Mangiacadavere


Schock
La violenza nei confronti dei deboli ed indifesi è simbolo macabro dell’antropocentrismo che da secoli ormai accompagna criminalmente la storia umana. Non a caso i deboli sono sempre quelli che patiscono: animali, bambini, donne, anziani, portatori di handicap, malati, e tutti gli esseri umani ai margini della società moderna consumista, senza escludere le popolazioni del terzo mondo e del medio oriente massacrato da decenni da una guerra capitalista e sanguinaria. Che dire poi di quelle persone che stupidamente non includono nella categoria protetta-indifesa i leoni, le tigri, gli orsi e tutte quelle specie animali più possenti e forti esistenti in natura tali da non difendersi equamente in un contatto corpo a corpo se in mezzo si contrappone un arma? Pistola, fucile, bomba, bastone o un qualsiasi altro strumento di morte: vigliaccheria ipocrita.
Tutti i nostri mali quotidiani derivano da una violenza indotta e giustificata troppo spesso come screzio, gioco, divertimento innocente, o peggio banale errore.
Non esistono risposte certe ed eticamente consapevoli se continuiamo a giustificare la nostra violenza quotidiana come un sforzo di evasione all’apatia, altro diversamente nota come paranoia! Una sorta di giustificazione macabra al soddisfacimento personale momentaneo.
Il circo animalesco per esempio è il simbolo di questo delirio…come lo era un tempo il Colosseo romano.
Solo uscendo saggiamente e rivoluzionariamente da questo buco generazionale si può capire coscientemente le radici del problema.
Il non-voto non è “pigra-latitanza”, ma una forma di protesta anch’essa: uno stile di vita rivoluzionario che si oppone allo stato sociale attuale. Come il veganismo stesso è da considerarsi l’unica autentica alternativa possibile. Detta anche vera forza popolare democratica…potente, coinvolgente ed innocente.
Ma molto spesso mi capita di leggere o peggio osservare ciò che viene detto o fatto da persone pur rispettabilmente vegan ma tendenzialmente presuntuose e a tratti altezzose, o addirittura peggio espressione di commenti spregevoli nei confronti di chi la pensa o agisce diversamente da un atteggiamento etico e cosciente come è appunto il movimento vegan.
Per essere vincente il movimento deve smettere di esserlo. Deve diventare la normalità. Non un moda o peggio un gruppo estremo. Questo già lo fanno gli animalisti in piazza.
Si deve uscire dagli schemi ristretti ed antipatici che in questi anni (ahinoi) ci siamo costruiti.
Dobbiamo coinvolgere più persone possibile, a partire dalle nuove generazioni, soprattutto i ragazzi in età adolescenziale o meglio infantile. Chiamare un uomo o una donna “mangiacadavere” offendendolo in maniera così spregiudicata non credo che possa portare buoni risultati in termini utili al cambiamento. Se dobbiamo costruire una guerra tra carnisti e vegani (i più tra l’altro presunti tali…) non credo che andremo mai verso una mutazione reale e radicale di questa società capitalista.
Ricordiamoci che oggi la maggior parte delle persone vegan è nata carnista o almeno vegetariana. Solo con una consapevolezza profonda è riuscita a modificare le cattive abitudini figlie appunto di un atteggiamento antropocentrico vecchio quanto l’uomo.
La gente comune oggi deve conoscere e capire, deve essere informata correttamente, ed istruita verso una vita il più possibile antispecista, compromessi a parte…quelli che purtroppo noi tutti indipendentemente da ciò che mangiamo o indossiamo, dobbiamo per forza di cose affrontare con intelligenza e responsabilità.
Fermare tutto il “delirio sanguinario”…si può! Con un approfondita diffusione cosciente e pacifica, a partire dalle nuove generazioni.
Solo entrando di petto eticamente e consapevolmente dentro le famiglie, le scuole, le istituzioni e in tutto ciò che è pubblico e condivisibile…si può attuare una vera ed autentica rivoluzione sociale antispecista.
Una rivoluzione pacifica fatta di informazione concreta e veritiera che spieghi realmente ciò che non è visibile ad occhio nudo.
L’uomo da secoli non si ritrae da tale violenza perpetrata, ingiudicata ed incondannata. La sua sofisticazione ormai è giunta ad consapevolezza tale da presupporre un bivio pericoloso.
Quesito veganista: diffondere sì – diffondere no.
Nessuno qui sta dicendo che non ci debba esistere condivisione veganista. Nessuno qui sta affermando che il tofu sia sbagliato…piuttosto lo è lo strumento marketizzato che la corporazione usa e probabilmente userà in un prossimo futuro. Questo è sbagliato!
Che ci siano ristoranti veg o farmacie veg è sicuramente un buon segno in quanto testimonia la presa di coscienza che in alcune persone sta prendendo piede. Ma il vero nemico da combattere è la speculazione. Essa è già padrona dei consumi borghesi odierni, è ovunque! Basti pensare, per esempio, che per acquistare un litro di bevanda vegetale a base di soia o riso bisogna spendere più di due euro. E’ un vero furto! Bisogna riflettere a lungo su questo aspetto e senza scendere in argomentazioni burocratiche-fiscali noiose circa la tassazione relativa a questi alimenti ben oltre il 20% rispetto a beni primari di derivazione animale al 4 o 10%.
Questo la dice lunga sulla situazione attuale: il latte di mucca è considerato alimento essenziale, la soia no! Per cui le aziende alimentari, che ben sanno e conoscono la realtà dei fatti, non si lasceranno sfuggire l’occasione per aumentare margini di guadagno a fronte di fatturati in crescita.
L’etica del pensiero non è questa, e non è ciò che si vuole raggiungere!
Tutto questo ragionamento ci porta a qualcos’altro, e purtroppo la confusione in merito è molto alta.
Ecco perchè urge un informazione, o meglio una presa di posizione, molto forte e chiara. E’ indispensabile che ciò avvenga, perchè non è assolutamente possibile trovarsi di fronte a prodotti sponsorizzati da grossi brand e mistificati con nomignoli veg o presunti tali…soprattutto quando di etica non hanno assolutamente nulla! Questo è il risultato che stiamo intravedendo all’orizzonte, ed è sotto gli occhi e le orecchie di chiunque.
Oggi tutti o quasi sanno cosa significhi la parola vegan. Anche mia madre che ha 70 anni, radicata nelle sue tradizioni carniste, capisce e reagisce di fronte ad un cambiamento. Ma la vera essenza da costruire non è il brand Vegan…bensì è il pensiero antispecista racchiuso in sè! Quelli che vogliono incentivare e promuovere griffe cruelty-free, merchandising di magliette con la V slanciata ecc.ecc. che lo facciano! Sicuramente smuoveranno qualcosa nelle menti assopite. Ma aprire un ristorante che cucini piatti vegetali invitando clienti incuriositi con abbigliamento di pellame piumato o peggio non immagino…è inutile, anzi dannoso! Tanto vale creare tavoli misti con vegani e carnisti mischiati insieme…è la stessa cosa, nulla cambierebbe nell’etica delle persone. Una persona che non vuole più festeggiare con la morte nel piatto, non aspetta che un vegano gli si compaia davanti, è lui stesso che lo va a cercare…e sicuramente non in una macelleria.
Se io che faccio per mestiere lo sgozzatore di maiali, a meno che non mi venga all’improvviso un illuminazione spirituale poco probabile, se voglio smettere di uccidere…smetto eccome! Non certamente perchè l’ho visto in Tv! Questa è una presa di coscienza personale, non uno spot di massa.
E’ ovvio pensare che il tempo darà i suoi frutti, è naturale. Il razzismo è ancora oggi vivo e reale pur nascosto tra le righe dell’omertà pubblica che non vuole ammettere l’insofferenza di alcuni verso gli immigrati.
Il veganismo può essere solo ed esclusivamente un mezzo, uno strumento per ottenere una vera, reale, sincera coscienza antispecista futura. Utopia? Forse un ideale…ma non un illusione! Purtroppo chi vorrebbe “approfittare” del treno in corsa…è già salito!
Il vero inganno psicotico è il consumismo moderno, meglio definito in: epoca carnista.
Anche gli antichi Romani mangiavano carne…ma la “bestia” era visibile, si era consapevoli di ciò che si commetteva. Oggi tutto ciò è mistificato…troppo per essere ben visibile e condiviso come uccisione legale.
Il concetto è questo. L’antispecismo è attuabile solo ora, oggi!

