Libero arbitrio


Saldi
Anche se riguarda poco al contesto attuale mi piace fare un paragone alquanto significativo sulla realtà presente capitalista: “Perchè mai un governo americano immorale manderebbe i suoi giovani soldati (la sua leva vitale) a morire e ad uccidere civili innocenti in un paese sovrano che nulla aveva causato alla popolazione americana?”. Chi crede ancora che l’11 settembre 2001 sia stato causato da uno sceicco nascosto in una grotta…significa non capire le regole macabre e micidiali di una società capitalista sanguinaria.
Il genocidio animale è frutto delirante di un sistema economico che costringe le persone a nutrirsi e a vestirsi di altri esseri viventi, oltre che di tante altre cattive abitudini assolutamente psicotiche: andare in palestra per dimagrire dopo essersi ingozzati di ogni alimento carnista, usando magari l’auto come mezzo di spostamento, significa essere parte integrante di una società psicotica!
Far parte di un movimento rivoluzionario non è estremismo…è coerenza e responsabilità verso un cambiamento etico rigoroso. Chi sceglie il gusto macabro del cibo rispetto ad una consapevolezza più etica della vita…crea una opportunità di sviluppo commerciale destinato solo ed esclusivamente allo sfruttamento animale.
Il vero estremismo è questo!

Ognuno fa come vuole è vero, ma la nostra singola scelta personale rapportata ad un contesto globale fa la differenza…in positivo o in negativo in merito alla liberazione animale. L’aspetto salutistico vegetariano non ha nulla da condividere con l’aspetto etico vegano. Sono agli antipodi, le terminologie sono importanti quando si parla di presa di coscienza. Chi non vuole abbandonare il gusto piacevole del proprio menù carnista effettua una scelta personale che non può e non deve condividere eticamente con chi invece ha già oltrepassato la sua consapevolezza. Tutti siamo coivolti in quanto consumatori…carnisti, vegetariani e vegani. Ognuno effettua una scelta e le responsabilità sono pesate in base alla propria presa di coscienza.
A me personalmente quello che fa veramente dubitare è vedere tutti questi nomignoli Veg o V accoppiati al proprio nome, come se volessero creare a tutti i costi una casta o un gruppo appartenente a qualcosa che fa tendenza o moda o schieramento. L’etica vegana antispecista è un altra cosa. La liberazione animale non si combatte certamente sui social network a botta e risposta con presunti spot pubblicitari brandizzati legati a quel ristorante veg o a quell’evento particolare in cui si cucinano tofu, seitan o peggio latticini etici. La presa di coscienza antispecista è strettamente personale e va inquadrata in un contesto pacifico che raggruppa ogni essere vivente inglobato nell’ecosistema terrestre.
Questo è estremismo antipatico Che Guevarista??! “Allora non portate a spasso il cane indossando il woolrich e bevendo una coca-cola…magari esaltandovi e glorificandovi che non mangiate carne perchè siete animalisti-veg.”

In tutte queste discussioni, pur essendo costruttive in qualche modo o in una certa misura, si dimentica sempre di parlare dei veri protagonisti sofferenti a cui nessuno ha chiesto se vogliono vivere in un mondo specista privo di rispetto per la vita altrui. Gli Animali, nessuno escluso, sono le uniche vittime di tutto questo consumismo sfrenato ed infinito. Ogni modifica biologica che viene effettuata forzatamente implica una conseguenza irreparabile per il futuro dell’ecosistema. Ci sono tante specie viventi in via d’estinzione, o in prossima imminente sparizione, di cui nessuno o raramente parla. Ci si preoccupa giustamente, e a volte neanche troppo spesso, di mucche, maiali, pecore, galline, cavalli proprio perchè sono il simbolo dell’alimentazione carnista umana, quando non tutti sanno che esistono tanti altri esseri viventi che lottano ogni giorno per la loro sopravvivenza, colpevoli solo di essere nati su un pianeta dove esiste un loro “collega” (chiamato essere umano) che da quando è scappato dalle caverne ha un unico grande inarrestabile desiderio di potere e lusso.
Questo perchè viviamo in uno stato sociale antropocentrico in cui l’uomo e la donna sono al centro di tutto e di tutti, e quindi a nessuno importa se gli oranghi che vivono tragicamente lontano da noi migliaia e migliaia di km stanno scomparendo per colpa delle coltivazioni da olio di palma. Pochi ne parlano e sicuramente non chi può e deve prendere provvedimenti.
E torniamo sempre sullo stesso discorso: profitto=capitalismo=sfruttamento=lusso=benessere umano.
Uscire da questa epoca carnista non è facile, anzi pare un utopia…ma almeno essere consapevoli della propria impronta terrestre, è già un passo in avanti!

