Ticket sanitario


caro_ticket
C’è una sola differenza tra il sostegno medico sociale specialista dato dai medici istituzionali, rispetto al volontariato delle persone comuni travestite da dottori: i primi lo fanno dietro percepimento di uno stipendio con bonus e sono troppo pochi quelli che hanno empatia e sensibiltà soprattutto se inseriti in un sistema sanitario lucroso capitalista, mentre i secondi molto semplicemente si adoperano con amore e passione senza secondi fini opportunisti.

Nella mia vita mi è capitato troppo spesso di incontrare medici specializzati troppo superficiali e poco umani dal punto di vista etico professionale.

Una volta dietro pagamento di ben 130 euro feci una visita specialistica in un studio privato. Il sig.medico (di cui per ovvi motivi non faccio il nome…) mi diagnosticò un ernia inguinale, anzi una punta d’ernia inguinale che andava rimossa previa operazione chirurgica, in lista d’attesa naturalmente. Questa patologia così grave da essere curata sotto i ferri fu splendidamente diagnosticata senza alcuna radiografia opportuna (di cui lo studio era tra l’altro sprovvisto) con una non curanza tale da farmi rabbrividire.
Nel mio panico e timore feci quello che naturalmente avrebbe fatto chiunque, e cioè affidarmi alle cure del medico in questione.
Dopo alcuni giorni telefonai nuovamente lo stesso studio causa dolore insopportabile, ma con mio grande stupore non riuscii a parlare direttamente con lo specialista (forse a causa delle troppo visite, considerando anche che quando mi recai la prima volta la sala d’attesa era pienissima di pazienti!). Mi accontentai allora della centralista segretaria che prontamente mi prenotò un altro appuntamento per la settimana successiva, rimandato poi per l’altra seguente.
La mia pena ormai era più che evidente, trasportandomi in un angoscia terribile, forse avvalorata anche dalla totale freddezza della visita subita.

Arrivò quindi il fantastico giorno tanto atteso e dopo ben un ora di sofferenza dietro le quinte…entrai finalmente nella stanza del medico infallibile, il quale senza neanche alzarsi o salutarmi mi chiese perplesso il motivo della mia presenza (non lucrosa, considerato che era stata classificata come un controllo generico non pagante). Spiegatogli il mio malessere mi rispose con un attento ed esclamato: “Se è quello che ti ho detto, quello è!”, ricordandomi che l’attesa per l’intervento era lunga ma probabile. Insistendo sulle possibili alternative, il buon medico (a pensarci bene non ricordo più il suo nome…) mi consigliò: “Prenda degli infiammatori, ma mi raccomando..a stomaco pieno e non esageri!”.
Fantastico! (pensai io) Un genio!
Non passarono molti secondi dalla mia fuga…promettendoni di non tornare più in quel posto.
A quel punto la mia angoscia era al culmine! Cosa fare ora? Tenermi il dolore ed aspettare il giorno fatidico del tagliuzzamento o cercare altre alternative?
Dilemma profondo…depressione acuta!
E pensare che all’epoca il consiglio tanto prezioso di recarmi in quello studio privato capitalista era provenuto dalla mia fidanzata la quale mi disse che sua cugina endocrinologa aveva ritenuto opportuno indirizzarmi dal suo collega. Eccellente! Raccomandazioni tra professionisti per ottenere pazienti paganti! (fu il mio pensiero…successivamente). Dimenticavo nel dire che al momento del saldo non avevo tutta la cifra necessaria alla “parcella”, che mi fu scontata furbamente senza emissione di…(bè, immaginate vero?!).
Decisi allora (e mi chiedo ancora oggi perchè non lo avevo fatto prima) di recarmi presso il buon pronto soccorso tanto amato e rispettato da tutti!
Lì la trafila operosa fu altrettanto lunga e laboriosa con tanto di episodi divertenti ed imbarazzanti, come per esempio la dott.essa che ordina la chiusura a chiave della stanza dopo avermi chiesto di stendermi sul lettino ed abbassarmi i pantaloni. Forse l’attenzione delle altre colleghe presenti era tanta da concentrare la diagnosi in una scrupolosa manipolazione tattile.
Niente di fatto! Urge un consulto medico d’urgenza! Trasferimento al reparto di chirurgia! Subito!
Subito non proprio…altra due ore d’attesa!
Nei fumetti spesso compare la vignetta: “Mumble, mumble”…ecco, la stessa è idonea per l’occasione!
Ecco il chirurgo…finalmente!
Ma che dico, chi è questo burbero maleducato camice bianco che senza neanche guardarmi in faccia mi chiede cosa ci faccio lì.
“Mi fa male un testicolo” dico io
“Il destro” puntualizzo.
E dopo bestemmie a non finire con i presenti suoi colleghi, telefonata al p.s per chiedere spiegazioni del trasferimento immotivato nel suo fantomatico reparto….vengo liquidato dopo innumerevoli pressioni, per fortuna non doloranti, sulla mia pancia con esito: “No ernia inguinale”.
Alèèèè!!! Che sollievo. Torniamo al p.s per congratularmi con la bellissima dottoressa palpatrice!
Fila, ancora fila…attesa…sono 6 ore che sto in ospedale….che palle, anzi che dolor di palla!
Ooohhh….eccoci di nuovo. Benissimo, niente ernia,…e ora che si fa?
“Urologia” dice la dott.essa ricercatrice.
“Ok” rispondo io…andiamo subito in urologia.
Altra palazzina, altri corridoi, altri camici bianchi…altra attesa…la storia infinita.

