Le ricette dell’energia


vegan

Perchè vegan? E’ la domanda che molti si pongono, soprattutto nell’ultimo periodo in cui vari articoli di testo e video si stanno diffondendo sempre più.

In questo articolo approfondiremo l’aspetto salutistico di un regime alimentare privo di ogni derivato alimentare.

Da sempre l’essere Umano ha ucciso Animali per nutrirsi. Giusto? Sbagliato? Negli ultimi decenni, forse a causa di un impatto ambientale sempre più pesante, i consumatori sono stati indotti a scegliere un alimentazione più vegetale e ricca di ingredienti naturali. L’abuso di carne e latticini, conseguentemente a massicce campagne promozionali e pubblicitarie, ha creato seri danni a salute ed ambiente. In questo contesto lasceremo per un attimo l’aspetto etico del consumo alimentare (ovvero l’uccisione spregiudicata degli Animali), non per meno importanza ma per una questione prettamente informativa.

In giro per il mondo sono innumerevoli gli esperti in materia che pubblicizzano una nutrizione sempre più responsabile ed attenta che possa favorire una migliore longevità ed un minore apporto di sostanze tossiche per l’organismo. Nonostante le polemiche e la disinformazione da parte di organi industriali perseveranti nel profitto personale è ormai risaputo che la carne assunta in quantità “particolari” crea numerose patologie. Anche i latticini ed il pesce non sono da meno. In particolare la caseina e il lattosio contenuto nel latte vaccino sta creando una vera e proprio “epidemia” da indigestione, e il pesce contaminato da tossine sempre più presenti nei mari non favorisce una corretta assunzione di nutrimenti fondamentali. Smontare la classica piramide nutrizionale non è lavoro semplice, soprattutto se dietro di essa esistono poteri forti altamente collusi con tutto un apparato medico/scientifico spesso e volentieri mentitore o peggio criminale. Non è una questione di allarmismo ma, dati alla mano, è assolutamente evidente che la dieta mediterranea tanto inneggiata non rappresenta più un pilastro fondamentale per crescere nuove generazioni. Almeno non la dieta mediterranea che include proteine animali in così grosse quantità.

Negli Stati Uniti T. Colin Campbell – biochimico statunitense, nutrizionista, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University, noto per la pubblicazione del rapporto “The China Study” sulla comparazione tra l’alimentazione occidentale e cinese – (fonte Wikipedia) ha stravolto alcuni concetti storici in merito a nutrimenti base per la popolazione moderna. Tutto questo non senza scandali e relativi dibattiti controversi. Infatti in seguito ai suoi studi relativi alla correlazione fra cibo e malattie, Campbell ha adottato un’alimentazione integrale naturale a base vegetale e raccomanda la formazione degli operatori medici in tal senso. Nel 2010 in seguito a un’operazione al cuore, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton ha adottato a sua volta la nutrizione vegetariana raccomandata da T. Colin Campbell assieme ai colleghi Caldwell Esselstyn e Dean Ornish. Il numero dei vegani nel mondo è cresciuto soprattutto negli USA, dove quasi il 3% della popolazione adulta è stabilizzato su una dieta vegan. In India si raggiungono picchi del 30%. In Europa ad aggiudicarsi la palma della nazione go vegan è la Germania, con 7 milioni di persone. Dati interessanti giungono poi da oltremanica, dove la British Vegetarian Society ha condotto una ricerca secondo cui circa 2.000 persone ogni settimana cambiano il loro regime alimentare, ovvero circa il 5%. E in Italia? I vegani tricolore rappresentano l’1,1% della popolazione, ma c’è da credere che a seguito del costante crescere di attività commerciali e ristoranti il numero sia destinato a salire. Sempre in Italia esiste da 17 anni Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV -“un’associazione non-profit fondata nel 2000 e costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti sui differenti aspetti delle diete a base di cibi vegetali (c.d. plant-based diets, plant-based nutrition). Le finalità che si propone l’Associazione, sono la diffusione e il sostegno della scelta vegetariana, in particolare nella variante 100% vegetale, e dei suoi principi culturali e scientifici, in quanto promotrice di salute, sostenibile da un punto di vista ecologista, e rispettosa delle scelte etiche delle persone.”

