Dissonanza cognitiva


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Osservando queste immagini, tra lo shock iniziale da parte di chi ha capito il difetto di questa società specista, si capisce perfettamente che ruolo svolge l’industria della carne insieme a tutto l’indotto compromesso. Non a caso girando per le strade cittadine spesso ci si imbatte in insegne o manifesti presso macellerie o luoghi d’intrattenimento dove liberamente viene rappresentata la figura “felice” di un Animale (Mucca, Pecora o Maiale…) ucciso a fette o addirittura suicidato lui stesso! Gli psicologi potranno definire queste azioni-immagini frutto di una certa dissonanza cognitiva, ovvero la sensibilità Umana viene confusa e a volte stravolta da un concetto naturale e contraddittorio ma che facilmente riporta ad un assuefazione dello stesso. Se naturalmente è permesso, scontato, plausibile che “alcuni” Animali possano morire per mano dell’essere Umano solo ed esclusivamentente per uno scopo alimentare e quindi di sopravvivenza personale…allora tutto diventa accettabile e quindi parte stesso del compromesso. Molti avranno sentito spesso la tipica frase: “Mi dispiace che muoiano dei cuccioli, ma a me piace la carne e non riesco a farne a meno!”. Oppure intenerirsi con i propri bambini davanti all’immagine di un Maialino…continuando poi a portarli al fast-food. O ancora definire gli asiatici degli assassini perchè uccidono i Cani simbolo dell’affezione domestica occidentale…non sapendo (o fingendo) che nel resto del mondo, ma con altre vittime, si esegue la stessa identica pratica mortale.
Sembra che la sensibilità Umana funzioni a tappe o a singhiozzi, e non sempre sia determinata da una concreta coerenza. Vige naturalmente il presupposto antropocentrico in cui ognuno esiste prima degli altri, ed in ogni caso è priorità assoluta cancellare (o non vedere) il male commesso, anche indirettamente, in quanto esso giustifica l’azione mortale. Una sorta di legittima difesa estrema e psicotica in cui si compiono gesti ed abitudini ritenuti “normali” in un contesto produttivo dove si uccide liberamente e legalmente. Gli esempi sono innumerevoli: la vivisezione si applica per salvare vite Umane, carne e derivati sono utili ad una buona salute, il pellame nell’abbigliamento serve per istituzionalizzare la moda ed il lusso, i parchi naturali (acquari, zoo, circhi ecc.) sono luoghi di intrattenimento ed istruzione anche a carattere scientifico. Tutti concetti inglobati erroneamente nelle coscienze, e ritenuti quindi accettabili ed utili ad un sacrificio giusto e obbligatorio. Basta osservare le campagne di sensibilizzazione alle raccolte fondi dei vari istituti di ricerca mirate appositamente verso madri e padri coscienziosi a loro malgrado responsabili di un figlio malato. Non si mostra l’effettiva sperimentazione che avviene nei laboratori di ricerca, ma si allude comunque ad un sacrificio accettabile. Messa su questo piano la vivisezione è più che vincente? Abili strateghi agiscono proprio su questo aspetto per giustificare quindi tutto l’intrigato apparato. Che dire delle missioni spaziali e di tutte le vittime Animali? Che dire del genocidio negli allevamenti intensivi e di tutte le conseguenze ambientali e sociali? Che dire delle morti accettabili di prigionieri inconsapevoli del loro destino (per es. il Gorilla Harambe)? Che dire del bracconaggio e dei profitti annessi?
Il capitalismo attuale viene dunque considerato apoteosi dello sfruttamento Animale, e non sarebbe diversamente in un sistema che costruisce ed applica la mercificazione delle vite. Il problema reale, e troppo spesso inosservato, sta nell’indifferenza assoluta e nella mancata correlazione tra tipi di violenze. Non esistono tipi di uccisioni, non esistono categorie di genocidi, non esistono considerazioni a parte. Esiste lo sfruttamento e la morte di esseri viventi senzienti, ovvero la distruzione arbitraria dell’ecosistema terrestre. E questo non è applicato dalla corretta evoluzione del pianeta, che potrebbe anche giustificare l’estinzione di specie come spesso è avvenuto in un recente passato. Questo non è coerente con la naturale predazione delle risorse. Ed è anche ignota la causa oltre ad un normale egoismo Umano fortunatamente non presente totalmente in tutti gli individui, o meglio esistente ed in parte represso.
E’ un mistero perchè tutto ciò accada da poche migliaia di anni senza una ragionevole causa. Forse tutto questo massacro è indispensabile ad un progresso morale tanto atteso? Si aspetta e si spera che ciò avvenga in un futuro non troppo lontano.

 

Per approfondimenti: Suicide Food. Una recensione e Suicide Food

Foto tratte liberamente dal web e dal blog Suicide Food, altre di Roger Olmos

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