11 buone ragioni per NON mangiare carne


comparazione
Molte persone vorrebbero iniziare a seguire un’alimentazione più sana ma non sanno da che parte cominciare o non se la sentono di passare direttamente ad una dieta vegetariana o vegana. Il mondo scientifico è ormai in gran parte concorde sui rischi per la salute legati al consumo di carne. 
Per cambiare il vostro stile alimentare potreste partire proprio dalla carne e da un approfondimento degli studi che ne evidenziano gli effetti negativi per il nostro organismo, oltre che per l’ambiente.

1) Ridurre il rischio di malattie cardiache:
Il ferro della carne rossa contribuirebbe ad aumentare il rischio di malattie cardiache, secondo una ricerca pubblicata sul The Journal of Nutrition. Nessun rischio per il ferro presente negli alimenti vegetali. Una nuova ricerca potrebbe aiutare a comprendere meglio il legame tra diete ricche di carne e malattie cardiache. L’elevata biodisponibilità del ferro eme presente nella carne rossa potrebbe essere correlata all’infiammazione e al danneggiamento delle arterie. Secondo gli esperti, il rischio cardiaco potrebbe essere aggravato da un basso consumo di frutta e verdura accompagnato da un’elevata assunzione di carne.

2) Ridurre il rischio di Alzheimer:
Mangiare carne rossa potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer. Lo rivela una ricerca condotta in California che ha dimostrato per la prima volta come un eccesso di ferro nel cervello possa essere la causa della forma più comune di demenza senile. La ricerca suggerisce che alti livelli di ferro nel cervello possono effettivamente contribuire a causare la malattia. Gli esperti suggeriscono di cambiare stile di vita e di alimentazione per la prevenzione, facendo attenzione sia alla carne rossa che alla quantità di integratori alimentari di ferro assunti.

3) Ridurre il rischio di infarti, diabete e cancro:
Consumare più di 50 grammi di carne rossa al giorno può porre a serio rischio la salute del nostro organismo, provocando infarti, diabete e cancro. E’ quanto emerso da una ricerca condotta a Cambridge che ha preso in considerazione l’eccessiva presenza di carne nella nostra dieta. Gli esperti hanno accertato che un consumo giornaliero di carne superiore ai 50 grammi per gli uomini e a soli 30 grammi per le donne non è per niente salutare.

4) Ridurre il rischio di tumore al seno:
Una ricerca condotta di recente ad Harvard e pubblicata sul British Medical Journal segnala il consumo eccessivo di carne rossa come fattore di rischio da non sottovalutare per il cancro al seno, soprattutto se a mangiarla sono le giovani donne. Gli scienziati ipotizzano che gli effetti dannosi di un consumo eccessivo di carne rossa, relativamente all’aumentato rischio di cancro al seno, sarebbero da imputare all’eccessiva quantità di proteine. Le proteine infatti accelerano la duplicazione cellulare e dunque anche quella delle cellule tumorali. Inoltre, nella carne conservata sono presenti alcune sostanze come i nitrati, potenzialmente cancerogeni.

5) Proteggere le arterie:
La carne rossa fa male per via della L-Carnitina? I ricercatori della Cleveland Clinic, in Ohio, hanno puntato il dito su questo composto a lungo poco noto ed ora riconosciuto come pericoloso per la salute. Questa sostanza infatti è legata all’accumulo di depositi di grasso lungo le pareti dei vasi sanguigni, mettendo a rischio la circolazione nelle arterie e aumentando la possibilità di incorrere in infarti e ictus. Gli esperti vogliono inoltre rivalutare la sicurezza degli integratori e dei prodotti in commercio che contengono carnitina.

