Scelta vegan


Attualmente i consumi vegani sono solo in minima parte responsabili dei fatturati alimentari. La grande distribuzione (gdo) resta a guardare e solo parzialmente, o tramite un canale di “nicchia”, ha introdotto alcuni brand tipicamente rappresentativi di un alternativa nutrizionale. Tofu, seitan, veggie-burger, bevande o surrogati vegetali et simila sono sempre più presenti sugli scaffali, con un ammiccamento ancora soft e poco bilanciato nel grande consumo. L’intenzione reale è quella di recuperare vendite perse da persone coscienziose che si sono allontanate dal format-food carnista tradizionale. Alcuni imprenditori abili ed intraprendenti, cercano di creare un filone di consumo salutista, introducendo veri e propri simboli d’identificazione. Tali sono i supermercati e i ristoranti veganizzati. E’ un grande esempio di coraggio e forza, che determina una scelta convinta e responsabile. Un applauso è sicuramente doveroso, ma l’etica del pensiero non è questa, e non è ciò che si vuole raggiungere, almeno non da chi persegue una presa di coscienza utile alla liberazione Animale.
Tutto questo ragionamento spinge verso un punto fondamentale, e purtroppo la confusione in merito è molto alta. Urge un informazione, o meglio una presa di posizione, molto forte e chiara. E’ indispensabile che ciò avvenga, perchè non è assolutamente possibile trovarsi di fronte a prodotti alimentari sponsorizzati sottoforma di brand-etici, soprattutto quando di etica non hanno assolutamente nulla. Quelli che vogliono incentivare e promuovere “griffe” cruelty-free, merchandising di t-shirt con la “V” slanciata che lo facciano pure. Sicuramente smuoveranno qualcosa nelle menti assopite. Ma aprire ristoranti, per esempio, che cucinino pietanze e surrogati a base vegetale, invitando clienti incuriositi con abbigliamento di pellame o piume è inutile, anzi dannoso. Il veganismo etico è una presa di coscienza personale, non è un opportunità per “finti vegani trendy” o presunti tali.
Il veganismo salutista può essere solo ed esclusivamente un mezzo, uno strumento per ottenere una vera, reale, sincera presa di coscienza animalista. Ma non è la soluzione, semmai esistesse, semmai fosse veramente e puramente strategica. Purtroppo chi vorrebbe approfittare di questa ghiotta opportunità commerciale è già in azione!
Il vero inganno psicotico è il consumismo moderno. L’epoca attuale è strettamente carnista, e non è affatto semplice sdradicare concetti, tradizioni storiche e ideologie prettamente antropocentriche.
Anche gli antichi romani mangiavano Animali ma era visibile, si era consapevoli di ciò che si faceva, ed era tutto lecito, alla vista di tutti. Oggi tutto ciò è mistificato, troppo per essere concepito e condiviso come “uccisione legale”.
Il capitalismo moderno è fondato sullo sfruttamento Animale, Umano ed ambientale. Il carnismo odierno è frutto dello sfruttamento Animale. E non basterebbe una pagina intera per elencare ciò che avviene all’interno di un qualsiasi ciclo produttivo intensivo, in ogni singolo minuto terribile!
L’antropocentrismo che contraddistingue l’essere Umano da secoli, ha trasformato questo martirio sanguinario in un accettazione forzata ed indiscussa.
Che fare dunque? Bella domanda! Ognuno ha l’obbligo morale di attuare nel suo piccolo vivere quotidiano un informazione chiara e corretta il più possibile etica e consapevole, per aprire gli occhi a chi, con indifferenza e astuzia, partecipa attivamente allo sfruttamento. Se si pensa a ciò che avveniva per esempio 100 anni addietro, in una completa e serena naturalezza, nonostante oggi sembri criminale ed infernale, ci si rende conto che il male si può combattere ma solo con le armi giuste. L’essere Umano naturalmente è molto egoista, rimuoverlo dalle sue abitudini è un azione ardua e complicata, ma non impossibile.
Il movimento vegan è in continua crescita, ed è una speranza! Ma il rischio che venga travolto da uno sfrenato capitalismo speculativo è molto alto.
Bisogna sforzarsi di comprendere le basi del benessere apparente, derivato da un sistema produttivo errato e sanguinario. Solo in questo modo, la situazione attuale può diventare più chiara. Non è facile, ma oltre le bollette e la spesa al supermercato, esiste ben altro da analizzare. Sono alcuni aspetti alquanto psicotici dell’essere Umano borghese, che agisce per convenienza e non per etica effettiva.
Amare e rispettare gli Animali, oltre che tutto l’ambiente circostante, significa affrontare un grande difficile compromesso che si traduce in vita quotidiana consapevole.
L’evoluzione Umana può spingersi verso un consumo più sostenibile: energie pulite e rinnovabili, diminuzione dei consumi superflui, alimentazioni più salutari ed etiche, autoproduzione, ecc.ecc. Ovvero perseguire le alternative possibili utile ad una pace assoluta tra esseri viventi.