Ma è qui cari amici che la mia storia subisce una svolta! Come in un fantastico degno film alla E.R. o Grey’s Anatomy…ecco arrivare il signor dottore: aspetto giovanile, ma non troppo, barba un po’ trascurata, sguardo cupo pensieroso, spalle curve…
Benissimo! E’ lui il mio medico! Sono a cavallo……morirò qui, oggi!

Mi sembrava di essere in un altro luogo, in un altro ospedale, come in un classico telefilm d’emergenza sanitaria, tutti al mio servizio, c’era addirittura la sala d’aspetto con il mega schermo al plasma (o lcd non so, forse led).
Entro nella stanza e mi trovo davanti un’apparecchiatura medica megascientifica all’avanguardia: la radiografia.
Era ora! E vai di gel doctor!!!
Ed ecco qui venire alla luce il problema che mi affliggeva da settimane…per fortuna cancro no (meno uno), varicocele no (meno due), nessuna malformazione a seguito trauma (meno tre), niente ernia (meno quattro!). E allora??!
“Epididimite” dice il doctor.
“Epidi…che???!” dico io.
“Epididimite, condizione patologica nella quale si osserva l’infiammazione dell’epididimo”.
“Aaah ecco, ora è più chiaro…” (mah!)
“Com’è la sua vita sessuale?” dice il doc.
“Buona, normale” dico me.
“Frequentazioni occasionali?”. dice il doc
“Prostitute?”. dico me
“Diciamo…”. dice il doc
“No, sono fidanzato”. dico me
Allora caro mio la sua infiammazione se l’è presa dalla sua fidanzata”.
Aahhh…azz…appost’…ora che glielo dico…son cazzi!
“Prenda antibiotici e questo integratore per due settimane….gli antibiotici…l’integratore per un mese. Ci rivediamo tra un paio di mesi”. dice il doc
“Perfetto”. dico me
Almeno non devo operarmi…!

Fu così che con mio grande stupore la sanità pubblica riuscì a salvarmi da un bisturi troppo “precoce e svelto” per non essere accettato.
Il caro doctor sottomesso ma affidabile mi curò in assistenza sanitaria obbligatoria per ben un anno, non solo certamente con antibiotici, ma gli integratori d’origine vegetale fecero la loro parte e il dolore un po’ alla volta passò. Non so se per merito delle medicine o altro ma sicuramente grazie ad un supporto medico umano molto valido e consapevole.
Per la prima volta a quant’anni suonati avevo avuto la fortuna di incontrare un uomo di scienza bravo e competente non tanto a sfornare terapie farmacologiche, ma ad aiutare il paziente in una convalescenza lenta ma efficace.

Non spetta a me dire che le cure medicinali spesso non sono efficaci soprattutto se inquadrate in uno stato clinico completamente errato (vedi ernia inguinale scambiata per epididimite).
E’ accertato infatti che l’organismo umano reagisce ad uno stato di salute carente in diversi modi e in diversi tempi, usando a volte non a caso una certa spiritualità e volontà mentale molto forte. Spesso ci affidiamo al nostro cuore, forse perchè lo sentiamo battere vivamente…ma incosciemente non ci rendiamo conto che tutto il nostro corpo è guidato e probabilmente curato dal cervello organo supremo. Se la mente funziona bene anche tutto il resto va alla grande! Per lo più!
Studi scientifici recenti contrari alla sperimentazione in vitro hanno dimostrato che è fallimentare e non attendibile analizzare la reazione cellulare di una porzione di esse in provetta. Le cellule umane e quindi animali reagiscono in sintonia con tutto il sistema organico a loro collegato. Tecniche arcaiche ottocentesce come la vivisezione animale sono ormai superate rispetto ad altre sperimentazioni più ovvie ed etiche.
Questo è solo un esempio fine a se stesso e non rappresenta la stragrande maggioranza delle casistiche. Ma è un esempio valido proprio per il racconto fine a se stesso, unico e rappresentativo di un caso.
E sicuramente ognuno ha la propria storia da raccontare.

Quasi dimenticavo…il medico bisturato l’ho poi incontrato un giorno in ospedale mentre ero in attesa. Naturalmente era ovvio, in quanto urologo anch’egli, che frequentasse il reparto d’urologia pur facendosi ben pagare le visite private!
Dopo circa un anno mi chiamarono dal suo studio dicendomi che l’operazione era in vista…quasi ridendo comunicai alla socievole e squillante segretaria che ero miracolosamente guarito! Dall’altra parte del telefono non sentii nulla…dopo un po’ riattaccai perplesso.

Per la cronaca…non sono più fidanzato con la cattiva consigliera (per altri motivi non interessanti).

Il buon doctor in tutte le sue visite mi congedava sempre con una bella stretta di mano, una pacca sulla spalla e un: “Non preoccuparti!”.

Mi è stato molto utile!

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