6) Prolungare l’aspettativa di vita:
Il consumo di carne “lavorata” aumenta il rischio di morte precoce, di cancro e di contrarre patologie cardiovascolari. Non soltanto salsicce e wurstel, ma anche gli apparentemente meno “innocui” salumi. E la carne di origine equina, bovina, suina ed ovina concorrono ancor di più, se consumate abitualmente e in eccesso, a compromettere la salute di chi sceglie di portare tali alimenti sulla propria tavola. Il 3% delle morti premature potrebbe essere evitato se tutti riducessero il consumo di carni lavorate a meno di 20 grammi al giorno!

7) Prevenire il tumore al colon:
Ogni anno si potrebbero prevenire milioni di casi di tumore al colon se consumassimo meno carne rossa e se integrassimo la nostra dieta con un maggior apporto di fibre. Lo afferma il World Cancer Rereasch Fund, che di recente ha aggiornato la propria posizione sul cancro intestinale. La raccomandazione è di limitare fortemente la carne rossa, le carni lavorate e conservate, i salumi e le salsicce, dato che a parere degli esperti la relazione carne-cancro è ormai diventata da probabile a certa.

8) Affrontare il cambiamento climatico:
Per salvare il Pianeta dovremmo ridurre il consumo di carne, ma secondo gli esperti non lo stiamo facendo. Il mondo sta adottando sempre più diete a base di carne che stanno mettendo a rischio le risorse e la sicurezza alimentare. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. In passato l’Unep aveva già invitato la popolazione mondiale a ridurre il consumo di carne per affrontare i cambiamenti climatici e a diventare, se non vegetariani o vegani, almeno “demitarian”, cioè persone che decidono di dimezzare il loro abituale consumo di carne per proteggere l’ambiente e la salute.

9) Ridurre l’inquinamento:
La carne rossa è l’ingrediente di origine animale che inquina di più se lo confrontiamo con uova, prodotti lattiero caseari, carne di pollo e carne di maiale. Lo ha confermato una ricerca condotta presso l’Università di Yale. Gli esperti sottolineano che il 40% della superficie degli Stati Uniti è dedicato alla produzione di alimenti di origine animale, compresi i terreni necessari per il pascolo e per la produzione di mangimi. Gran parte di questi terreni potrebbe invece essere dedicata alle colture che sono direttamente consumabile dagli esseri umani, con il risultato di richiedere meno risorse per caloria.

10) Ridurre le emissioni di Co2:
Secondo gli autori di uno studio pubblicato sul British Medical Journal diminuire il consumo di carne significherebbe non solo ridurre drasticamente il rischio di contrarre patologie croniche, ma anche determinare un taglio netto delle emissioni di Co2 legate alla produzione di carne e agli allevamenti intensivi. In questo modo si andrebbe a contrastare l’effetto serra cui contribuisce purtroppo la deforestazione per la creazione di nuovi pascoli e campi coltivati per la produzione di mangimi destinati agli animali da allevamento.

11) Fermare lo sterminio animale:
Ultimo punto, non per meno importanza anzi andrebbe riportato in cima alla lista, interrompere l’olocausto animale che da decenni senza sosta uccide miliardi di essere viventi innocenti con conseguenze devastanti su ecosistema e coscienza etica. L’uomo civilizzato da secoli attua un azione antropocentrica psicotica e delirante che lo pone al vertice della catena alimentare, oltre che protagonista indiscusso di un predominio assoluto su ogni vita esistente sul pianeta: animali, foreste, acqua, terra e minerali ecc. Ogni risorsa viene usata e sfruttata fino allo sfinimento, e ciò che è peggio è la stessa violenza usata e perpetrata verso l’esterno…applicata poi indirettamente anche su stesso e i suoi simili. Questo comportamento irresponsabile ed illogico fa presumere un autodistruzione imminente e catastrofica.

