L’animale ritrovato


10610509_1479113225678579_4807351761890294133_n
“L’animale ritrovato” (edizioni Terra Nuova) è un libro toccante e molto efficace nel raccontare le storie di inusuali animali da compagnia, sfuggiti al destino programmato per loro: anziché essere cibo, sono diventati amici teneri ed insostituibili per le persone che li hanno accolti.
Una distinzione tanto radicata quanto infondata è infatti quella tra animali “da compagnia” e animali “da reddito”: i primi, i nobili cani, gatti e cavalli sono allevati e curati come bambini dai loro padroni; i secondi, vengono considerati alla stregua di oggetti, beni economici da allevare, rivendere e macellare (o sfruttare). La maggior parte delle persone non penserebbe mai che anche un vitello, una gallina o un maiale sono capaci di provare emozioni, di costruire legami affettivi con i propri simili e con gli umani, di provare dolore se separati brutalmente dalla mamma o tremare di fronte alla morte.
Invece, è proprio così. E le testimonianze raccolte da “L’animale ritrovato” ce lo provano ampiamente.
C’è la storia di Michelino, il più piccolo di una cucciolata di maiali, che non riesce ad arrivare al secchio del latte perché travolto dall’irruenza degli altri maialini. Michelino cresce poco e rimane sempre in disparte. La sua mamma, che ha ormai svezzato i cuccioli, è tenuta chiusa dentro uno stanzino piccolo e buio. Finché Alessandra non se ne accorge e riesce a farla portare in un recinto all’aperto tutto per lei. E le viene anche un’altra idea: perché non mettere Michelino insieme alla sua mamma? Ma il contadino cui i maiali appartengono cerca di dissuaderla: pare che una volta che li abbia svezzati, alla scrofa non importi più niente dei maialini. Ma Alessandra tenta lo stesso…e insieme assistono ad una scena da togliere il fiato: Gianna e Michelino iniziano a grugnirsi, a saltellare, ad odorarsi attraverso la grata, e quando Michelino viene fatto entrare nel recinto si corrono incontro, ed il cucciolo si stende a pancia all’aria lasciando che la mamma gli grugnisca sul pancino…
E poi c’è Sheila, una capretta che ama viaggiare in macchina, guardando il paesaggio che scorre e ascoltando la musica con l’orecchio poggiato sulla cassa. Sheila è stata salvata da Helena da morte certa, perché era tenuta insieme ad altre venti capre in un recinto piccolissimo, in mezzo al fango, senza riparo né cibo. Adesso Sheila vive con Helena e Serena, una cagna meticcia. Sheila ama farsi rincorrere, stare sdraiata al sole e farsi accarezzare; si diverte ad aprire e chiudere gli sportelli di casa, e quando Helena è fuori la sente arrivare ancor prima di vederla e la aspetta guardando nella direzione da cui sa che arriverà…

E poi ci sono tantissimi altri come loro, ciascuno con un nome, un carattere e una vita propri ed unici.

Tutti in questo libro bellissimo, di tenerezza e speranza.

Fonte Valentina Scamporlino in http://www.esserevegetariani.it/

Annunci

Invia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...