Noi, gli animali, e il cibo


papa
Ho trovato questo articolo su un blog dal nome “La pagina cristiana” in merito al rapporto <uomo-animale>. Ho espresso più volte la mia posizione religiosa alquanto controversa e non mi ripeterò qui onde evitare spiacevoli equivoci. Invito pertanto tutti (credenti e non) alla seguente lettura:
 
“In realtà noi mangiamo gli animali perché abbiamo ricevuto un permesso divino. Torniamo alle Scritture.
Del primo racconto della creazione abbiamo parlato nello scorso articolo. Genesi riparla ampiamente degli animali quando Dio decide di salvare Noè e la sua progenie. Insieme agli umani Dio salva ogni specie animale sulla terra. E si badi, solo gli altri animali, anche i più microscopici, ma non le piante. E solo dopo che avrà fatto cessare il diluvio e riportato l’arca sulla terra ferma, il Signore concederà agli umani di nutrirsi degli altri animali (Gen. 9, 2-3).
Perché Dio permette questo? Nel Paradiso terrestre gli umani non mangiavano gli animali e prima che si arrivi a questa concessione Dio va in collera più volte e più volte torna sui suoi passi, “si pente” di aver voluto distruggere ciò che aveva creato, nonostante che ciò fosse nel Suo pieno diritto.
Mi sembra si possa dire che Dio, nella Sua infinita pazienza, prende atto che l’uomo, che ha creato a sua immagine e somiglianza, non è in grado, a causa del peccato, di essere fedele alla creazione così come Dio l’avrebbe voluta. E’ necessario permettergli qualcosa che nel mondo perfetto che Dio aveva creato sarebbe stata inconcepibile, la violenza del vivente sul vivente, perché “…Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo” (Gen. 9,3).
Questa concessione è però sottoposta a due essenziali limitazioni.
La prima non è, come si crede, quella derivante dalle prescrizioni alimentari (ad es. Lev. 11) date anche, come si è poi riconosciuto, a tutela della salute umana, ma è il fondamento di tali prescrizioni: l’uomo può cibarsi degli altri viventi ai soli fini alimentari.
Se in passato questa espressione poteva essere intesa in senso lato, per cui si usava la pelle per le scarpe, la pelliccia per coprirsi, le ossa per farne strumenti di lavoro o guarnizioni, il grasso per proteggersi dal freddo ecc. secondo tutte le possibilità di utilizzo che l’uomo ha scoperto nel corpo dell’animale, oggi questo non può più essere accettato. Si pensi ai prodotti in eco-pelle che sostituiscono egregiamente il cuoio, e che la tecnologia rende sempre più belli e simili alla pelle animale, o alle pellicce, che possono essere sostituite da pellicce di materiale sintetico a volte quasi indistinguibile da quello naturale e così elencando. Oggi quindi ogni volta che possiamo sostituire un prodotto di origine animale con uno di origine vegetale o sintetica, abbiamo il dovere di farlo. Perché? Perché è nostro dovere limitare l’uso del corpo animale?
La risposta sta nel fatto che noi non siamo i padroni della creazione, non i padroni degli altri animali, ma amministratori del creato per conto di Dio. Le limitazioni trovano il loro fondamento etico nel ruolo che Dio stesso ci ha assegnato nel mondo. Quale amministratore onesto continuerebbe ad usare un bene del padrone, che gli è stato concesso di usare solo per supplire ad una sua difficoltà, anche dopo che quella difficoltà è superata? Quell’uso non diverrebbe forse un abuso?
Questo ragionamento vale anche per l’alimentazione. La scienza alimentare progredisce ogni giorno di più e sono ormai numerose anche le associazioni mediche che propongono una alimentazione vegana, o almeno vegetariana. La scienza ancora non ha raggiunto una visione né uniforme né coerente su questo argomento, e questo non solo perché la ricerca procede con i ritmi del possibile, ma anche per gli ostacoli creati da interessi potenti e consolidati, basati sullo sfruttamento animale: l’intera economia occidentale si fonda sullo sfruttamento del creato. Preso atto di questo però dobbiamo orientare la nostra visione di cristiani verso la riduzione di questo sfruttamento e imparare a modificare, per quanto possibile, i nostri comportamenti. Se possiamo sostituire le proteine di origine animale con quelle di origine vegetale, facciamolo. Seguiamo i progressi della scienza in questo campo con mente aperta e scopriremo molti modi di alimentarci senza crudeltà né violenza su altri viventi.
Parleremo ancora di questo aspetto.
La seconda limitazione viene sempre dalle Scritture. E’ scritto in Gen. 9, 9 -17: “9 «Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi 10 e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall’arca, a tutti gli animali della terra. 11 Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra». 12 Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. 13 Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. 14 Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole; 15 io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente. 16 L’arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra». 17 Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra».”
Dio quindi rinnova il suo patto non solo con gli umani, ma con ogni essere vivente che è sulla terra. Anche gli animali perciò sono parte del patto di salvezza, così come sono parte della nostra sofferenza e di quella dell’intero creato. Dice l’Ecclesiaste 1,8: “Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo. Non si sazia l’occhio di guardare né mai l’orecchio è sazio di udire.”. La lettera di Paolo ai Romani ci ricorda: “Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio” (Rom. 8,22).
Sempre l’Ecclesiaste, quando paragona l’uomo agli altri animali, ne disegna un unico destino (Ecc. 3, 16-22). Celebri sono poi i brani di Isaia 11, 6 “Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà.” e Isaia 65, 25: “ Il lupo e l’agnello pascoleranno assieme, il leone mangerà il foraggio come il bue,e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo», dice il SIGNORE”.
Gli animali quindi sono in questo come noi: parte della promessa di salvezza e perciò hanno diritto al nostro rispetto.
 
Marta Torcini”
Foto di Boligan
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4 pensieri riguardo “Noi, gli animali, e il cibo

    1. Ciao Cinzia! E’ particolarmente interessante e molto utile, ma non credo che sarà portato come esempio dalla maggior parte dei credenti. Molti “credono” quello che vogliono o sia utile per loro…una sorta d’egoismo sprituale. Che tristezza!
      Un abbraccio e a presto! 🙂

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      1. Ma lo sai che proprio con i versetti da te citati, ho messo a tacere un caro amico, evangelico molto credente, ma anche molto carnivoro e cacciatore? Ma naturalmente persevera nella sua alimentazione.
        Come si dice dalle mie parti : “tanto suonargli un corno che un violino”…insomma ci troviamo d’accordo che chi non VUOLE capire non capisce! Un abbraccio a te Roberto e un ringraziamento ancora per quello che stai facendo.

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      2. Cara Cinzia, sono contento per quello che è successo, ma come ben sai (soprattutto tra i credenti incalliti) è difficile estirpare le tradizioni. Ho frequentato per un anno circa le chiese evangeliche, non per mia volontà personale bensì per trasporto, ebbene mi è servito come esperienza ed ho capito che il condizionamento forzato è un abile mezzo per ottenere risultati fuorvianti e quindi di parte. Ognuno deve arrivarci con la propria testa, ma ciò non toglie che l’informazione debba essere sincera e veritiera.
        Un abbraccio di cuore anche a te, e grazie per la condivisione! 😉

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