Gli embrioni Umani sono diversi da quelli dei Topi


“E’ notizia di questi giorni che uno studio scientifico pubblicato nella rivista internazionale Cell dimostra l’ennesimo fallimento della sperimentazione su animali, in questo caso i topi. I ricercatori dell’istituto svedese Ludwig e del Karolinska Institutet di New York hanno dimostrato come ci sia “una considerevole differenza nello sviluppo dell’embrione tra esseri umani e topi, il modello più comunemente usato per gli studi in questo campo”, citando le loro stesse parole (Ludwig Cancer Research, Creation: the first seven days, 7 aprile 2016). Si tratta di studi nel campo della biologia delle cellule staminali e della medicina rigenerativa. In particolare, i ricercatori hanno studiato i primi 7 giorni di sviluppo, durante i quali emergono tre tipi diversi di cellule. Ciascuno di questi deve maturare in maniera appropriata, affinché la gravidanza abbia inizio, ma finora non era chiaro quando, come e in che ordine tali cellule dovessero formarsi, negli esseri umani. Quello che è emerso è che questi tre tipi d cellule si formano più tardi e maturano in modo più simultaneo negli umani, rispetto a quanto accade nei topi. Finora il “modello” utilizzato per questi studi è stato quasi sempre il “modello murino”, vale a dire, i topi. Ma, come al solito, si dimostra ora che tale modello modella ben poco e si finisce per studiare cosa accade nei topi, non cosa accade negli umani, col conseguente pericolo, anzi, certezza, di essere fuorviati nelle conclusioni che si raggiungono. Questo è solo uno dei tanti esempi che dimostrano la fallacia della sperimentazione su animali: per un dato filone, si effettuano decine, centinaia di esperimenti, si pubblicano articoli, e si sostituisce così la realtà “vera”, quella relativa agli esseri umani, con quella fittizia dei risultati ottenuti sui topi. Si curano malattie artificiali nei topi, si disquisisce sui risultati ottenuti in tali “modelli” e si finisce per credere che rappresentino la realtà delle cose. Così facendo si imboccano innumerevoli vicoli ciechi, si sprecano soldi, tempo, risorse e la ricerca diventa finalizzata alle pubblicazioni e ai congressi, più che al progresso e all’aiuto dei malati.Sprechi di tempo e risorse – e quindi danno per la scienza e la salute umana – da una parte e spreco di vite animali dall’altra, con tutto il carico di sofferenza che ogni esperimento provoca. Questo è il duplice fardello che sempre si accompagna alla vivisezione.

A quando una svolta, verso la vera scienza, quella senza test su animali, l’unica davvero utile ed etica?

Nel frattempo, ciascuno di noi può evitare di sostenere questa falsa scienza, basata sulla vivisezione, semplicemente evitando le donazioni alle associazioni per la ricerca che sperimentano su animali – tutte le più note lo fanno – ed evitando di donar loro anche il 5 per mille delle tasse. Ogni anno queste associazioni guadagnano milioni di euro dal 5 per mille, sia dalle preferenze dirette, sia da quelle indirette (cioè da chi sceglie solo il settore, sanità, ricerca o volontariato, senza scegliere la destinazione precisa). Pensiamoci, prima di apporre la nostra firma, e prima di donare durante le varie iniziative promosse nel corso dell’anno.”

Maggiori informazioni sul sito NoVivisezione.org:

Campagna: per una ricerca di base senza animali (per sapere chi destina alla vivisezione parte dei soldi delle donazioni)

Campagna: No al 5 per mille alla vivisezione

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