Uomo-Donna-Animale


Sole
Negli ultimi decenni le donne assomigliano sempre più agli uomini, e non mi riferisco certamente ad uno aspetto fisico. Le lotte femministe hanno ribaltato positivamente il rapporto della donna nella società moderna, prima relegata ad uno stato sociale emarginato e lontano da uno stato privilegiato del sapere che fino a poco prima era solo ed esclusivamente maschile.
L’appartenenza al genere femminile diventava motivo d’orgoglio e consapevolezza di una forza diversa, non inferiore a quella maschile. Anche l’empatia, la capacità di compassione e di identificazione con i deboli acquisivano diritti distintivi di una nuova fierezza che rigettavano le connotazioni volutamenti svilenti di sentimentalismo che da sempre provenivano da parte maschile. Quella parte maschile che da sempre o quasi ha per l’appunto ignorato l’interesse per il peso e la funzione positiva di sentimenti ed emozioni, relegati a debolezze femminili e quindi di campo di ricerca poco stimolante.

Oggi accade spesso quindi di trovarsi di fronte a donne molto coinvolte nella causa che io definisco di carriera professionale. Medici, veterinari, giornalisti, avvocati, politici ed ogni incarico istituzionale e non, ma comunque di funzione sociale, che si battono per la causa maschile comune…e cioè profitto ed obiettivo ad ogni costo e con ogni mezzo pur di ottenere fama e gloria.
Mi sono spesso scontrato con donne che tutto avevano da donarmi tranne che sensibilità ed amore per la vita. Vivisettrici senza pietà, razziste proclamate, maleducate e volgari senza vergogna…un vero incubo…senza considerare le migliaia di operaie che ogni giorno lavorano nei macelli giustificando la loro coscienza di madri con uno stipendio poco più che dignitoso.

Non mi ritengo retrogado se condivido tali pensieri astratti e di fantasia frutto solo di una mia riflessione paranoica, ma ritengo che i ruoli sociali oggi trasformati siano un codice chiave molto importante e fondamentale sul rapporto uomo-donna-bambino-anziano-animale. I primi due naturalmente vanno identificati in esseri adulti socialmente attivi, inseriti in un contesto puramente occidentale.
Difficile interpretare e spiegare tale concetto attualmente vivo e reale e in continuo movimento. Non è chiaro totalmente neanche a me stesso, fortemente in contraddizione causa educazione patrialcale e tradizioni culturali meridionali molto forti.
Il contrasto è molto ampio ed attivo ma non degno di modifica ed attuazione, segno di un cambiamento urgente ed opportuno.
La donna stessa è parte integrante di questo cambiamento e, senza scendere in discussioni sessiste, sono convinto che la natura abbia donato ad ogni essere vivente un ruolo ben specifico che noi esseri umani in quanto protagonisti primordiali della vita terrestre attuale abbiamo radicalmente trasformato.
E’ evidente come alcune donne riescano molto abilmente a svolgere il loro ruolo istituzionale naturale di mamme chiocce e mogli fedeli, ma è altrettranto vero che spesso e malvolentieri il loro connubio naufraga in tragedie a volte anche sanguinarie. L’uomo stesso non solo non è stato ancora capace di adattarsi a tale cambiamento femminile ma si rivolta e si giustifica ricoprendo ruoli perversi intrinseci mortali.
La confusione è alta e l’avvicinarsi della donna al ruolo maschile per eccellenza è uno stato odierno sociale molto forte ed acceso.
Le riflessioni sono obbligate. Le conclusioni spesso contorte e contradditorie.
Ma non si può negare un tale coinvolgimento fondamentale nei rapporti uomo-donna-bambino-anziano-animale.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si cercò con ogni mezzo di far prevalere una coscienza morale attiva e forte sulla protezione e difesa degli animali e dei bambini. Poi con la nascita e l’incremento degli allevamenti intensivi si giustificò la violenza animale come leggittima relegando la legislazione solo all’infanzia umana e più di recente alle donne.

Solo negli ultimi anni anche i cosidetti animali domestici d’affezione quali cani & gatti hanno ricevuto una tutela maggiore seppur minore rispetto a quanto sia possibile fare per due specie viventi strappate dal loro habitat naturale centinaia di anni fa.

La sensibilità, la consapevolezza e la coscienza sono da sempre un dono naturale primoradiale della donna…e pochi uomini.
Quando la vera parità dei sessi sarà attuata naturalmente senza condizioni imposte da bisogni non primari?

(Alcune parti di questo articolo sono tratte dal saggio “Sulla cattiva strada” di Annamaria Manzoni, altre liberamente da mie esperienze personali e pertanto criticabili.)

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