Una risposta a Renato Massa che ha definito “l’animalismo estremista: una patologia sociale”


Il genocidio Animale è frutto delirante di un sistema socio-politico-finanziario che costringe le persone a nutrirsi e a vestirsi di altri esseri viventi, ovvero cattive abitudini assolutamente psicotiche. Il carnismo ecologista è il nuovo trend commerciale a cui più sponde idealiste di stampo scientifico si stanno avvicinando per creare altre induzioni plausibili fonte di altro e nuovo sfruttamento. Come se non ce ne fosse abbastanza, come se non esistesse già una proficua ed interminabile mistificazione speculativa.
Far parte di un movimento rivoluzionario non è estremismo, ma coerenza e responsabilità verso un cambiamento etico rigoroso. Chi sceglie il gusto e il lusso macabro della carne, rispetto invece ad una consapevolezza più etica della vita, crea una opportunità di sviluppo commerciale destinato solo ed esclusivamente allo sfruttamento Animale.
Gli Animali da secoli vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere Umano si ostini da sempre ad allontare da se stesso l’essenza vitale e pura di ogni Animale, snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali ed egoistici, contribuendo quindi a diffondere un ignoranza terribile che trascina lui stesso in una convinzione assoluta e dannosa che ripudia ogni pensiero, sentimento o ragionamento senziente, appartenente invece ad ogni essere vivente, Animali inclusi.
Paradossalmente invece gli stessi Umani affamati di bistecche e branzini rifiutano con ribrezzo e rabbia la possibilità ipotetica di un solo assaggio Canino o Felino. Gli Animali d’affezione chiamati erroneamente “domestici” (come fossero parte integrante dell’arredamento), sono psicoticamente esclusi dai menù occidentali. Inutile citare a questo punto altre usanze asiatiche basate su tradizioni, ricorrenze ed usi diversi. Non è intelligente e coerente affermare con ostinazione il ripudio alla carne Canina, Felina o Insettivora, quando in Europa o in America avviene lo stesso ma con soggetti diversi per tipologia di specie (la condanna è unanime).
Tanti sono gli Animali considerati oggetti personali completamente sfruttabili, con la convinzione Umana di un amicizia ipocrita. L’apicoltore, per esempio, accudisce con “amore” le proprie Api, senza capire che ricava un profitto derivato da uno sfruttamento. Stessa cosa per le Galline ovaiole, in particolare quelle cosiddette “allevate a terra”, che si differiscono da quelle “allevate in gabbia” solo per un concetto pratico di allevamento, differente ma non diverso da tutti gli altri metodi. Gli esempi si sprecano, elencarli tutti è impossibile.
Il male Umano non è genetico, ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi, infatti un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) stabilisce appunto che un killer, un criminale o uno sfruttatore Umano non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa, come può essere per esempio una violenza fisica o psicologica, peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti, come è appunto e per esempio il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali, ovvero non lo fa perchè è nato violento, bensì perchè è circuìto da un “sistema-ambiente” che lo costringe indirettamente a farlo. In questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa. Ovvero e dunque: uccidere per ottenere profitto!

Gallinae in Fabula Onlus

di Rita Ciatti

Il sistema più comune ed efficace per indebolire un movimento consiste nel ‘far fuori l’ambasciatore’.  

Se si discredita chi comunica il messaggio, esso perde credibilità. Questa strategia si traduce molto spesso nella traduzione di stereotipi negativi riguardanti gli attivisti come quelli dell’amante degli animali piagnucoloso o del misantropo incazzoso. Tali cliché suggeriscono che il movimento è irrazionale e ostile nei confronti degli ‘outsider”, sposta il focus su immagini distorte degli attivisti, distrae dal problema vero, denigra l’emotività di quella che in fin dei conti è una mera questione emozionale, e può mettere a tacere gli attivisti facendoli sentire delle mammolette.” (Melanie Joy – Finalmente la liberazione animale! – Edizioni Sonda)

L’autore del pezzo in oggetto, Renato Massa, anziché confutare un’idea tramite argomentazioni preferisce, con un goffoscrofe duplice salto mortale, saltare la stessa a piè pari, avvalendosi di alcuni stratagemmi retorici, due in particolare.

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