Una critica al veganismo multifunzionale


mucca-macchina.jpg

Da Veganzetta.org:

“Il veganismo viene spesso promosso come un’ideologia multifunzionale. Come se l’orrore degli allevamenti non fosse sufficiente ad argomentare in favore della liberazione animale, numerose associazioni animaliste scelgono di ampliare quello che dovrebbe essere un dibattito unicamente etico, portando a sostegno del veganismo preoccupazioni di tipo ecologico o salutistico (anni fa venivano chiamati argomenti indiretti).
Avere una pelle più sana e un sistema immunitario più forte, combattere contro la deforestazione e l’inquinamento degli oceani, vengono elencati tutti come buoni motivi “per passare a veg”. Soprattutto dopo l’uscita del documentario Cowspiracy, che ha tradotto in un linguaggio accessibile al grande pubblico i dati scientifici della FAO sulla relazione tra consumo di prodotti animali e cambiamenti climatici, le motivazioni ambientali del veganismo sono diventate sempre più popolari tra gli attivisti, che frequentemente argomentano come un’alimentazione vegana sia l’unica in grado di salvare il pianeta. Strategie comunicative di tale genere sono da intendersi come speciste. Suggerire di diventare vegani per salvare il pianeta da catastrofi ambientali sottende che l’ecatombe di Animali che si consuma quotidianamente sulle nostre tavole sia un fenomeno di secondaria importanza rispetto all’insostenibilità ambientale del ciclo della carne. Per dirla con Pierre Sigler, promuovere il veganismo con motivazioni ecologiche sarebbe come suggerire di fermare un genocidio “perché produce troppo sangue e questo inquina le acque sotterranee”. Un altro dei problemi principali dell’utilizzare la retorica dell’ecologia antropocentrica a sostegno del veganismo multifunzionale, riguarda il modo in cui gli Animali non Umani vengono rappresentati. Se l’antispecismo vede negli Animali delle vittime che devono essere liberate dal dominio umano, l’ecologia superficiale non guarda all’Animale come a una vittima, ma come a un eco-mostro che mangia e beve troppo, emette centinaia di litri di metano e produce troppe deiezioni. In altre parole, in una comunicazione ambientalista specista, non si considera il fatto che la Mucca sia stata sfruttata, stuprata e ammazzata, ma semplicemente che sia vissuta e che lo abbia fatto in un modo non sostenibile. Il problema che l’ambientalismo antropocentrico si pone, quindi, non è come porre fine al dominio umano sull’Animale, ma come trasformare “l’eco-mostro” in un essere vivente eco-compatibile. Questo è un problema che ha scatenato la creatività perversa di scienziati da ogni parte del mondo – canadesi e statunitensi stanno studiando vaccini contro il metano e mangimi altamente digeribili per rendere sostenibile il ciclo della carne. In India l’Università di Veterinaria dello Stato del Kerala sta allevando le Mucche “amiche del pianeta”: Bovine nane destinate alla produzione di latte, che emettono il 90% di metano in meno di una Mucca normale. In Argentina, invece, l’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola è riuscito a trasformare il metano prodotto dalle Mucche in un’opportunità economica e in una nuova forma di sfruttamento. Inserendo un tubicino all’interno dello stomaco dei ruminanti e collegandolo a un sacchetto fissato sulla loro schiena, i ricercatori sono riusciti a raccogliere il metano prodotto, trasformando le Mucche in una fonte di biocarburante. Secondo gli scienziati argentini, con i suoi gas, una Mucca potrebbe essere in grado di alimentare il motore di un frigorifero. Se dunque il problema ambientale legato al consumo di prodotti animali pare risolvibile al di fuori di una dieta vegana (oltre alle ricerche sopra citate, ci sono anche studi su mangimi in grado di far crescere gli Animali più velocemente, in modo che questi utilizzino meno risorse), il problema etico è invece presente in tutta la sua drammaticità. Il caso delle Mucche indiane dimostra come l’ambientalismo antropocentrico percepisca gli Animali non come soggetti, ma come oggetti da manipolare e trasformare, mentre l’esempio delle Mucche argentine suggerisce la possibilità che un ambientalismo superficiale possa addirittura portare a nuove forme di dominio. Ed è proprio di dominio e di antropocentrismo – e non di salutismo e ambientalismo – che il movimento vegano deve parlare. L’antispecismo mira a decostruire la convinzione che gli Umani godano di uno status morale superiore rispetto agli altri Animali. Come movimento di giustizia sociale, il veganismo etico non può trasformarsi in una crociata senza alcuna ideologia il cui unico scopo sia convertire quante più persone possibili ad una dieta, offrendo ad ogni “infedele” la sua buona ragione (specista) per non mangiare Animali. Come vegani antispecisti, dunque, non stiamo combattendo una crociata, ma prendendo parte a una rivoluzione: una rivoluzione contro un sistema basato sull’oppressione, sullo sfruttamento e sulla mercificazione d’individui.”