Cosa vuol dire questo? Che effettivamente esistono prove certe che possono correlare determinate abitudini verso un perfetto stile di vita prettamente “veg”. Ciò non vuol dire che chi mangia carne o formaggio si ammalerà di cancro o diabete…ma specificatamente non contribuirà a raggiungere specifici parametri salutari. Soprattutto è da ribadire il “perchè” non si può cambiare, questo è importante. Ovvero, perchè non smontare tradizioni e ricorrenze che da decenni sono enormemente rappresentati di un consumismo esasperato? 50 o 60 anni fa non si consumava tutta questa carne, non esisteva i fast food o le steak house. Perchè allora si è giunti a questa esaltazione del cibo proteico? Le ragioni sono innumerevoli e da ricercare in un capitalismo sempre più concentrato verso la soddisfazione personale: sazi e grassi! Indubbiamente non va bene, e non si può continuare in questo modo. 

Nell’epoca più gloriosa dell’informazione non si può restare indifferenti, e non si può attendere ancora nel non dimagrire in salute. Formazione, educazione e condivisione rappresentano parametri e condizioni essenziali per diffondere un ottimo stile di vita che rispetti tutti: Animali, ambiente e noi stessi!

Come sempre un buon libro può aiutare a capire alcuni nozioni semplici ed utili per intraprendere il percorsi dell’alimentazione 100% vegetale:

Le Ricette dell’Energia

140 proposte vegane crude e cotte per vivere con più vitalità

9788897586852_0_0_0_75Le Ricette dell’Energia

Due famose “crudiste” che ci accompagneranno a scoprire un fantastico mondo fatto di tanti gusti e sapori unici con la complicità del crueltyfree, non una moda ma una tendenza assolutamente etica e coerente. Cos’è il crudismo? Ogni dieta crudista prevede, esclusivamente o prevalentemente, il consumo di alimenti crudi e di stagione non lavorati e non trattati e spesso provenienti da agricolture biologiche a km zero. (Attenzione: esiste anche il consumo di pesce crudo che non riguarda assolutamente il tema in discussione.)

In ogni caso vi stupirete dall’enormità e varietà di ingredienti totalmente vegetali che potranno arricchire le vostre tavole. Non vi resta che provare e…buon appetito!

Annunci

Aviaria all’Eurovo di Codigoro, saranno abbattute 850mila Galline


download

“Codigoro (Ferrara), 8 ottobre 2017 – Ci sono 850mila Galline da abbattere. E’ ufficiale! Incombe il flagello dell’aviaria. Ieri l’ordinanza del sindaco di Codigoro Sabina Zanardi è stata perentoria. Muove sulla segnalazione del Centro nazionale di referenza per l’influenza aviaria all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Le analisi non lasciano dubbi. Hanno confermato «La positività per il virus influenzale tipo A, sottotipo H5N8 – si legge – nell’allevamento della società agricola Fiorin di Lionello & Css». Lo stabilimento si trova in via per Ferrara nel territorio comunale di Codigoro. Impiega ottanta dipendenti, manodopera per lo più locale.”

Così titolano i giornali del posto, senza neanche troppi allarmismi. Senza neanche dire una sola parola a favore degli Animali (quasi 1 milione!) che saranno uccisi! Si pensa al danno economico, ai posti di lavoro e forse al pericolo di contaminazione…per carità tutto giusto, ma non abbastanza! Non è abbastanza per giustificare il silenzio assordante di chi vuole ancora una volta tacere e non vedere il genocidio in atto, la terribile devastazione di una specie animale. Una tragica conseguenza preannunciata e scontata, che si ripeterà ancora ed ancora fino a quando si capirà finalmente che gli Animali non sono nati per essere allevati e mangiati.

Sei vegano?


salva_una_pianta.jpg

“L’Italia non è un Paese per vegani. Secondo l’Eurispes nel nostro Paese aumentano i veg, stimati al 7,1% della popolazione. Ma per le circa 350mila persone che tra loro hanno fatto la scelta di non mangiare nessun derivato animale (0,6%), la vita sociale non è sempre così semplice.

