Manifesto antispecista



Riporto in copia questa riflessione perchè credo sia molto importante e significativa:
“Diritti animali. Il fine ultimo dell’antispecismo è la costruzione di una società umana a-specista che non sfrutti più gli animali (liberazione animale). E’ fin troppo chiaro che se la società umana non cambierà radicalmente, i non umani non potranno mai essere liberati. Non si considera in un futuro antispecista il diritto degli animali: il concetto di diritti animali appartiene al versante animalista, l’antispecismo lo supera proponendo non una specie superiore che concede diritti agli inferiori, ma una specie che si assume le proprie responsabilità (ed i propri doveri, non intesi dal punto di vista giuridico, ma morale) nei confronti dei propri simili e degli altri che non sono uguali, ma sono per l’appunto “altri”, ed è questa diversità che deve essere rispettata. Molto spesso si sente parlare di fratelli animali (o fratelli minori etc…), gli animali non sono nostri fratelli, sono altre popolazioni, che come noi vivono sulla terra, sono pertanto nostri compagni.”

Gli Animali non sono nostri fratelli sono altre popolazioni. Coraggiosamente si potrebbe dire che sono altri individui, altri esseri viventi senzienti con pari intelligenza, pari sensibilità, pari empatia, pari coscienza. In particolare tutti i mammiferi, più simili a noi per conformità fisiche, possono considerarsi indubbiamente nostri simili. Come non capire coscientemente che ponendoci di fronte al viso di un Cane, una Mucca o un qualsiasi Animale…si possa percepire un pensiero, un emozione, una reazione psico-fisica dettata da un movimento degli occhi o da uno sbuffo del respiro o ancora da un gesto affettuoso che tale Animale potrebbe svolgere nei nostri confronti. Come non provare per esempio con un nostro compagno d’affezione…o anche più semplicemente, ma forse in maniera più ostica, osservando le Formiche durante il loro laborioso lavoro, o le Gazze in amore a primavera. Se si concepisce questo, tramite una profonda presa di coscienza, forse ci si rende conto, e si assimila, che ogni essere vivente esistente sul pianeta è esclusivamente puro e di diritto libero di gioire della propria esistenza.
La nostra società umana è specista fin dalla sua nascita. Probabilmente l’Umano è tendenzialmente specista per natura fin da quando ha scoperto l’uso del fuoco e della ruota. Concretamente, e solo ipotizzando probabili teorie, l’essere umano ha inconsciamente un desiderio di predominio che è intrinseco propriamente all’interno di se stesso.
Quindi cosa fare? Inutile procedere testardamente verso una concezione assoluta dei diritti animali. Questo è scontato, ma al pari lo sono anche quelli degli umani. Nulla mai si otterrà concretamente se si procederà verso una protezione “violenta e dittatoriale” a favore della salvaguardia animale. Ciò è in parte un dovere esclusivo di alcune fazioni animaliste che di diritto devono assolutamente praticare azioni dirette e controllate per contrastare l’azione predominante e sanguinaria dell’Umano specista. Sarebbe come lottare contro mulini a vento inarrestabili che da secoli continuano a resistere fortemente a favore di raffiche di vento in continua ascesa. Quanti più Animali verranno protetti e liberati tanti altri verranno imprigionati e seviziati per alimentare un circolo vizioso e macabro.
Il percorso da intraprendere è lungo ed impietoso, ma l’antispecismo vero nella sua ideologia vuole spezzare questa incontrovertibile forza predominante che perdura da troppo tempo.
Alcuni dicono che finchè l’essere umano non si libererà da egoismi passionali egocentrici mai potrà capire e condividere la bellezza di tutto l’ecosistema terrestre, nella sua integrità e purezza degna di ogni diritto naturale e primordiale. Alcuni altri paragonano il suo operato crudele ad un altro essere vivente molto diverso, dissoluto e privo di ogni remora morale rispetto alla moltitudine di specie esistenti: il virus. Non è difficile osservare un Leone, o un altro qualsiasi predatore libero in natura, in base a come sviluppa ed applica il proprio instinto cacciatore, generato solo ed esclusivamente da un bisogno primario dettato da una fame necessaria ed utile alla sua sopravvivenza.
Inutile pertanto riflettere come e su cosa invece l’essere umano applica oggi come ieri la sua ingordigia, in tutta la sua ferocia e crudeltà. Basta osservare usi e costumi odierni in un epoca capitalista consumista di cui oggi e domani ogni Umano è complice e purtroppo parte integrante.
Il veganismo etico è sicuramente un ottimo mezzo di diffusione informativa, condivisibile, da attuare e perseguire.
Tutto ciò che ne consegue eticamente è assolutamente accettabile ed utile alla causa.

Original post http://www.manifestoantispecista.org/

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7 pensieri riguardo “Manifesto antispecista

  1. Fammi capire, tu credi a queste parole? Davvero pensi di essere uguale ad un qualsiasi animale? Fammi capire un’altra cosa: se dovessi scegliere tra salvare tua figlia ed un topo, tu salveresti chi (o cosa)?
    Voglio capire, voglio cercare di entrare nella vostra mentalità; spiegami.