Elisa Valenti

Per approfondire:

www.telegraph.co.uk/news/2016/05/05/india-to-fight-climate-change-with-dwarf-cows-that-rarely-break

http://intainforma.inta.gov.ar/?p=19084

 

Original post Una critica al veganismo multifunzionale

 

 

Parlare e discutere di liberazione Animale non solo è precoce, ma azzardato ed assolutamente complesso in un sistema che mercifica le vite. L’approccio salutistico, ambientalista o quant’altro di simile è la mossa più semplice e risolutiva per far capire alle persone quanto sia sbagliato mangiare carne ed affini (sbagliato in termini personali appunto). Anche perchè ciò accade ogni giorno in dibattiti di ogni genere, tra diete varie e strategie commerciali. Ovviamente non è la strada giusta per ottenere una concreta svolta o un radicale cambiamento. Sono necessari decenni, o forse più, di studio e condivisioni. L’attuale empatia non è matura abbastanza per concepire la vita altrui. Il progresso morale non è sufficientemente adeguato, essendo propriamente erede di un passato egoista e prettamente egocentrico. Da qui nasce la considerazione dell’antropocentrismo legato ad ogni pensiero ed azione. Il salutismo vegano non è altro che una direttiva commerciale appositivamente inserita dentro la speculazione, la quale ha poco da condividere con il benessere degli Animali. Lo dimostrano i casi di marketing spregiudicato a cui stiamo assistendo. Nel frattempo mangiando bio e comprando dal contadino otteniamo sicuramente un alternativa ad un mercato spregiudicato e schiacciante, ma questo c’entra ben poco con l’altruismo. Si può essere seguaci di un alimentazione 100% vegetale…e poi praticare di fatto tendenze da serial killer, o seguire un alimentazione con carne e derivati…ed essere attivi in opere solidali e benefiche. Ecco perchè il concetto salutista non sta in piedi, perchè impone a se stessi un considerazione prettamente personale ed egoista, e cioè: lo faccio per me stesso in primis, e poi di riflesso sugli altri. Ma non è così scontato, magari fosse ovvio…gli Animali da reddito vivrebbero già liberi e sani per conto loro. E poi lo stesso concetto salutista lo praticano i difensori delle proteine nobili…quindi serve a ben poco nutrirsi con consapevolezza se poi i risultati sono controversi. Abbattere un sistema capitalista che sperpera ed uccide non è cosa da poco, e certamente non tramite spot veganizzati. Basta osservare ciò che sta accadendo in tv o sui media: dibattiti squallidi e vergognosi. Ognuno difende le proprie parti ed ognuno si impone con astuzia e caparbietà…non è questa la strada giusta. Molti dicono che ogni iniziativa è utile al cambiamento, tutto fa brodo come già menzionato, ma i risultati purtroppo non sono per niente soddisfacenti. Sono aumentati i vegani e i vegetariani…ma gli Animali? Come se la passano? E’ come se si cercasse di combattere l’inquinamento con le auto a batterie, senza considerare che le stesse inquinano egualmente perchè costituite da materiali altrettanto dannosi e tossici. E’ un girare intorno senza risvolti considerevoli ed utili ad una giusta ed equa introspezione. Sostanzialmente nessuno conosce il giusto metodo e nessuno può meglio approcciarsi al cambiamento, è piuttosto una questione di equilibrio e compromesso, questo perchè si rischia di scendere in oscuri ed ipocriti radicalismi che produrrebbero un nulla di fatto. Il salutismo ed ogni pratica cosiddetta funzionale al veganismo si avvicina alla massa proprio perchè intacca il bisogno personale ed individualista di un soggetto. E’ utile ma altrettanto rischioso per gli eventuali risvolti negativi, purtroppo consequenziali perchè appartenenti ad un sistema mercificante che non risparmia nessuno…neppure i vegani.

