Vecchia morale


Nir Vana (6)
“Se un essere soffre non esiste alcuna giustificazione morale per rifiutare di prendere in considerazione tale sofferenza.”

Siamo esseri umani perchè qualcuno ci ha raccontato la favola fantastica che l’uomo e la donna sono gli unici esseri viventi senzienti che provano emozioni? Felicità, amore, odio, rabbia, compassione e dolore?
E’ appurato che anche gli Animali provano sensazioni fisiche molto intense. La schiavitù che gli abbiamo imposto ne è una macabra testimonianza. Una prova incorruttibile che spiega e racconta come quando e perchè provano, fisicamente e mentalmente, tutto il male che gli infliggiamo.
Forse anche le piante provano sensazioni fisiche, non è escluso che ciò sia plausibile. Ma le differenze, tra il nostro organismo e la loro struttura, sono evidenti non a pochi. Non sappiamo quasi nulla della loro esistenza. Eppure ogni giorno loro stesse ci aiutano a vivere meglio…con l’aria che respiriamo, con i frutti che mangiamo, con le erbe che assumiamo.

“Peter Albert David Singer (Melbourne, 6 luglio 1946) è un filosofo australiano noto soprattutto per essere stato il pioniere del movimento per i diritti degli animali, di cui è tuttora uno degli attivisti più influenti. Singer può essere considerato uno dei pensatori contemporanei più importanti nel campo dell’etica, e con le sue tesi, sempre polemiche e al centro di dibattiti, ha incrinato le certezze morali dell’uomo occidentale mettendo pericolosamente in crisi la “vecchia morale”.

Le sue tesi derivano principalmente da quattro premesse:
1. Il dolore inteso come qualsiasi tipo di sofferenza fisica o psicologica, è negativo a prescindere da chi lo provi.
2. La specie umana non è l’unica in grado di provare sofferenza o dolore. Ed è innegabile che ciò succede anche a tutti gli animali di specie non umana, molti dei quali sono in grado di provare anche forme di sofferenza che vanno al di là di quella fisica (l’angoscia di una madre separata dai suoi piccoli, la noia dell’essere rinchiusi in una gabbia senza aver nulla da fare). È proprio questo che ci rende uguali agli animali non-umani e che porta a ritenere la sperimentazione scientifica sugli animali e il consumo di carne atti ingiustificabili, dettati unicamente dalla nostra concezione specista profondamente radicata nella civiltà occidentale odierna.
3. Nel soppesare la gravità dell’atto di togliere una vita, bisogna prescindere da specie, razza e sesso, ma guardare ad altre caratteristiche dell’essere che verrebbe ucciso, come il suo desiderio di continuare o meno a vivere, la qualità della vita che sarebbe in grado di condurre, ecc.
4. Tutti noi non siamo responsabili solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire o che abbiamo deciso di non fare.”

La vita moderna è definita industrializzata in quanto legata fin dalla nascita a modelli, idoli, falsi miti e dogmi profondi, punti di riferimento strettamente collegati al consumismo, il quale, anche se indirettamente, condiziona la vita. Fin dai primi giorni della comparsa al mondo i più fortunati sono amati e protetti da un istinto materno forse incondizionato, ma dettato da tradizioni, cultura, e sempre più spesso da consigli errati ed indotti. E’ inutile menzionare quali gesti e comportamenti vitali comuni solo in apparenza influiscono positivamente, e molti purtroppo invece abbastanza negativamente. Molti definiranno questi comportamenti come leggi o regole indispensabili per la sopravvivenza di una società civile umana, purtroppo non etica abbastanza.
Chi dice che mangiare Animali sia necessario? Chi afferma che bisogna nutrirsi e sfruttare letteralmente ogni risorsa naturale per sopravvivere? Chi ha deciso, se non l’uomo stesso, che egli debba essere il “padrone” indiscusso del pianeta Terra?
La stessa “invasione” sugli altri è una violenza indotta. Invasione in termini di condizionamento, punto di riferimento. L’Animale d’affezione abbandonato soffrirà terribilmente fino alla morte, in base ad una sua più o meno sensibilità emotiva. Tanto quanto l’essere umano…uomo, donna, bambino o anziano. Punti di riferimento che creano un ambiente circostante.
Come allora concepire, capire e condividere la violenza? Altro istinto primordiale strettamente legato a sentimenti molto forti e presenti in natura? Come imparare a controllarla, schematizzarla ed infine non sopprimerla, ma dolcemente somatizzarla?
Amare una persona o un Animale incondizionatamente, può indirettamente creare sofferenza? La gelosia stessa nei rapporti sentimentali, è o non è un sentimento di possessione violenta? Maltrattare un Animale indirettamente, credendo di amarlo sinceramente, (la classica gabbietta del canarino o il pesciolino rosso nella boccia d’acqua, o lo stesso Cane o Gatto “amico” presunto) può o non può trasportare in un illusione amorevole? Picchiare, seviziare, uccidere un Animale può o non può tramutarsi in un circolo vizioso violento anche nei confronti degli esseri umani? Certamente sì, in particolare verso donne, bambini ed anziani, gli unici più strettamente paragonabili, in quanto deboli fisicamente, agli Animali.
La realtà di oggi è propro questa: condizionamento e schiavitù inconsapevole. La maggior parte delle persone non agisce per proprio conto e in autonomia, ma con stimoli esterni. Dogmi religiosi, ricorrenze e tradizioni sociali, falsi miti, marketing industriale…un insieme di induzioni borghesi che nel corso del tempo hanno radicalizzato un intera società perbenista, a tratti insofferente ai cambiamenti, soprattutto se rivoluzionari. Una politica conservatrice molto forte ha costituito poi menti sempre più soggiogate da punti di riferimento corrotti e collusi. Il denaro, in quanto mezzo di scambio utile per ottenere beni materiali, è stato istituzionalizzato come unica ricchezza necessaria a soddisfare bisogni definiti primari da un industria speculatrice. Essi hanno contribuito a costituzionalizzare un consumismo di massa. Educati e ben istruiti, per vivere condizionati in uno stato di libertà collettiva apparente. Il singolo individuo, oggi, è oggetto di sfruttamento. A livello globale l’indicatore ufficiale di benessere è il prodotto interno lordo delle nazioni. Poco importa se esso è costituito in gran parte da produzioni non etiche o comunque non efficienti a determinare la reale felicità e soddisfazione delle persone. L’industria bellica, medica, farmaceutica, chimica, forze di polizia urbana e militare, sistemi di sorveglianza…sono settori produttivi non strettamente legati al benessere quotidiano degli individui borghesi. Eppure tutto questo è molto remunerativo. Condizionamento globale: si vendono e si comprano oggetti, prodotti commerciali. Indipendentemente che essi siano fucili e bombe, o bistecche e pillole…tutto è fonte di reddito, fonte di denaro che genera altro profitto, a ciclo continuo, senza sosta, senza rimorso, senza controllo, senza etica. Pena, la fine stessa del ciclo vizioso. L’attuale crisi dei consumi è probabilmente un esempio eclatante di come tutto il sistema stia cadendo a pezzi.

