Vegan-trendy


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Il salutismo modaiolo che si è creato per attirare i nuovi vegani è solo un danno per gli stessi sventurati che, purtroppo per loro, si lasciano coinvolgere da campagne marketizzate che di sano, buono ed etico non hanno proprio nulla! Le aziende non hanno a cuore nè le persone nè gli Animali…ma solo i loro guadagni! Quindi smettiamola di creare stupidi dibattiti vergognosi in cui si evidenzia negativamente il veganismo e la sua concezione di vita. La consapevolezza nasce dalla corretta informazione e da una presa di coscienza ottimale. Chi insegue le tendenze del momento fingendosi vegan-trendy non ha nulla da condividere con chi ogni giorno si sforza di abbattere pregiudizi, falsità e calunnie a carico di un sistema sociale basato sullo sfruttamento e la speculazione! La ricerca scientifica ha bisogno di solide basi etiche lontane da profitti opportunisti! Solo quando ciò sarà raggiunto allora si potrà parlare di una nuova frontiera nell’alimentazione e nello stile di vita.

 

Foto tratta liberamente dal web

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4 pensieri riguardo “Vegan-trendy

  1. Ciao Roberto, non sono totalmente d’accordo con te, io ad esempio mi sono avvicinata all’alimentazione vegan per salute, per avere più controllo possibile e scongiurare il più possibile tutte le patologie che in un modo o in un altro derivano dal consumo di proteine animali. Ho iniziato così, leggendo The China Study ( dove tutti gli esperimenti sono condotto su topi, fai un po’ tu….) , ora, dopo oltre tre anni, la componente etica e morale è forse più forte in me – soprattutto dopo aver letto il libro della Joy (“Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche” che conoscerai anche meglio di me), ma se non fossi partita dal concetto egoistico dello voler stare bene, forse questo percorso non l’avrei intrapreso. Da onnivora avevo pianto guardando gli allevamenti di polli, ma poi mi ritrovavo comunque a mangiarli (da vera dissociata!!!). Credo che il fermento salutista sia comunque da apprezzare….sono d’accordo con te, le multinazionali non propongono ora linee vegetali per il nostro benessere, ma per allargare la loro fetta di mercato, è solo business e, tutto sommato, ci può stare comunque, sta a noi imparare a scegliere chi e cosa supportare. Ci vuole tempo, ma bisogna essere ottimisti. Vieni a sentire la conferenza di Singer settimana prossima?E’ a Torino e a Milano! Un caro saluto

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    1. Cara Glenda, io non faccio riferimento al salutismo responsabile che è comunque un aspetto fondamentale nella vita di un individuo. Se tu avessi letto il mio libro c’è un capitolo che spiega bene cosa è il veganismo salutista e quali differenze esistono tra esso e quello etico. In questo breve articolo ho voluto puntalizzare invece sull’eccessiva enfasi della “moda-vegana” che sta dilagando un po’ ovunque, la quale è spesso negativa e controproducente anche per colpa di dibattiti squallidi e vergognosi visti in TV o letti sui giornali. Ci sono vegani dichiarati che beveno cocacola e si ingozzano con cibo industriale pur senza derivati animali ma altamente dannoso per la salute, oltre che motivo di guadagno per aziende che non hanno nessun interesse per le persone, gli Animali o l’ambiente. Basta analizzare la questione spinosa dell’olio di palma e sugli interessi ultramiliardari da parte di un industria caparbia fino alla fine per non abbandonare l’ingrediente tanto economico, e sicuramente per niente nutriente. Naturalmente laddove c’è produzione intensiva esiste sfruttamento e speculazione, ed io mi riferivo solo a questo aspetto considerato che il cibo vegano (surrogato) ormai è entrato a far parte dei format assortimentali della grande distribuzione. Non spetta a me dire che il veganismo non si applica comprando tofu, seitan o polpette di verdure, o peggio la cocacola dolcificata con la stevia (molti la definiscono la bibita dei vegani!).
      Per quanto riguarda lo studio cinese di Campbell bisogna prendere spunto solo dai risultati ottenuti i quali sono sicuramente innovativi e rivoluzionari in quanto hanno messo in discussione un dogma scientifico che, visti i risvolti negativi dell’ultimo secolo, doveva per forza essere rivalutato. Mi riferisco all’aumento di malattie degenerative causate da un assunzione esagerata di proteine d’origine animale. The China Study c’entra poco con il veganismo etico soprattutto se sono stati fatti esperimenti su Topi o altri sventurati Animali molto diversi dall’anatomia Umana riportando quindi dei risultati scientifici poco attinenti. Sinceramente sono poco informato in merito, tu cosa sai? Gli esperimenti li ha effettuati lui o altri per confermare o smentire la sua tesi?

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      1. Scusa Roberto, non ho letto il tuo libro, ma lo farò molto volentieri. Sono d’accordo con tutte le tue osservazioni e ti ringrazio per la tua risposta….rabbrividisco pensando che la coco cola con la stevia possa davvero essere considerata la bibita dei vegani! E l’olio di palma…in metro vedo le pubblicità a sostegno commissionate dal governo indonesiano e mi prende una tristezza sconfinata, non solo per la distruzione che tale olio provoca, ma per il fatto che sia totalmente un grasso saturo senza possibilità di apportare un qualche minimo beneficio a livello di salute! Il discorso su The China Study è un po’ lungo e complesso, magari ne possiamo parlare tramite email, altrimenti intasiamo la tua pagina, che dici? Capisco il tuo punto di vista, ma io sono comunque convinta che se non avessi pensato prima al mio egoistico bene probabilmente non sarei arrivata anche a capire e fare mia la questione etica e morale per davvero e spero che tanti altri possano compiere questo percorso.
        Dove posso trovare il tuo libro?

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      2. Sono daccordo con te in merito alla propria consapevolezza…fondamentalmente è così, ma non bisogna farsi sopraffare. Tu hai fatto benissimo ed hai ottenuto buoni risultati in termini di presa di coscienza, per molti altri purtroppo non sempre si riesce in maniera efficiente e costruttiva. Possiamo parlare liberamente qui o tramite mail su robbi.conte@libero.it o anche su facebook (nelle info in alto al blog ci sono i riferimenti). Il mio libro, come puoi vedere dalla copertina riportata a destra della testata, è disponibile in tutte le librerie fisiche ed online nei formati ebook o cartaceo. Puoi cliccare sull’immagine o seguire questo link per comodità http://www.youcanprint.it/autori/12038/roberto-contestabile.html
        Naturalmente avvisami appena deciderari di acquistarlo. Intanto ti saluto e ti ringrazio per il confronto, è sempre un piacere incontrare persone disponibili al dialogo. 🙂

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