Chi si ostina a difendere la tesi salutista-ambientalista o che dir si voglia ma, pur ammirando la caparbietà che denota attenzione e sensibilità, distoglie il fulcro della discussione in corso ovvero l’accentramento della presa di coscienza verso obiettivi personali che sono alla base dell’antropocentrismo, e cioè tutto ciò che è contrario alla liberazione Animale. Stessa cosa dicasi per altre discipline come l’ecologia, l’etologia, la biologia, la genetica, la zoologia ecc. ovvero tutte sperimentazioni teoriche pratiche eseguite dall’essere Umano a scopo esclusivamente personale e non propriamente a difesa dell’Animale. Studiare gli Animali e l’ambiente non significa tutelarli e proteggerli…spesso e volentieri tutto l’opposto. Per esempio l’olandese Nikolaas Tinbergen, nobel 1973 per la medicina, propose una sua interpretazione di una malattia psichiatrica che colpisce i bambini, l’autismo, partendo dallo studio del comportamento conflittuale di Uccelli e Pesci. Quindi? Perseguire una teoria antropocentrica tramite pratiche individualiste. Poi se vogliamo parlare di ricette, moda, tendenze e quant’altro inerente all’essere vegani allora dobbiamo trasferirci in un altro luogo che non sia questo. Niente di personale, ma qui non si tratta di fare una gara tra chi è più vegano o meno. Qui si tratta di prendere posizione e distanze su chi o cosa sta snaturando il concetto principale del veganismo che non è sicuramente quello di Greenpeace, nè Ciwf, nè Wwf…solo per fare alcuni nomi. Qui non si tratta di fare una battaglia contro chi segue degli ideali sicuramente particolari, quali sono quelli della tutela ambientale, qui si tratta di fare chiarezza ed affermare quali e cosa siano determinate convinzioni o scelte e a cosa portano. Solo per fare un esempio: in Germania le guardie forestali periodicamente uccidono i Cervi per mantenere costante il loro numero e salvaguardare le foreste, la Norvegia che tanto si dichiara ambientalista ha appena autorizzato la mattanza dei Lupi per salvaguardare le Pecore, in Danimarca la Giraffa Marius di appena 18 mesi e di sana costituzione fu abbattuta nello zoo di Copenaghen perché considerata in sovrannumero, episodio precedente al Leone di appena un anno sezionato in pubblico a scopo scientifico perchè nello zoo c’erano già troppi felini, i Conigli selvatici nei parchi di Stoccolma se troppi vengono fucilati, congelati e poi mandati fuori regione ad una centrale di biogas. E questo avviene in tutto il mondo su vasta scala, spiegando perfettamente come la tesi ambientalista-scientifica-salutista o simile viaggi di pari passo con tutto ciò che non è a favore degli Animali. All’apparenza potrebbe sembrare valida, ma di fatto non porta benefici concreti, almeno per gli Animali. Per capirci, quando la maggior parte delle persone viene a conoscenza che sei vegano-vegetariano…ti chiedono: “E allora cosa mangi?” Non ti domandano perchè lo sei, cioè il concetto e che è alla base della scelta etica, no…si interessano di bisogni personali, ovvero di necessità private e quindi lontane dall’empatia altrui, ovvero il motivo principale che dovrebbe istituire il veganismo come ideologia pacifista collettiva. Questo non avviene perchè si pongono al primo posto i propri bisogni, e con ciò non si ottiene di fatto un cambiamento nelle abitudini e soprattutto nelle consapevolezze, ovvero gli Animali continuano a soffrire e a morire nonostante nei supermercati, nei ristoranti e nelle strade si parli e si mangi vegano. In questo articolo si vuole puntualizzare come il veganismo stia prendendo un altra strada e di come, purtroppo, si stia snaturando il concetto fondamentale che era alla base iniziale: creare empatia, e non egoismo.
La psicosi consumista odierna è in realtà una giustificazione alle proprie malefatte perseguendo interessi personali: i cacciatori che dicono di amare la natura utilizzando lo sport come mezzo di distruzione, i vivisettori che squartano cavie da laboratorio per ricercare una propria scoperta illuminante, gli etologi che studiano il comportamento Animale per rifletterlo su se stessi…ecc.ecc.ecc.

A proposito di veganismo e ambientalismo “di massa”, ovvero due aspetti diversi di concepire la consapevolezza ma costituiti entrambi da un identica matrice fuorviante.

Questa è la proposta di Greenpeace:
“DOBBIAMO IMPARARE A CONSUMARE MENO E MEGLIO. COMPRA IN MODO RESPONSABILE! Ti piacerebbe mangiare pesce senza renderti complice dell’impoverimento del mare? Molte specie ittiche (come tonno, pesce spada e merluzzo) comunemente consumate in Italia, sono pescate con metodi distruttivi che danneggiano e svuotano il mare. La buona notizia è che le alternative esistono: basta conoscerle. SCOPRI LA NOSTRA GUIDA! Con le TUE SCELTE, ogni volta che fai la spesa, puoi contribuire a cambiare il mercato del pesce e premiare chi pesca in modo sostenibile: ad esempio i pescatori artigianali, che usano attrezzi con un basso impatto sull’ambiente. Inoltre, controlla che i rivenditori inseriscano in etichetta le informazioni previste dalle nuove leggi europee: provenienza, stagionalità, taglia minima e metodi di pesca.”

Fonte http://fishfinder.greenpeace.it/

Veramente molto discutibile!

 

(per leggere altri commenti cliccare sul link originale dell’articolo)

Annunci

Invia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...