“Le situazioni di violenza legalizzata sono, nella nostra società, innumerevoli: gli animali sono oggetto di male inflitto “a norma” negli allevamenti intensivi, nel macelli (spesso ubicati nelle periferie cittadine o nei pressi), nei laboratori di vivisezione, nelle battute di caccia e pesca (industriale e non), nelle sagre paesane, nei circhi, zoo, acquari ecc.
Imprescindibili sono le riflessioni e i dibattiti, attualmente vivacissimi, portati avanti dai sempre più agguerriti movimenti animalisti e antispecisti, sulla necessità di un rivolgimento totale del pensiero che, superando le convinzioni antropocentriche, metta finalmente gli animali al riparo da tale violenza, considerandola per l’appunto tale e di conseguenza stigmatizzabile esattamente come tutte le altre forme in cui si esprime.
E’ un obiettivo dalle proporzioni enormi, al cui conseguimento devono contribuire istanze gigantesche: perchè l’attuale stato di cose è funzionale a soddisfare interessi, bisogni, desideri, egoismi individuali e di specie non necessari a cui, nel corso di millenni, è stata progressivamente attribuita una sorta di diritto naturale inalienabile, che si coniuga con la tendenza diffusa ad attribuire a se stessi una posizione di centralità assoluta antropocentrica. L’antropocentrismo, che ci pone sopra tutte le altre specie, collude e si rafforza attraverso l’egocentrismo, che pone le nostre esigenze prima e sopra quelle degli altri esseri viventi…umani e non.
Il percorso doveroso verso un cambiamento totale deve articolarsi anche grazie ad uno sforzo di reinterpretazione della realtà attuale, che regolarmente mistifichiamo.
All’interno di questo compito è importante gettare uno sguardo ravvicinato a qualcuna delle situazioni di sopraffazione degli animali non umani, alla ricerca di elementi di comprensione delle dinamiche comportamentali di chi, per scelta o per costrizione, da solo o all’interno di organizzazioni lavorative professionali, vi è coinvolto e in prima persona agisce il male. Tali individui sono tra noi. Ai cacciatori il posto d’onore per crudeltà ed indifferenza, seguiti dai lavoratori dell’industria della carne e cosmetica (macellai in primis, operatori alla produzione, distributori, venditori, consumatori ecc.), i ricercatori vivisettori, gestori di zoo, acquari, circhi e quant’altro inerente allo “svago” di sfruttamento, imprenditori della moda d’abbigliamento di derivazione animale (pellame, cuoio, pellicce ecc.)…senza escludere il contesto sociale in cui tutto questo avviene.” E se qualcuno vuole insinuare, qui o altrove, che queste persone svolgono eticamente e responsabilmente il proprio onesto lavoro in cambio di un compenso più o meno dignitoso…allora io dico che non esiste coscienza se un individuo usa, direttamente o non, pratiche mortali nei confronti di un altro essere senziente. Tali sono tutti gli animali non umani e ogni vita terrestre capace di una reazione fisica ad una azione altrettanto diretta. Da questa categoria possono essere esculsi tutti i frutti della terra, creati appositivamente per la nutrizione animale umana e non.
Sentirsi innocenti e liberi da un delitto, non esclude la colpa. Chi acquista inconsapevolmente un qualsiasi prodotto commerciale di derivazione animale partecipa direttamente al finanziamento occulto dello sfruttamento, che molti definiscono appunto olocausto. Non dimentiamoci il traffico e la vendita illecita di specie rare o esotiche o particolarmente allettanti per il collezionismo o il profitto da combattimenti e manifestazioni competitive. Ogni anno circa 20 miliardi di animali vengono uccisi causa alimentazione umana, svago e divertimento, vestiario, ricerca scientifica, e quant’altro di inutile ed incosciente possa fare un essere senziente intelligente quale è appunto l’uomo.
Inoltre non bisogna mai dimenticare che le specie viventi animali, di cui l’uomo da secoli si nutre ingiustamente ed egoisticamente senza un bisogno necessario…sono per lo più erbivore, mammifere, come l’uomo stesso. Quindi a tutti gli effetti di logica scientifica e morale, tali animali sono da considerarsi nostri simili…non certo per un aspetto discutibile, ma sicuramente per intelligenza, emozioni, metabolismo e quant’altro inerente alla vita stessa. Il non saper comunicare tramite fonemi a noi comprensibili, non distrugge certamente il nostro concetto di superiorità umana egoista, anzi lo avvalora. Stessa cosa a questo punto dicasi per il linguaggio di altre razze umane a noi sconosciute. Un uomo o una donna che si esprime in un altra lingua sconosciuta, può definirsi pertanto un “non parlante” all’interlocutore ignorante.
Gli animali comunicano in ogni modo e con ogni mezzo…siamo noi che non vogliamo sentirli e capirli.
L’uomo è nato probabilmente frugivoro, come i suoi antenati, e negli anni grazie ad una sofisticazione sempre maggiore, camuffata da progresso, è riuscito a perfezionare tecniche di caccia e consumo carnivoro sempe più attente e micidiali, portandosi oggi purtroppo di fronte ad una legalizzazione della morte animale d’allevamento…parola stessa, di per sè, già criminale ed ingiusta in quanto priva della libertà naturale dell’essere vivente stesso.
A questo concetto innaturale si può aggiungere anche la domesticazione degli animali d’affezione quali cani, gatti, cavalli, canarini, pesciolini e altri…oltre che alcune varietà di piante da frutto modificate geneticamente ad un uso industriale capitalista speculativo (ogm con aggiunta di fertilizzanti, pesticidi ecc.).
Alcuni animali (felini, rettili, cetacei ecc.), carnivori lo sono diventati grazie ad un evoluzione naturale millenaria, senza coinvolgimenti umani o artificiali. Non si esclude che questa stessa evoluzione carnivora negli animali non umani sia stata (ed è) indispensabile all’ecosistema e alla biodiversità terrestre.
La caratterizzazione evolutiva prettamente umana è ancora oggi un mistero e non certificabile da prove esatte e condivisibili. L’unica cosa assolutamente certa è che l’uomo può vivere senza carne e relativi derivati, anzi, recenti studi hanno dimostrato che un cambiamento nello stile di vita abituale ed alimentare può attribuire all’organismo beneficiario solo ed esclusivamente un miglioramento nella salute fisica e mentale.

