente (soprattutto in campagna) tramite contenitori ben chiusi. Lavare accuratamente frutta e verdura, lavare frequentemente le mani, acquistare gli alimenti solo in esercizi commerciali autorizzati e non presso luoghi non rintracciabili da apposita filiera alimentare. È bene inoltre non esporre i minori a rischi inutili, quali il consumo di latticini (in particolar modo quelli di Bufala), Cozze e Molluschi vari, soprattutto nel periodo estivo.”

Infatti proprio al Sud è abitualmente noto il consumo di Pesce crudo, in Puglia particolarmente, e non è raro che si verifichino decessi ed infezioni gravi. In Puglia sono stati riscontrati già tre casi di SEU in un solo anno: la morte di una bambina di due anni, a Corato in provincia di Bari, l’estate scorsa ed un’altra di soli 13 mesi, originaria della provincia di Foggia, morta tragicamente poche settimane fa. Quest’ultima, ricoverata d’urgenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico di Bari, si è subito aggravata colpa anche della febbre alta. La piccola, sottoposta a dialisi edecmo, è morta nel tardo pomeriggio del 15 giugno. Subito dopo il ricovero l’Asl di Foggia ha attivato l’unità di crisi composta da specialisti dei servizi veterinari, di igiene degli alimenti e della nutrizione, igiene pubblica aziendali per controllare tutti gli spostamenti fatti negli ultimi dieci giorni dalla famiglia della bambina, l’elenco degli alimenti assunti e degli esercizi commerciali nei quali sono stati acquistati. Sui cibi saranno effettuati campionamenti precauzionali ed analizzati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Foggia. Gli esiti si conosceranno in seguito. Sono in corso anche verifiche in negozi, allevamenti e caseifici della zona di residenza, ma anche nell’acqua del mare dove la famiglia ha trascorso alcune ore.

Non si può escludere nulla, ma è un dato di fatto che gli alimenti d’origine Animale possono in prima battuta costituire la principale causa d’infezione. La SEU viene incriminata perchè è sintomo di proliferazione del batterio denominato Escherichia Coli. Wikipedia dice: “È una delle specie principali di batteri che vivono nella parte inferiore dell’intestino di animali a sangue caldo (uccelli e mammiferi, incluso l’uomo). Sono necessari per la digestione corretta del cibo. La sua presenza nei corpi idrici segnala la presenza di condizioni di fecalizzazione (è il principale indicatore di contaminazione fecale, insieme con gli enterococchi). Nelle acque destinate al consumo umano, nelle acque di fonti termali, nelle acque adibite alla balneazione e in altri tipi di matrici (per es. alimenti, cosmetici) è prescritta l’assenza di Escherichia coli in quanto indicatore primario di contaminazione fecale.  Anche se rappresenta un comune simbionte dell’intestino e ha un ruolo nel processo digestivo, ci sono situazioni in cui E. coli può provocare malattie nell’uomo e negli animali. Alcuni ceppi di E. coli sono l’agente eziologico di malattie intestinali ed extra-intestinali, come infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite,setticemia e polmonite. La contaminazione può avvenire da carni infette non adeguatamente cotte, da latte non pastorizzato e formaggi derivati, e da altri alimenti contaminati da feci.”

Teniamo a precisare che l’infezione più comune da intossicazione alimentare, quella appunto da Escherichia Coli, si risolve in modo positivo solo se vengono prese le opportune accortezze e procedure d’urgenza soprattutto tramite l’assistenza medica tempestiva. I sintomi più comuni sono da addebittare a nausea e diarrea, dolori addominali, febbre alta e senso di debolezza. Dipende in ogni caso da quale ceppo patogeno è riferita l’infezione in questione. Purtroppo l’aspetto grave è che avviene tutto molto in fretta, nell’arco di pochi giorni. Quindi ai primi sintomi è opportuno rivolgersi immediatamente al proprio medico curante o al pronto soccorso più vicino.

L’intossicazione alimentare è un aspetto molto importante ed estremamente attuale. La Asl di Pescara di recente ha lanciato un avviso alla popolazione, a seguito dell’infezione che ha colpito in questi giorni 136 bambini e tre adulti di diverse scuole dell’infanzia/elementari di Pescara: “Non è di natura virale – dicono dalla Asl – ma è dovuta a un patogeno batterico ovvero il Campylobacter Jejuni, responsabile di gastroenteriti molto diffuse soprattutto nei Paesi del Nord Europa e nei Paesi dell’Est”. Il Campylobacter Jejuni è un patogeno associato a malattie del pollame e può provocare gastroenteriti nell’essere Umano se la carne viene consumata cruda o non ben cotta.

Dunque bisogna prestare molta attenzione a ciò che si mangia e si beve e, non per ultimo, informarsi dettagliatamente su ciò che si acquista.

 

coerenza (2)

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