Rachel Corrie: morte di un attivista



“La magistratura israeliana dice ancora no alle richieste di giustizia della famiglia Corrie. Ieri si è svolto l’ultimo atto di una tragedia lunga 12 anni, dell’odissea dalla quale i due genitori, Cindy e Craig, cercano di uscire con in mano qualcosa che dia dignità alla morte della figlia.

La Corte Suprema israeliana ha rigettato l’appello presentato lo scorso 21 maggio dalla famiglia Corrie contro la sentenza della corte distrettuale di Haifa nell’agosto 2012 che definiva la morte della giovane attivista statunitense dell’Ism “un tragico incidente”. Una sentenza che lasciò molti sotto choc: la giustizia israeliana ripuliva così la coscienza dell’esercito di Tel Aviv che il 16 marzo 2003 con un bulldozer Caterpillar D9 passò sopra la giovane che stava difendendo una casa di Rafah, sud di Gaza, dalla demolizione. Secondo la corte di Haifa, fu la negligenza di Rachel a provocarne la morte, lei fu la “colpevole” perché qualsiasi persona di buon senso avrebbe lasciato l’area”. Un’area dichiarata “zona militare chiusa”, una definizione– secondo l’esercito – che basta a sollevare i propri soldati da qualsivoglia responsabilità.

Contro una sentenza che calpestava le prove e le testimonianze presentate dall’avvocato della famiglia (che smentivano la versione militare secondo cui l’autista del bulldozer non aveva visto la giovane), Craig e Cindy Corrie si sono ripresentati di fronte ad un tribunale israeliano, stavolta di fronte alla Corte Suprema. Ma a quasi un anno dall’appello, presentato lo scorso 21 maggio, anche l’Alta Corte ha detto no. Con la sentenza emessa ieri anche la Corte Suprema invoca la giustificazione usata dai precedenti tribunali: “l’eccezione delle attività di combattimento”, ovvero l’esercito israeliano non può essere ritenuto responsabile per azioni avvenute in una zona di guerra. Come era Rafah all’epoca, secondo Tel Aviv: in piena Seconda Intifada Israele aveva rioccupato i Territori con l’operazione Muraglia di Difesa e l’anno dopo, nel 2003 per la creazione di una zona cuscinetto, i bulldozer israeliani demolirono e rasero al suolo in pochi mesi migliaia di abitazioni palestinesi al confine con Israele. Demolizioni contro le quali Rachel e i suoi compagni dell’Ism cercano di interporsi, fisicamente.

La famiglia Corrie, però, non si arrende: dopo aver denunciato il Ministero della Difesa israeliana per omicidio volontario e poi per negligenza, dopo aver presentato appello contro la sentenza che scagionava i soldati responsabili, dopo aver chiesto un consistente risarcimento, ora i genitori di Rachel non ha mai cessato di combattere per la giustizia.

“La nostra famiglia è delusa, ma non sorpresa – hanno commentato ieri in un comunicato stampa i Corrie – Avevamo sperato in un risultato diverso, sebbene abbiamo potuto vedere attraverso questa esperienza quanto profondamente tutte le istituzioni di Israele sono complici nell’impunità di cui godono i militari israeliani. Questa decisione equivale ad una dichiarazione giudiziaria di immunità per le forze militari israeliane quando commettono ingiustizie e violazioni dei diritti umani. La Corte Suprema ignora gli argomenti di diritto internazionale in materia di protezione di civili e difensori dei diritti umani nei conflitti armati”.

“Nonostante il verdetto, la nostra famiglia resta convinta di essere nella ragione nel portare avanti questo caso. Chiediamo alla comunità internazionale, e non da ultimo al governo degli Stati Uniti, di prendere le parti delle vittime delle violazioni dei diritti umani, contro l’impunità”.

A maggio la famiglia aveva presentato ricorso basandosi sulle “gravi carenze del verdetto della corte di Haifa che ha ignorato o mal interpretato i fatti – ci spiegarono all’epoca Craig e Connie, al telefono – Allo Stato sono stati concessi vantaggi procedurali, mentre le prove e le testimonianze portate dalla parte civile non sono state prese in considerazione. Le dichiarazioni raccolte mostrano con chiarezza mancanze nella catena di comando e le bugie dei soldati: Rachel era visibile ai bulldozer”.

Fonte http://nena-news.it/
Original post http://globalist.us3.list-manage.com/track/click?u=76e009a0601633d7b13eddb4f&id=1ad98f0efc&e=77a593992c

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