A chi non è capitato di andare a cena fuori e vedere i camerieri fuggire in cucina per sapere cosa poterti servire? E dell’isolamento delle feste comandate, a cui nessuno vuole più invitarti per non cambiare il menù proposto da una vita, ne vogliamo parlare? Che dire, poi, delle nonne che non si capacitano di non poter più ingozzare i loro adorati nipoti con l’agnello pasquale, o degli amici che, pur accettando apparentemente l'”inspiegabile” scelta, non perdono occasione per fare insopportabili battutine o allucinanti domande, che fanno cadere le braccia anche ai più pazienti?

“Ecco 25 cose che un vegano si è sentito dire almeno una volta nella vita:
1. Vegano? Oh no, pure tu ti sei fissato con questa moda?
2. Non mangi carne? E allora cosa mangi?
3. Se non mangi nemmeno il latte e le uova, il tonno lo mangi?
4. Ti importa tanto degli animali, ma ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?
5. Se fossero tutti come te, il mondo sarebbe invaso dagli animali!
6. E per le verdure non ti dispiace? Anche le piante soffrono! (Arghhhhhh….)
7. Dai, mangia il pesce, i pesci mica soffrono…
8. E allora a che servirebbero i canini se dobbiamo mangiare solo verdure?
9. È un peccato, non sai cosa ti perdi… (come se uno ci fosse nato vegano!)
10. Ecco, ho cucinato le verdure ripiene apposta per te! (Peccato che dentro ci sia il macinato…)
11. Ma quindi dentro a un panino che ci metti?
12. Ho fatto il pollo con le patate, tu però puoi mangiare le patate… (Oh, grazie, gentilissimo papà!)
13. Come fai a fare sport? Ce la fai poi a reggerti in piedi? E le proteine da dove le prendi?
14. Tofu? Ma che diavolo è? Mi hanno detto che fa schifo (Beh, sì, in effetti non è che sia il top del gusto…)
15. Tanto gli animali sono già morti, mica li uccidi tu!
16. Dolci senza latte e uova? E di che sono fatti, di aria?
17. Oh, mi piacerebbe essere vegano, ma mi piace troppo il cibo NORMALE…
18. Purtroppo non posso diventare vegano, sono anemico…
19. Sei vegano?!? Ma sembri così in salute! (Già, tranquillo, non divento giallo come i Simpson…)
20. Fate tutti i preziosi, ma poi ve le comprate le scarpe e le borse di pelle…
21. Quando guidi però i moscerini li uccidi, eh?!?
22. Dai, prendilo un pezzo di formaggio, tanto non ti vede nessuno, non lo diciamo!
23. Ok dire no a formaggio e uova, ma non mangiare nemmeno il miele è troppo esagerato…
24. È impossibile che tutto il mondo diventi vegano, cosa mangerebbero gli esquimesi?
25. Capisco le pellicce e le borse di pelle, ma le scarpe di CUOIO le puoi mettere, no?!?

Quante volte lo hanno chiesto pure a voi? Lasciate nei commenti le domande più assurde e curiose che vi abbiano mai fatto.”

Roberta Ragni (con il contributo del direttore Simona Falasca, e di tutta la redazione GreenMe.it)

 

 

Original post 25 COSE CHE UN VEGANO SI E’ SENTITO DIRE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

coerenza (2).jpg

L’etica a convenienza


 

Perché non c'è nulla di etico nella vita di un vegano - The Vision.clipular.png

In questi giorni gira parecchio sul web un articolo di un tale Matteo Lenardon che su The Vision ha scritto qualcosa in merito alla non presunta etica dei vegani. Premesso che tutto ciò ha fatto molto discutere, parecchio tra gli utenti di facebook soprattutto chi si è sentito colpito nel fianco proprio perchè assiduo consumatore di cibo vegetale, Lenardon colpisce a spada tratta la presunta ipocrisia del veganismo nell’appropriarsi di alcuni prodotti alimentari non propriamente sostenibili (anacardi, quinoa, mandorle ecc.ecc.). Addirittura si colpevolizzano gli stessi di essere responsabili della distruzione della foresta pluviale! In ogni caso l’articolo si dilunga molto sull’aspetto salutistico e poco su concetti reali e coerenti del veganismo stesso. Insomma una sorta di polemica consueta ed attuale su quello che è oggi il solito chiacchiericcio mondano: dare addosso ai vegani!

