Epidemia specista


Le origini di tutte le recenti epidemie virali umane sono da attribuire alla diffusione di massa dei vaccini di derivazione animale. Un altra terribile forma di specismo. Vaccinare milioni di esseri umani tramite lo sfruttamento non etico, non necessario di migliaia di esseri animali innocenti è disumano. Se si considerano poi i risultati devastanti non sperati…ciò è pura follia delirante.
Negli ultimi decenni malattie mortali umane sono state in parte o quasi totalmente debellate: peste, vaiolo, tifo, poliomielite, meningite ecc.
Ne siamo proprio sicuri? E se sì, a quale prezzo? Siamo veramente al riparo da temibili contagi? Le nostre abitudini alimentari e comportamentali quotidiane sono figlie di un sistema capitalista indotto e corrotto?
E’ solo un caso fortuito che tali virus mortali siano stati trasmessi all’uomo? C’è chi specula dietro i malati? Una casa farmaceutica corporativa qualunque che ha come unico scopo ed interesse lo sfruttamento animale causa ricerca scientifica ad uso e beneficio probabilmente umano per ottenere fama e profitti economici personali, come può mai essere etica e responsabile per l’intera umanità? Se lucra vigliaccamente sulla salute stessa, come può vincere la sfida mortale della vita? Esistono altri sistemi medico-scientifici più responsabili, sicuri ed efficienti? Si può sfuggire alla sofferenza?
In questi ultimi mesi il caso EBOLA ha predominato terribilmente sull’opinione pubblica borghese. Paura, timore, insofferenza…sono solo alcuni dei sentimenti che, colpa un informazione falsa ed aggressiva, stanno suscitando nella coscienza della maggior parte delle persone. Io credo che tutto ciò sia assolutamente non etico e alquanto negativo. I protocolli di prevenzione e cura sono per fortuna largamente avanzati e ben lungimiranti rispetto al nostro giudizio qualunquista e denigratorio. La follia è alle porte, e non sapere le origini di un epidemia devastante è non solo segnale d’ignoranza acuta ma soprattutto simbolo di indifferenza atroce su tematiche alquanto importanti da non sottovalutare, da non apprendere solo tramite stupidi diffamatori spot giornalistici.
Qui di seguito riporto un lungo articolo tratto da Wikipedia su teorie e circostanze che hanno portato alla macabra diffusione della malattia flagello dell’ultimo secolo: l’AIDS.
Pestilenze devastanti da sempre accompagnano non a caso la storia umana, inutile citarle. L’AIDS o l’EBOLA potrebbero essere solo un terribile errore farmaceutico che nulla ha da spartire con passate epidemie sociali bubboniche.

“La teoria del vaccino orale antipolio sull’origine dell’AIDS propone che l’epidemia di HIV/AIDS si sia sviluppata alla fine degli anni cinquanta a causa della contaminazione di uno o più lotti di vaccini orali antipolio con un SIVcpz, un virus degli scimpanzé ritenuto dalla comunità scientifica il progenitore del virus HIV-1. Studi filogenetici e modelli di biologia molecolare contraddicono la teoria e di conseguenza la maggioranza della comunità scientifica considera l’ipotesi ampiamente confutata e (quindi) rifiutata.
La teoria del vaccino orale antipolio (OPVT) pone l’attenzione sulle sperimentazioni effettuate fra il 1957 e il 1960 nell’allora Congo Belga e nel Ruanda-Urundi (attuali Rep. Dem. del Congo, Rwanda e Burundi) su oltre un milione di persone con un vaccino sperimentale denominato CHAT e sviluppato dal Dr. Hilary Koprowski dell’Istituto Wistar di Philadelphia.

La teoria dominante (a volte definita teoria del cacciatore) propone che il passaggio del virus sia avvenuto involontariamente durante la macellazione delle carni di scimmia, consumate come alimento in molte regioni dell’Africa.
Altre teorie però ritengono che la teoria del cacciatore non sia sufficiente a spiegare l’insorgenza della pandemia di AIDS solo nel XX secolo, visto che le scimmie fanno parte della dieta africana da centinaia, se non migliaia di anni.
La teoria del riutilizzo seriale delle siringhe non-sterili completa la teoria del cacciatore proponendo che la diffusione e l’adattamento del virus al corpo umano sia avvenuto attraverso il riutilizzo ripetuto in Africa di aghi non sterilizzati durante le campagne di vaccinazione e le cure ospedaliere ordinarie. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha riconosciuto il problema della sterilizzazione degli strumenti medici come un’emergenza per molti paesi in via di sviluppo.
Un’altra teoria (poco discussa) riapre il capitolo delle sperimentazioni con sangue e tessuto di scimmie, effettuate nel XX secolo. Nella letteratura medica si incontravano fra il 1922 e il 1955 “diversi casi in cui a umani era stato iniettato sangue di scimmia contenente parassiti della malaria” per scopi terapeutici.
Una variante di quest’ultima pone l’attenzione, invece, sugli “innesti testicolari” effettuati da Serge Voronoff a centinaia di persone soprattutto nella prima metà del secolo, in cui pezzetti di testicoli, in particolare di scimpanzé, venivano iniettati nel muscolo retto dell’addome o nella borsa scrotale.