L’unica soluzione ed azione idonea, di forza contrapposta, a questo antropocentrismo perdurante è l’applicazione pacifica su ogni fronte pubblico di una capillare informazione antispecista che possa almeno scuotere e svegliare le menti umane da questo torpore indotto da un sistema sociale capitalista speculativo, lucroso e criminale.

“Per quanta giustizia possa esserci in una comunità, basterà la presenza di un solo macello animale a farne figlia della maledizione. Per quanto nobile possa essere una ricerca scientifica, la sperimentazione su esseri viventi deboli ed innocenti ne farà sempre figlia della perdizione .” – Guido Ceronetti

Fonte http://www.greenme.it/ e “Sulla cattiva strada” di Annamaria Manzoni edito da Sonda. Altre scritture sono ispirate da mie interpretazioni personali e pertanto criticabili e condivisibili nel rispetto della mia tutela.

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9 pensieri riguardo “11 buone ragioni per NON mangiare carne

  1. Esistono teorie che identificano l’uomo tra le “scimmie d’acqua” quelle cioè Che si cibano di molluschi, da qui la forma dei canini non troppo pronunciata, e la postura eretta assunta per cacciare nell’acqua. Da questo si evince che l’uomo si è sempre nutrito di animali. Il tuo titolo comunque non va bene perché parli di carne in generale, quando nei tuoi punti viene specificata solo quella rossa; poi le proteine aiutano anche la sintesi degli anticorpi per combattere infezioni e cose di questo tipo, quindi una drastica riduzione nnon porta a nessun giovamento.