Le risposte al testo sono state lunghe ed esorbitanti, molte addirittura pittoresche:

 

(2) Marco Puccini - Marco Puccini ha condiviso un link..clipular

Magari parlare di coperta che scopre il “culo” di altri non definisce propriamente l’etica di un determinato atteggiamento o comportamento. Qualcuno addirittura ha menzionato i nazisti e la loro “etica” nel preservare la razza ariana! Ma senza scendere in squallidi dibattiti fomentati da un articolo pressoché ridicolo (e di un ignoranza pazzesca) è giusto ed opportuno dire che: quello che è accaduto negli ultimi anni è certamente una novità, come lo sono state tante battaglie sociali in passato…ma come dice bene Adriano Fragano non è quello che i fondatori del veganismo volevano ottenere. Parlare e discutere di liberazione animale non solo è precoce, ma azzardato ed assolutamente complesso in un sistema che mercifica le vite. L’approccio salutistico o ambientalista è stata la mossa più semplice e risolutiva per far capire alle persone quanto sia sbagliato mangiare carne ed affini (sbagliato in termini personali appunto), e continua accadere ogni giorno in dibattiti di ogni genere tra diete varie e strategie commerciali. Ovviamente non è la strada giusta per ottenere una concreta svolta o un radicale cambiamento. Sono necessari decenni, o forse più, di studio e condivisioni. L’attuale empatia non è matura abbastanza per concepire la vita altrui. Il progresso morale non è sufficientemente adeguato, essendo propriamente erede di un passato egoista e prettamente egocentrico. Da qui nasce la considerazione dell’antropocentrismo legato ad ogni pensiero ed azione. Il salutismo vegano non è altro che una direttiva commerciale appositamente inserita dentro la speculazione, la quale ha poco da condividere con il benessere degli Animali. Lo dimostrano i casi di marketing spregiudicato a cui stiamo assistendo. Nel frattempo mangiando bio e comprando dal contadino otteniamo sicuramente un alternativa ad un mercato spregiudicato e schiacciante, ma questo c’entra ben poco con l’altruismo. Si può essere seguaci di un alimentazione 100% vegetale…e poi praticare di fatto tendenze da serial killer, o seguire un alimentazione con carne e derivati…ed essere attivi in opere solidali e benefiche. Ecco perchè il concetto salutista non sta in piedi, perchè impone a se stessi un considerazione prettamente personale ed egoista, e cioè: lo faccio per me stesso in primis, e poi di riflesso sugli altri. Ma non è così scontato, magari lo fosse…gli Animali “da reddito” vivrebbero già liberi e sani per conto loro. E poi lo stesso concetto salutista lo praticano i difensori delle proteine nobili…quindi serve a ben poco nutrirsi con consapevolezza se poi i risultati sono controversi. Abbattere un sistema capitalista che sperpera ed uccide non è cosa da poco, e certamente non tramite spot veganizzati. Basta osservare ciò che sta accadendo in tv o sui media: dibattiti squallidi e vergognosi. Ognuno difende le proprie parti ed ognuno si impone con astuzia e caparbietà…non è questa la strada giusta. Molti dicono che ogni iniziativa è utile al cambiamento, tutto fa brodo come già menzionato, ma i risultati purtroppo non sono per niente soddisfacenti. Sono aumentati i vegani e i vegetariani…ma gli Animali? Come se la passano? E’ come se si cercasse di combattere l’inquinamento con le auto a batterie, senza considerare che le stesse inquinano egualmente perchè costituite da materiali altrettanto dannosi e tossici. E’ un girare intorno senza risvolti considerevoli ed utili ad una giusta ed equa introspezione. Sostanzialmente nessuno conosce il giusto metodo e nessuno può meglio approcciarsi al cambiamento, è piuttosto una questione di equilibrio e compromesso, questo perchè si rischia di scendere in oscuri ed ipocriti radicalismi che produrrebbero un nulla di fatto. Il salutismo ed ogni pratica cosiddetta funzionale al veganismo si avvicina alla massa proprio perchè intacca il bisogno personale ed individualista di un soggetto. E’ utile ma altrettanto rischioso per gli eventuali risvolti negativi, purtroppo consequenziali perchè appartenenti ad un sistema mercificante che non risparmia nessuno…neppure i vegani, o chi crede o finge di esserlo. Ecco perchè l’articolo “Perchè non c’è nulla di etico nella vita di un vegano” può essere indirizzato a tali soggetti, ovvero chi sceglie di adottare un alimentazione vegetale o similare senza nessuna consapevolezza.

