Doloroso


Ognuno di noi fin dalla propria nascita vive di convinzioni, idee, giudizi, tradizioni…
Ognuno di noi nasce, cresce e si sviluppa in adulto grazie ad un educazione il più delle volte responsabile, etica, giusta. Il più delle volte. In altre occasioni non è così. In altri luoghi del pianeta ciò non accade, purtroppo. In angoli sperduti del globo popolazioni sfortunate patiscono la fame, non vengono istruite, non capiscono dove si trovano e perchè. E nel peggior delle ipotesi sono sfruttate ed uccise.
La vita oggi nel 2014 non è molto diversa da quella di duemila anni fa. Viviamo di emozioni tali e quali come quelle dei Romani o dei Greci migliaia di anni addietro. Siamo colti, intelligenti e saggi come Plutarco, Aristotele, Pitagora, Indira Gandhi e tanti altri uomini e donne che hanno partecipato alla storia dell’umanità. Siamo solo più sofisticati.
Di contro un maschilismo antropocentrico assoluto non ha contribuito nel creare un mondo giusto, cosciente e responsabile. Oggi purtroppo commettiamo ancora tanti sbagli, reati, crimini diretti ed indiretti, puniti ed impuniti che non ci permettono a pieno di ottenere una pace universale completa. Ancora oggi un numero imprecisato di animali e non (miliardi ogni anno) riempe la lunga lista di vittime innocenti. L’uomo da secoli si nutre di altri esseri viventi senzienti pur sapendo da sempre che ciò è dannoso, per se stesso e per la comunità. L’uomo da sempre stenta nel raggiungere un concetto di soprannaturalità…illuso e utopico. Oggi, negli anni del progresso scientifico mai meglio raggiunto, egli ha ancora la presunzione di comandare ed usurpare ogni vita terrestre esistente.

“E se ci si sentiamo troppo pieni di noi, arroganti, presuntuosi ed esperti solo perchè crediamo di aver fatto del bene…allora abbiamo un problema!
Se credi di essere buono…se credi di sentirti a posto con la coscienza…allora hai un problema! Nessuno di noi è veramente buono…nessuno!”

