Schiavitù moderna


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“La schiavitù, ahinoi, non fa parte della storia del passato ma sotto varie forme è ancora troppo presente tra la popolazione mondiale. Un recente rapporto della Walk Free Foundation, un’organizzazione per i diritti umani, ha stimato che 35,8 milioni di persone sono ridotte in schiavitù in tutto il mondo. E 10 paesi detengono il 70% della quota totale.
La schiavitù moderna differisce da quella tradizionale. Quest’ultima, illegale in ciascuno dei 167 paesi esaminati nel 2014 Global Slavery Index, considera le persone al pari di una proprietà. La schiavitù moderna, definita come il possesso o il controllo di una persona privata dei propri diritti con l’intenzione di sfruttamento, esiste in ciascuna delle 167 nazioni.
In alcuni paesi, il numero di schiavi è particolarmente elevato. Cinque paesi rappresentano da soli il 61% del totale di chi vive nella moderna condizione di schiavitù, e il 70% di tutte le persone schiavizzate vive in 10 paesi. È l’India il paese che ospita il maggior numero di schiavi, oltre 14 milioni.

Ma ecco nel dettaglio la triste top ten:

. India
Al secondo posto mondiale per popolazione, l’India ha il più grande numero assoluto di residenti che vivono in condizioni di schiavitù moderna. I 14,3 milioni di schiavi presenti qui sono quattro volte di più rispetto a quello della Cina, in seconda posizione. La prevalenza della schiavitù in India, come in altri paesi situati nella regione Asia-Pacifico, è in gran parte dovuta alla dipendenza dell’economia sul lavoro poco qualificato e poco costoso.

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. Cina
Qui la popolazione ridotta in schiavitù è pari a 3,2 milioni. Questa cifra elevata può essere commisurata in parte al fatto che la Cina è il paese più popoloso del mondo, con oltre 1,3 miliardi di abitanti. Tuttavia, negli Stati Uniti, il terzo paese più popoloso del mondo, poco più di 60.000 persone vivono in condizioni di schiavitù moderna, secondo la Walk Free Foundation. La rapida modernizzazione della Cina e l’urbanizzazione unita ai grandi flussi migratori nazionali sarebbe alla base della riduzione in schiavitù di molte persone, soprattutto nel settore delle costruzioni e in quello minerario.

. Pakistan
Qui vivono in condizioni di schiavitù 2,1 milioni di persone, circa l’1% della popolazione del Pakistan. La forma più comune è la schiavitù per debiti, una tecnica spesso utilizzata dai datori di lavoro. Se i lavoratori aumentano ulteriormente i loro debiti, gli altri membri della famiglia sono spesso costretti ad aiutare il datore di lavoro gratuitamente. Secondo la Walk Free Foundation, ci sono circa 10 milioni di bambini lavoratori in Pakistan.

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. Uzbekistan
Circa il 4% di tutte le persone che vicono in Uzbekistan sono in condizioni di schiavitù moderna, quasi la più alta percentuale al mondo, con più di un milione di persone costrette a raccogliere il cotone per due mesi ogni anno. Nonostante un calo della produzione di cotone negli ultimi anni e un calo dei prezzi a livello mondiale, sia il FMI che la Banca asiatica di sviluppo prevedono una forte crescita dell’economia del Paese nel 2014 e nel 2015.

. Russia
La Russia è uno dei cinque paesi nel mondo con più di un milione di persone che vivono come schiavi moderni, secondo la Walk Free Foundation. Tra questi lavoratori nati nei paesi dell’ex Unione Sovietica, anche le donne e i bambini che sono vittime della tratta del sesso. La fondazione è anche abbastanza critica sulla risposta del governo russo al problema, e osserva che la corruzione dilagante nell’applicazione della legge aumenta la vulnerabilità dei russi che vivono in condizioni di schiavitù moderna.

. Nigeria
Il paese africano ha 834.200 persone ridotte in schiavitù. La Nigeria non soffre di guerra e disordini civili nella stessa misura di altre nazioni africane. Tuttavia, il paese lotta ancora con la schiavitù moderna. Circa un abitante su 200 vive in stato di schiavitù, uno dei tassi più elevati di tutto il mondo. Il governo nigeriano è quello che meglio sta rispondendo al problema. La Nigeria è stato uno dei soli 8 paesi subsahariani, ad avere un bilancio chiaro – 11,9 milioni dollari – per il finanziamento delle risposte al traffico di esseri umani. Questo è stato anche il più grande budget regionale, che probabilmente ha aiutato il governo della Nigeria a ricevere la migliore valutazione dell’indice tra i paesi africani per la sua risposta alla schiavitù.

. Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo, 762.900 persone sono ridotte in schiavitù. Nonostante la forte economia, il paese è ancora tra i meno sviluppati del mondo. La RDC è stato il terreno di una guerra sanguinosa che ha coinvolto numerosi paesi africani tra il 1998 e il 2003, e che è costata milioni di vite. Vari conflitti armati continuano anche oggi. secondo la Walk Free Foundation decenni di instabilità politica e una violenta guerra civile hanno lasciato molti cittadini della Repubblica Democratica del Congo vulnerabili alla schiavitù moderna. Un altro fattore è la ricca quantità di risorse del paese, per questo si contanto numerosi schiavi impiegati nelll’estrazione di materie prime come diamanti, rame e oro.

Congo

. Indonesia
Sono 714.100 le persone in schiavitù moderna. L’Indonesia è uno dei paesi più popolosi del mondo, con quasi 250 milioni di cittadini. Secondo la Walk Free Foundation, la schiavitù moderna in Indonesia è caratterizzata da lavoro forzato in ambito domestico, agricolo, e nel settore della pesca. In particolare, la relazione individua la produzione di olio di palma come problematica, affermando che è spesso prodotto da lavoratori che sono intrappolati nelle piantagioni. L’olio di palma è usato in molti prodotti americani di consumo, dal rossetto al gelato. E gran parte proviene proprio da qui.

. Bangladesh
Sono 680.900 le persone in schiavitù moderna. Secondo la Walk Free Foundation, il crollo di una fabbrica di abbigliamento di otto piani dello scorso anno, ha ucciso più di 1.000 lavoratori. L’incidente ha evidenziato la difficile situazione dei cittadini che lavorano in ambienti pericolosi e senza tutele.

. Thailandia
La popolazione in stato di schiavitù moderna è pari a 475.300 unità. Come molti altri paesi della regione Asia-Pacifico – dove vivono quasi due terzi di schiavi moderni del mondo – l’economia della Thailandia si basa molto sul lavoro poco qualificato, in particolare nella pesca, e le industrie di abbigliamento. Inoltre, i lavoratori migranti provenienti da paesi limitrofi costituiscono una parte considerevole della forza lavoro della Thailandia e sono forse anche i più propensi ad accettare lavoro forzato o di sfruttamento sessuale.”

Original post http://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/14995-schiavitu-classifica-paesi

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13 pensieri riguardo “Schiavitù moderna

  1. Decisamente sconvolgente la lista dei Paesi apertamente schiavisti. Esiste però anche una schiavitù più sottile e contro la quale non ci si può ribellare perché si è insinuata nelle pieghe della nostra psicologia e è la schiavitù delle donne nei paesi mussulmani dove non hanno nemmeno il diritto di uscire di casa senza un uomo che le accompagni . Ma quello che mi sconvolge di più è la schiavitù degli Animali imprigionati e torturati per tutta la loro esistenza

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    1. E’ proprio così! Tutto vero…purtroppo. Miliardi di Animali ogni anno vengono concepiti artificialmente ed allevati intensivamente solo per essere uccisi e destinati all’alimentazione Umana e ai vari settori di profitto ad essi collegati. La schiavitù ha sempre accompagnato la storia Umana, per molto tempo, ed ancora oggi in alcuni luoghi lontani esiste in pratiche violente e sanguinose. Da sempre violenza e morte sono concetti specifici ben inquadrati nell’essere Umano, privo di una logica etica che non può quindi svegliarlo da un torpore esistenziale puramente egoista. Per quanto tempo ancora l’uomo e la donna potranno giocare in maniera macabra e micidiale sull’esistenze altrui, manipolando ogni risorsa naturale per un benessere solamente momentaneo ed assolutamente illusorio?

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    2. È vero. La donna è vista, in quei paesi a cui ti riferisci, come un essere inferiore all’uomo, o meglio, al maschio. Credo che sia dovuto alla religione. Anche in Italia fino a pochi decenni fa, sopratutto al sud, la donna era la classica moglie di casa, che curava i figli, aspettava il marito, cucinava per loro, vestiva sempre coperta, la propria identità e femminilità era quasi nulla.
      Oggi non ci sono tutti questi problemi. Ma direi che ne sono sorti di altri diametralmente opposti: la donna moderna non si veste, si sveste. Non cura la famiglia se prima non cura se. Non attende il marito perche magari ne attende un altro! Ovviamente c’ho scherzato sopra. I tempi cambiano ed è giusto che sia cosi.
      Pero una cosa era meglio prima. Probabilmente volendo il bene della famiglia, la donna era il simbolo dell’essere e non dell’avere. Esserci per i figli, esserci per il marito.

