Causa


La “causa” animalista si combatte su tutti i fronti, non solo in difesa. Personalmente rispetto quelle persone che ogni giorno si sporcano le mani nel tentativo di salvare tante povere vittime animali innocenti, di cui la maggior parte sono sfruttate, seviziate, abbandonate o peggio uccise.
Sì, perchè molte volte non si chiarisce abbastanza il fine ultimo di questi “loschi individui schiavisti approfittatori incoscienti”…senza considerare la cattiva abitudine che molti “presunti amanti” degli animali (tali cani&gatti) utilizzano in ambito cittadino.
Regalare un cucciolo al proprio figlio (magari addirittura acquistato da chissà chi…) non è una buona azione! Gli animali non sono dei giocattoli o peggio dei peluches! E chi li salva da morte certa donandoli a qualcuno buono di cuore forse compie solo un ingenua complicità dello sfruttamento, derivante sempre da una privazione di punti di riferimento. Il mio è sicuramente un pensiero probabilmente “estremo”, ma indispensabile per capire la realtà dei fatti.

Anni addietro si diffuse la cattiva abitudine (oggi forse solo felicemente annientata…) di prelevare, in qualità di souvenir, animali esotici di ogni specie…ipocritamente credendo di donargli lunga vita felice…come fossero dei pacchi postali! Niente di più devastante si possa commettere non solo per l’equilibrio naturale dei territori, interrompendo dunque una biodiversità equa, ma perpetuando un assurda crudeltà verso l’animale stesso privato di ogni orientamento primordiale. Si assisteva dunque a grossi felini in libertà nei boschi o serpenti nei cassonetti o altro ancora di più ignobile ed atroce.
Cosa può significare questo?
L’uomo cosa ha nel cervello di così impuro da considerare un altro essere vivente come diritto personale di proprietà?
E non crediamo stupidamente che questo terribile e macabro pensiero non si traduca inconsapevolmente nei rapporti umani. Perchè le cronache attuali lo evidenziano ogni santo giorno.
Senza scendere troppo a fondo nell’argomento “animalista”, che solo in parte lo rappresenta, il problema principale appartiene ad altro “ceppo”.
Il termine stesso animalismo oggi ormai ha perso ogni significato e rimane strettamente ancorato, verbalmente parlando, solo in quei pochi lontani attivisti di nicchia che pensano di salvare il mondo tramite pochi gesti insignificanti e individuali.
Purtroppo non è così semplice.
Qui non si vuole sminuire assolutamente il lavoro dignitoso che viene effettuato direttamente nei canili o sul territorio…tutt’altro! In questo luogo si vuole evidenziare un problema serio che nasce alla radice della nostra società! Più complessivamente un atteggiamento in vigore da secoli, forse fin dalla nascita dell’uomo stesso.
Attuare una rivoluzione contro lo sfruttamento animale è quanto mai doveroso ed urgente, ma assurdamente mai quanto oggi essa sia complicata e addirittura a tratti utopistica. Soprattutto se si osservano i connotati della nostra società.
Per ripetere quanto già detto senza annoiare o tediare il fine etico del discorso…salvare un cane o un gruppo di animali indifesi, pur essendo un atto doveroso d’umanità, è sempre un azione “insignificante” rispetto a tutto il contorno specista. Si salva una vita certamente, ma tante altre soccomberanno ingiustamente perchè non si capisce consapevolmente il valore della vita tutta…di ogni essere senziente.
Come già spiegato in precedenza, proprio qui…la vita odierna è un compromesso costretto.
Oggi fare esempi banali può sembrare arrogante e populista…ma credo sia una delle azioni più pacifiche possibili. Entrare in un supermercato (se mai laddove fosse possibile) con il proprio cane al guinzaglio o in braccio percorrendo interminabili corsie piene zeppe di articoli food d’origine animale…eticamente a cosa serve? Se non a peggiorare la situazione specista? Si può far finta di niente e dirigersi direttamente in macelleria, pescheria, salumeria…ma non ci sarà scampo, non ci sarà una sola via d’uscita in un luogo pubblico convenzionale…restando dunque immobili nelle proprie convinzioni ipocrite.
Si può restare inermi ed azionare un riflesso d’oscurazione. Dormire sonni tranquilli delegando il “bubbone”ad altri.
O meglio decidere di pensarla diversamente, ed attivare una riflessione acuta, etica, profonda…che possa cambiare lo stato delle cose.

In questo caso il singolo…può fare la differenza!

Annunci

2 pensieri riguardo “Causa

  1. Sono daccordo con quanto scrivi e aggiungo che il problema che sovrasta l’intera questione dello sfruttamento ( anche affettivo ) degli altri animali è il nostro antropocentrismo, il nostro sentirci “altro” dalla Natura e dal mondo vivente che ci contiene. Tutte le singolarità che popolano il pianeta vengono misurate a seconda dei nostri parametri, un animale è tanto più intelligente, amico dell’uomo e degno di vedersi riconosciuti alcuni dei diritti comunemente accettati per gli umani quanto più questo è in qualche modo simile a noi, in una tassonomia estrema e che non lascia adito al dubbio su chi sia il vero padrone del mondo. L’animalismo buonista che accomoda e ricuce i criminali disastri combinati dalla civiltà umana senza riuscire a mettere a fuoco il problema dell’antripocentrismo e del dominio dell’uomo sulla Natura ( e quindi anche dell’uomo sull’uomo ) compie azione lodevole in termini di compassione ma in qualche modo funzionale al sistema esistente che produce ingiustizia e discriminazione attraverso i suoi meccanismi violenti di reificazione. Per questo non mi considero un animalista.

    Liked by 1 persona

    1. Grazie del contributo! Hai colpito il bersaglio! L’antropocentrismo è il vero cancro di questa società industriale malata e corrotta. E raccontarla come storia già vissuta nei secoli è solo una banale scusa ipocrita. Come quelli che affermano che l’uomo da sempre si nutre di animali e da sempre commette azioni violente e disumane (chi ha mai detto che siano giuste e corrette solo perchè sempre esistite?).
      A me personalmente non piacciono le etichette: Vegano, Animalista, Antispecista ecc. ecc. Credo portino all’estremismo e non risolvano di molto la situazione già di per sè molto critica (si veda per esempio la corrente Vegan acquisita ormai dalle multinazionali). Non mi definisco nessuno in particolare, anche se poi in realtà il mio vivere etico rappresenta tutto ciò che racchiude rispetto e salvaguardia.
      Bisogna sempre ricordarsi che vivere oggi in questo mondo costretto…impone dei compromessi molto rigidi. Non si può certo evitare di imprimere un impatto ambientale in ogni nostra azione quotidiana…ma si può tranquillamente scegliere, decidere cosa acquistare, cosa mangiare e come spostarsi.
      Giustificare la massa è solo un altro grande errore moderno.

      Liked by 1 persona

Invia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...