Foto di Banksy

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5 pensieri riguardo “Mangiacadavere

  1. Ciao Roberto, parto da “informare sì-informare no”.
    Informare sì, con rispetto per l’idea diversa, ma con sicurezza nel proprio pensiero. Perchè essere vegan non è una moda, ma una forte presa di coscienza che è diventata un modo di essere (quindi di vivere).
    Non si può pensare che il cambiamento sia immediato ….come ogni cosa ci vuole il suo tempo…..e la testimonianza. Chi mangia carne e vede e sente un vegano può fregarsene altamente oppure riflettere. Una vera e profonda riflessione ha bisogno, appunto, di tempo perchè possa portare all’azione. Ognuno ha il suo.
    Triste, molto triste, come si cavalchi l’onda del vegan per fare soldi! Sì, può anche essere che qualcuno sia più sensibile e produca vegan, ma……ho forti dubbi. Guarda solo il nome dei prodotti…..”hamburger vegan” e cose di questo genere. Io proprio non ce la faccio a comprare certa roba! Così per gli abiti con pellicce sintetiche….ma dai! Anche se è sintetica è l’imitazione di un animale morto! Cos’è….si ripiega su quella finta perchè non c’è il coraggio di comprarla vera, ma sotto sotto il desiderio c’è?
    E, per concludere, sì partendo dal rispetto per gli animali e diventando vegan, si arriva meglio e prima al rispetto di TUTTO.
    Ci eravamo lasciati sugli inviti in casa di altri……non ho saltato nè pranzi nè cene…….ho mangiato pasta con verdure, verdure e mi sono portata da casa mele e soia. Siamo stati a ragionare sulla mia “stravagante” nuova alimentazione e….fine. Tutti sereni e contenti (io con la speranza di aver seminato qualcosa nelle menti).
    A risentirci presto, Roberto

