Più ricette sane, meno ricette mediche


Far parte di un movimento rivoluzionario non è estremismo, ma coerenza e responsabilità verso un cambiamento etico rigoroso. Chi sceglie il gusto “macabro” del cibo, rispetto invece ad una consapevolezza più etica della vita, crea una opportunità di sviluppo commerciale destinato solo ed esclusivamente allo sfruttamento Animale.
Ognuno fa ciò che vuole, è vero, ma la singola scelta personale rapportata in un contesto globale fa la differenza, in positivo o in negativo, in merito alla sostenibilità ambientale e alla liberazione Animale.
L’aspetto salutistico vegetariano non ha nulla da condividere con l’aspetto etico vegano, sono agli antipodi, le terminologie sono importanti quando si parla di presa di coscienza. Chi non vuole abbandonare il gusto piacevole del proprio menù “carnista” effettua una scelta personale che non può e non deve condividere eticamente con chi invece ha già oltrepassato la propria consapevolezza. Ogni essere Umano effettua una scelta, e le responsabilità sono pesate e rapportate in base alla propria presa di coscienza che provoca tali scelte.
Tanti sono gli Animali considerati “oggetti personali” completamente sfruttabili, con la convinzione Umana di un amicizia ipocrita. L’apicoltore, per esempio, accudisce con “amore” le proprie Api, senza capire che ricava un profitto derivato da uno sfruttamento. Stessa cosa per le Galline ovaiole, in particolare quelle cosiddette “allevate a terra” che si differiscono da quelle “allevate in gabbia” solo per un concetto pratico di allevamento, differente ma non diverso da tutti gli altri metodi. Gli esempi si sprecano, elencarli tutti è impossibile.
Per essere vincente ed efficiente “eticamente” un movimento rivoluzionario deve smettere di esserlo, deve diventare la normalità. Non una moda, nè un filone consumista, o peggio un gruppo estremo violento trascinatore di individui folli ed incoscienti che tendono solamente ad autocelebrare il sistema di potere.
Bisogna conoscere capire ed essere informati correttamente, istruiti verso uno stile di vita il più possibile antispecista, compromessi compresi, quelli che si affrontano quotidianamente.
Fermare lo sviluppo sanguinario si può, con una diffusione approfondita, cosciente e pacifica soprattutto a partire dalle nuove generazioni. Una rivoluzione pacifica fatta di informazione concreta e veritiera che spieghi realmente ciò che non è visibile ad occhio nudo, ciò che fin ad oggi è stato nascosto e mistificato, ciò che non è stato insegnato.
Attualmente i consumi vegani e vegetariani sono solo in minima parte responsabili dei fatturati alimentari. La grande distribuzione resta a guardare e solo parzialmente, o tramite un canale di “nicchia”, ha introdotto alcuni brand tipicamente rappresentativi di un alternativa nutrizionale. Tofu, seitan, veggie-burger, bevande o surrogati vegetali et simila sono sempre più presenti sugli scaffali, con un ammiccamento ancora soft e poco bilanciato nel grande consumo. L’intenzione reale è quella di recuperare vendite perse da persone coscienziose che si sono allontanate dal “format-food” tradizionale. Alcuni imprenditori abili ed intraprendenti, cercano di creare un filone di consumo salutista, introducendo veri e propri simboli d’identificazione. Tali sono i supermercati e i ristoranti veganizzati. E’ un grande esempio di coraggio e forza, che determina una scelta convinta e responsabile.
L’essere Umano moderno non è consapevole delle proprie azioni. Affronta il compromesso sociale in base ad una convenienza personale superflua e non invece su una necessità o un dovere etico.
L’evoluzione Umana può spingersi verso un consumo più sostenibile: energie pulite e rinnovabili, diminuzione dei consumi superflui, alimentazioni più salutari e responsabili, autoproduzione, baratti ecc.ecc. Ovvero perseguire le alternative possibili utili ad una pace assoluta tra esseri viventi. E’ proprio qui che la responsabilità dei consumatori è di vitale importanza.

“Siamo quello che mangiamo! E se ci viene imposta una realtà mistificata, può essere normale, per noi, istituzionalizzare le nostre scelte in base ai nostri bisogni.”