“Per gli Umani il lavoro è un diritto, per gli Animali una schiavitù.” (cit. di Paola Re su Veganzetta http://www.veganzetta.org/cavalli-da)
Esattamente…o meglio lo è per noi borghesi industrializzati. Ma la schiavitù ha sempre accompagnato la nostra storia per molto tempo, ed ancora oggi in alcuni luoghi a noi lontani esiste in pratiche violente e sanguinose. Da sempre violenza e morte sono concetti specifici ben inquadrati nell’essere umano privo di una logica etica che possa farlo svegliare da un torpore esistenziale puramente egoista.
Animali ed Umani sono il frutto di migliaia di anni d’evoluzione terrestre grazie ad un habitat favorevole che ha permesso lo sviluppo vitale di ogni forma di vita. Un ecosistema perfetto e meraviglioso che rischia di essere compromesso proprio da parte di uno dei loro figli. Per quanto tempo ancora l’Uomo e la Donna potranno giocare in maniera macabra e micidiale sull’esistenze altrui, manipolando ogni risorsa naturale per un benessere solamente momentaneo ed assolutamente illusorio?
Si pensa ad andare nello spazio con investimenti ultra-miliardari che potrebbero da soli risolvere tanti problemi qui sulla Terra…e invece no! Il sogno dell’Uomo è vivere in un altro mondo ripudiando se stesso e tutto ciò che rappresenta la Vita stessa Terrestre. Per cosa? Qual’è il senso delle missioni spaziali? Ma soprattutto chi avrà il coraggio di affermare pubblicamente che tutto questo è solo un delirio onnipotente?
Gli Animali, non a caso, hanno “aiutato” la ricerca scientifica e tecnologica pagando duramente con la loro stessa vita un bisogno umano non necessario. Non a caso, forse, la cagnetta Laika rappresenta un eroina sfortunata che credeva di essere amica di un Uomo che invece l’ha tradita miseramente. Tutti gli Animali d’affezione credono di essere amici del proprio “padrone”…fino a quando lui non li abbandona, o li uccide.
E’ doveroso riflettere sulla necessità urgente di estirpare questa concezione dell’Animale “amico dell’uomo”, aiutante costretto o circuìto nelle sue occupazioni quotidiane. Gli Animali da secoli vengono sfruttati da vivi, da morti, e purtroppo anche solo tramite terminologie alquanto appropriate in ambito antropocentrico: testardo come un Asino, stupido come una Gallina, sporco come un Maiale, o peggio su presunte allusioni sessuali. Non si capisce perchè l’essere umano si ostini da sempre ad allontare da se stesso l’essenza vitale puramente personale di ogni Animale…snaturandoli in cibo, mezzi e strumenti a fini personali prettamente egoistici che ipotizzano un ignoranza presunta o certificata sulla non esistenza naturale di un pensiero, sentimento o ragionamento senziente appartenente invece ad ogni essere vivente: l’Asino è stupido e in quanto tale può esistere solo per trainare carichi, il Cavallo è veloce e può correre in una competizione, l’Elefante è possente e forte allora può manifestrarlo in un spettacolo, la Gallina è stupida e goffa quindi può essere solo mangiata, idem per il Maiale o la Mucca o il Coniglio, mentre il Cane o il Gatto…No! Sono belli e simpatici, sono amici domestici e devono stare in casa per compagnia, ma il Canarino si tiene in gabbia perchè potrebbe scappare, idem per il Pesce Rosso…tutti come fossero oggetti personali completamente sfruttabili con la convinzione umana di un amicizia ipocrita. E questo concetto errato e micidiale spesso e volentieri si trasmuta in attegiamenti umani violenti al centro delle cronache cittadine.
E’ bello amare un Gatto o un Cane coccolandolo e viziandolo con le nostre attenzioni…ma ricordiamoci che Noi per loro siamo dei punti di riferimento essenziali e vitali in una sostituzione forzata ed egoista di un loro habitat naturale che ormai purtroppo non esiste più. Non dimentichiamo questo concetto importante e ben presente nelle nostre vite animaliste o presunte tali.
Peccato perchè si potrebbe allo stesso modo ammirarli ed amarli come presunti amici…non mangiandoli, non indossandoli, non osservandoli in prigionia, ma lasciandoli liberamente di vivere la loro esistenza…bella e terrestre come la nostra.
Con alcuni oggi non è più possibile farlo…ma con altri siamo ancora in tempo!

Il male umano non è genetico ma derivante dall’ambiente in cui un individuo nasce, cresce ed opera. Questo concetto è prettamente umano (ma non si può escludere un coinvolgimento anche in altre specie viventi: un Animale percosso ripetutamente tende ad uccidere il suo seviziatore) e stabilisce appunto che un killer o uno sfruttatore non sia nato malefico ma lo sia diventato in base ad un influenza esterna dannosa come può essere una violenza fisica o psicologica peggio se infantile, o un induzione molto forte legata a concetti radicali a volte anche estremisti come è appunto il fanatismo religioso. Stessa cosa dicasi a questo punto per chi effettua materialmente l’uccisione legale degli Animali: non lo fa perchè è nato violento bensì perchè è circuìto da un sistema-ambiente che lo costringe indirettamente a farlo, in questo caso poi c’è la doppia influenza negativa in base al profitto ricavato dall’azione stessa.
Il nostro in realtà può considerarsi un libero arbitrio apparente in quanto siamo inquadrati in una società strettamente legata a dogmi molto forti e ad un consumismo assiduo e presente in ogni nostra abitudine quotidiana. Uscirne a volte può essere molto difficile e pericoloso per l’incolumità stessa di alcune persone più o meno sensibili ai cambiamenti sociali.

Foto di Banksy

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6 pensieri riguardo “Libero arbitrio

  1. Da sempre sono convinta che l’essere umano sia un disgraziato incidente biologico capitato al pianeta terra e, come tale, dovrebbe scomparire lasciando spazio ai suoi veri abitanti: flora e fauna che, seguendo la semplice selezione naturale, manterrebbero gli equilibri.

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    1. Non credo sia un incidente, niente è per caso, e se la natura ha creato un tempo un essere vivente oggi uomo-donna, ci sarà un motivo specifico. Perchè causi tanta sofferenza agli altri, e indirettamente anche a se stesso, è un mistero.
      Cari saluti e grazie per il tuo prezioso contributo. 🙂

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