Impronta idrica


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Quasi nessun prodotto può essere fabbricato senza acqua: per un litro di birra servono 15 litri d’acqua, per 1 kg di carta nuova fino a 100 litri d’acqua (10 litri per un foglio A4) e 2 litri per 1 kg di carta riciclata, per 1 kg di plastica fino a 500 litri. Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, fino a 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica: per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica (www.educambiente.iport.it).

Per produrre industrialmente un chilo di carne bovina costa in media 15.500 litri. Meno “pesanti” le impronte lasciate dalla produzione delle carni bianche come il pollo: un chilo utilizza solo 3.900 litri di acqua. Un chilo di grano in Italia “beve” 2.421 litri d’acqua, che sono più o meno quelli necessari in Russia, ma oltre il doppio di quelli che occorrono in Messico (1.066) e più del triplo di quelli necessari in Cina (690)…quindi in media 1300 litri. In compenso la Cina consuma molta più acqua dell’India per produrre tè, e il Messico molta più acqua di noi per produrre la carne bovina: 37.762 litri per ogni chilo (il record nel mondo) contro 21.167 dalle nostre parti. Per produrre 1 kg di pane sono necessari 2 kg di piante di grano. Per produrre queste piante è necessario almeno 1 mc di acqua. Nella pratica si consuma però un po’ più di acqua rispetto a questo valore teorico. Secondo quanto pubblicato dalla Commissione dei cambiamenti climatici della Ue (http://europa.eu/scadplus/leg/it/s15012.htm), in Italia ci vogliono 10.000 litri d’acqua per produrre un paio di jeans, 2 mila per una maglietta di cotone. Per ottenere 1 kg di cotone tessile ci vogliono 11.000 litri di acqua (in media nel mondo). Quindi per una maglietta di 250 grammi occorrono 2.700 litri. Di questo volume totale il 45% è l’acqua consumata per irrigazione delle piantagioni di cotone; 41% è acqua piovana evaporata nei campi di cotone durante il periodo di crescita; e il 14% è l’acqua richiesta per diluire le acque reflue per l’utilizzo di fertilizzanti e prodotti chimici dell’industria tessile. Globalmente la produzione annuale di cotone sfrutta 210 miliardi di metri cubi d’acqua e inquina 50 miliardi di metri cubi d’acqua rappresentando il 3,5 % dell’uso globale d’acqua per la coltivazione (www.waterfootprint.org).

Anche i prodotti alimentari ottenuti con procedimenti industriali hanno un forte impatto. Un esempio per tutti: per ottenere un’arancia servono 50 litri di acqua, ma per ottenere un bicchiere di succo di arancia industriale ne servono più di 1.000 litri. Infatti, il succo viene pastorizzato, congelato, concentrato, trasportato e successivamente reidratato nel paese di destinazione. Analoghi sprechi di acqua contraddistinguono tutta la catena industriale per l’ottenimento del nostro cibo. Per tenere in considerazione la destinazione d’uso dell’acqua si usa il concetto di “acqua virtuale”, ovvero della quantità di acqua utilizzata per produrre
una data cosa.L’acqua di rubinetto costa circa 60-80 centesimi a metro cubo (mille litri). L’acqua minerale 40 centesimi per una bottiglia di 1,5 litri, cioè 25 centesimi al litro, ovvero 250 euro a metro cubo: 500 Euro per 2000 litri. L’Italia è curiosamente in testa alle classifiche per l’uso di acque minerali, con un consumo pro capite di 170 litri all’anno, contro una media europea di 85 e una mondiale di 15. La spesa media per l’acqua in bolletta di una famiglia di tre persone nel 2006 è stata di 250 euro l’anno, inclusa l’Iva. Considerando un livello di consumo di 200 metri cubi, il valore minimo è stato di 81 euro e di ben 587 euro il massimo. Prendendo invece vari volumi di consumo, si passa da una media di 109 euro per 100 metri cubi l’anno ad una media di 344 euro per 250 metri cubi l’anno. Il costo medio in Italia comunque è poco più della metà di quello internazionale. I 2/3 della superficie del pianeta sono ricoperti di acqua, ma purtroppo solo una piccola percentuale di questa, inferiore allo 0,1% può essere utilizzata dall’umanità. Quello che non tutti dicono, però, è che questa piccola e preziosa parte destinata alla persona umana è consumata per il 90% da agricoltura ed industria.Il risparmio di acqua che si ottiene con i piccoli gesti quotidiani rivolti al consumo domestico, pur avendo una sua importanza dal punto di vista educativo per sviluppare una sensibilità a queste problematiche, è irrisorio se confrontato con dati come questi: per produrre 1 kg di carne bovina serve una quantità di acqua che basterebbe a un essere umano per un anno e che equivale al quantitativo di acqua necessario a riempire un appartamento di 50 metri quadrati.