Per concludere, e per cercare di replicare alle teorie contraddittorie, caro Matteo Lenardon ancora una volta si preferisce parlare a sproposito lasciandosi coinvolgere in gossip e pettegolezzi da talk-show. Un pezzo d’antologia! Peccato che tutto ciò che viene elencato nell’articolo non abbia nulla da condividere con la realtà vegana non salutista, non consumista, non modaiola, non dietetica…ovvero niente che riguarda tutto ciò che non viene raccontato dai vari personaggi famosi (e non) quali Giulia Innocenzi, Leonardo Caffo, Paola Maugeri, Red Ronnie, Red Canzian, ecc.ecc.ecc. Si continua a seguire il tormentone, e si continua a diffondere notizie fuorvianti che con la consapevolezza vegana non ha nulla da spartire. E a malincuore ci si sente obbligati a smentire ancora, ed ancora, una volta con conseguente perdita di tempo e svogliatezza nell’affermare con convinzione che il veganismo (quello vero a favore degli Animali) non è salutismo, non è dietologia, non è ambientalismo, non è consumismo, non è moda…non è niente di tutto questo, e specificatamente niente di tutto quello che si afferma (anche e soprattutto in errore) nell’articolo in questione: “Perchè non c’è nulla di etico nella vita di un vegano.” In verità la parola etica viene troppo spesso utilizzata da chi usufruisce del puro significato del carnismo (che ripetiamo ancora una volta (su citazione della dott.essa Melanie Joy) “è un sistema di oppressione avvallato da ingiuste forze di potere e causa danni inutili a miliardi di individui.”): allevamento etico, vivisezione etica, raccolta fondi per ricerca scientifica etica, capitalismo etico ecc.ecc.ecc. Quindi…cosa c’entra la soia non etica? Cosa c’entra la quinoa? Cosa c’entrano gli anacardi? Cosa c’entrano le mandorle? Cosa c’entra l’avocado? Tra l’altro tutti cibi di prim’ordine esistenti da migliaia di anni prima ancora dell’avvento del veganismo moderno, cibi che in ogni caso verrebbero consumati anche senza i vegani. Non è certamente colpa loro se l’industria ha deciso di inondare il mercato di ricette culinarie a base di zenzero, curcuma e co. Come ha detto giustamente Maria Giovanna Lanza“è il sistema che è sconvolgente…non la richiesta.” E senza dimenticare che la foresta pluviale sta morendo per colpa di un consumismo sfrenato ed estremizzato da altre abitudini decennali che non stiamo qui ad elencare. I genocidi e la fame nel mondo sono provocati da ben altri accadimenti di cui sinceramente anche i vegani più “trendy” hanno ben poca responsabilità oggettiva. Perchè dunque scrivere un altro ennesimo articolo contro il veganismo? Forse come l’autore stesso afferma: “Ho scritto questo pezzo su The Vision perché voglio stringere nuove amicizie su Facebook.” Auguri…allora! E complimenti per aver contribuito all’ennesima disinformazione mediatica tanto in voga tra gli utenti del momento. E mi raccomando continui a digiunare come afferma in ultima battuta, perchè il suo atteggiamento nell’esaminare cambiamenti doverosi non si affrontano in questo modo, non con la critica decostruttiva, e non certamente mentendo spudoratamente.