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    1. Piuttosto, e considerato che non hai usato mezzi termini, ti pongo io una domanda a bruciapelo: come ti poni tu nei confronti di un qualsiasi Animale senziente? Quali sono le tue reazioni psico-fisiche davanti ad una qualsiasi manifestazione di un essere vivente non Umano?
      Mi bastano queste due semplici domande per capire quale sia il tuo grado di coscienza, ovvero il maltrattamento o il disinteresse o la devozione e quindi il rispetto che può porre un individuo di fronte ad un altro essere vivente…che sia Topo, Gatto, Mucca, Vipera o Bambino.
      La tua domanda in merito a “cosa” o “chi” non necessita di risposta in quanto è talmente stupida e banale che con tutta la mia gentilezza e pazienza non potrei non evitarla.
      Visto e considerato che mi sembra intendere la tua netta visione antropocentrica della vita…non ti chiedo neanche quale sia la tua alimentazione, presumibilmente carnista e pertanto totalitaria, e quindi favorevole allo sfruttamento animale.

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      1. Io mi pongo in quanto essere umano, cosciente della mia intelligenza e della mia natura.
        Come mi pongo? Posso solo dirti che in quanto uomo di scienza io amo tutta la Natura, ne sono affascinato, è il mio principale oggetto di studio. Ma non vado alla ricerca di una morale meta-specista (antispecista è veramente brutto, fossi in voi parlerei di meta-specismo).
        Se vedo un ghepardo che uccide una gazzella non mi metto a parlare di diritti, non so se mi spiego.
        La natura è, puoi solo accettarla e cercare di comprenderla meglio.
        D’altronde lo scopo di ogni essere vivente è quello di sopravvivere e portare avanti la propria specie: se questo comporta uccidere e nutrirsi di altri esseri viventi posso farci ben poco. E lo fanno – a modo loro – tutte le specie: dalle piante carnivore, ai funghi, ai batteri, alle balene e così via… fino ad arrivare all’uomo.
        Curioso che dai dell’antropocentrico a me, perché a me pare che siate tu e i tuoi amici ad antropizzare tutto, cercando una “coscienza” dove non c’è, convinti che con le vostre buone azioni potreste cambiare il mondo.
        Poi è ovvio che al centro della mia vita ci sia io. Ma questo non è antropocentrizzare; questo è amor proprio. Che forse è proprio quello che vi manca.

