Eutanasia animale


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Boom richieste di eutanasia, e il veterinario: “Avete rotto, gli animali non sono un fastidio!”

Accade a Milano, dove il manifesto affisso nell’ambulatorio di un veterinario diventa virale. Racconta Alessio Giordana firmatario dell’avvertimento: “Siamo circondati dall’idiozia di chi  pensa che un animale sia una proprietà e non una creatura.”

E casomai a qualcuno fosse sfuggito il concetto riportato nel primo cartello, il dottore lo chiarisce con un addenda: “Si è rotto i coglioni di chi chiede l’eutanasia per il proprio animale domestico senza che quest’ultimo sia gravemente ammalato.”

 Fonte Tgcom24

 

“In ambito veterinario, l’eutanasia è pratica comune per sopprimere animali da compagnia o da allevamento affetti da malattie inguaribili e dolorose. Si pratica anestetizzando l’animale e quindi iniettando una sostanza via endovenosa che provoca blocco cardio-respiratorio; L’ipossia cerebrale porta alla morte.
Il farmaco veterinario utilizzato è denominato Tanax. Esso contiene embutramide, mebenzonio ioduro, tetracaina cloridrato. La sua azione farmacologica provoca narcosi e paralisi della muscolatura striata scheletrica e respiratoria impedendo quindi la ossigenazione del sangue. Spesso il Tanax non ha alcun’azione diretta sul miocardio, cosicché l’arresto cardiaco sopraggiunge soltanto dopo alcuni minuti. È opinione diffusa fra i veterinari che l’animale, pur paralizzato per azione del Tanax, resti cosciente per un certo lasso di tempo. Per tale motivo è necessario porre l’animale in anestesia totale prima di effettuare l’eutanasia. Una valida alternativa è fornita da barbiturici (tiopentale, pentobarbital) somministrati endovena a dosi triple di quelle usuali anestetiche. Sono disponibili anche associazioni di farmaci ad azione eutanasica, comprendenti un barbiturico associato a sostanze cardiotossiche. Tali farmaci, usualmente usati negli Stati Uniti e nel Regno Unito dove il Tanax (denominato T61) è stato ritirato dal commercio, non hanno grande diffusione in Italia.”

Fonte Wikipedia

 

Personalmente non sono daccordo all’eutanasia attiva, ovvero quando il medico causa direttamente la morte del malato. E sono molto dubbioso all’eutanasia passiva, diversamente quando il medico si astiene dal praticare cure volte a tenere ancora in vita il malato. In sostanza non credo nell’intervento Umano sull’evolversi di una morte annunciata, sempre che noi possiamo determinarla tale. Spesso e volentieri le pratiche mediche sono un vero e proprio accanimento terapeutico volto a creare più sofferenze che sollievo ad una situazione di sofferenza, specialmente in casi gravi di malattie o traumi devastanti. La ricerca medica si serve di cavie per ottenere i suoi risultati poco rassicuranti per l’incolumità ma troppo accettabili per profitti utili solo a speculazioni. Il discorso è applicabile a più campi ivi comprese le modifiche genetiche su organismi viventi che servirebbero solo a finanziare oscuri e macabri avvenimenti. Nessuno di noi può sostituirsi agli eventi naturali, e nessuno di noi può intervenire materialmente tramite mezzi artificiali (inventati appunto dall’essere Umano) su circostanze ignote che stabiliscono il confine tra la vita e la morte. Ciò determina solo un prolungamento forzato che può giustificare solo ed esclusivamente le nostre coscienze ma non sostenere qualcosa che non ci appartiene. Determinate situazioni sono strettamente personali ed ognuno le gestisce secondo i propri istinti emozionali. L’importante è poter avere una scelta, questo è etico e morale. Le proibizioni non sono giuste ed accettate, e non risolvono la natura della questione. Gli Animali e gli Umani, in caso di sofferenze, sono senza ombra di dubbio simili ma oggi non identici in ogni aspetto. Questo perchè viviamo in un epoca antropocentrica dalla nascita e i diritti dei non Umani non sono equiparati con la giusta ed etica considerazione. Di recente si discute di unioni civili con tutte le polemiche al seguito, figuriamoci se questo è il reale momento storico di instituire una concreta liberazione Animale! Certamente bisogna parlare e diffondere un informazione concreta ed antispecista, lottare laddove ci siano ostacoli profondi dettati da altri interessi opportunisti. Bisogna spezzare il ciclo dello sfruttamento virtuoso ed integerrimo, uno sfruttamento autorizzato e legalizzato da un sistema di potere corrotto.

 

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6 pensieri riguardo “Eutanasia animale

  1. Sono sempre stato un fautore dell’eutanasia, umana e animale. Dopo aver visto di persona che cosa comporta una “morte naturale”, nel caso animale, e per più volte, lo sono ancora di più e senza possibilità di ripensamento. Premesso che ogni caso è a sé, quando ci troviamo in situazioni estreme ha poco senso appellarsi alla straordinarietà di una o due esperienze, ma è bene considerare tutto quello che è successo. Nel mio caso ho assistito alla morte violenta per auto – paradossalmente il caso migliore: lì i miei gatti hanno avuto una morte decisamente rapida ancorché poco piacevole a vedersi.

    Poi mi sono accanito terapeuticamente per salvare una delle mie gatte. Non dimenticherò mai due cose; la prima è stata quando la gatta – dopo tre mesi di terapie – con le sue ultime forze si cacciava fuori dalla bocca il cibo con le zampe. Lì ho capito in modo straziante cosa significa il desiderio di morire, di non insistere, la richiesta di farla finita da parte di chi non poteva dirmelo con le parole. Ho assistito alle ultime 48 ore in cui l’animale, 8 ore prima del decsesso si è trascinato fuori dalla sua cuccia per venire in braccio da me. Sono rimasto con lei tre ore, nella notte, con le sue ultime fusa; poi l’ho deposta, sfinita nella cuccia. Tre ore dopo era morta, ridotta a un pupazzetto di pelle e ossa. Hop giurato a me stesso che non avrei mai più permesso una cazzata del genere e avrei garantito una morte rapida e indolore ai miei amici.

    Cosa che ho fatto anni dopo, un anno fa, per uno di essi. E non me ne pento. L’ultima volta era perlomeno un gatto che è stato in grado di andarsene con dignità.

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  2. Un fatto vissuto tanti anni fa…..in sala di attesa da un veterinario c’era un giovane uomo con un dobermann stupendo che aveva una zampa fasciata (un pochino, solo in fondo). Mi ha raccontato che l’animale partecipava a concorsi canini. E’ entrato. Quando è uscito il cane non c’era più……ma trascinava un grosso e pesante sacco nero della spazzatura. Il veterinario mi ha poi accennato che avrebbe dovuto amputare la zampa di conseguenza……il finale è già stato scritto……lascio immaginare il mio stato d’animo

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