Ogni uomo e donna, oggi come allora, prova dolore. Dolore fisico, e dolore spirituale. Ogni dolore che accusiamo è dettato da una condizione. Condizione fisica, mentale, spirituale. Quando amiamo qualcuno e ci sentiamo traditi o abbandonati…lì, proviamo dolore, dolore dell’animo, dolore nel corpo, che ci infastidisce e ci fa soffrire. Il nostro organismo è fatto di carne, ossa, tessuti, cellule e sistema nervoso: una complessa ramificazioni di nervi sensibili che vibrano ad ogni sussulto o azione che subiamo o produciamo.
“Il sistema nervoso negli esseri umani può essere anatomicamente suddiviso in sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP). Il SNC è racchiuso nella scatola cranica per quanto riguarda l’encefalo, e nel Canale vertebrale per quanto riguarda il midollo spinale. Il SNP è invece rappresentato da strutture nervose periferiche come i gangli, le fibre nervose dei nervi, i recettori sensoriali (termocettori, propriocettori, meccanocettori, recettori per gli odori, per il gusto) e gli organi sensoriali specializzati come l’occhio, l’apparato cocleare e vestibolare. Il SNP si occupa quindi di raccogliere informazioni dall’ambiente esterno, le trasduce poi in segnali nervosi e le invia al SNC che si occupa di integrarle e di rispondere in maniera adeguata. Tramite il SNP poi, il SNC invia comandi motori alla periferia necessari per rispondere in maniera adeguata a varie condizioni o semplicemente per il movimento volontario.” (fonte Wikipedia)
Questa definizione scientifica può facilmente farci intuire e capire che siamo indubbiamente condizionati dal mondo esterno e dall’ambiente che ci circonda. Ogni movimento, azione o reazione che agiamo o subiamo influenza le nostre emozioni e sensazioni, ed induce anche e soprattutto al dolore…sotto ogni forma sopra descritta. Siamo esseri “umani” perchè qualcuno ci ha raccontato la favola fantastica che l’uomo e la donna sono gli unici individui terrestri che provano emozioni, amore, compassione e dolore. Questo non è vero. Non è vero perchè è appurato ormai da anni che anche gli animali non umani provano sensazioni fisiche esterne ed interne. La schiavitù che gli abbiamo imposto è un dato di fatto. Una prova macabra che ci spiega e ci racconta come, quando e perchè provano fisicamente e mentalmente tutto il male che gli infliggiamo.
Da sempre, e recentemente più spesso, ci affidiamo a teorie, tecniche e mezzi sempre più sofisticati per aiutarci ad eliminare il nostro dolore. Farmaci soprattutto. Farmaci che crediamo possano aiutarci ad eliminare un dolore innato, che ci accompagna da sempre, ma che sempre ci “aiuterà” a capire la nostra vitalità, essenza, presenza…non finta ed assente.
Forse anche le piante provano sensazioni fisiche. Non è escluso che ciò sia plausibile. Ma le differenze tra il nostro organismo e la loro struttura è evidente a non pochi. Non sappiamo quasi nulla della loro esistenza. Eppure loro stesse ci aiutano ogni giorno a vivere meglio. Con l’aria che respiriamo, con i frutti che mangiamo, con le erbe che assumiamo. E’ ormai risaputo ai più esperti e saggi che i cibi d’originale animale fanno male, più male di quanto immaginiamo. Un alimentazione totalmente vegetale può aiutarci a vivere più dignitosamente e più in salute. Può migliorare di molto la nostra esistenza…tutta. Animale, umana ed ambientale.
Essere ignoranti oggi, nell’epoca più gloriosa dell’informazione, è un grave, dannoso errore.
Le persone felici ed ottimiste sono aperte alle novità e costruiscono passo dopo passo un cambiamento concreto per raggiungere l’obiettivo prefissato. Non temono il futuro, poiché vivono nel presente, e non sono eccessivamente legate al passato. La felicità, se davvero vogliamo trovarla, può essere soltanto nel “qui” e nel “ora”. Non sappiamo cosa accadrà in futuro e non abbiamo la possibilità di tornare indietro nel tempo. Siamo noi a scegliere di essere felici, nonostante tutto. E lo possiamo diventare già da questo momento.
Studiare, leggere, ed informarsi per capire che le verità presunte tali sono ben altre. Chiedersi, porsi domande ed interrogativi su fatti o circostanze è lecito, intelligente, ed etico. Chi non lo fa è uno schiavo, sottomesso ed incosciente. Essere cresciuti nel benessere significa farne parte ipocritamente senza capirne gli effetti collaterali…le sue origini. A patto di esserne consapevoli.
La nostra vita “è” un compromesso consapevole che giornalmente rischia di far perdere l’identità radicale del messaggio stesso.
Chiediamoci: perchè dobbiamo prendere una pillola per calmare un dolore non mortale o talmente agghiacciante da non impedirci di praticare le nostre normali attività quotidiane? Per quale incredibile ed incosciente motivo dobbiamo vaccinarci ogni anno per un influenza che quasi sicuramente non prenderemo affatto?
E non serve porre attenzione a tutti gli altri rimedi o metodi farmacologici non efficaci su malattie degenerative e mortali quali cancro, sla, aids ecc. Figli di una speculazione capitalista.
I farmaci e la medicina moderna non allungano la vita. Possono salvarla in casi estremi violenti…ma io non credo che la vivisezione animale possa salvarci da un incidente d’auto o da un infarto.
Siamo quello che mangiamo e siamo quello che compriamo. E quindi se ci viene consigliato di preferire “questo” a “quello”…è normale istituzionalizzare le nostre scelte e i nostri bisogni. Illusione psicotica.

Ecco perchè un buon libro può aiutarci a capire meglio la nostra condizione dolorosa. Un libro che ci aiuti a decidere se continuare ad assumere farmaci non necessari e probabilmente dannosi fisicamente ed eticamente, o cercare altre alternative…andando ben oltre l’omeopatia.
Un buon libro che sappia farci riflettere approfonditamente sulla nostra condizione umana di doloranti esseri viventi, facenti parte di un complesso sistema vitale che basa la sua esistenza stessa sul dolore.
Per cui…perchè combatterlo?
Altrimenti…perchè il parto sarebbe così lancinante?
Quindi…curare la mente, guarire il dolore!
Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Curare la Mente, Guarire il Dolore

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11 pensieri riguardo “Doloroso