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      2. Interessante il tuo commento, tipico e scontato, banale, a dir poco noioso, e per non di dirla tutta…poco altruista da uomo di scienza come tu ti reputi.
        Ma non è necessario scendere sul personale, come invece hai fatto tu etichettando “quelli come me” come privi di “egoismo” solo perchè pongono in essere un alternativa plausibile e pacifica allo sfruttamento animale. Uno sfruttamento senza sosta che perdura da secoli solo ed esclusivamente da parte di un essere vivente atipico rispetto alla moltitudine di varietà naturali terrestri.
        Del resto cos’è l’amor proprio? Una concentrazione assoluta verso se stessi, tralasciando tutto ciò che circonda l’esistenza, appunto, non propria.
        Prendere coscienza che esiste un problema attuale indentificato in “epoca carnista”, tradotto più drammaticamente in “olocausto animale”, non significa non accettare la propria sopravvivenza in quanto umana. L’essere umano non è assoluto, e mai lo sarà, proprio come tutti i nostri compagni che vivono sul pianeta. Credere di esserlo è un gravissimo errore, tradotto in “ideale antropocentrico”.
        Io posso tranquillamente vivere in pace e in serenità anche senza nutrirmi o vestirmi o curarmi con derivati di origine animale. Posso serenamente concepire una liberazione animale non solo a parole, ma contribuendo nel mio piccolo vivere quotidiano con altrettanti piccoli gesti utili e responsabili ad evitare inutili sofferenze. Io, da solo…figuriamoci in un contesto globale con la collaborazione di milioni di persone.
        Il tuo pensiero è chiarissimo, e non mi meraviglio se l’appellativo “antropocentrico” ti abbia colpito personalmente. Non dovresti offenderti in quanto tu “carnista moderno”. Tutti lo siamo diventati, essendo appunto esseri umani nati e cresciuti in una società consumista. Anche i primi uomini sulla Terra mangiavano carne ed uccidevano Animali per coprirsi da freddo ed intemperie. Ma lo facevano per necessità, per bisogni primari. La casalinga che oggi effettua i suoi acquisti giornalieri può scegliere cosa mangiare, può scegliere come vestirsi, può effettuare una scelta etica e responsabile per la salvaguardia della vita e dell’ambiente. Oggi tutti disponiamo di un intelligenza o meglio di una coscienza più o meno assopita utile ad un comportamento razionale e consapevole. Per intenderci: il Leone non uccide per svago o passatempo, non usa uno strumento esplosivo per sterminare una popolazione inerme, non stupra la Leonessa solo per il gusto di farlo. Ogni suo atteggiamento è dettato da un istinto forzato ma naturale. Sparare ad un proprio simile tramite una pistola o un fucile…che istinto primordiale è? Autodifesa? Da cosa e perchè? E qual’è la natura del gesto istintivo che può aver spinto l’altro ad attaccare un suo simile facendo scaturire pertanto una difesa plausibile e motivata? Chi genera cosa?
        Dovresti riflettere, anche in qualità di scientifico, e capire che tutti gli Animali predatori e prede fanno parte di un ecosistema nato e sviluppato grazie a migliaia di anni di evoluzione. E se il Leone mangia la Gazzella in quanto bisogno naturale e primordiale di caccia…dovresti altrettanto concepire che non ha proprio senso recarsi in un supermercato per acquistare una cotoletta o un etto di prosciutto derivato da una sevizia, da una crudeltà, da un azione spinta e perpetrata solo per un fine di profitto. Soprattutto se questa azione scellerata non ha alcun significato e scopo per la sopravvivenza umana. Che cosa c’entra l’allevamento intensivo con il continuamento della specie umana se questa può vivere e progredire in maniera alternativa senza uccidere e torturare nessuno? Bisognerebbe chiedersi: perchè esistono da sempre le guerre e la schiavitù? Bisognerebbe chiedersi: come mai oggi nel 2015, nell’epoca più gloriosa dell’evoluzione umana esistono ancora milioni di bambini che muoiono di fame per colpa di un uso discriminato di cibo d’origine animale o peggio per uno sfruttamento indiscriminato di risorse naturali che priva piuttosto che donare benessere alla collettività? Anche questo secondo te fa parte del continuamento della specie umana? Anche questo significa “portare avanti la propria specie”? A me sembra tutto il contrario. A me piuttosto pare un autodistruzione di massa.
        Non spetta a me dire che ogni comportamento umano odierno, frutto di secoli di antropocentrismo, è solo ed esclusivamente dettato da scopi, vizi ed abitudini prettamente superflui. Bisogni materiali concepiti artificialmente per soddisfare gusti ed appetiti generati da stimoli artificiali connessi ad una società di consumo. Inutile a questo punto continuare a sottolineare come una bistecca o una pillola o una pelliccia non sia strettamente necessaria alla sopravvivenza degli esseri umani. Ci sono valide alternative etiche e salutari che perdurano e crescono nel tempo. I diritti degli Animali sono solo ed esclusivamente frutto di un imposizione umana che comporta un cambiamento radicale nelle sue abitudini ricorrenti. Bisogna concepire l’antispecismo come una radicata mutazione nella visione umana terrestre. Ma questo non rispecchia un estremismo, tutt’altro. Il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani è intrinseco. L’essere umano può evitare di uccidere altri esseri viventi. Può e deve farlo in quanto proprietario di una coscienza. Solo quando raggiungerà questa logica evolutiva potrà veramente e finalmente considerarsi libero nella sua essenza. Libero con tutti i suoi simili, Umani e non.
        Non è mia intenzione convincere nessuno. Ma non capire che l’evoluzione tecnologica sta distruggendo ogni sviluppo empatico, significa continuare verso una concentrazione pragmatica troppo svilente per ottenere una sana consapevolezza della propria esistenza.

        Come disse Jacques Ellul: “Conosciamo tutti, e in tutti i campi, l’ossessione della crescita. La crescita è buona in sé. Non ci si chiede né: crescita di cosa? Né: la crescita è utile? Né: a chi servirà la crescita? E nemmeno: cosa faremo di tutte queste eccedenze? Nessun tornaconto, la crescita si giustifica da sé”.

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  2. Per ringraziarti per il tuo bellissimo articolo ti scrivo una citazione da Teofrasto, forse il primo animalista della storia tratta da il suo -Della Pietà- “Se qualcuno sostiene, che non diversamente dai frutti della terra, dio ci ha dato anche gli animali per il nostro uso, gli risponderei che, sacrificando esseri viventi, si commette contro di loro un’ingiustizia perché si fa rapina della loro vita”

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  3. Riporto il commento di Manifesto antispecista:

    “La questione della coscienza, o più in generale l’accusa che spesso viene rivolta all’animalismo di voler cercare caratteristiche umane negli Animali, non riguardano l’antispecismo. L’idea antispecista richiede il rispetto dell’alterità a prescindere dal grado e dalle caratteristiche considerate, non è assolutamente necessario che altri viventi abbiano caratteristiche paragonabili a quelle umane, anzi è proprio questo il banco di prova dell’antispecismo: rispettare chi è enormemente diverso da noi. Quindi che un Animale abbia una coscienza sviluppata o meno non è importante, come non lo è constatare che ha una concezione della vita come la nostra, ciò che è importante è che vuole vivere, fugge il dolore, anela alla libertà, prova paura e questo lo si può riscontrare in tutti gli esseri senzienti dal Lombrico, alla Balena, all’Umano.”

    Altre discussioni sono visionabili e commentabili qui:
    http://www.manifestoantispecista.org/

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