Non si può imporre uno stile di vita con la violenza o l’indottrinamento forzato. Uccidere pur non sapendo di farlo, questo è sicuramente evitabile!
Essere vegan oggi, significa libertà, pace, sostenibilità, salvezza. Essere vegan oggi, significa essere consapevoli che il pianeta per vivere ha bisogno di tolleranza e convivenza etica. Una nuova forma di pacifismo globale.
Il veganismo è un percorso alternativo utile ad ottenere uno stile di vita sano ed etico. E la riflessione pacifica che ne scaturisce può essere un ottimo mezzo da diffondere per abbattere egoismi e bisogni materiali, falsi miti e dogmi molto profondi.
Una logica più estesa potrebbe solo migliorare le vite Umane e quelle di tanti sventurati Animali, uniche vittime innocenti di tanta crudeltà.
Molti potrebbero affermare che il boicottaggio sia l’unica arma più pacifica e plausibile…è vero, ma non funziona con tutte le menti. Molte persone non si accorgono, purtroppo non da sole, dell’influenza negativa di cui sono circondati. La “marketizzazione” dell’alimentazione, è uno strumento molto forte e presente in ogni messaggio apparente o evidente. Televisione, radio, giornali e internet sono ottimi strumenti di diffusione mediatica. Le alternative sono veramente poche, o infinitesimali, e a tratti quasi assenti. Spesso si preferisce acconsentire proprio a causa di una scarsa o errata informazione che induce in errore, o almeno non nella direzione più corretta. Il consumismo di massa è una condizione sociale molto radicata e potente, che in un contesto totalmente presente e diffuso serve ad ottenere solo ed esclusivamente interessi personali. Gli esempi sono tanti ed innumerevoli. Ognuno reagisce in maniera diversa, ma i più non sanno minimamente cosa si nasconde dietro la produzione industriale. I meno attenti e non consapevoli acquistano per istinto e favoreggiamento, molti non sanno neanche cosa mangiano e sperano a volte di affidarsi coscientemente ad un brand famoso, fidato e lungimerante in materia di successo commerciale.
Fare la spesa al supermercato buttando nel carrello ogni cosa purchè abbia un sapore, credendo di farlo solo per se stessi o i propri cari, sperando che possa dare nutrimento e gioia, magari illudendosi di contribuire al capitalismo globale…non significa creare uno sviluppo sostenibile, bensì accrescere un PIL non coerente con il reale benessere dell’ecosistema.
Un alternativa plausibile e semplice da attuare, e democraticamente parlando più necessaria ed utile del voto politico, è acquistare consapevolmente. Spingere la macchina produttiva verso un benessere più etico e sostenibile. Certamente non senza danni, l’attuale sistema economico ne risentirebbe in un escalation deprimente. Ma probabilmente se questa conversione venisse attuata gradatamente e sinceramente, si potrebbero limitare gli eventuali effetti collaterali. Un pianeta dalle risorse finite non può sopportare ed assorbire un capitalismo sfrenato, scellerato e costituito da produzioni e fatturati infiniti.
Rinunciare ad un vizio di gusto non necessario, è un godimento ripagato in seguito. E’ solo una questione di abitudine. Anche perchè l’organismo Umano è una “macchina” perfetta, che si adatta facilmente ai cambiamenti volontari. Il corpo Umano cambia radicalmente in funzione delle proprie abitudini quotidiane, e soprattutto grazie all’alimentazione.
I tempi non sono maturi e ci vorrà molto ancora per far sì che ognuno si evolva verso una diversa e più pura consapevolezza della vita altrui. Non è facile proprio a causa di un passato e un presente profondamente specista. Il capitalismo recente ha peggiorato la situazione già molto drammatica. L’unica salvezza è creare moderatamente e costruttivamente una decrescita economica molto responsabile che possa liberare ogni essere Umano da vizi ed egoismi indotti terribilmente negativi per il benessere collettivo, anche per porre fine finalmente al genocidio Animale. La speculazione commerciale è pur sempre una temibile conseguenza (si vedano i prodotti veganizzati), ma così facendo tante vite Animali verrebbero risparmiate in virtù di una maggiore empatia che possa modificare la mente Umana verso un nuovo ed autentico progresso morale.
Il veganismo è un buon percorso di scelta etica, ma bisogna coltivarlo e diffonderlo tramite reali e concreti dibattiti. Bisogna spiegare bene e con chiarezza le motivazioni e le conseguenze di un radicale cambiamento più che mai doveroso.
Ecco perchè l’informazione e la condivisione etica sono strumenti molto forti e sinceri per attuare una conversione utile alla salute e al benessere di ogni essere vivente.
Le testimonianze per fortuna sono presenti e visibili ovunque e sempre più. Ognuno nel proprio vivere quotidiano attua una scelta consapevole per se stesso e per gli altri, e anche partecipando ad uno sviluppo consumista si può decidere con coscienza di contribuire ad una scelta sostenibile. Il salutismo è sicuramente un buon inizio per abbandonare acquisti ed alimentazioni sbagliate. Con un semplice gesto si può fare molto ed indirizzare quindi le produzioni verso traguardi più puliti senza speculazioni e devastazioni. Acquistare nei supermercati non è propriamente un gesto etico perchè finanzia un economia non sinceramente giusta, ma dirigersi verso scaffali e reparti più adatti ad un consumo solidale e giusto può fare la differenza. Meglio sarebbe rivolgersi a commercianti locali specializzati in agricolture biologiche e non derivate da sfruttamento. Prediligere frutta e verdura non industrializzata e non proveniente dall’altra parte del pianeta, lasciare cibi raffinati e confezionati all’origine spesso di produzione corporativa, e soprattutto abbandonare ogni derivato Animale che contribuisce solo ad un progresso sanguinario.

Quindi perchè non leggere un buon libro? Federica Gif, autrice del famoso blog di cucina “Mipiacemifabene”, crea ricette sane, gustose ed originali sulla base di studi e partecipazioni a conferenze medico-scientifiche. Il suo motto è “Più ricette sane, meno ricette mediche!” Non a caso la classe medica attuale è concentrata maggiormente sulla cura della malattia e non sulla prevenzione. Altresì non venderebbero miliardi di pillole a persone per lo più sane o nutrite male.

Come afferma lei stessa: “A volte tendiamo a sottovalutarci e non ci rendiamo conto di quanto siamo importanti: siamo noi a dirigere le scelte di mercato! Ebbene sì, se compriamo un prodotto industriale pieno di zuccheri raffinati, grassi saturi e conservanti, confezionato in imballaggi di cartone e plastica, probabilmente avremo fatto guadagnare qualcuno che non tiene particolarmente né alla nostra salute né al pianeta. Se ami lo stile di vita “green” e il cibo sano, ogni giorno cercherai di scegliere alimenti salutari con un basso impatto ambientale. Quando si fa la spesa si possono fare tre scelte: sbagliate, discutibili e giuste.”

piu-ricette-sane-gif

Annunci

Invia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...