Antropocentrismo

Il rifugiato economico, una nuova categoria da sfruttare.

Il 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, una ricorrenza annuale molto importante voluta fortemente dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1951 nello stesso giorno in cui venivano approvate le Convenzioni di Ginevra, che ricordiamo sono tutta una serie di trattati a livello internazionale utili a tutelare le vittime di guerra ed appunto gli aventi diritto. Le Convenzioni proteggono le istituzioni umanitarie, come la Croce Rossa, che intervengono in territori di conflitto armato. Esse sono state istituite, e dopo perfezionate, anche a tutela di tutti i superstiti della seconda guerra mondiale, i cosiddetti sopravvissuti al genocidio. Nel corso del ventesimo secolo sono state perfezionate dunque anche quelle norme già esistenti (prima delle guerre mondiali), proprio a ragion veduta e a seguito dei cambiamenti geopolitici.

Ma la giornata odierna è quanto mai importante proprio grazie allo scenario che si appresta sempre di più a movimentare i dibattiti politici e popolari. L’avanzamento di varie ipotesi sulla sorte degli immigrati, confusionaria e critica, sembra non avere una concreta soluzione o meglio una procedura mirata e responsabile che possa gestire al meglio i viaggi della speranza e creare un apposito sistema d’accoglienza per esseri Umani in cerca di cure e necessità primarie.

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Nella tabella sono visualizzati a partire da sinistra i migranti sbarcati, i richiedenti asilo e le richieste esaminate in Italia a partire dal 2008.

Se il quasi incidente diplomatico della nave Ong Aquarius sembra far gioire il governo italiano, ad un nulla di fatto sembrano invece apparire le posizioni degli altri paesi comunitari. Francia e Germania si incontrano a tavolino per stabilire ipotesi future, proprio mentre la Spagna accoglie con serenità i 629 immigrati (di cui ricordiamo anche minori e donne in gravidanza). Una sorta di comitato di benvenuto con tanto di cartelloni amichevoli. E c’è chi ha scritto anche un pensierino velenoso: “L’Italia ingenerosa non vi ha accolto, noi vi abbracciamo tutti”, e si canta: “Give peace a chance”.

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Cosa sta facendo dunque l’UE? Si ipotizzano delle “piattaforme regionali” da istituire nei vari paesi d’origine e che possano aiutare le istituzioni locali a selezionare i richiedenti asilo, e a distinguerli da quelli “non desiderati”. Ma al momento nessun Stato non comunitario ha accolto la proposta, e stabilito quindi la disponibilità a creare tali strutture. Secondo il testo europeo queste piattaforme dovrebbero consentire una rapida “scrematura” per creare una lista tra migranti “economici” e coloro che necessitano di protezione internazionale, ridurre l’incentivo a intraprendere viaggi pericolosi e favorire il controllo di polizia nei paesi destinatari. Tutta una teoria naturalmente ancora in fase d’elaborazione, la strada verso questa soluzione è insomma ancora lunga e tutta in salita. Senza dimenticare che, notizia di poche ore fa, gli Stati Uniti hanno annunciato l’uscita dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu. A detta loro non è più uno strumento valido se attacca Israele con risoluzioni sulla condotta presumibilmente negativa nei territori palestinesi.

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Dismaland di Banksy (l’anti Disneyland)

Il Consiglio è stato fondato nel 2006, ed è stato sempre molto attento alle mosse strategico-militare eseguite dal governo israeliano. Immediato il plauso di Israele che, per bocca dell’ambasciatore all’Onu Danny Danon, annuncia : “Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo, gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all’odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato”. Critiche invece dalla Russia, a nome della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova: “Gli Stati Uniti hanno nuovamente assestato un forte colpo alla propria reputazione di difensori dei diritti umani e hanno dimostrato il loro disprezzo non solo verso il Consiglio dei diritti umani ma anche verso l’Onu in generale e le strutture che ne fanno parte”.

Insomma il clima internazionale non è per niente sano e lecito per instaurare un’autentica politica costruttiva a favore di tutti i rifugiati del mondo. La Giornata Internazionale del Rifugiato serve per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una situazione, quella degli immigrati, sempre più urgente e complessa. Serve per contrastare profonde campagne diffamatorie e strumentali che coinvolgono circa 70 milioni di rifugiati nel mondo, il più alto numero da quando sono state istituite le Convenzioni di Ginevra. Le persone sfollate all’interno del proprio Paese rappresentano 40 milioni del totale. (fonte UNHCR)
Ma questa giornata serve anche per ricordare a tutti che avere una casa, una nazione, un Paese dove abitare è un diritto inviolabile che ognuno deve avere. Ci ricorda che non applicare le norme sul diritto d’asilo è una grave violazione della legislazione internazionale, e in Italia una disattenzione da ciò che è scritto nella Costituzione. L’articolo 10 terzo comma della Costituzione prevede infatti che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Una particolare norma istituzionale molto disattesa dagli enti governativi appena eletti.

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Nella foto la posizione della nave Aquarius il 13 giugno 2018.

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