  1. Caro Roberto, sono d’accordo con il tuo articolo, ma dissento in due punti:
    – per quanto riguarda il mangiare animali oggi non è come nel passato. E’ molto peggio! Mentre prima l’uomo mangiava dei prodotti della terra e qualche volta carne, adesso ne mangiamo in quantità esagerate. Sono state costruite vere e proprie fabbriche di morte (allevamenti intensivi) per soddisfare voglie insane;
    – nessun farmaco (o medico che decida una qualsiasi terapia) può salvare la vita di nessuno; ognuno di noi ha un tempo determinato…..quando è scaduto dobbiamo andare. Solo in alcuni casi, per motivi a noi sconosciuti, può essere donato da Dio un “tempo supplementare” altrimenti…..La malattia va capita e non combattuta, il dolore ha una sua ragion d’essere (fisica e spirituale) e, giustamente, la cura coinvolge prima la mente e, conseguentemente, il corpo, con metodi naturali che lo aiutano a lavorare nel modo per cui è stato progettato.
    Ancora una volta ti ringrazio per i tuoi interessantissimi articoli e per l’impegno che metti nel diffondere informazioni stimolanti la riflessione e la presa di coscienza personale.

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    1. Ciao Cinzia, io ringrazio te per i tuoi commenti sempre precisi e puntuali.
      Io parlo di cose molto semplici e naturali perchè a me sembrano così, e spero sempre che chi legge (anche non condividendo) possa ricevere dentro di sè almeno uno stimolo alla riflessione.
      Molte volte la vita è più semplice di quanto noi immaginiamo. Purtroppo la frenesia e l’illusione del benessere ormai ci hanno invaso le menti e il corpo, e presi da mille impegni non pensiamo mai a noi, ai nostri cari e al mondo che ci circonda. Pensiamo sempre ai nostri problemi quotidiani e a come risolverli, senza sapere che il peso di queste responsabilità non ha alcun senso, se non ad illuderci di poter star bene. Potrebbe sembrare demagogia, per chi purtroppo è disoccupato e ha il mutuo da pagare…certo è così. Ma tutti noi abbiamo i problemi, più o meno importanti, anche chi ha in banca 1 milione di euro! Pensa a quante star dello spettacolo ricchissime hanno fatto una brutta fine. Per lo più suicidati. Cosa mancava a loro?
      Ricordo spesso molto volentieri i racconti di mia madre di quando era piccola e di quante volte piangeva perchè non aveva le scarpe per camminare, e doveva supplicare la sua mamma o il papà per averne almeno un paio usate. Eppure quando le chiedo se in quei momenti provasse odio, vendetta o profonda amarezza, lei mi risponde sempre di no. Forse in quei momenti era sicuramente infelice, ma probabilmente aveva altro a cui pensare per non camminare scalza. Oggi ha 71 anni, ed è una mamma, nonna, moglie splendida. Certo è mia mamma! Ma gli esempi più azzeccati spesso sono banali e sinceri.
      La povertà borghese è un altra cosa. I veri morti di fame non sono in Italia o in Europa…sono per sfortuna in altri luoghi molto lontano da noi. Noi rinneghiamo la povertà, per quanto oggi più volte al giorno la ostentiamo, e quando ci sentiamo “nullatenenti”…l’ipocrisia e la falsità ci avvolge. Basta osservare i sempre più eclatanti episodi di razzismo ed intolleranza su immigrati o extracomunitari, i quali non dico siano tutti onesti…ma molti barconi che giungono sulle coste sono pieni di uomini, donne, bambini, anziani e malati che di criminale non hanno nulla da spartire con i “peggiopeggio” italiani.
      Illudersi di essere felici. Questo è totalmente sbagliato. La felicità è un altra cosa e chi non lo capisce e non lo affronta..soffre, tanto e dolorosamente. Io per primo, svolgendo le mie normali attività lavorative e personali, provo ogni giorno malessere e dolore misto a più o meno momenti di gioia. Capita a tutti. Se fosse diversamente…non saremmo esseri viventi mortali. Sta sempre a noi l’ultima scelta. Sta noi decidere cosa è meglio o peggio. Piangerci addosso, o reagire con tutte le forze in nostro possesso. Pensa a tutti quelli che si abbandonano, si perdono…quanti ogni giorno? Tanti! Basta vedere tutte le settimane la trasmissione “Chi l’ha visto?” (non è una banalità, io la seguo da anni…anche come spunto di riflessione!).
      Io ho 41 anni, non ho moglie nè figli, e se mi guardo indietro, nella mia vita, mi rendo conto che ho trascorso i miei ultimi 10 anni in una corsa frenetica, senza rendermi veramente conto dove stavo andando e perchè. Io, la mia consapevolezza l’ho trovata da pochissimo tempo, e ogni giorno che passa è sempre più forte. I momenti di difficoltà sono tanti e difficili, ma bisogna inpegnarsi duramente per ottenere piacere e soddisfazione. Chi pensa di essere non dico buono, ma almeno onesto…ha il dovere di trasmetterlo agli altri.
      Io non sono un veganizzatore nè tantomeno un prof. da cattedra, e neanche voglio esserlo…mi piace scrivere, condividere e dialogare, anche con chi non è daccordo con me. Scambiare idee, opinioni e quant’altro di utile alla serenità, mia, e perchè no…anche degli altri.
      Ti ringrazio per il tuo contributo e ti saluto affettuosamente. 🙂