La teoria del vaccino orale antipolio propone invece che il passaggio del virus dalle scimmie all’uomo sia dovuto a vaccini sperimentali antipolio contaminati, ed è di gran lunga la più probabile.
Come per molti altri vaccini, il procedimento alla base della produzione di vaccini antipolio consiste nella coltivazione su scala industriale dei vari ceppi del virus della poliomielite in colture di tessuti animali o linee cellulari umane. Nel caso specifico dei vaccini orali antipolio durante tutto il XX secolo sono state utilizzate colture di tessuti di rene di scimmia.
I vaccini antipolio si dividono essenzialmente in due tipi: vaccini inattivati contenenti virus uccisi, iniettati per via intramuscolare, e vaccini attenuati contenenti virus vivi ma privati dell’attività patogena, somministrati per via orale. Il ricercatore Jonas Salk sviluppò il primo vaccino inattivato ritenuto sicuro ed utilizzato per le campagne di vaccinazione di massa effettuate a partire dal 1954 negli Stati Uniti, seguito poi dal vaccino orale attenuato sviluppato da Albert Sabin e sperimentato con successo alla fine degli anni Cinquanta in URSS. Durante tutti gli anni Cinquanta venivano utilizzate, nella produzione di ambedue i vaccini, esclusivamente scimmie asiatiche (Macaco rhesus). Nel 1960 però si scoprì che questo tipo di scimmie risultava naturalmente infetto con un virus, denominato poi SV40.
L’identificazione dell’SV40 e il suo ritrovamento in numerosi lotti di vaccini sia Salk che Sabin provocarono una certa apprensione nella comunità scientifica, poiché un primo test dimostrava il potere cancerogeno di questo virus nei criceti.
Il Dr. Koprowski, uno dei pionieri nella ricerca di un vaccino antipolio, aveva proposto energicamente di non usare più scimmie nella produzione dei vaccini, in quanto altri virus non identificati potevano nascondersi nelle colture di tessuti di rene di scimmia.
Invece di passare a linee di cellule umane (HCL), come proposto da Koprowski, si scelse semplicemente di abbandonare l’impiego di scimmie asiatiche, infettate in gran percentuale dall’SV40, e di utilizzare scimmie africane, che invece risultavano essere prive di questo agente virale.
Con le prime osservazioni sulla popolazione vaccinata con i vaccini contaminati dall’SV40 la comunità scientifica si tranquillizzò, poiché sembrava che la sorte avesse voluto che questo virus fosse innocuo nell’uomo (anche se studi recenti hanno riaperto il caso).
I sostenitori della teoria del vaccino orale antipolio sostengono che il caso dell’SV40 rappresenti un precedente che avvalora la plausibilità del passaggio dalle scimmie all’uomo attraverso vaccini antipolio dei virus progenitori degli HIV.
È generalmente accettato dalla comunità scientifica che l’epicentro dell’epidemia di HIV-1 è l’Africa Sub-sahariana. I primi studi degli anni Ottanta puntavano soprattutto alla zona dei grandi laghi, mentre gli studi più moderni si focalizzano in un’area più a Ovest (Camerun).
La traccia più vecchia di HIV-1 nell’uomo è del 1959 ed è stata rinvenuta in un campione di sangue prelevato nell’allora Leopoldville (attuale Kinshasa, Rep. Dem. del Congo).
La teoria del vaccino orale antipolio ipotizza che in particolare i vaccini contaminati fossero quelli somministrati nella prima sperimentazione di massa effettuata nell’allora Congo belga fra il 1957 e il 1960, in cui più di un milione di persone furono vaccinate con il vaccino orale antipolio denominato CHAT, sviluppato dal Dr. Hilary Koprowski, neo-direttore dell’Istituto Wistar di Philadelphia.
Sulle vaccinazioni nel Congo belga già all’epoca l’OMS aveva sollevato dubbi sulla sicurezza e le modalità di sperimentazione.
Per via delle tensioni e per lo scoppio della guerra civile non è stato possibile sorvegliare l’efficacia della vaccinazione e con il tempo la maggior parte dei documenti è andato perduto. In ogni caso l’esperimento aveva perso di valore perché i risultati ottenuti dal vaccino concorrente (quello di Albert Sabin) surclassavano il vaccino di Koprowski.

Hilary Koprowski è morto l’11 aprile 2013 e si è portato nella tomba uno dei più inquietanti segreti della storia della medicina raccontati in questo documentario shock, frutto di una meticolosa ricerca molto ben documentata dalla TV Svizzera Italiana.”

Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_vaccino_orale_antipolio_sull%27origine_dell%27AIDS

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2 pensieri riguardo “Epidemia specista

  1. ho visto interamente il documentario e devo dire che è abbastanza inquietante, ma alla fine non si capisce se la teoria dei vaccini fatti con reni di scimpanze sia vera o falsa. comunque bel post

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    1. Qui si espone una probabilità molto plausibile. Finchè non ci sarà un confessore attendibile non si scoprirà mai la verità, ma cercare fonti e porsi domande è lecito e responsabile…soprattutto in nome di tutte le vittime umane ed animali.

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