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      1. I tempi cambiano…ma l’evoluzione deve essere coerente e non sottoposta a nessun tipo di sfruttamento. Bisogna imparare dagli errori passati e progredire verso un futuro più pacifico e solidale, più consapevole e meno sanguinario. Oggi anche se erroneamente si persegue uno sviluppo tecnologico mistificato come moderno…si è ancora ben lontani da un progresso Umano realmente evoluto e quindi avanti ad ogni concetto retrogrado. Le eccezioni esistono ed è necessario perseguirle, solo così l’essere Umano potrà un giorno anche non molto lontano raggiungere una concreta consapevolezza di ogni vita terrestre, rispetto invece all’attuale genocidio e devastazione. Basterebbe anche una sola generazione.

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      2. Essere liberi per me vuol dire poter realizzare le proprie potenzialità e poter fare quello che si desidera rispettando gli altri. Esserci per il figlio e per il marito va bene ma sarebbe giusto che anche il marito e i figli ci fossero per lei quando vuole lavorare o vuole riposarsi dopo il lavoro. Vedo invece che spesso la donna deve lavorare fuori casa, poi in casa, poi per i figli e per il marito, quindi anche per i vecchi genitori e nessuno fa nulla per lei. Forse questo tipo di vita è peggiore della schiavitù, almeno lo schiavista mantiene lo schiavo per non perderne il valore.

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      3. “Esserci per il figlio e per il marito va bene ma sarebbe giusto che anche il marito e i figli ci fossero per lei quando vuole lavorare o vuole riposarsi dopo il lavoro.”

        Purtroppo spesso è così e non va bene! L’empatia bisogna coltivarla per raccogliere i suoi frutti…proprio come la terra va curata per ottenere un buon raccolto e cibarsi di esso. Sembrano parole scontate, ma gli allevamenti intensivi sono l’opposto macabro e micidiale a questo concetto basilare di sopravvivenza pacifica. La riflessione che ne scaturisce deve essere essenziale per uscire da un induzione molto forte che è causa di ogni sofferenza.

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    1. Solo tramite una profonda presa di coscienza utile al raggiungimento di una forte consapevolezza etica e ricca di empatia è possibile evolversi verso un progresso vero ed autentico che possa far percepire pacificamente ogni essere vivente senza nessun tipo di sfruttamento. Solo allora l’essere Umano potrà raggiungere una piena e moderna evoluzione.
      Grazie per il tuo commento e cari saluti. 🙂

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    1. Cara Giusy, mai perdere la speranza e la forza di reagire di fronte ad ogni stato di sofferenza personale ed altrui. Lo sfruttamento con cui l’essere Umano applica da sempre la sua ingordigia…un giorno finirà, in un modo o nell’altro!
      Grazie per il tuo contributo e cari saluti. 🙂

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      1. L’essere umano è la peggior animale che può esistere su questa terra, un guerrafondaio che distrugge la propria specie, ma, in natura è applicata questa legge. La coesione manda avanti la specie, non la cannibalizzazione…e non gli basta, vuole distruggere anche tutte le altre…ma il conto ci verrà presentato, senza dubbio. Ciao Giusy

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  2. Vedo che piace questo commento, allora voglio correggere una parola: mai, in natura è applicata questa legge, esiste un equilibrio tra le specie animali. L’uomo dotato di miliardi di neuroni, si pone al di sopra di ogni animale, per cui ha la responsabilità immensa di custode di questo pianeta. Se con il suo comportamento, induce i suoi simili in schiavitù e si pone in condizioni di usurpare la natura e le specie animali, beh, la natura si vendica e in modo feroce. Ho scritto un post, visitato da molte persone e invito chi legge a dare una sbirciatina, è un invito, non un obbligo, ma capirete così il mio rapporto con la natura. Il post si intitola: La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij), cari saluti Giusy

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    1. Leggerò il tuo post…e spero anche gli altri.
      Considerare l’essere Umano al di sopra di tutto è totalmente sbagliato. Questo significa giustificare e glorificare l’antropocentrismo che da secoli regna indiscusso sulla Terra. L’essere Umano non è più forte, intelligente o migliore degli altri viventi. E’ solamente più crudele! E’ una creatura NON mansueta! Potrebbe anche divenire custode di questa pianeta…ma non oggi, e forse mai in queste condizioni psico-fisiche. L’evoluzione Umana ha ancora molto tempo a disposizione (si spera non troppo o forse non abbastanza) per sviluppare una logica etica che possa liberare ogni forma di vita da tale sfruttamento meccanizzato.
      Grazie Giusy e a presto! 🙂
      Grazie per il tuo prezioso contributo! 🙂

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