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  2. Ciao,
    un post ricco e complesso, ben scritto e scorrevole, che passa in rassegna buona parte dell'”evoluzione”. parecchi i punti da condividere, altri invece no. E se posso permettermi di dire…

    -Hai 41 anni, sei giovane e con tanta vita ancora da spendere, Meno di un secolo fa saresti invece stato già vecchio e alla fine della vita (età media di sopravvivenza 40 anni, appunto) I progressi della medicina e della scienza in generale hanno decisamente raddoppiato la vita e la sua qualità (dalla penicillina e dall’attenzione all’igiene in poi, tecnologia compresa. Un secolo fa le donne a 30 anni erano già dolenti e storte dall’artrosi senza lavatrice…tanto per dirne una). Non vogliamo chiamarlo progresso per via dei risvolti della medaglia che ci sono, dallo sviluppo di malattie secondarie all’inquinamento all’inps che deve pagare sempre pensioni più lunghe? ok, chiamiamolo come vogliamo, ma non demonizziamolo a tutto tondo. Ho superato i 50, sto bene, sono lieta di questo e pronta ad andare avanti. Morirò anche io, certo, per una causa o l’altra, però finchè potrò…

    Concordo sull’abuso inutile di farmaci, ma ad es un’otite come si fa a sopportarla? E non solo per il dolore, quel dolore che, lancinante, ti fa sbattere la testa contro il muro, ma anche per la necessità di eliminare una infiammazione che altrimenti creerà problemi ben più seri.

    Un saluto,
    Marirò

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    1. Ciao Marirò e benvenuta! Il mio pensiero è mirato verso la consapevolezza della nostra vita e del mondo in cui viviamo, con tutti gli aspetti positivi e negativi. Io non sputo nel piatto dove mangio in quanto grazie al benessere borghese sono cresciuto e vissuto fino ad oggi. Ringrazio anche una sensibilità innata che mi ha sempre accompagnato e che di recente mi ha fatto riscoprire il “bello e sano” della vita.
      Anche se posso sembrare pessimista, in realtà non lo sono affatto, molto meno di tanti ipocriti odierni che vivono e “sbafano” alla faccia di tutti. Io critico il sistema di vita moderno, che ricordiamoci nessuno ci obbliga a seguire, perchè è sbagliato e psicotico. In casi estremi anch’io faccio uso di medicinali e non rinnego la ricerca scientifica e tecnologica, altrimenti non avrei creato un blog on line. Piuttosto credo che la farmaceutica mondiale sia speculativa e sfruttatrice di uno sterminio animale senza precedenti nella storia umana. Tutto il sistema capitalista odierno è sinonimo di sfruttamento e speculazione per tutti gli esseri viventi del pianeta, uomini e donne comprese.
      Credo che la ricerca andrebbe indirizzata (come finalmente inizia ad accadere) verso un etica maggiore e consapevole nel rispetto della vita animale, e di conseguenza umana. Non dimentichiamoci che oggi non c’è ancora una cura farmacologica per il cancro perchè in realtà mai ci sarà se non con la prevenzione utile ad un stile di vita idoneo alla salute: meno carne e derivati, più cibi vegetali con un movimento fisico adeguato alla salute mentale.
      La nostra vita quotidiana è un grande complicato compromesso consapevole. Sta a noi stessi decidere se identificarci o perderci..o capirne il vero radicale significato. Se condividi questo concetto sei la benvenuta, altrimenti va bene uguale.
      Grazie per il tuo contributo. Cari saluti. 🙂