Un buon libro può aiutare ad effettuare la scelta giusta, la scelta salutista, la scelta etica:

“Come lo fa Isa?” di Isa Chandra Moskowitz.

Fai come Isa
Le migliori ricette della cuoca vegan più famosa d’America – Ricette vegane incredibilmente semplici e deliziose, per tutti i giorni

Voto medio su 1 recensioni: Buono

Isa Chandra Moskowitz è cresciuta a Brooklyn, ha frequentato la scena punk rock della Lower East Side di Manhattan negli anni ’80 dove ha incontrato la cultura vegetariana prima e scelto il veganesimo successivamente. Più che un ricettario è un vero e proprio manuale ad hoc con interessanti idee ed innovazioni culinarie corredate da numerose foto dettagliate.

La scelta vegan è un passo importante che parte dall’alimentazione e coinvolge ogni aspetto della vita, utile ad un cambiamento pacifico, radicale, responsabile e benefico per tutti. Insegnare questo alle nuove generazioni è un dovere obbligatorio.

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5 pensieri riguardo “Scelta vegan

  1. E’ proprio vero, il veganesimo prima o poi diventerà interessante per i capitalisti, e ci troveremo inondati di gente che ci confessa di aver provato il tofu e che gli è piaciuto! A me già succede, veramente. Però avremo delle future persone in salute? Oppure avremo dei veri veg, finti salutisti?
    Isa Chandra Moskowitz la conosco da tempo, ho anche il suo libro sui biscotti e le cupcakes vegane. Ricette che fanno venire l’acquolina in bocca ma piene di ingredienti davvero troppo particolari e irreperibili, soprattutto, in Italia. Vedendola in foto mi domando quanto zucchero, quanti grassi vegetali, oli strani e altre robe poco naturali la tipa mangi…essere vegani è un discorso e mangiare veg per salute è un altro.
    Io faccio attenzione anche a questo. Certo ci sono arrivata dopo anni in cui anche io ho ingurgitato qualsiasi diavoleria veg prodotta in fabbrica, ma ora vado fiera del mio frigorifero vuoto di panna di soia, salame veg e cotolette di soia panate.
    Di questa crescita devo ringraziare la mia nutrizionista.
    Ciao e buona giornata 🙂

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    1. Ciao e grazie per il tuo commento, un valido contributo per una questione attuale molto delicata.
      Il veganismo è in crescita ed è una speranza, ma se tutto il sistema economico, e quindi capitalista-sfruttatore, è il mezzo con cui esso arriva o arriverà alle persone carniste…allora la strada da percorrere è ancora molto lunga e piena di insidie. Certamente la presa di coscienza sta aumentando e questo è sicuramente un bene, ma il panino veggie del Mac (per esempio) è sicuramente meno convincente di un educazione rispettosa ed etica verso il benessere degli Animali e quindi degli Umani! Nutrirsi e vestirsi di Animali oltre che abusarne per fini personali è dannoso per tutti, e l’esasperazione capitalista con cui negli ultimi 100 anni si è perpetrato ed approfittato…è un crimine legalizzato condiviso purtroppo in maniera lecita dalla maggioranza delle popolazioni.
      C’è ancora tanto lavoro informativo da fare per abbattere culti, dogmi e falsi miti…ma bisogna sperare e lottare per un futuro migliore, non arrendersi di fronte a squallidi tentativi di speculazione. Abbattere il muro del profitto personale è certamente un passo essenziale, in quanto laddove c’è guadagno non solidale c’è sfruttamento e morte.
      Grazie ancora e cari saluti. 🙂

