Infanticidio


Questo mio articolo è ispirato ai recenti fatti di cronaca, ma soprattutto ad un post letto su facebook riportato in fondo pagina. Ovviamente non citerò io personalmente il nome di chi lo ha scritto per ovvie ragioni di privacy, in quanto la stessa persona non può rispondere in questo luogo. Il link pubblico di collegamento originale per eventuali discussioni è il seguente: https://www.facebook.com/bianca.artini/posts/10203269017037112.
Potete leggere prima il mio pensiero e poi l’altro o viceversa. Entrambi sono utili ad una riflessione profonda.

Il mio pensiero:

Chi uccide…invece E’ un mostro! E mi riferisco al titolo riportato in copia nel post sotto indicato: “Una madre lo sa. Le donne che uccidono i figli non sono mostri.”
Allora secondo questo ragionamento comprendiamo anche i pedofili che commettono violenza perchè anche loro ne hanno subito? Comprendiamo gli stupratori che umiliano con la violenza le donne perchè loro in quanto maschi sono lussuriosi? Oppure dobbiamo comprendere Donato Bilancia che uccideva le prostitute a causa della sua ansia sessuale provocata dal pene “piccolo”? Se si legge la bibliografia si osserva come tutta la sua vita è stata circondata da violenza e morte, che lo ha trascinato in uno mondo folle e criminale. Lo comprendo? No! Lo giustifico? No! Lo condanno? Purtroppo sì! Sapeva di essere “malato” e nulla ha fatto per redimersi. Anzi, ha commesso altra violenza! Mi piacerebbe non condannarlo e capirlo per tutte le violenze che ha dovuto affrontare e somatizzare con altrettanto dolore e sofferenza, ma non lo faccio! Nessuno dovrebbe farlo! Io non lo giustifico, nè lo comprendo! Se lo facessi cadrei nell’errore di salvarlo senza redenzione. Non è un buon esempio da diffondere. Non è corretto. Il perdono esiste e si applica, ma quando c’è di mezzo la morte…la comprensione è un argomento molto delicato da affrontare. Tu comprendi chi uccide le mucche o i maiali nei macelli? Dovresti farlo perchè loro lo fanno dietro compenso legale. Tu li comprendi? Io no! Li condanno! Eppure la società moderna li comprende, li giustifica, li autorizza ad uccidere per conto “nostro”…per il “nostro” appetito di carne.
Una madre in difficoltà che non chiede aiuto e non si ribella al suo stato depressivo di stanchezza è colpevole due volte se commette un delitto o una violenza. Ha l’obbligo morale e civile di farsi da parte se non riesce a svolgere il suo ruolo. E chi le è vicino inerme è complice anch’egli.
La storia umana è piena di mostri, e le madri che uccidono i propri figli ne fanno parte. Non si spiegherebbe perchè la Franzoni nonostante abbia ucciso il piccolo Samuele ne ha poi concepito un altro. Perchè? Forse per soffocare il proprio dolore? Cito questo: “Le ultime perizie psichiatriche effettuate attribuirono alla Franzoni una personalità affetta da “nevrosi isterica”, cioè portata alla teatralità e alla simulazione perché incapace di elaborare in modo maturo le problematiche della quotidianità. Pare che, successivamente alla nascita del secondo figlio (Samuele) la donna avesse lamentato stress o comunque difficoltà nel gestire la casa e contemporaneamente occuparsi di due figli piccoli, ma non si è mai accertato se si trattasse di sintomi transitori o di una vera e propria depressione post-partum.”
Essere madri depresse e madri assassine…sono due cose completamente diverse. A volte possono essere unite da un filo macabro sottile, ma il più delle volte chi uccide è un mostro da non comprendere e giustificare in quanto “malato”, ma da condannare alla redenzione ed aiutato in tempo utile perchè non commetta altri delitti. Le donne madri (come altri in difficoltà) non devono essere lasciate sole, ma se ciò avviene nessuno deve comprenderle e giustificarle se loro uccidono in quanto depresse! La comprensione senza condanna redentiva di chi commette atroci delitti (come gli infanticidi) rischia di far perdere il vero significato del crimine commesso. Non possiamo vivere in una società perbenista. L’essere umano è un essere vivente complesso e realmente incontrollabile. Non a caso ci siamo “auto-imposti” delle regole rigide ed etiche, troppo spesso infrante. Ci “differenziamo” dagli altri animali anche per questo: istinto controllato, istinto animalesco sottomesso. Gli animali non credo reprimano il loro status. L’uomo per forza di cose deve farlo, perchè si è costruito nei secoli un ambiente artificiale associato ad altri individui e ad altri contesti: lavoro, impegni personali, ruolo istituzionalizzato di moglie e marito ecc.
Per capirci: una leonessa è depressa dopo il parto? Ha altre occupazioni oltre all’accudire i piccoli fino alla loro autosufficienza? Oltre a procurarsi il cibo, cos’altro deve fare? Pagare le bollette o cucinare per il proprio marito? L’esempio è stupido e forse surreale? Può farci capire perchè alcune donne depresse uccidono i loro figli? Lo fanno per debolezza nell’affrontare la vita quotidiana di madre, moglie e donna adulta? Questa è comprensione? Anch’io spesso e volentieri sono stanco, stressato…anzi esausto. Non per questo la mattina mi alzo e uccido, o uso violenza nei confronti di un essere debole e indifeso. Io sono un uomo e non faccio testo? Non ho mai partorito un essere vivente. Allora io in quanto uomo lussurioso spinto dai miei istinti sessuali sono compreso se violento una donna? Forse devo reprimere i miei istinti?
Si ipotizza che la Franzoni abbia ucciso Samuele con un bollitore o mestolo da cucina (!!!!!). Era stressata? Da cosa? Forse è più probabile che avesse altri problemi che nulla avevano da condividere con la normale routine quotidiana, di donna-madre-moglie?
Uccidere il proprio figlio è un atto vigliacco ed immorale. Perchè un bambino non può difendersi da solo. E’ come un animale innocente…non ha colpa!
Per cui, per favore smettiamola di fare gli ipocriti! E colpevolizziamo da “esempio” chi commette crimini! Perchè non ne avvengano altri!
Salvare le donne dal loro crimine non risolve il problema sociale che può tranquillamente, anche se in minima parte percentuale, paragonarsi al femminicidio.
La violenza accompagna l’essere umano da sempre e sempre sarà così fino a quando lui stesso non riuscirà, con la sua consapevolezza e probabilmente logica tradotta in progresso mentale, a reprimere le sue emozioni.
Molte persone uccidono per AMORE, VENDETTA, RISENTIMENTO, RABBIA ecc. ecc. ,tutti sentimenti animaleschi-umani che ci accompagnano dalla nascita alla morte. Quante volte riusciamo a reprimerli positivamente, e quante altre volte no? Gli animali uccidono i loro simili oltre il nutrimento personale? Se ciò avviene lo fanno per una ragione ben precisa? Forse anzichè mangiarli…dovremmo imparare da loro, negli atteggiamenti e nelle abitudini.
La normale condizione di stress che può colpire chiunque…non ci fa comprendere un crimine pur isolato ma pur sempre un crimine verso un essere vivente indifeso!

