Induzione infantile


Spesso mi capita, ahimè, di scontrarmi con realtà apparentemente e volutamente d’ispirazione culturale distratta e contorta, in cui si cerca molto positivamente e in maniera subdola di caricare l’opinione pubblica verso un accettazione forzata della realtà. I casi purtroppo sono evidenti e ovunque accettati, direttamente o peggio inconsapevolmente, come “normali”.
Lo sfruttamento animale è da secoli una delle principali fonti di reddito per il benessere umano, e solo negli ultimi decenni ha raggiunto proporzioni apocalittiche. Forse molti non sanno che ogni anno miliardi di animali di ogni specie subiscono sofferenza e morte di ogni genere solo ed esclusivamente per un bisogno umano di nutrizione, svago e divertimento, vestiario e vivisezione. Una cifra in aumento terrificante nonostante sia in atto un azione di protesta e rivoluzione senza precedenti nella storia.
Considerare oggi come ieri l’animale d’affezione in cane, gatto o canarino o pesciolino è pratica ormai diffusa, e non meravigliosamente ci si inorridisce quando si scopre che alcune popolazioni asiatiche si adoperano in metodi sanguinari tradotti in vendite canine aberranti. Di contro altrettanto spesso mi capita di vedere nei principali social network post razzisti incitanti all’odio indirizzati alle stesse popolazioni. Bisognerebbe capire cosa vuole veramente rappresentare un post che pubblicizza tali azioni crudeli, pur ingiuste ma, non diverse da quanto avviene in Italia e nel resto del mondo.
Solo una persona intelligente ma soprattutto coerente capisce che il collegamento tra lo sfruttamento degli animali d’affezione e tutto il resto del mondo animale è nettamente e strettamente in parallelo.
Ma cosa c’è di più schifoso dello sfruttare gli animali? Semplice, raccontare ai bambini che quello sfruttamento è giusto, normale e a favore del benessere dell’animale stesso.
Notare casi esplicativi tanto eclatanti è quanto di più attuale e critico si possa osservare. Libri e notiziari che pubblicizzano favorevolmente la schiavitù animale è oggi ormai purtroppo pratica diffusa e comune.
Un libro qualsiasi come può essere per esempio “La Fattoria” scritto da Reidet Katja edito da “La Coccinella” illustra “normalmente” contenuti ed immagini di vero specismo, avviando pertanto gli infanti a vedere negli animali qualcosa da cui trarre profitto, e non qualcuno da rispettare ed amare. O meglio a considerare mucche, pecore, maiali, cavalli, conigli ecc. ecc. come “oggetti” facenti parte di un universo prettamente umano e non terrestre. Come se la Terra fosse solo ed esclusivamente di proprietà umana e non invece o più sinceramente universale. I bambini crescono con questa induzione, istruzione, convinzione, trasformandosi poi indirettamente in vittime complici di un sistema schiavista.
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Non mi meraviglio (purtroppo) nel vedere casi simili, per quanto siano orridi e terribili, soprattutto per una persona che dispone di sensibilità tale da capire immediatamente i segnali evidenti di violenza e sfruttamento.
Del resto chi ha voluto (e vuole utilizzare) una pratica ipnotica subdola, per farsì che “questo” o “quello” sia “normale”, altro non può che agire sull’educazione infantile.
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In nessuno libro scolastico o di narrativa o culturale o d’attualità viene mostrata la vera cruda realtà che ogni giorno avviene negli allevamenti intensivi e nei macelli industriali.
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Perchè non considerare una mucca come un essere vivente se lo stesso produce profitto e reddito?
Perchè non considerarsi parte integrante di un problema se lo stesso è forzatamente intrinseco a ciò che lo provoca? Come non pensare e riflettere a tutti i libri di storia umana narranti di guerre ed atrocità infinite e terribili, come per farci credere che ciò sia stato ed è un atto dovuto!
Mi sono sempre chiesto perchè per esempio “Alessandro il Grande” sia stato identificato come un grande condottiero, quando invece leggendo la sua biografia si percepisce un onnipotenza terrificante mista a morte immensa indefinita. Idem per altri esponenti storici quali imperatori romani, greci o rinascimentali, fino ai giorni nostri.
Non mi meraviglierei affatto se un giorno non lontano “Hitler” venisse identificato come un grande statista.

Le azioni di controllo sulle masse sono oggi più che mai un azione forte e diretta creata da figure potenti e magistrali, inserite in un sistema politico economico finanziario mondiale.
Tutto ha una stretta correlazione ad un ultimo fine: il “profitto”, ad una determinata “classe” specifica.
Non c’è spazio per la massa silente ed ignorante, che non deve preoccuparsi di nulla se non della sola notizia indotta e controllata.
L’ordine mondiale assoluto è già una realtà.
Gli esempi sono ovunque e in più campi culturali.
La sottomissione ad un sistema corrotto e psicotico inizia dalle radici.
Opporsi è più che mai obbligatorio ed urgente.

Il presente post è stato ispirato da testi ed immagini tratte da  ♥ Think green Live Vegan Love Animals ♥

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4 pensieri riguardo “Induzione infantile

  1. Ho apprezzato molto questo post di grandi verità. Anche scavando nella mia memoria di bambina, non ricordo d’aver mai letto sui libri di testo qualche informazione che uscisse dalla logica produttiva. Non sono molti i bambini che inoltre hanno un contatto diretto con animali d’allevamento, io stessa frequentavo una fattoria in cui chiaramente l’approccio era completamente diverso, abbastanza rispettoso e naturale. Ma non solo i bambini: anche molti adulti non sanno o negano alcune verità, che non bisogna necessariamente essere vegani o ambientalisti per accettare e comprendere, ma diventa più un fatto di lucidità e coscienza del mondo sociale in cui viviamo, da quando si fa la spesa, a quando si parla ai propri figli.

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    1. “… non bisogna necessariamente essere vegani o ambientalisti per accettare e comprendere, ma diventa più un fatto di lucidità e coscienza del mondo sociale in cui viviamo, da quando si fa la spesa, a quando si parla ai propri figli.”
      Grazie! Parole tanto vere quanto sincere! 🙂
      Condivido il tuo pensiero. Bisogna lottare ogni giorno per abbattere il muro dell’ignoranza e dell’ipocrisia!
      Grazie ancora per il tuo prezioso contributo.

      Mi piace

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