Condizione


Indipendentemente dal “metodo” qui si parla di uccisione (il termine omicidio è indicato, come dalla parola stessa, all’uomo e solo ad egli), morte e sofferenza di un animale essere vivente innocente senza alcuna colpa se non quella di appartenere ad una specie di cui l’uomo stesso è ghiotto per tradizione, cultura e puro godimento.

Qui non si parla di pratiche nutrizionali islamiche, musulmane, ebraiche o cattoliche-cristane. Tutt’altro!

Gli allevamenti intensivi moderni esigono per praticità d’uso e conseguente commercializzazione che l’animale (in particolare maiale, mucca e pecora essendo i più diffusi in ambito distributivo mentre per i polli, cavalli ed altre specie si esige un capitolo distinto e separato solo per tecnicismo) sia sgozzato dietro stordimento elettrico o colpo di pistola pneumatica per farsì che tutto il sangue sgorghi dalla ferita e permetta quindi la “pulitura” da muscoli e tessuti di un fluido organico non necessario alla conservazione e vendita, ma destinato poi ad altro uso.
Per far ciò naturalmente il cuore dell’animale deve essere ancora vivo e pulsante per pemettere une resa totale ed efficiente. Il cervello e tutti gli altri stimoli emozionali legati a emozione, dolore, e relativo shock…non sono attinenti.

Stesso cosa dicasi putroppo per il pescato dei tonni, o delfini o tante altre varietà di pesce a livello mondiale (Italia compresa) dove lo sgozzamento, o parte di esso tramite arpione, viene aggiunto all’asfissia dietro restingimento forzato in una rete o peggio spiaggiati agonizzanti.

Indipendetemente dal vostro stile di vita, la maggior parte del mondo occidentale oggi si nutre di questo.
Senza scendere in discussioni e dibattiti profondi e dispendiosi…agire oggi in un contesto più che attuale è doveroso. Agire nel singolo nostro vivere quotidiano tramite piccole pratiche e abitudini semplice può cambiare la nostra e la “loro” esistenza. Del resto ci si chiede come si sia potuti arrivare in questo delirio di mattanza, vivisezione e incosapevolezza ignobile. Come?!
Una sola risposta: capitalismo corporativo.
Oggi un bambino qualsiasi appartenente ad una famiglia occidentale sia essa di ceto povero, medio o ricco non sa e non conosce il destino di un animale da allevamento (e a dirla tutta non viene neanche educato nel rispetto e nella tutela di tutti animali, non solo cani&gatti) o se lo percepisce in qualche modo tramite chissà quali fonti lo acquisisce e lo somatizza come “normale”. Basta chiedergli perchè nei supermercati esiste un luogo chiamato macelleria o pescheria o salumeria…o, anzichè comprargli dolciumi e patatine per farlo stare zitto e quieto, fargli fare un giro tra gli scaffali chiedendogli la lettura di quali ingredienti esistano mediamente o totalmente d’origine animale o di dubbia origine o beneficio quali olii vegetali e dolcificanti o peggio chissà cosa, o portarlo al circo o peggio nei delfinari o rodei o sagre e non per godersi lo spettacolo bensì per spiegargli cosa c’è dietro allo stesso.

Siamo quello che mangiamo, e siamo quello che compriamo e quindi se ci viene consigliato di preferire questo a quello è normale istituzionalizzare le nostre scelte e i nostri bisogni. Si aggiunge poi un coinvolgimento medico farmacologico cosmetico dettato da pratiche vivisettrici più inutili che indispensabili…e l’illusione è appena creata.

Basti pensare per quale assurdo motivo debba prendere una pillola per calmare un dolore non mortale o talmente agghiacciante da non farmi praticare le mie normali attività quotidiane. Tanto vale farmi un iniezione più efficace di morfina?!
Basti pensare per quale incredibile ed incosciente motivo debba vaccinarmi ogni anno per un influenza che quasi sicuramente prenderò in questo modo.
E non basti pensare a tutti gli altri rimedi e metodi farmacologici speculativi non efficaci su malattie degenerative e mortali quali cancro, sla, aids ecc. ecc.

I farmaci e la medicina non allungano la vita…possono salvarla in casi estremi violenti…ma la vivisezione non credo serva a salvarmi da un incidente d’auto o da un infarto.
Le stesse pratiche sadiche e violente perpetuate sugli animali altro non sono che una successiva trasposizione etica sull’uomo. Quindi perchè?!
Le cure e la ricerche medice hanno bisogno di ispirazioni etiche e profonde…non pagliacciate acquatiche sul web. La Big Pharma ha a sua disposizione mezzi e risorse sufficienti proprio grazie ad una svendita incontrollata e perdurante lunga quasi un secolo, perchè anzichè ingolfare ancora le sue casse economiche non le utilizze per il bene comune?!
Ci si chiede perchè non esiste una reale cura del cancro se non la reale prevenzione stessa.

Ci si chiede infine come un essere vivente nato solo per sbaglio in un contesto umano dove l’alimentazione è diventata un bisogno non necessario che crea profitto ultramiliardaro a pochi eletti senza indicizzare un prodotto interno lordo benefico alla comunità se nonchè creare solo innumerevoli malattie degenerative e contribuire terribilmente al’inquinamento globale favorendo impoverimento nelle terre più isolate del pianeta…possa egli essere sano, puro e nutritivo in queste condizioni chiamate umane solo per concetto, ma non per etica?

Qui non si parla di leggi, normative e nozioni scientifiche incastrate in un brodo burocratico dove si cerca di capire ipocriticamente cosa è più lecito fare…se morire con una scossa in testa o un coltello nella gola…no!
Qui si parla solo di morte e devastazione.

E mi dispiace dirlo purtroppo da uomo “moderno industralizzato”.

Una volta gli allevatori in loco erano coscienti o per lo meno capivano e vedevano quello che producevano ed erano liberi di accettarlo o negarlo o peggio ripudiarlo.
La nostra sofisticazione moderna ha creato un velo dritto e scuro da cui non si può vedere oltre, se non con l’unica arma plausibile ed efficiente: la nostra coscienza!

Animal Equality ha realizzato una investigazione sotto copertura con diverse riprese video e numerose immagini, anche sott’acqua, smascherando la mattanza dei tonni a Carloforte in Sardegna. Una pratica cruenta, che tra la fine di maggio e l’inizio di giugno di ogni anno causa la morte di migliaia di tonni rossi.

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