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      1. Comprendo e apprezzo il tuo pensiero e sono anche io per una vita sana e rispettosa dell’ambiente e degli animali.
        La prevenzione e poi la scienza medica hanno salvato mia sorella da un tumore. Di tumore si moriva anche un secolo fa anche se non si sapeva cosa fosse.Si moriva e basta. Un mio amico anni fa si è ammalato di tubercolosi, ha risolto in due settimane con una semplice cura simile a una bronchite.
        Per arrivare a questo sono stati necessari studi ed esperimenti, anche su animali e persone. Difficile da accettare, lo so, ma è anche difficile dover dire a una ragazza di 20 anni che ha una malattia che la ucciderà a breve.
        Immagina cosa significherebbe non avere più l’energia elettrica nelle case perchè le centrali idroelettriche sono inquinanti. Immagina cosa significherebbe se non volassero più gli aerei perchè anche essi inquinanti.
        dal “progresso” non si torna indietro, mai, nessuna civiltà lo ha mai fatto. Il problema è un altro: un progresso che sia vero progresso, che cioè sia capace di dare senza rovinare altri settori, senza danneggiare, senza prezzo da pagare. Su questo la ricerca scientifica e l’intelligenza e sensibilità umana si dovrebbero sempre più indirizzare. Ce la faremo? Non lo so, ne dubito purtroppo fortemente e non per scarsa capacità umana, ma per avidità e amore del dio denaro.

        Grazie per il benvenuto, ciao 🙂

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      2. Condivido ogni tua singola parola, soprattutto nel finale. Ti rispondo con parole mie impresse nel mio blog e visibili a tutti per far riflettere ed agire eticamente e lentamente in direzioni opposte a questa realtà:
        “L’unica cosa che merita di essere ricordati è l’azione etica che ogni uomo e donna attua nel rispetto della vita altrui. Il compromesso responsabile che tutti noi abbiamo ricevuto dalla nascita deve per forza di cose essere idealizzato verso una coscienza antispecista il più possibile coerente con la vita quotidiana. Ciò non significa che dobbiamo rifugiarci nei boschi in uno stato primordiale, nè camminare in aria per non schiacciare le formiche. Ognuno di noi può fare una scelta, più o meno impattante. Questa singola scelta quotidiana può dividerci da un gruppo consumista irresponsabile ed egoista da un altrettanto, pur complice anch’esso, ma più sensibile e responsabile alla sopravvivenza di ogni essere vivente. Ricordarci che siamo ospiti e non padroni del pianeta deve avvisarci su quello che potrebbe essere il nostro futuro…e quello dei nostri nipoti. Il mondo non diventerà mai tutto vegan (anche se è ciò che si spera…), ma imparare a nutrirsi con coscienza e responsabilità è il primo passo per salvare la vita a milioni di animali straziati! Per Noi che ci crediamo è un dovere etico fornire l’esempio più corretto possibile. Tutto il resto è opinabile. La nostra vita quotidiana è un grande complicato compromesso consapevole. Sta a noi stessi decidere se identificarci o perderci..o capirne il vero radicale significato. Se condividete questo concetto siete i benvenuti, altrimenti va bene uguale.”
        Cari saluti.

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    2. Aggiungo che la percentuale di mortalità umana da te annunciata rispetto al secolo scorso è abbastanza discutibile. Basta considerare che 100 anni addietro non c’era inquinamento, stress, cibi dannosi portatori di malattie degenerative odierne definite dai più autorevoli medici mondiali cosidette “del benessere”. Inoltre morivano molti più bambini di oggi (dati Unicef), che identifica quindi un dato errato sul totale dei decessi umani. Oggi si muore per tanti motivi e raramente per morte naturale (vecchiaia), cosa che invece accadeva in passato.

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      1. vero, metà della popolazione 100 anni fa moriva di malattie infettive entro i 10-15 anni e metà delle mamme morivano di parto (in casa). I più forti, coloro che riuscivano a sopravvivere a un morbillo o alla malaria senza antibiotici e con scarsa alimentazione arrivavano a 40 anni.
        Questo accade ancora oggi nei Paesi che sono indietro di 100 anni rispetto ad altri. (ed è assolutamente indegno e ingiustificabile che accada).

        La vecchiaia quasi non esisteva 100 anni fa, a meno che non consideriamo vecchio un quarantenne. Oggi l’età di sopravvivenza, lo ripeto, è 80 anni e i 60-80 enni se la passano anche alla grande (indovina l’età media dei croceristi? 53 anni (dati flussi crocieristici di Ancona, maggio 2014) )

        Buona serata
        Marirò

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  3. In angoli sperduti del globo popolazioni sfortunate patiscono la fame, non vengono istruite, non capiscono dove si trovano e perchè. E nel peggior delle ipotesi sono sfruttate ed uccise.
    Ma anche nel meno sperduto dei luoghi quale che sia il centro del centro, è lo stesso, cambia solo il rapporto con la fame (la morte) per i più fortunati – [lo so, non è poco].

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