Per risparmiare davvero acqua la cosa più importante da fare è quindi diminuire i consumi di proteine animali (hanno un fortissimo impatto idrico). Come singola azione da compiere è la più potente in assoluto!

 

(Le notizie sopra riportate sono state prelevate liberamente dal web)

LEGGI anche: Water Footprint: i 10 cibi che consumano più acqua

 

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6 pensieri riguardo “Impronta idrica

  1. Credo (forse temo….) che il fatto di consumare molta acqua in bottiglia soprattutto in Italia derivi dai timori spesso più che fondati, della scarsa sicurezza degli acquedotti e in generale all’inquinamento che da noi pare un argomento che non passa mai di moda, tristemente…..
    E si, vedere che in un paesino come il mio che conta 6mila abitanti ci sono addirittura 3 supermercati mi mette i brividi, l’inutilità di avere scaffali straripanti è alla base dello spreco secondo me.
    Grazie per questo bell’articolo, semplice completo e allo stesso tempo drammatico….

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    1. I supermercati moderni sono l’emblema perfetto di questa società razzista prettamente orientata verso l’egoismo e il soddisfacimento di bisogni personali. Conosco molto bene il settore e ti garantisco che a livello globale il cibo che viene letteralmente “buttato” è enorme! I rifiuti servono proprio a mantenere in vita il circolo vizioso della produzione, ovvero la rovina di questa società consumista e votata allo spreco! Anche le collette alimentari, ed ogni azione di beneficienza, sono un meccanismo ipocrita e corrotto figlie dello stesso sistema. La vera solidarietà comincia nel risparmiare e garantire risorse per tutti. Ma in questo i capitalisti non rientrano…loro ricercano fatturati infiniti.
      Grazie a te per averlo letto e commentato.

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  2. Mi è capitato due settimane fa di vedere un servizio al telegiornale in cui i macellai italiani si lamentavano del consumo di carne che è ribassato di molto negli ultimi tempi. Non hanno dato apertamente la colpa ai vegani ma il messaggio era quello. Poi continuavano a dire che non è vero che loro danno gli antibiotici ai loro animali, cosa che ormai pure i bambini sanno, e che la carne italiana è buonissima. Ovviamente di quanta acqua si consumi per tutto il processo non ne hanno parlato e dubito che facciano abbeverare i loro animali al fiume. Io personalmente ho consigliato ai ragazzi della mia palestra ( dove faccio nuoto) che se proprio vogliono mangiare proteine allora che spizzichino i semi di girasole, che ora si trovano in giro dovunque anche sbucciati e che sono buonissimi. Io così facendo ho messo su un kilo di muscoli, senza toccare un grammo di carne o uova o latte. Magari puoi dirlo anche tu se conosci qualche sportivo, o hai amici che fanno sport.

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    1. Grazie del consiglio…riferirò certamente! Per quanto riguarda la verità di macellai ed allevatori essa è ipocrita ed assoluta quanto la loro coscienza sporca di sangue! Ucciderebbero la propria madre pur di garantire i loro profitti! Per fortuna non siamo tutti uguali ed una consapevolezza maggiore può certamente essere d’aiuto per vivere meglio e in simbiosi con il pianeta. Grazie per il tuo commento e cari saluti! 🙂

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