(20) Matteo Lenardon.clipular

Perché non c'è nulla di etico nella vita di un vegano - The Vision.clipular (2)

Prosciutto…buono, sano & giusto


21752145_10212213404722940_6667357676594842058_n.jpg

La pubblicità è figlia di ogni induzione ammiccante e contagiosa. Non dobbiamo meravigliarci nel vedere simili aberrazioni, soprattutto se a divulgarle sono le aziende che vendono carne. Tutto è normale e tutto è scontato perchè il prosciutto viene inteso come cibo, cibo “nutriente e soddisfacente in una dieta sana ed equilibrata”. Lo dicono i media, i medici, i nutrizionisti ed anche i commercianti che contribuiscono a diffondere linee guide condizionate e favorevoli al profitto. Se tutti vanno in salumeria…che male c’è? Vuol dire che il prodotto è buono e salutare…quindi perchè non comprarlo? La televisione afferma verità assolute tramite immagini ben congeniali e costruite ad arte, è il frutto di decenni di marketing graffiante che ha letteralmente lobotomizzato gli utenti (bambini e genitori in primis). “Sostenibile, responsabile, sano, naturale…e ovviamente: benessere animale.” Ma cosa significa letteralmente “benessere animale”? Facciamo un po’ di chiarezza. Il riconoscimento degli Animali quali esseri senzienti, e quindi portatori di diritto, è uno dei capisaldi dell’antispecismo convenzionale. Ma è così anche per le istituzioni? Quelle rappresentanze che dovrebbero tutelare tutti gli esseri viventi? O solo determinati individui? Il broglio codificato da disposizioni legislative dei comportamenti Umani verso gli Animali e delle loro condizioni di vita, cui corrispondono responsabilità e doveri degli esseri Umani (e quindi della società), costituisce i “diritti degli Animali”. Tali diritti sono alla base di tutte le disposizioni che disciplinano il rapporto Umano-Animale, sia per la tutela del benessere degli Animali, sia per la protezione degli Animali. La prima testimonianza di diritto che riguarda specificatamente gli Animali è stata sancita nel 1641 nel Massachusetts. Essa afferma che “nessun essere Umano può esercitare alcuna tirannia o crudeltà verso gli Animali tenuti per il proprio utilizzo”, e scaturisce dalla vocazione animalista dei colonizzatori inglesi e dal contatto quotidiano con gli Animali da parte dei nativi. Durante il secolo scorso scienziati, umanisti, zoofili, giuristi, sociologi e politici sono stati sollecitati ad affrontare il problema della tutela della vita animale nella società. Ne è scaturito un ampio dibattito mondiale dagli elevati contenuti etici, scientifici e politici che ha condotto alla “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’animale” proclamata il 15 ottobre 1978 nella sede dell’Unesco a Parigi. Anche se la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale non ha alcun valore sul piano giuridico-legislativo aver avvertito la necessità di confrontarsi su questo argomento rappresenta un passo avanti ed una scelta di civiltà. Infatti negli ultimi anni sono state emanate numerose disposizioni che confermano i diritti degli Animali, estendendo la disciplina legislativa ad ogni aspetto del rapporto con l’essere Umano e ad ogni fase della loro utilizzazione. In Italia si è assistito negli anni ad un’evoluzione della normativa concernente la tutela dei diritti degli Animali, e molta strada è stata fatta da quando l’articolo 727 del Codice penale tutelava solo il sentimento etico-sociale di Umanità verso gli Animali né altri interessi giuridicamente riconosciuti (l’Animale non era un soggetto di diritto ma soltanto oggetto materiale). Anche dopo la modifica dell’articolo 727 c.p., introdotta dalla Legge 473 del 22 novembre 1993, nonostante l’ampliamento dei contenuti e l’inasprimento delle pene, non si era giunti ad un livello di tutela sufficiente. Fino a quando l’evoluzione della normativa ha portato all’emanazione della legge 20 luglio 2004, n. 189 (disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli Animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) che introduce nel libro II del codice penale “Delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume” il titolo IX-bis dedicato ai “Delitti contro il sentimento per gli animali”. La legge 189 prevede un inasprimento delle sanzioni nel caso dell’uccisione di un Animale per crudeltà o senza  necessità, nei casi di maltrattamento e di abbandono, ma anche qualora gli Animali siano utilizzati per i combattimenti clandestini e le competizioni non autorizzate e quando gli stessi siano mantenuti in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttivi quindi di gravi sofferenze. Gli Animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad Associazioni o Enti che ne fanno richiesta, riconosciuti ai sensi del decreto 2 novembre 2006 dal Ministero della Salute – Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario. Dagli anni ’80 ad oggi le politiche ambientali dell’UE includono disposizioni che, oltre a favorire l’armonizzazione del mercato unico, hanno contribuito a migliorare il benessere degli Animali allevati tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione. L’interesse verso la protezione degli Animali “da reddito” (Mucche, Maiali, Galline, Conigli, Cavalli, Agnelli ed ogni Pesce commestibile secondo ricetta) si è fatto ancor più evidente dal momento in cui la “Politica Agricola Comune (PAC)” dal 1° gennaio 2007 ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare nell’ambito della cosiddetta “condizionalità” ai sensi del regolamento (CE) n. 1782/03. Anche l’atteggiamento dei consumatori è palesemente cambiato, sono sempre più numerosi infatti coloro che optano per il consumo di prodotti che provengono da Animali allevati con metodi “rispettosi” delle loro naturali esigenze…come ad esempio da allevamenti all’aperto o biologici.

