Impronta


Buonanotte

Quanto amiamo gli animali? E quanto amiamo i nostri animali? E quanto tutti gli altri? Abbiamo pietà e sensibiltà solo nei confronti di cani & gatti? O siamo compassionevoli anche verso tutti gli altri? Compresi anche quelli più brutti, puzzolenti…lontani dal nostro vivere quotidiano?

La legge italiana n.189 del 2004 a tutela dell’animale, quella che è considerata una sottigliezza nel regolamentare il nostro rapporto comportamentale verso i non umani, tutela in realtà non gli animali stessi, ma il sentimento degli uomini nei loro confronti, anzi solo nei confronti di quelli domestici d’affezione:

“…dei delitti contro il sentimento per gli animali domestici”. Recita quindi inequivocabilmente il titolo IX-bis.

“E quindi in una visione totalmente antropocentrica che la questione viene inquadrata. Ad essere difeso e tutelato è sempre e comunque l’uomo, che potrebbe venire urtato nella propria sensibilità, provare fastidio, disturbo o raccapriccio..non l’animale stesso protagonista di tale sofferenza ingiusta, il quale ancora una volta viene svilito da soggetto portatore di diritti a soggetto al nostro sempre predominante interesse.”

Dal saggio “Sulla cattiva strada” di Annamaria Manzoni:

“…come si può ricostruire dalle puntuali e rigorose ricerche già nel 1887 l’on. Giuseppe Zanardelli scriveva:

“Le crudeltà usate contro gli animali contrastano con ogni senso d’umanità, di compassione, di benevolenza, spengono nell’uomo avvezzo a infierire contro le creature animate ogni sentimento mite, pietoso e gentile. Lo rendono insensibile alle altrui sofferenze, destano nella società degli effetti feroci e barbari, segnatamente nei fanciulli, con gravissimo nocumento per l’educazione loro.”

“Non è certo casuale che lo stesso Zanardelli si occupasse attivamente di altre questioni quali pena di morte e protezione del lavoro minorile. Lotta contro le ingiustizie e attenzione per i deboli erano le costanti del suo operato.

Egli sottolineò l’evidenza di come la crudeltà contro gli animali sia incompatibile con comportamenti genericamente empatici, rispettosi e benevoli, cogliendo le potenzialità distruttive sull’educazione dei bambini di atteggiamenti oltraggiosi verso gli animali.

Nella discussione del suo disegno di legge a tutela di tutti gli animali (e quindi non solo quelli d’affezione domestici) affermava che:

“Occorre educare la popolazione a non incrudelire verso gli animali, concedendo premi agli insegnanti che diano nella scuola speciali istruzioni sulla necessità di proteggere gli animali. (…) La tutela degli animali è connessa col problema dell’educazione, perchè ogni mezzo per addolcire il cuore del fanciullo ed abituarlo alla pietà, resterà sterile se egli dovrà assistere a crudeli e continue sofferenze degli animali, e si abituerà a considerarli come cose e oggetti inanimati..non come esseri viventi sensibili”.

Solo la loro riduzione a cose (troppo spesso evidenziata infine anche tra umani, o meglio nel rapporto tra uomo e donna o uomo-donna e bambino), con la negazione del loro stato di esseri senzienti permette infatti di usarli, abusarli, ucciderli per gli scopi più disparati: alimentazione, vestiario, divertimento ecc. Senza sentirsi neppure debitori di una giustificazione.

Le evidenze sono infinite. E’ sufficiente riflettere sul trattamento riservato a galline, maiali, mucche ecc. negli allevamenti intensivi, dove le varie fasi della produzione sono funzionali al massimo guadagno con il minimo della spesa, in assenza di qualsiasi attenzione ai loro bisogni di esseri senzienti. Il trasporto animali stesso viene inteso come trasporto merci e il termine borsistico commodities li accomuna alle materie prime quali oro, petrolio o ferro ecc.

Il loro stato di esseri viventi è di fatto negato quasi sempre nelle cronache giornalistiche.

Di certo c’è da interrogarsi su come sia possibile che a un secolo di distanza, sopravviva un tale misconoscimento del problema da promuovere momenti di svago e divertimento in manifestazioni quali sono le sagre, circhi, delfinari, pesca e caccia o qualsiasi altro avvenimento sportivo come ippica o rodei in cui spesso putroppo sono i bambini spettatori innocenti ed increduli. Formano pertanto il pubblico privilegiato di riferimento ed esortati a divertirsi, ma talvolta resi addiritura protagonisti incaricati del compito scellerato di agire in prima persona nel tormento dell’animale prescelto…vedi pesci rossi, canarini, pappagalli, scimmie, criceti, conigli, tartarughe, furetti, topolini ecc.ecc.”

C’è da riflettere ed interrogarsi su come il nostro vivere quotidiano sia troppo spesso condizionato da avvenimenti distorti e psicotici che non hanno nulla a che fare con la nostra e loro sopravvivenza. E mi riferisco alle nostre abitudini giornaliere che passano dalla colazione, pranzo, aperitivo e cena…per finire su passatempi e occupazioni di svago assolutamente fuorvianti.

La televisione stessa e tutti i mezzi d’informazione sono diventati strumenti malefici di questa campagna d’odio razziale specista non solo tra umani (vedi guerre al terrorismo islamico) ma soprattutto verso tutto il regno animale innocente ed indifeso (vedi di recente la vicenda della mamma orso Daniza).

Dobbiamo svegliare le nostre coscienze verso una maggiore consapevolezza degli eventi…nostri e loro. Capire che la natura stessa è in continuo movimento e noi esseri umani non ne siamo ospiti privilegiati, ma bensì protagonisti indiscussi che nel bene e nel male hanno la capacità primordiale di mutare la vita terrestre.

Il nostro presente è importante per i nostri nipoti, per le generazioni future.

Dobbiamo pensare ed agire fin da subito per apportare un segno indistinto e reale utile a costruire un impronta visibile e profonda sul nostro futuro…umano, animale e vegetale.

Fonte Annamaria Manzoni, psicologa-psicoterapeuta.

http://annamariamanzoni.blogspot.com/p/home.html

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