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    1. Il tuo giudizio è molto discutibile e mi piacerebbe sapere con quale titolo affermi queste teorie un po’ strampalate.
      Non ho mai sentito la definizione “scimmia d’acqua”, da cui poi ne sarebbe derivato l’uomo moderno (????). Ma anche se così fosse non giustifica l’antropocentrismo che da secoli affligge il pianeta. Non ho mai detto che l’uomo nella sua storia non abbia mai mangiato altri esseri viventi…ma ho detto invece che questo oggi è ingiusto ed inutile alla sua sopravvivenza e a quella dell’ecosistema terrestre. Anzi, se escluderebbe anche solo in parte la carne (tutta) dalla sua alimentazione…vivremmo “tutti” meglio. Questo è un dato di fatto.
      Forse non hai letto fino in fondo il mio articolo in cui specifico idee e concetti non dettati solo dal sottoscritto. Quindi, prima di affermare tesi alquanto dubbiose, ti invito ad una migliore lettura nella sua completezza.
      Ti ricordo anche che le proteine d’origine animale (responsabili a detta dei medici più autorevoli di patologie gravi quali il cancro) sono contenute anche nelle carni avicole, equine, suine ed ovine nonchè nei pesci di ogni tipo.
      Forse il tuo impegno nel difendere una tale abitudine comune, è dettata da tuoi usi e piaceri personali a cui non vuoi rinunciare?
      Cari saluti, e grazie per il tuo contributo.

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      1. http://crepanelmuro.blogspot.it/2013/12/la-teoria-della-scimmia-acquatica.html?m=1 1)
        2) si vede che ti “nutri” solo di un certo tipo di letteratura senza mettere in dubbio ciò che leggi…. Non discuto sul fatto che il cibo trasformato (tutto) provochi tumori e cancro in alcuni soggetti…. Ma la carne no, soggetti malati dovrebbero evitarne il consumo, o soggetti predisposti ad ammalarsi…perché è vero che le proteine fanno ciò che dici tu. Arrivare, tuttavia ad affermare che tutti dovremmo seguire le stesse abitudini è altrettanto sbagliato. Siamo diversi e abbiamo un corpo che da soggetto a soggetto agisce in modo diverso….c’è chi si ammala di cancro anche solo mangiando vegetali, per alimentazione squilibrata. Queste non sono cose che dico io, ma ci sono altrettanti studi fatti sopra, uno deve solo cercare….

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      2. “uno deve solo cercare…”
        Infatti ti consiglio di studiare meglio e di più. Sicuramente potrai imparare cose nuove ed utili per la tua coscienza etica. Altrimenti è inutile continuare a negare l’evidenza.
        Io metto in dubbio tutto, proprio per questo avrai certamente capito che le tematiche in questione sono molto attuali ed importanti e non come affermi tu di un “certo tipo”. Una lettura più approfondita permette una consapevolezza maggiore. Naturalmente ciò non toglie che ognuno di noi oggi sia responsabile delle proprie azioni, buone o cattive che siano. Le nostre abitudini e stili di vita sono consequenziali ad una nostra educazione e formazione. Io sono nato e cresciuto carnivoro, vegetariano poi, ed infine vegan…quindi conosco perfettamente ogni aspetto dell’antropocentrismo. Ciò nonostante, c’è sempre da imparare. Ma purtroppo, e mi dispiace contraddirti, ogni giorno che passa i motivi e le cause del degrado mondiale sono sotto gli occhi di tutti. Il mio articolo tocca “non” solo aspetti prettamente salutistici, ma anche etici antispecisti. Le “teorie” le lascio ai filosofi e ai registi di Hollywood. Oggi più che mai sono necessari cambiamenti reali, sinceri e concreti. Un esempio attuale ci viene dato dal prof. Umberto Veronesi. Si consiglia l’approfondimento di una “certa” letteratura. Cari saluti.

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  2. █▀█╔╦╗█▀█╔═╦╗█▀█░▄▀▀▄▀▀▄░ BY NANCY
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