Post pubblico tratto da facebook (non di mia proprietà etica morale):

“Una madre lo sa. Le donne che uccidono i figli non sono mostri.
Mostri sono gli altri: le vicine che fino al giorno prima ti invitano alle festicciole, i mariti che escono senza vedere e tornano senza ascoltare, le amiche che passano a salutare e hanno fretta di ripartire, i medici che dicono è tutto nella norma signora prenda una tisana prima di andare a dormire sono 300 euro, grazie.
Le cognate e le suocere che ti chiedono delle tende, le sorelle al telefono, ciao, ci sentiamo presto.
Quelli che chiami la notte perché stai male e ti dicono ripassi domattina, quelli che la mattina dopo dicono alle tv non ci posso credere l’ho vista proprio ieri stava bene era contenta ma come è stato possibile. Ecco, questi sono i mostri.
Quelli con l’aspetto delle persone normali che non mentono non dirottano le loro vite non escono mai di strada, quelli che in carcere non li trovi mai. Gente ragionevole e quieta, serena e cortese, gente rassicurante che galleggia sulla superficie delle cose opache e non scende mai a vedere sotto, sotto è torbido e fa paura.
Tutto bene? Certo, sì, tutto bene. Allora vado, ci si sente. E così resti da sola con quella cosa minuscola che piange e non capisci perché, che deve mangiare e poi essere lavata e poi vestita e poi deve mangiare di nuovo, non sono passate nemmeno due ore e intanto strilla perché forse sta male ma il pediatra ha detto no sta benissimo, e non c’è nessuno a cui lasciarla in braccio un momento e le pareti della casa ti vengono addosso e ci sono i piatti sporchi da lavare i panni da stirare nella cesta la televisione accesa dice buongiorno!
Avete pensato a una vacanza in Turchia? La casa ha un odore cattivo di cose che marciscono e però non c’è un fuori per te, c’è solo un dentro. Che meraviglia un neonato, ti dicono. E tu sorridi e a volte dici: non mi sento tanto bene.
Allora ti guardano comprensivi, ti dicono: passa, è una fase. Così prendi la macchina e vai dal medico, torni a casa con un foglietto che dice: trenta gocce prima dei pasti.
E l’uomo che vive con te torna la sera ed è stanco, non ti vede, non vede, sei gonfia e grassa ma non importa, c’è il bambino adesso no? Di cosa ti lamenti, passerà.
Ecco, è così. Certo, non per tutte arriva quel buio assoluto, quel furore suicida che ti fa spingere il bambino sott’acqua o colpirlo con un sasso, o buttarlo nel lago. Suicida, perché uccidere un figlio è come uccidersi senza morire e perciò è peggio che uccidersi: è come restare vive da morte, sopravvivere alla morte che almeno è una fine, rimorire ogni giorno. Così vivi, dopo: senza parlare e senza mangiare, avvolta nelle coperte di una cella ma tanto quel freddo non passa. Oppure cancelli, anche questo succede, ti convinci che non è successo mai, non è successo a te, non sei stata tu è stato un altro, è un errore.
Non succede a tutte le madri: succede a pochissime.
Ma tutte, se cercano bene, sanno di cosa si tratta. Più di tutto le madri sole: quelle che non avevano nessuno accanto nella paura della sala parto né della casa vuota, dopo, o sole perché qualcuno c’era ma era come se no. “Non è mai troppa la pietà”, ha detto il prete quest’ultima volta. La pietà però arriva dopo. Non è mai troppo l’amore prima, piuttosto.”

B.A.

Annunci

3 pensieri riguardo “Infanticidio

Invia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...