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    2. (per correttezza e completezza: il libro in questione lo riceverò come copia omaggio grazie alla pubblicazione di questo articolo, quindi una volta letto se ci dovessero essere incongruenze tali da non permettere un messaggio etico-salutista sufficiente…provvederò a scrivere una recensione adeguata.)

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  2. La crescita numerica e non è possibile sapere ancora se anche etica dei ristoranti vegani frequentati da persone impellicciate curiose di assaggiare alimenti brandizzati, di certo non è quanto ci si possa prefiggere nella convinzione della cessazione del consumo alimentare di carne animale ma, se mi permetti di osservare, anche la stessa esistenza del movimento vegano paradossalmente e per le medesime ragioni non dovrebbe esistere.
    Spiego meglio.
    Ritenendo eccessiva persino una sollecitazione mediatica, ad esempio al consumo vegano, se ho compreso il senso del tuo scritto, e questo per chi come te possiede una profonda convinzione in merito all’argomento trattato dal momento che il medesimo consumo vegano ha una sostanza etica importante e non differibile, anzi dall’applicazione ritardata…perché quella sollecitazione è stimabile fuori luogo e forse anche anacronistica se non addiruttura dannosa in quanto esposta ai giochi delle multinazionali nell’odore di guadagni possibili, allora anche ciò che un movimento, come quello vegano può rappresentare non ha ragione di esistere in quanto dannoso per l’ostentazione di ricerca di proseliti il che come analisi è chiaramente superficiale ma è ciò che superficialmente sembra.
    Penso quindi che per questa contraddizione nei modi il parlarne e quindi anche il movimento stesso che lo alimenta siano positivi soprattutto considerando che non è semplice passare al vegano per un’informazione ancora assai approssimativa. Per la difficoltà di reperimento degli alimenti necessari e per il costo non indifferente degli stessi. Troppe le deterrenze in questo momento. Forse bisognerebbe curare meglio questi aspetti e contemporaneamente anche quelli della formazione e della disanima di ciò che penso non sarai d’accordo a chiamare …problema.

    Estremamente interessante.

    http://giannipianofortista.blogspot.it

    Uomo

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    1. Ciao e grazie per il tuo commento! E’ sempre utile e costruttivo avere altri punti e spunti di dialogo e costruzione.
      Ti rispondo molto brevemente: ognuno di noi (Umani o Animali) possiede un impronta terrestre inevitabile, cioè ognuno di noi vivendo naturalmente ha un impatto ambientale sull’intero ecosistema. Dipende da quale danno o beneficio si pone in essere. Ognuno può scegliere (almeno chi ci riesce senza costrizioni o prigionie o sfruttamenti) come vivere e con cosa, ma è anche vero che purtroppo questo comporterà una scelta più o meno negativa o favorevole all’evoluzione delle specie.
      L’essere Umano esiste sulla Terra da poche migliaia di anni ed ha già causato innumerevoli danni permanenti. Nell’ultimo secolo poi, grazie ad una capitalismo industrializzato intensivo e forzato, ha contribuito tragicamente a numerose devastazioni sanguinarie.
      Il veganismo non è un obiettivo, bensì una scelta che prefigge un percorso il più possibile antispecista e dunque pacifico.
      Per concludere, io personalmente seguo un alimentazione totalmente vegetale e non ho mai acquistato un solo prodotto veganizzato, e probabilmente mai lo farò! Per una sola questione etica consapevole che impone risparmio e parsimonia negli acquisti…non speculazione costretta ed opportunista.
      Cari saluti e a presto per aggiornamenti. 🙂

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