“La filosofia morale di Singer è di stampo consequenzialista ed è impostata come una forma di utilitarismo, secondo la quale l’azione moralmente giusta è quella che massimizza la soddisfazione delle preferenze del maggior numero di esseri senzienti; categoria in cui Singer include anche gli animali dotati, al pari della specie umana, della capacità di soffrire (e quindi della preferenza a non soffrire). Secondo Singer, la differenza di specie quindi non è in sé una differenza moralmente rilevante, sebbene possa esserlo indirettamente nella misura in cui si traduce in una differenza di preferenze o nell’intensità delle stesse. Considerare la differenza di specie come moralmente rilevante in sé, è una forma di indebito pregiudizio al pari del razzismo o del sessismo, in cui si considerano differenze moralmente neutre, come la razza o il genere sessuale, come fondanti differenze di trattamento o di considerazione morale. Le sue riflessioni non si fermano, però, ai diritti degli animali ma abbracciano ampie problematiche nel campo dell’etica e in particolare dell’etica applicata: dal rispetto per l’ambiente, all’etica politica, dalla squilibrata distribuzione della ricchezza, alla responsabilità dei paesi ricchi verso il Terzo Mondo fino agli scottanti temi di etica biomedica come l’aborto, l’eutanasia e la ricerca che coinvolge la sperimentazione animale. Tra le sue tesi che hanno fatto più discutere vi è quella della “sostituibilità” in cui Singer sostiene l’eutanasia neonatale, affermando che: “E’ preferibile sopprimere un bambino malato in fase neonatale e sostituirlo con un nuovo progetto creativo”. Il suo testo più famoso è “Liberazione animale” (1975), in cui ha esposto le sue tesi contro lo specismo (il termine coniato da Richard Ryder sul calco di razzismo e sessismo per riferirsi alla minore considerazione attribuita dagli esseri umani, sul piano morale, alle altre specie animali).”

Nelson Mandela disse che i Sudafricani non si sarebbero potuti sentire liberi finché anche i Palestinesi non lo fossero stati.
Avrebbe potuto aggiungere che la liberazione della Palestina libererà anche Israele. In egual misura si può dire allora che finchè non ci sarà una reale e concreta Liberazione Animale…l’essere umano non potrà vivere in pace con se stesso e i suoi simili? Esiste una correlazione tra violenza umana e violenza Animale? Tollerare il genocidio Animale è sintomo di una sensibilità umana assopita che contrasta ed impedisce un reale benessere fisico-mentale?
Tutte domande che scaturiscono risposte mai quanto ovvie in un contesto antropocentrico che perdura tragicamente da secoli.

Per concludere la riflessione, in merito a questa epoca carnista consumista, è doveroso citare alcune parole di Pier Paolo Pasolini (Poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo ed editorialista italiano. Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975):
“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della società dei consumi” e “la tolleranza della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere è la peggiore delle repressioni della storia umana”. “L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine mai pronunciato”. “Per mezzo della televisione” questa forza dominante “ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza”, “ha imposto i suoi modelli” e “non si accontenta più di un uomo che consuma, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quelle del consumo.”

I paragrafi in corsivo sono tratti da Wikipedia e dal web.
Foto di Nir Vana, giovane artista vegano ed attivista che vive e lavora in Armenia.
Info link http://www.behance.net/NirVanum, http://www.veganzetta.org/nir-vana/

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