Giovane Oca


Lili è stanca e sa di non avere nessuna speranza! La vita di una giovane Oca rinchiusa in uno dei tanti, troppi, capannoni da ingrasso degli allevamenti intensivi è piena di abusi e di abbandono! Tutto questo non può esistere, tutto questo non può accadere in un Mondo così altamente tecnologico e sofisticato…forse, anche e soprattutto, proprio per questo motivo così enormemente macabro e micidiale!

Condividi la sua storia! Permetti a chi non vuol vedere e sentire che oggi esiste tutto questo…e che prima o poi tutto ciò dovrà finire, obbligatoriamente! Non si può continuare in una ricerca infinita di perfezione ed egoismo, solo ed esclusivamente per appagare un vizio di gola e lusso! Basta! E ora di affermare con forza, coraggio e determinazione che il cibo del futuro non avrà più sangue e cuore caldo, mai più occhi che ti guarderanno con pietà e compassione.

Non esisterà più niente di tutto questo, ma solo tanta serenità e benessere per tutti! E’ un sogno, un felice avvenire per chi ci crede e per chi persegue un sano percorso costituito da etica ed empatia! Un percorso fatto di presa di coscienza matura e responsabile! Chi non vuole o non desidera fare un passo avanti, oltre la consapevolezza della vita altrui, resti indietro e non ostacoli la nuova logica del pensiero Umano! Mai più egli potrà affermare che la fame è un desiderio di morte, una psicotica azione controversa mascherata da sopravvivenza. Una sopravvivenza illusoria e lontana da un concetto di soprannaturalità. Povero, infelice, sventurato…sarà lui che si nutrirà di sole porzioni di cadaveri.

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2 pensieri riguardo “Giovane Oca

  1. Che tristezza!
    La domanda che sempre mi pongo quando vedo questo tipo di video è: ma come fanno ad essere così insensibili queste “persone” che lavorano in questi lager????? Ma come fanno ad essere così crudeli?????
    Come membro della specie umana mi sento così a disagio, provo così tanta vergogna nei confronti di questi poveri esseri indifesi……
    Speriamo che sempre più persone si rendano conto che mangiare carne, pesce e tutti i derivati animali significa essere complici di questi aguzzini senza cuore!
    Buona domenica
    Serena

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    1. Cara Serena…come sia possibile che accada tutto ciò è plausibile in una società attuale dove tutto è mercificazione! Poi se si pensa a quello che accadeva secoli addietro, in alcuni casi e modalità molto più violenti e crudeli, si concretizza davvero l’ipotesi che l’essere Umano non sia davvero una creatura mansueta e tutto ciò che pensa e compie è solo ed esclusivamente un desiderio e soddisfacimento ad un bisogno personale non indispensabile e non necessario alla sua sopravvivenza, e che quindi ogni suo sforzo di uscire da questo circuito egoista e deleterio può essere raggiunto tramite una piena consapevolezza della vita altrui. Questo perchè osservando ogni azione compiuta nei luoghi di sfruttamento, o peggio in maniera psicotica nella vita quotidiana, non si riesce davvero ad osservare e a comprendere una reale e sincera spiegazione per tanta crudeltà sanguinaria totalmente gratuita. Forse egli stesso non ha ancora raggiunto una piena logica delle sue emozioni, e quindi sentimenti così pieni di odio, rabbia, vendetta, insicurezza, delusione, risentimento, gelosia, e soprattutto alcuni di questi nascosti e mistificati solo per un appagamento possessivo ed egoista, non si riescono ancora realmente a controllare e possedere positivamente. La classica gabbietta del Canarino, l’ipocrita affezione verso Cani e Gatti, il recarsi in luoghi d’intrattenimento a scopo “educativo-naturalista” come circhi, acquari, zoo o riserve naturali, o ancora la passione con cui alcuni individui micidiali e psicopatici, quali sono i cacciatori per esempio, affermano con coraggio e sconsideratezza il loro “amore” varso la natura è quanto mai di peggio si possa immaginare, almeno da parte di chi riesce a vedere oltre lo sfruttamento che avviene in tutti questi esempi macabri ma quotidianamente accettati dalla maggior parte dell’opinione pubblica. E’ assurdo come non si riesca ancora a far capire che ottenere profitto dalla sofferenza altrui non è altro che un suicidio di massa irrimediabile se non si crea un urgente inversione globale, una descrescita matura e responsabile che fermi questo progresso illusorio e non produttivo per nessuno. Non si può perseguire un successo capitalista tramite una ricerca di fatturati infiniti, soprattutto se questa corsa scellerata ha come risultato l’esaurimento di ogni risorsa vivente. Per quanto ancora le foreste sopporteranno il disboscamento? Per quanto ancora i mari e gli oceani sopporteranno una pesca incontrollata e distruttrice? Per quanto ancora l’ecosistema sopporterà una devastazione senza precedenti nella storia terrestre? Con sonvolgimenti territoriali così rapidi da scaturire veri e propri cataclismi assolutamente naturali e prevedibili. Per quanto ancora si potrà allevare Animali per ingozzare persone non affamate ma obese da ipernutrizione proteica? Per quanto ancora le vere ed autentiche popolazioni bisognose di benessere potranno resistere agli effeti negativi di questo consumismo? Così devastante da impoverire interi paesi minacciati dall’usurpazione coloniale prima e da quella corporativa dopo.
      Solo tramite una piena presa di coscienza individuale si potranno ottenere profondi cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Bisogna prima vedere, capire e poi concepire lo stato negativo delle cose passate ma soprattutto attuali. Un predatore libero in natura non potrà mai diventare un erbivoro, non con un evoluzione rapida e cruenta. Paragonare l’essere Umano ad un carnivoro o peggio a un onnivoro è totalmente sbagliato in quanto egli è inserito in un contesto artificiale privo di ogni punto di riferimento naturale, non vive più a stretto contatto con Animali e piante, non è più cacciatore di prede, non più come un tempo. Si chiama essere evoluto e progredito perchè è capace di ingegno ed intelletto, ma non è sifficientemente cosciente per salvaguardare con risparmio e parsimonia la vita altrui. Non in una società fondata su i consumi, sulla mercificazione delle vite, sull’educazione allo sfruttamento, sulla violenza e sull’uccisione come principio di sopraffazione e non di reale sopravvivenza. La nutrizione e lo stile di vita è indispensabile al continuamento della specie, ma questo non deve creare un danno permanente alle altre. Non è positivo per il benessere della collettività terrestre.
      Il veganismo è un passo avanti, una svolta epocale rappresentata in singoli episodi passati ma non sufficienti al radicale cambiamento. Oggi può essere veramente l’alternativa ad un carnismo micidiale e psicotico che si racchiude in ogni singola azione quotidiana. Ogni piccolo gradino superato è un concreto sviluppo verso una maggiore consapevolezza.
      Il futuro può apparire utopico e lontano da un concreto benessere etico, ma lo stato attuale può essere capovolto in una sola generazione tramite un educazione ed informazione veritiera e corretta verso il rispetto di ogni forma di vita. Ovvero un concreto antispecismo.

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