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    1. Ciao Cinzia, sono contento di ritrovarti, soprattutto…sopravvissuta alle feste carniste. 🙂 Condivido le tue parole, in particolare: “Perchè essere vegan non è una moda, ma una forte presa di coscienza che è diventata un modo di essere (quindi di vivere)”…ne parlavo nell’altro articolo https://wordpress.com/post/71915116/920/ “Veganismo viscerale”.
      Purtroppo chi vorrebbe approfittare della scelta vegan (oggi sempre più di moda) sta già cavalcando l’onda! Basta entrare in un qualsiasi supermercato o negozio bio presunto tale per rendersi conto della situazione attuale alquanto critica e dubbiosa. Il rischio, molto forte e presente, è che si confonda l’etica del messaggio che vuole essere assolutamente antispecista e non salutista. L’essere salutista senza etica contribuisce ad accentuare l’impronta antropocentrica umana, e cioè l’essere al di sopra di tutto!
      Essere in parte a favore del filone commerciale veganista, non significa accettare il concetto speculativo del marketing che lo pubblicizza. Urge pertanto una doverosa presa di posizione da attuare con fermezza e determinazione: il veganismo corporativo è diverso da quello antispecista. Aprire ristoranti a marchio “Veg” o vendere t-shirt con la “V” slanciata…è nettamente diverso rispetto ad una cultura pacifista e rispettosa. L’etica del messaggio è simile ma non identico. In misura inferiore, ma molto più grave da condannare, sono quelli che cercano di mistificare la coscienza antispecista attuale con messaggi falsi ed ipocriti su produzioni “etiche” che salvaguardano il “benessere” degli Animali. Finchè esiste morte da sfruttamento non esiste benessere animale. Il filo sottile che separa la condivisione è molto delicato da capire ed affrontare quotidianamente. Nessuno sa se in futuro le due correnti prenderanno direzioni opposte o parallele. Certamente sono due modi di affrontare la presa di coscienza, due differenti mezzi o sistemi che possono aiutare le persone più sensibili e non a modificare le loro abitudini quotidiane, ma specialmente il loro modo di pensare e quindi di vivere, cioè rapportarsi agli altri e al resto del mondo.
      Credo anche che “seminare” nelle menti (come hai fatto saggiamente tu) sia utile ed importante. La mente umana, anche la più scettica, è facilmente condizionabile.
      Buon anno antispecista, e a presto.

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  2. Nel tuo bellissimo post si sente in fondo la stima per gli esseri umani, io credo invece che gli esseri umani siano facilmente manovrabili ed oggi più che mai visti i sistemi di comunicazione. Una massiccia campagna vegan con tante belle attrici ridurrebbe sensibilmente il consumo di carne il quale è sostenuto soprattutto dalla politica della Comunità Europea, che destina il 50% delle sue risorse all’agricoltura per cui allevatori e contadini ricevono sussidi enormi per acquistare animali per venderli e per ucciderli. Questo fa sì che il latte di soia costi molto di più del latte del vitellino ed il tofu molto di più della carne. Questo ha fatto sì, inoltre, che l’agricoltura dei Paesi Africani che non ha sussidi, sia stata completamente distrutta. Un bel risultato non c’è che dire!

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    1. Grazie per i complimenti, troppo buona! In merito alla stima per gli esseri umani…dipende quali esseri umani! 🙂
      Le istituzioni non fanno nulla per diffondere una politica informativa etica e rispettosa per l’ecosistema, e quei pochi scarsi provvedimenti passati sono solo fumo negli occhi. Anzi ti dirò di più: se venisse veramente approvato il trattato di libero scambio delle merci alimentari con l’America…molte cose peggioreranno! Quindi il lavoro da svolgere in questi prossimi anni è duro ed impegnativo, soprattutto per chi ha capito già da parecchio tempo il difetto di questo capitalismo psicotico. Urge una diffusione capillare di antispecismo puro che possa finalmente svegliare le menti assopite. E’ proprio il caso di dire: togliamo le fette di prosciutto dagli occhi!

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