Ma dopo tutta questa bella manfrina ecco qui la funzionalità dello spot Rovagnati: “Buono, Sano & Giusto”. Non fa una piega! Rispecchia alle lettera la normativa in ambito di benessere animale. Come dargli torto dunque? E come non compatire i consumatori così attenti ad un acquisto consapevole? Come poter dunque giustificare lo sfruttamento animale tramite abili congetture utili a mistificare ciò che avviene normalmente in ogni allevamento o mattatoio puramente autorizzato ad uccidere? E cosa ne sarà dunque delle sagre, delle feste religiose, delle ricorrenze culturali che utilizzano tradizioni secolari abbondantemente violente da enfatizzare la cultura popolare? Saranno anche loro oggetto di investigazione ambientale? Cosa faranno i carabinieri del corpo forestale adibiti ai controlli dell’ipotetico benessere? Fermeranno la mano assassina in procinto di sgozzare il Maiale di turno? Con quali metodi si ucciderà l’Animale oggetto della religiosità di turno?

Ovviamente niente di tutto questo ha validità giuridica perfettamente in linea con l’etica e la coerenza, in quanto non esiste una morte “felice” o un assassinio “giusto” solo per il pretesto di continuare un usanza retrograda ed arcaica. Del resto non c’è progresso morale senza un evoluzione rispettosa e consapevole della vita altrui. La tecnologia, ed ogni input favorevole alla crescita smisurata, altro non è che un altro aspetto dello sfruttamento sui generis. Non esiste un allevamento biologico o etico o responsabile o parsimonioso che posa addolcire la violenza con cui si uccidono gli Animali utili all’alimentazione Umana. Anche perchè all’interno di un testo giuridico, che tutela (o crede di farlo) la vita animale, sono nettamente esclusi tutti gli altri Animali presenti in luoghi oscuri di detenzione: laboratori di ricerca scientifica, circhi ed acquari, stabilimenti per pelli e pellicce, competizioni varie più o meno clandestine (ippica o cinofila) ec.ecc.

Siamo tutti mascherati dietro una coltre nebbia ipocrita che serve a difendere il nostro benessere e non quello degli Animali. Ci nascondiamo per non vedere e sentire le urla strazianti delle vittime sacrificate per il vizio di gola. Non vogliamo concepire la sofferenza altrui perchè è dolorosa e negativa per ogni ambito di crescita economica. Si utilizzano sofisticati marchingegni per indottrinare i bambini ad una assuefazione della morte animale: così è, e così deve essere! Una morte “buona, sana & giusta!”

Lo dice Rovagnati!

 

 

(Nota bene: alcune informazioni giuridiche sono tratte dal Ministero della Salute)