Ricette a 5 stelle


Oggi si parla e si discute sempre più spesso di un alimentazione 100% vegetale e, a dispetto di tradizioni e ricorrenze storiche, questa è una vera e propria rivoluzione sociale. Ma perchè stupirsi tanto di un cambiamento dettato da regole, per quanto rigide disciplinate, assolutamente etiche e responsabili? Perchè è difficile far accettare alla maggior parte della gente che mangiare carne e derivati può essere dannoso e a volte deleterio?

In questo articolo parleremo solo dell’aspetto salutistico della questione senza addentrarci in un dibattito puramente consapevole, e sicuramente più importante,  quale è la liberazione Animale. Questo perchè nel mondo vige da secoli un concetto carnista difficile da espiantare! Il carnismo è un invisibile sistema di credenze, un’ideologia, che induce le persone a mangiare la carne di “certi” Animali rispetto ad altri. La radice “carn” si riferisce alla carne, mentre il suffisso “ismo” denota in genere un’esasperazione di talune idee o atteggiamenti. La maggior parte della gente considera la possibilità di mangiare carne come un dono, invece che una scelta. Nelle culture fondate sul carnismo, le persone non riflettono affatto sul perchè trovano alcuni Animali disgustosi e altri appetibili, o perchè per esempio in genere gli Animali vengono mangiati. Ovviamente in molte parti del mondo mangiare carne non è più una necessità (un bisogno primario) e la scelta dipende quasi esclusivamente da ciò in cui si crede. Potremmo affermare quindi che il carnismo è una credenza legata a bisogni primordiali, come lo era un tempo la necessità della schiavitù o determinati ruoli sociali “incarnati” solo ed esclusivamente dagli Uomini. L’emancipazione femminile e le battaglie sociali hanno radicalmente mutato gli aspetti controversi caratteristici di una società passata ed arcaica. Certamente il cammino verso un progresso morale veramente progredito è ancora lungo e laborioso, e il carnismo ne è la prova.

Detto questo possiamo analizzare le motivazioni reali e concrete che molti esperti di fama internazionale hanno analizzato nel corso degli ultimi decenni, utili ad indurre una riduzione drastica dell’assunzione di proteine e grassi di origine animale. Uno tra questi è il dottor T. Colin Campbell che con il bestseller The China Study ha pubblicato uno studio più che ventennale svolto in Asia, ovvero ha analizzato la correlazione che esiste tra alimentazione-condizioni ambientali-tradizioni sociali-malattie degenerative. Una raccolta di dati epidemiologici che hanno portato ad una serie di conclusioni sui benefici sulla salute di alcuni regimi alimentari. L’insorgere di cancro, diabete, ipertensione arteriosa, colesterolo cattivo e tante altre patologie definite “malattie da benessere” possono essere tranquillamente correlate ad un cattivo stato di salute determinato da un assunzione abbondante di cibo d’origine animale. Se pensiamo ai nostri genitori e nonni e alle loro abitudini ci rendiamo conto che non mangiavano tutta questa carne e non bevevano così tanto latte (formaggi, latticini, burro ecc.), vuoi per i costi esagerati definiti di lusso, vuoi anche per una vicinanza maggiore alla terra e ai suoi prodotti naturali. L’urbanizzazione forzata, l’industrializzazione e il consumismo hanno creato dal nulla i supermercati e le grandi strutture distributrici di cibo, soppiantando di fatto il piccolo negozio o il contadino locale tanto necessario alla salubrità e al contatto sociale. Immaginiamo iper-strutture gigantesche quali sono i centri commerciali e al loro finto rapporto di fiducia tra cliente e produttore, dove in mezzo c’è un lavoratore sotto pagato a cui realmente poco importa della salute di chi ha di fronte. L’essere Umano è naturalmente un individuo superficiale e pieno di ego, peggiorato da una mercificazione delle vite e da una esaltazione dei bisogni non necessari. Ecco perchè forse è indispensabile spingere la presa di coscienza verso una maggiore consapevolezza della propria salute. Ad ognuno (la maggior parte) preme rigorosamente la salvaguardia degli Animali, e pochi realmente ucciderebbero con le proprie mani un essere vivente senziente sporcandosi quindi del suo sangue. Come dice la dott.ssa Melanie Joy:

“Il carnismo va in contrasto con i valori umani fondamentali, valori come la compassione e la giustizia. La carne non può essere prodotta senza uccisione e la produzione di uova e latticini provoca grande male agli animali. La maggior parte delle persone vuole bene agli animali e non vuole farli soffrire. Molte persone non sopporterebbero di buon grado gli allevamenti intensivi di animali. Quello che il carnismo fa è distorcere la nostra percezione e intorpidisce i nostri sentimenti, dunque agiamo contro i nostri valori senza renderci conto di quello che stiamo facendo.”

Non è facile distruggere questo credo, non impossibile, ma certamente non immediato! Ci vorranno decenni, forse un secolo per farsì che il consumismo attuale descresca verso una maggiore responsabilità e parsimonia, non senza danni alle economie delle comunità. Ma se pensiamo ai danni che la globalizzazione forzata delle multinazionali sta attuando in ogni settore social-produttivo…bè, probabilmente prima che il collasso sopraggiunga è meglio intervenire dal basso. Aumentare i consumi di cibo vegetale è sicuramente una mossa astuta dettata dal gusto semplice e naturale dei suoi prodotti. Non ha particolari controindicazioni e può essere inglobata senza fatica nel proprio regime alimentare. Certamente come tutti i cambiamenti iniziali le difficoltà possono sembrare enormi, insuperabili…ma nel periodo storico più glorioso dell’informazione non è difficile trovare imput utili ad una cultura del cambiamento. I libri, i manuali e il web sono strumenti necessari per accrescere la propria presa di coscienza. Bisogna sfruttare le buone opportunità, scendere a compromessi in base ad una eredità che tutti abbiamo scritto sulla propria pelle. Nessuno è nato vegano o vegetariano, e se l’evoluzione ci ha portato fin qui anche grazie al consumo di carne…è giunto il momento storico di apportare, in qualità di genere Umano, una svolta radicale che possa salvare tutti.

Ma cosa possiamo effettivamente mangiare? Cosa portare a tavola ogni giorno?

Di recente è uscito un bellissimo libro di ricette scritto dalla figlia del dottor Campbell:

The China Study – Ricette a 5 Stelle

LeAnne Campbell, figlia di T. Colin Campbell, da ormai vent’anni studia e mette in pratica una cucina a base di alimenti vegetali e naturali. Ed è una certezza essere la discendente di un esperto in materia nutrizionale, soprattutto quando in televisione irrompono vari personaggi simbolo di uno “status” arrogante e a tratti ripugnate. Recentemente in Italia sulle reti nazionali si è visto un po’ di tutto: un calderone veramente vergognoso e deprimente! E’giusto pubblicizzare questi tristi eventi fotocopia che servono solo ad arricchire una disinformazione assoluta, ma è importante anche distanziarsi da tutto ciò che viene rappresentato in televisione sottoforma di squallidi dibattiti.

Consoliamoci ed impariamo a cucinare bene e sano:

The China Study – Ricette a 5 Stelle

 

 

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