Una critica al veganismo….commerciale


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I termini vegan-vegano-veg-veggie ecc.ecc. ormai sono entrati a far parte della speculazione commerciale…e, come era facilmente ipotizzabile, questo non è assolutamente un buon segno. La colpa è dei vegani stessi che stanno avvantaggiando una promozione capitalista che non ha nessuna etica a riguardo, in particolar modo verso gli Animali. Per cui essere vegano oggi sta assumendo connotati alquanto ambigui, e molti dei significati originali si stanno perdendo nel limbo del capitalismo. Era prevedibile? Può darsi, ma in ogni caso è doveroso prendere le distanze ed attuare fin da subito delle efficaci contromisure, almeno distanziandosi da facili opportunismi. Di contro l’antispecismo è una concezione alquanto recente e giovane, quindi in continua evoluzione proprio perchè lontana da conflittualità perverse ed ipocrite…questo, almeno, ancora no. L’errore più grande, peggio se si conferma ogni volta, é credere che il veganismo ed ogni parametro consequenziale siano proprietà privata da gestire a piacimento. Abbiamo delle pesanti responsabilità ed agire in ogni modo, pur di scalfire le coscienze, puó creare più danni che benefici. L’etichetta é stata emessa, siamo stati marchiati e inglobati nel sistema, non prevedendo tutte le possibile variabili…molte delle quali hanno sollecitato lo sterminio Animale. Denunciare determinati atteggiamenti e prese di posizione crea fastidio principalmente ai sinceri sostenitori dei diritti civili. Questo perché le idee e le filosofie antispeciste non sono una proprietà autoritaria di chi le professa, ma frutto di una condivisione pacifica in continua crescita ed evoluzione. Chi si sente vincitore prima ancora di aver lottato duramente dimostra tutta la sua debolezza. Probabilmente i vegani (non tutti per fortuna) credono indiscutibilmente che la liberazione Animale sia una priorità personale da perseguire con ego e fanatismo. La condivisione e la collaborazione restano le uniche armi veramente pacifiche da implementare con forza e coerenza. Gridare al genocidio ormai non basta più. Ogni rivoluzione negli usi e nei costumi avviene sempre e comunque intaccando lo stato sociale, soprattutto se questo incide sui propri bisogni personali. Mangiare carne è oggi un abitudine radicata che stenta a scomparire proprio perchè circondata da tutta una serie di conflitti d’interesse e di profitto. Religione e capitalismo come non mai vanno a braccetto in questo delirio commerciale. L’antispecismo di contro è un concetto giovane da consolidarsi tramite solide ramificazioni nella società civile. Non è certamente un movimento, come invece sta ingarbugliandosi il veganismo grazie anche alle numerose schiere di appassionati coinvolti dalle più svariate convinzioni…molte delle quali strettamente personali e non tipiche della lotta animalista.

Credo che sia d’obbligo implementare una profonda autocritica e soprattutto biasimare altri che, abbassando la guardia, credono in progressi nati senza le opportune revisioni o conversioni. Una rivoluzione concreta ed efficiente viene studiata ed costruita nel tempo ed apportando numerose modifiche. Ultimamente la parola “vegano” è diventata sinonimo di business e diffusione mediatica. Non credo assolutamente in questi sviluppi che passano sempre e comunque dalla psicosi consumista. Non vedo miglioramenti (almeno in Italia) anzi, nonostante numerose campagne promozionali, non mi sembra che si parli tanto di Animali imprigionati…almeno non da chi detiene il potere reale di cambiamento. Qualcuno addirittura ha gridato al miracolo vedendo Berlusconi con in mano un biberon che allattava un Agnello lattante cotonato! Che dire? Buon per lui (l’Agnello) ma oltre alla vergognosa immagine (un imprenditore alquanto dubbioso in materia etica) cosa si è ottenuto? Per non parlare poi delle critiche violente rivolte a taluni personaggi (vedi Giulia Innocenzi o Leonardo Caffo) che apparentemente desiderano (pur passando attraverso interessi ambigui) creare una piccola breccia nell’ignoranza. Gli stessi accusatori sono stati (dopo) i primi spettatori della terza serata su rai2! Quanta ipocrisia! Quanto esibizionismo scaturito erroneamente da un concetto prettamente pacifista e rivolto agli altri. Su facebook ed altrove continuo a leggere ripetute offese verso “l’onnivoro” di turno senza instaurare un semplice dialogo costruttivo. Qual’è il senso di tutta questa avversità? Siamo nati già eletti? Siamo i detentori della purezza? Forse nessuno si rende conto della falsità di molte azioni, troppe e spesso, enfatizzate senza capire nulla delle conseguenze o peggio conclusioni. La maggior parte non ammette neanche lontanamente il proprio egocentrismo patologico così tanto contrario alla causa. Troppo pochi i sinceri e i coerenti, almeno nelle intenzioni. Un autocritica è doverosa, a partire da tutti!

 

 

Commenti prelevati dal profilo facebook di Roberto Contestabile

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4 pensieri riguardo “Una critica al veganismo….commerciale

  1. Ciao Roberto, sono d’accordo con te e con i concetti esposti…purtroppo il veganismo è diventato un business, proprio per quelli che da sempre causano la sofferenza animale!
    Però, diversamente da te, vedo anche dei miglioramenti nella consapevolezza delle persone…sì, è vero, molti diventano vegani solo perché va di moda o perchè hanno letto in un giornale che mangiare carne fa male, però parlando con le persone sempre di più sono informate su cosa succede negli allevamenti e nei mattatoi, su come funziona la produzione del latte o delle uova e provano empatia.
    Certo questi non sono cambiamenti facili, la società è totalmente strutturata per farci credere che mangiare pezzi di animali sia normale e che gli animali siano al nostro servizio e non tutti sono (ancora) nel “bivio” giusto della consapevolezza nel loro cammino, ma sono convinta che grandi passi siano stati fatti negli ultimi anni!
    Comunque, a mio parere, a detenere il reale potere di cambiamento siamo proprio noi, consumatori! Non aspettiamoci che il cambiamento venga dai potenti, siano essi in ambito commerciale o politico!
    Sta a noi continuare a divulgare e risvegliare le coscienze, informando, pacificamente…
    E facendo la spesa utilizzando la logica e tenendo ben presente che “vegan” non è sinonimo di “etico” (e quindi NON acquistando prodotti con la scritta “vegan” fabbricati però da famosi marchi che da sempre schiavizzano, sfruttano ed uccidono animali)
    Io resto fiduciosa 🙂
    Un caro saluto

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    1. Dici bene Serena: vegan non sempre è sinonimo di etico. Il problema attuale è che il concetto fondamentale alla base del veganismo è stato stravolto verso un obiettivo solo ed esclusivamente commerciale, e non è affatto un bene. Sicuramente molti conoscono questo approccio inizialmente pacifista proprio grazie ai suoi prodotti alimentari, ma bisogna poi valutare bene quanto realmente esso incida sulla salvezza degli Animali. Io personalmente credo molto poco al veg-profit proprio perchè alle spalle ci sono loschi ed opportunisti individui che non hanno nessun interesse per la liberazione Animale, e il motivo è presto detto: non genera capitali. Resto anch’io fiducioso, ma dobbiamo prendere una posizione netta e distanziarci dalle profonde speculazioni.
      Un caro saluto a te! 😉

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